| "La vita si rimpicciolisce e si
ingrandisce in proporzione al proprio coraggio" |
Anais Nin
Neuilly, 21 febbraio 1903
Los Angeles, 14 gennaio 1977
E' stata una delle scrittrici più controverse del '900. Donna
affascinante, americana ma francese di nascita, cosmopolita e
dall'eleganza oriental-mitteleuropea, Anais cresce tra l'Europa e
New York facendo scalpore con i suoi diari e racconti. La sua
letteratura sarà annoverata come letteratura poetica, mentre da ogni
pagina traboccherà l'enorme passione per la scrittura che fin da
piccola l'aveva rapita.
Figlia di Joaquin Nin, pianista originario di Cuba e di una cantante
franco-danese, Anais trascorre l'infanzia in Europa fino
all'abbandono del padre. Anais all'epoca aveva 11 anni e nel "Diario
I" ricorda come proprio in quell'occasione tutt'altro che piacevole
sia iniziata la passione per la scrittura: inizierà il suo primo
diario come una lunga lettera al padre andato via. Scrive: "Voglio
descriverti, caro papà, ciò che sto vedendo in questo stupendo
viaggio. Potrò così avere l'illusione che tu sia qui con me e che tu
stia guardando le cose con i miei occhi".
Dopo l'abbandono paterno, Anais iniziò ad annotare su
grossi quaderni le sue impressioni durante il viaggio che la
portava, assieme alla madre e ai due fratelli, dall'Europa a New
York. Qui conosce l'ambiente americano, studia danza spagnola e vive
con la famiglia finché, ventenne, si sposa con Hugh Parker Guiler,
di professione bancario e futuro cineasta sperimentale.
Scrive Nin: "Se mio padre se n'è andato [...], se non
mi amava dev'essere perché non ero amabile [...], come cortigiana
avevo già assaggiato il falimento. Dovevo trovare altri modi per
interessare gli uomini".
Il matrimonio si rivelerà presto un'amara prigione per
la scrittrice che, anni dopo, si rifugerà in numerose relazioni
adulterine, quasi a riscattare il senso di noia profonda che la
avvolgeva. A Guiler resterà sposata tuttavia fino alla morte, anche
in virtù dell'annullamento di un secondo matrimonio, tenuto a lungo
segreto, contratto in Arizona nel 1955 con Rupert Pole (le nozze
furono invalidate su richiesta della stessa Nin per evitare ai due
coniugi guai a livello tributario).
E' del 1931 "D. H. Lawrence. Uno studio non
accademico", il primo libro pubblicato da Anais Nin, un saggio su D.
H. Lawrence autore di "L'amante di Lady Chatterley".
A Parigi Nin era arrivata nel 1929, poco prima della
pubblicazione del saggio su Lawrence, richiamata dal fervido clima
intellettuale della città che negli anni '30 ospita alcuni tra i più
grandi artisti, scrittori, poeti, musicisti dell'epoca. Si
stabilisce a Louvenciennes, alle porte della capitale, dove inizierà
a compilare - conservandola per una successiva pubblicazione, la
prima parte del suo diario. La sua opera più conosciuta,
sicuramente, diventa proprio il "Diario", una raccolta di scritti
autobiografici in forma, appunto, di diario iniziata nel 1931 (e
aggiornata fino alla morte), che è stata pubblicata a partire dal
1966.
A Parigi, entrata a far parte del gruppo di Villa
Seurat, conosce Henry Miller, autore di "Tropico del Cancro" e
"Tropico del Capricorno", si innamora della sua rudezza, del suo
modo di trattare le parole con fare burbero. "E' venuto a colazione
con Richard Osborn, un avvocato che avevo dovuto consultare a
proposito del contratto per il mio libro 'D. H. Lawrence'. Mi è
piaciuto subito, non appena l'ho visto scendere dalla macchina e mi
è venuto incontro sulla porta dove lo stavo aspettando. La sua
scrittura è ardita, virile, animale, magnifica. E' un uomo la cui
vita inebria. E' come me. Era caldo, allegro, disteso, naturale.
Sarebbe passato inosservato in una folla. Era snello, magro, non
molto alto. Ha occhi azzurri, freddi e attenti, ma la sua bocca
rivela emotiva vulnerabilità".
Presto conoscerà anche la moglie di Miller, June Mansfield, con la
quale intreccia una relazione: "Quando June mi è venuta incontro, ho
visto per la prima volta la donna più bella del mondo", annota nel
1931 nel suo diario. E nel diario parigino passeranno volti
notissimi, come ad esempio quello di Antonin Artaud.
Nin è riconosciuta anche come l'autrice più affermata
di letteratura erotica. Certamente influenzata dal piglio di Henry
Miller, Anais scopre presto di non aver remore e si racconta.
Negli anni '40 un collezionista di libri dà 100 dollari
al mese a Miller per scrivere racconti sul sesso. Lui ne ride con
l'amica-amante e poi decide di renderla partecipe, così lei iniziò
ma il collezionista le disse: "Va bene, ma lasci perdere la poesia e
le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri solo
sul sesso". E la Nin: "Così cominciai a scrivere ironicamente,
divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata che pensai che il
vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della
sessualità. Ma non ci fu alcuna protesta. Passavo i giorni in
biblioteca a studiare il Kamasutra. Ascoltavo le avventure più
spinte degli amici".
Anais scoprirà così la libertà del sesso, diventando
ben presto scrittrice apprezzata anche nel campo della letteratura
erotica. Emblematico il suo più famoso libro "Il delta di Venere".
Dal volume I dei "Diari" nel 1986 sono state estratte
parti non censurate che hanno costituito materia per il libro "Henry
& June: from the unexpurgated diary of Anais Nin" - o "Henry & June:
from a journal of love: the unexpurgated diary of Anais Nin"
(1931-32) - comprendenti estratti che vanno dall'ottobre 1931
all'ottobre dell'anno successivo, su cui è stato basato il film del
1990 "Henry & June" di Phil Kaufman, che racconta della sua
relazione con lo scrittore Henry Miller e la moglie June.
I suoi diari sono proprio una sorta di autobiografia in
veste di manoscritto; la stessa Nin sostenne anni dopo che la forma
del diario era quella in cui meglio sapeva esprimersi e di essersi
sentita subito in grado di distillare da questa forma letteraria il
meglio del proprio talento, fino a fare del suo scritto mito e poema
al tempo stesso.
Con il passare degli anni, il diario ha finito per
diventare per l'autrice il miglior amico e confidente al tempo
stesso e, nonostante le esortazioni della madre, non volle mai
interrompere la sorta di dipendenza che si era instaurata rispetto
ai quaderni.
Nella parte iniziale del "Diario I - 1931-34" sono raccontati eventi
accaduti a Nin nel periodo in cui viveva a Louveciennes, appena
fuori Parigi, con il marito, il bancario Hugh Parker Guiler, il cui
nome nel volume non viene citato neppure una volta. Molto spazio
viene dedicato alla relazione d'amicizia - ma anche sentimentale -
con Henry Miller e la moglie June.
Per Nin il diario inizia a diventare una sorta di
talismano che la protegge da oscure minacce. Lo porta sempre con sé
e coglie ogni occasione possibile per appuntarvi osservazioni e
riflessioni mentre viaggia in treno oppure sta seduta a un tavolino
di un cafè. Scrive: "Questo diario è il mio kief, il mio hashish, la
mia pipa d'oppio. E' la mia droga e il mio vizio. Invece di scrivere
un romanzo, mi sdraio con questo libro e una penna e indulgo in
rifrazioni e diffrazioni".
Sono incluse anche le riflessioni sulle discussioni che
a quel tempo aveva con i suoi psicoterapeuti Alledy e Rank. Fu in
quel periodo che il padre di Anais fece una fugace riapparizione
nella sua vita. Il volume si chiude con la pubblicazione, da parte
di Miller, del suo "Tropico del cancro" mentre la scrittrice si
avviava a completare il suo "House of incest", poi pubblicato nel
1936, e "Winter of artifice", edito nel 1939.
Anais Nin avrebbe desiderato veder pubblicato il suo
diario fin dagli anni '30, che è il periodo a partire dal quale
quella che è poi diventata una monumentale opera - oltre
quindicimila pagine dattiloscritte raccolte in centocinquanta
cartelle - è stata tradotta poi nel 1966 in una prima versione a
stampa.
Il rapporto di Nin con la psicanalisi, invece, è molto
controverso. Inizia già a Parigi, dove cerca di ritrovare se stessa.
Ben presto andrà in analisi da Otto Rank, allievo di Sigmund Freud,
col quale intreccerà una relazione che la condurrà a collaborare con
lo psicologo a New York. La carriera da psicoanalista la annoierà
subito, confusa tra se stessa e le turbe dei pazienti, Anais tornerà
alla "sua" verità grazie alla letteratura.
Del 1944 è la raccolta di racconti (una delle forme in
cui Nin dà il meglio di sé) "Under a glass bell".
Negli anni '50 sperimenta l'LSD, come documentato nel
saggio contenuto in "The diary of Anais Nin" in cui la scrittrice
descrive il modo in cui la sostanza agisce sulla creatività e sulla
percezione del proprio subconscio.
In virtù dei suoi lavori, lo stile compositivo di Nin
viene annoverato fra i maggiori contributi alla letteratura erotica,
con scritti - redatti con stile da vera e propria grafomane - dalle
cui pagine emerge l'enorme passione per la scrittura che ha
coltivato fin dalla più giovane età.
Morirà poi di cancro a Los Angeles assistita da Rupert
il 14 gennaio 1977. Pochi anni prima aveva ricevuto una laurea ad
honorem in lettere dal Philadelphia College of Art.
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