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L'uomo che stai cercando
di Ermione e Fausto Rampazzo

E’ una stronza.
Quando Marco apre la porta di casa non gli lascia
neanche il tempo di salutarla: lo blocca sulla soglia e
lo bacia con impeto, con furia, in modo che i loro
umori si mischino il più possibile. I loro
umori. I suoi, e quelli che Matteo le ha lasciato
in bocca prima di mandarla via, dopo averla presa con la
solita dolcezza che dolcemente si trasforma in irruenza
famelica, in potenza. Qualche volta, in violenza. In
altre, come poco fa, in prevaricazione.
"Vattene. Ora torni da tuo marito e lo baci, gli spalmi
addosso il mio odore. Lui non si accorgerà di niente. Tu
invece lo riconoscerai, sentirai la mia presenza, quando
chiuderai gli occhi potrai mischiare il mio corpo al
suo. Sarà come farlo con un altro, con l’uomo che unisce
il meglio di me e di lui. Finalmente. L’uomo che stai
cercando".
Una stronza perversa.
Perché di nuovo si scopre eccitata. Anche se è appena
uscita da casa di Matteo, anche se ha goduto non ricorda
quante volte nelle ultime due ore. E, come sempre, ha
faticato ad abbandonare quella casa, tanto familiare e
intima sebbene niente lì le appartenga. Tanto meno il
proprietario. Ma Matteo non appartiene a nessuno. E’
questo il suo segreto, il suo trucco. Non dipendere da
nessuno e fare in modo che chiunque entri a far parte
del suo mondo invece gli appartenga. Come lei. Lei gli
appartiene. Non può fare a meno di lui. Non può più
farne a meno, da quando lui le ha consentito di entrare
a far parte della sua vita. Quale parte e per quanto
tempo non importa: due ore vanno benissimo. Due ore di
black-out, di luce, di scintille. Di calma furente.
Appena due ore fa, con un semplice "dai, dolcezza" e una
lunga carezza tra il collo e i seni, è riuscito a
portarla lontano dalla cucina ordinata e profumata di
pesce appena cotto che il marito tiene in serbo per lei
stasera, e dalla freddezza asettica e asessuata di Hedda
Gabler, il personaggio in cui lui stesso, come regista,
l’ha tenuta imprigionata nel pomeriggio e che a tutti i
costi le ha imposto di accettare, nonostante le
proteste.
"E’ troppo diversa da me, troppo fredda, cinica. Una
donna senza scrupoli, senza sentimenti. Non ce la farò
mai".
E ora adesso è sorpresa di quanto poco le importi
sentirsi ancora bagnata in mezzo alle gambe, o di nuovo
bagnata. E di esser tanto contenta nel ritrovarsi a
pochi metri da una cucina impeccabile, illuminata
soltanto da candele, con una tavola apparecchiata e un
vassoio di pesce appena cotto che la aspetta. Che
aspetta che abbia terminato di frugare nei jeans del
marito, e che con la fermezza delle sue dita lo convinca
ad accartocciarsi con lei sul parquet del corridoio,
senza dargli tregua, continuando senza pietà a baciarlo
ovunque, nella bocca, sul collo, sul petto tra i bottoni
aperti della camicia. Inchiodandolo con le sue dita
frementi. Furiose. Portandolo fino alla soglia del
paradiso e mostrandoglielo. E basta, per ora.
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| Let's talk - Le
interviste |
Sofia Natella
a cura di Valeria
E' una ventisettenne milanese che adora i lamponi, le
spezie e saltare sui letti. Ha la frangetta ma, dice lei, non è
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Sottile gioco
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