- LE NEWS -
Quella sera si mostrò in tutta la
sua conturbante giovanile bellezza, in vestaglia. Fu
allegra, gioviale, anche se sottilmente ambigua. Poggiò il
mio cappotto sulla poltrona dell'ingresso e mi fece
accomodare in salotto sul divano. Accese il lume soltanto,
spegnendo il lampadario centrale.
Ora boccheggio sul suo letto. Quanto tempo è passato da
quella sera?
Ci siamo amate, ci possediamo. Ogni volta con maggior
vigore, con maggiore sicurezza, per il nostro esclusivo
piacere. Sappiamo quando e come fermarci per donare quel
brivido d'infinito che le nostre lingue saettanti sanno
donarci. I clitoridi rivolti verso l'esterno, le calde
bocche che succhiano i nostri molluschi irretiti da tanta
voglia. Le cosce si aprono accogliendo nella loro umidità le
nostre fameliche bocche. Tutto è morbido in noi, vaporoso.
Siamo nuvole rosa su di un letto di piacere. Questo è il
diverso dall'essere posseduta da un uomo che si incista in
te e vuole il suo esclusivo piacere lasciandoti, magari,
ancora inespressa nel mare della bava inacidita che ti
dilava il ventre.
Lei sa baciarmi sulle labbra, teneramente, e mi bacia,
scuote la mente, con tutta la sua delicatezza. Le lingue si
aggrovigliano nel gioco d'amore, i liquidi si scambiano fino
a scorrere sul collo, sul petto. E io e lei ci danniamo per
asciugare con le nostre vibratili lingue i capezzoli arditi,
da noi stesse succhiati ed eccitati. I miei scuri, più
larghi su seni più maturi, più femmina. I suoi efebici,
lattei, pronunciati quel tanto che basta a segnalare il
dimorfismo sessuale che ci accomuna.
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SCADENZA 31 MARZO 2010
"Pablo mi prese di sorpresa, all'improvviso mi sollevò da sotto
il ginocchio sinistro, mi fece girare bruscamente fino a portarmi
davanti a lui, mi lasciò un momento per rompermi le mutandine,
tirando l'elastico con le mani, e mi obbligò a montarlo. Gli
circondai il collo con le braccia e cominciai a salire e a scendere
sopra di lui. Tutte le volte che lo facevamo in questo modo mi
ricordavo di quando molto tempo prima, a cinque, sette, nove anni,
dopo averglielo chiesto con insistenza per ore e ore, mi faceva
sedere sopra le sue ginocchia, mi prendeva per i polsi e mi attirava
verso di sé, poi mi lasciava cadere, finché non sfioravo il suolo
con la testa, 'aserrin, aserràn, los maderos de San Juan, los del
rey, sierran bien, los de la reina, también', l'ultima volta che lo
avevamo fatto io avevo quasi quattordici anni, e lui venticinque,
non c'era nessuno in casa di Marcelo, Pablo era seduto sul letto e
io glielo chiesi, e mi rispose di no, che ormai ero troppo grande
per fare questi giochi, ma io continuai a insistere, l'ultima volta,
per favore, l'ultima volta, e cedette, ormai sei troppo pesante, 'aserrin,
aserràn', e quella volta fu molto lungo, durò tantissimo, e alla
fine io ero bagnata e lui aveva qualcosa di duro, di insolito, sotto
i blue jeans, quella avrebbe dovuto essere l'ultima volta, ma fu la
prima". |
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