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Bastien aveva smesso di cantare
di Valeria

"Sali".
Bastien era seduto sulla sedia del
soggiorno. E mi guardava.
"Dai,
Camille, non
farti pregare".
Si era dato due pacche sulle cosce e mi aveva sorriso,
in attesa.
"Sono cresciuta", avevo risposto riaprendo il libro.
Ma poi i suoi occhi piantati addosso mi avevano
costretto a guardarlo di nuovo.
"Sono troppo grande per...", avevo cercato di
controbattere.
Ma mi era venuto da ridere. Mi ero alzata andandogli
incontro e avevo finito per sedermi sulle sue ginocchia.
Ora, lo guardavo negli occhi mentre lui prendeva le mie
mani tra le sue.
Il
pleut, il
pleut, bergère
Presse
tes blancs moutons
Mi dondolava velocemente,
mentre cantava, su e giù sulle sue gambe, e io ridevo e
gridavo e lo supplicavo di fermarsi, ma lui rideva e non
smetteva. Cantava e mi dondolava.
Allons
sous ma
chaumiére,
bergère vite allons
"Basta! Per favore!", gridavo.
E ridevo. E mi aggrappavo sulle sue spalle larghe per
non cadere.
J’entends
sous le feuillage
L’eau qui tombe à
grand bruit
L’ultima volta che l’avevamo
fatto io avevo quattordici anni e lui ventotto. Adesso
ne avevo diciotto, di anni, ma
Bastien si
divertiva comunque a mantenere viva la parte del
fratello maggiore.
Il ritmo, però, man mano si era stranamente allentato.
Bastien aveva smesso di cantare e adesso mi dondolava
piano avanti e indietro sulla sua gamba, con meno foga,
come se i movimenti e le risate e il divertimento
smaliziato si fossero sciolti, smembrati, si fossero
presi una pausa e avessero lasciato il posto a qualcosa
di più caldo, più caldo e viscoso.
La versione
integrale di questo racconto può essere letta
nell'antologia "La notte del peccato" pubblicata da
Edita Casa Editrice
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| Let's talk - Le
interviste |
Marco Belli
a cura di Valeria
Siamo partiti per un viaggio in Romania nell'estate del
2008 per vedere un concerto di Manu Chao a Bucarest; la città è
diventata subito per noi anche un terreno di flanerie e
vagabondaggi letterario-fotografici.
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| Let's talk - Le
interviste |
Sofia Natella
a cura di Valeria
E' una ventisettenne milanese che adora i lamponi, le
spezie e saltare sui letti. Ha la frangetta ma, dice lei, non è
fashion. E' autrice del blog "Sophieboop, pensieri senza
mutandine" e del romanzo "La disposizione degli organi interni"
e si racconta per noi in questa intervista.
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Sottile gioco
a cura di Luca Mori
E' contrasto, questo sì. O perlomeno questo è quello che
io ho sentito navigando per i suoi spazi virtuali, percependo
una durezza scivolosa, scorrevole, una sorta di densità liquida
che ti trattiene e ti scuote senza che tu te ne renda poi
davvero conto.
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Le catene della Mente
a cura di Paola Levi
Del resto mi aveva già spiegato che trova il nero
elegante. Intuisco anche che il nero è proprio il colore che
si vede con una benda sugli occhi, benda che
"permette di percepire di più" e quindi, credo, di
abbandonarsi e scoprire i più inconsueti toni
dell’erotismo.
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