| "Una delle cose migliori
dell'amore è riconoscere il passo dell'uomo che sale le
scale" |
Colette
pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette
Saint-Sauveur-en-Puisave, 28 gennaio 1873
Parigi, 3 agosto 1945
E' stata una scrittrice francese considerata fra le maggiori
della prima metà del XX secolo. Insignita delle più importanti
onorificenze accademiche, nonché Grand'Ufficiale della Legion
d'onore, fu la prima donna nella storia della Repubblica Francese a
ricevere funerali di Stato. Colette è stata una delle grandi
protagoniste della sua epoca, un mito nazionale: oltre che
scrittrice prolifica fu attrice di music-hall, spesso nuda durante
le sue esibizioni, autrice e critico teatrale, giornalista e
caporedattore, sceneggiatrice e critico cinematografico, estetista e
commerciante di cosmetici. Ebbe tre mariti e un amante più giovane
di lei di trent'anni, più volte fu al centro di scandali per le sue
disinibite relazioni sentimentali con alcune personalità mondane, di
ambo i sessi, della società francese. Pur non provando simpatia per
le femministe della sua epoca, la sua vita e la sua opera letteraria
furono la testimonianza di una donna libera, anticonformista ed
emancipata, che sfidò le convenzioni e le restrizioni morali
dell'epoca, e che contribuì a rompere certi tabù femminili già a
partire dalla sua prima creazione letteraria, il personaggio di
Claudine "dall'ammiccante selvatichezza, dalla spregiudicata
sensualità" e, come la definirà Willy, "una tahitiana prima
dell'avvento dei missionari [...], più amorale che immorale". La
fortunata serie delle "Claudine", piena di un certo pigmento
erotico, ai primi del XX secolo rivestiva un carattere osé notevole,
e tuttora il primo romanzo della serie, "Claudine a scuola", è
inserito nella guida bibliografica dell'Opus Dei fra i libri
proibiti.
Figlia ultimogenita di un capitano degli zuavi in congedo, Jules
Joseph Colette, e di una vedova in prime nozze di un ricco
proprietario terriero, Sidonie Landoy, Colette cresce in Borgogna in
grande libertà e a stretto contatto con la natura; ha un'infanzia
felice circondata dall'affetto della famiglia e fin da bambina
impara ad amare la musica e i libri, può leggere tutto ciò che
desidera: a sei anni già legge Honoré de Balzac, Alphonse Daudet,
Prosper Mérimée e William Shakespeare. Con un padre sprovvisto di
senso pratico, Colette viene educata soprattutto dalla madre, una
donna perspicace, di mentalità moderna, atea dichiarata e
anticonformista, che in paese dà scandalo prendendo a servizio delle
ragazze madri. Sidonie insegna alla figlia a osservare la natura e
le trasmette la passione per il giardinaggio; in ricordo della
madre, Colette scriverà il romanzo "Sido".
Iscritta alla scuola pubblica di
Saint-Sauveur-en-Puisave, nel 1889 Colette supera brillantemente gli
esami di Licenza e di Licenza superiore, abilitante all'insegnamento
primario. Presumibilmente lo stesso anno conosce Henri
Gauthier-Villars, il suo futuro primo marito.
Nel 1891, per problemi finanziari, la famiglia Colette
si trasferisce a Chatillon-Colignv, destando così nella futura
scrittrice grande rimpianto per l'amato paese natio. Fino al 1892
Colette si dedica ad approfondire la propria formazione musicale e
teatrale, stringe il rapporto di conoscenza con Henri
Gauthier-Villars, divenuto nel frattempo amico di famiglia, fino a
fidanzarsi con lui.
Nel 1893 Colette sposa Henri, noto con lo pseudonimo di
Willy, più grande di lei di quattordici anni, e si stabilisce a
Parigi. Willy, scrittore, editore, pubblicitario, giornalista di
satira di costume e feroce critico musicale, dirige e coordina
all'interno di una sorta di officina letteraria, il lavoro di un
nutrito gruppo di letterati emergenti, detti "gli schiavi", i cui
scritti egli dà alle stampe con il proprio nome. Con una fama da
donnaiolo e "viveur", Willy è un uomo molto in vista nell'ambiente
artistico e mondano della belle époque parigina, e ama essere al
centro dell'attenzione, provocare e scandalizzare.
Già al secondo anno di matrimonio Colette si ammala a
causa, si presume, di una depressione dovuta alla scoperta dei
tradimenti del marito, della vita insalubre che conduce a Parigi e,
forse, di una malattia venerea, ristabilendosi dopo qualche mese.
Willy introduce Colette nell'ambiente artistico e
mondano parigino e qui fa amicizia con Paul Masson, uno scrittore la
cui specialità è produrre falsi letterari, Marcel Schwob, scrittore
e traduttore, Mme Arman de Caillavet, la musa di Anatole France,
Jean Lorrain, scrittore, e Marguerite Moreno, famosa attrice che
diventa sua confidente, conosce fra gli altri La Bella Otero, Marcel
Proust, Rachilde, Paul Valéry, Maurice Ravel e Claude Debussy.
Assieme a coloro che già lavorano per lui, Colette è
invitata dal marito a collaborare alla sua officina letteraria,
pertanto, con la firma congiunta "Colette Gauthier-Villars"
appaiono, su giornali e riviste, le sue prime cronache musicali e
collaborazioni giornalistiche. Willy inoltre incoraggia la moglie a
trasferire in un libro anche le divertenti avventura di bambina che
è solita narrargli; Colette inizia così a scrivere il suo primo
romanzo, "Claudine a scuola", il cui manoscritto verrà da Willy,
dopo una prima lettura, giudicato inservibile e riposto in un
cassetto per circa quattro anni.
Nel 1889 il manoscritto di "Claudine a scuola" viene
riscoperto da Willy il quale, intuendone ora le potenzialità e con
l'intento di proporne la pubblicazione, suggerisce a Colette di
accentuarne i temi piccanti che in origine erano appena accennati:
"Non potreste [...] rendere un po' piccante questo... queste
bambinate? Per esempio, fra Claudine e una delle sue compagne,
un'amicizia troppo tenera...". Nella stesura di questo primo
romanzo, così come nei successivi della serie delle "Claudine", ci
furono interventi diretti per mano del marito ma, a ogni modo,
poiché il manoscritto originale di "Claudine a scuola" andò
distrutto per ordine di Willy, l'entità del suo contributo rimane
per gli studiosi di difficile quantificazione.
Nel 1900 viene pubblicato, a firma "Willy", "Claudine a
scuola" che, grazie alle conoscenze e alla destrezza da impresario
artistico di Willy, ottiene in breve tempo uno strepitoso successo e
rende a Colette, come dono da parte del marito, una proprietà
campestre presso Besançon, molto amata dalla scrittrice.
Sfruttando l'onda del successo, Colette scrive il suo
seguito, "Claudine a Parigi", che viene pubblicato nel 1901 sempre a
firma "Willy". Questo secondo romanzo viene da Willy rapidamente
trasposto in un'omonima commedia teatrale, interpretata dall'attrice
Polaire, che l'anno successivo andrà in scena con successo ai
Bouffes-Parisiens, entrando poi in tournée. Sempre nel 1901, mentre
il numero delle tirature delle prime due "Claudine" continua a
crescere, Colette, incoraggiata dal marito e che assieme a lei vi
partecipa in ménage à trois, intreccia una relazione amorosa con
Georgie Raoul-Duval, l'affascinante moglie di un miliardario
americano già nota per le sue seduzioni prevalentemente di tipo
saffico. Stando alla testimonianza di Willy, l'intesa fra Colette e
Georgie si interrompe quando Colette scopre che essa ha una
relazione a due anche con Willy.
Georgie viene poi raffigurata da Colette nel
personaggio di Rézy all'interno del romanzo "Claudine amoureuse",
pubblicato nel 1902 e mai messo in vendita poiché prontamente
ritirato da Georgie nel tentativo di evitare uno scandalo. Lo stesso
anno viene pubblicato "Claudine si sposa", seconda stesura riveduta
di "Claudine amoureuse" e, quindi, terzo romanzo della serie delle "Claudine".
Intanto, mentre il numero delle copie dei romanzi cresce e la
commedia va in scena propagandata anche da Colette in abiti da
Claudine, la coppia Willy-Colette si fa fotografare e intervistare
da numerosi giornali e riviste, e Willy, abile pubblicitario che sa
sfruttare le sue conoscenze, trasforma il personaggio di Claudine in
un marchio che poi mette in vendita a uso di fabbricanti di oggetti
vari.
Il quarto romanzo della serie, "Claudine se ne va",
viene pubblicato nel 1903, anch'esso come i precedenti uscito a
firma del marito, il quale pubblicamente raccoglie tutto il merito e
la gloria della serie sebbene la vera autrice sia sempre Colette, la
cui immagine ufficiale a questo punto è diventata quella della
moglie-adolescente devota al suo barbuto e maturo marito. Solo dopo
il loro divorzio la serie delle "Claudine" verrà pubblicata con le
firme congiunte di Colette e Willy.
"Claudine a scuola", assieme agli altri romanzi della
serie, divenne così uno dei maggiori best-seller francesi di tutti i
tempi, creò un personaggio originale nella letteratura francese, "la
prima teenager del secolo", un personaggio che invase la Francia.
Nei cabaret e nei caffè-concerto apparve "il tipo" Claudine,,
numerosi articoli commerciali lanciarono anch'essi la "moda Claudine",
apparvero così i "profumi Claudine", i "capelli alla Claudine", i
"grembiuli alla Claudine", perfino le "cravatte alla Claudine".
Nel 1904 viene pubblicato "Dialogues de betes", firmato
"Colette Willy", il primo libro di Colette in cui, accanto al nome
del marito, compare anche il suo. Intanto Willy, sperando di
rinnovare la tiratura delle "Claudine", fa scrivere a Colette una
versione più libertina del suo noto personaggio, dando così alle
stampe "Minne", pubblicato a nome "Willy", che l'anno successivo
avrà un seguito, "Les egarements de Minne", nel quale Colette, ormai
stanca della sua sottomissione letteraria alle esigenze del marito,
fa morire nel finale il personaggio principale impedendone così
ulteriori sviluppi da parte del marito. Il 1905 è anche l'anno che
vede la progressiva eparazione della coppia Willy-Colette, l'uno
ormai palesemente infedele alla moglie, l'altra che si avvicina
sempre più al raffinato mondo della lesbo parigina e che inizia a
esibirsi a teatro.
Nel 1906 Colette diventa compagna e protetta di Missy,
pseudonimo della marchesa Mathilde de Morny, una delle protagoniste
del bel mondo e del "demi-monde" parigino, nota per il suo lesbismo
che manifesta travestendosi da uomo. Colette, aiutata da Missy e
ormai determinata a intraprendere una carriera teatrale da
mima-danzatrice, si separa da Willy e cambia domicilio.
Nel 1907 al Moulin Rouge, durante la messa in scena
della pantomima "Reve d'Egypte", Colette e Missy danno scandalo
baciandosi con passione sul palco; dopo la seconda rappresentazione
il prefetto Lépine vieterà lo spettacolo. Lo stesso anno Colette e
Willy si separano legalmente e Colette fa pubblicare il romanzo "Il
rifugio sentimentale" a firma di "Colette Willy"; questo romanzo è
l'ultimo atto della saga delle "Claudine", nel quale l'autrice
prende le distanze dall'ideale di coppia proposto nei precedenti
quattro e nel quale il personaggio di Renaud, marito di Claudine,
muore. Lo stesso anno, i rapporti fra i due ex coniugi si fanno tesi
quando Willy vende i diritti delle quattro "Claudine" e la proprietà
campestre presso Besançon. Intanto Colette continua a esibirsi a
teatro.
Nel 1908 si fa notare dalla critica pubblicando su "La
vie parisienne" dei testi, poi raccolti nel volume "Viticci", uno
dei quali "Nuit blanche") tratta della sua relazione con Missy.
Prosegue la carriera teatrale di Colette, che si esibisce anche nel
ruolo di Claudine e, nel 1909, scrive e interpreta una commedia per
il teatro dal titolo "En camarades". Sacha Guitry la sceglie come
protagonista di una sua commedia e con lei tiene una conferenza
teatrale: negli anni Colette proseguirà quest'attività di
conferenziera. Ha un nuovo amante, il ricco Auguste Hériot, e lo
stesso anno è ammessa alla Société des Auteurs, intraprende così una
serie di azioni legali contro il marito, che le fruttano tra l'altro
l'inserimento del suo nome nella serie "Claudine", una percentuale
sulle vendite e i diritti dei due romanzi "Minne" che, dopo averli
rielaborati e fusi in un unico romanzo, pubblica con il titolo
"L'ingenua libertina".
Dopo il divorzio da Willy, nel 1910, Colette inizia le sue
collaborazioni giornalistiche con il "Paris-Journal" e con "Le Matin",
ed è impegnata con una tournée teatrale. Esce a puntate, ne "La vie
parisienne", "La vagabonda", che riscuote un discreto successo di
critica e pubblico. Durante le vacanze estive Colette ammira le
bellezze della Bretagna in una villa di Missy, che l'anno successivo
le regalerà e che sarà descritta nei suoi romanzi.
Il 1911 la vedrà impegnata in una tournée teatrale e,
nella commedia "Xantho chez les courtisanes", Colette si esibisce
nuda e ingioiellata. Riceve una proposta di matrimonio da Heriot ma
si lega al barone Henry de Jouvenel, divorziato e con un figlio,
Bertrand de Jouvenel. De Jouvenel, detto Sidi, è un giornalista
politico e redattore capo de "Le Matin", quando conosce Colette è
legato a un'altra donna, una contessa. Dopo varie traversie e
sotterfugi per liberarsi dei rispettivi amanti, Colette e Sidi vanno
a vivere assieme. Nonostante l'influente posizione del compagno, la
coppia ha delle difficoltà economiche, Colette quindi non interrompe
il suo lavoro di attrice e continua a collaborare con i giornali con
racconti e articoli, anche di cronaca.
Nell'autunno del 1912 muore Sidonie, sua madre.
Incinta, Colette sposa in dicembre Henry de Jouvenel, diventando la
baronessa de Jouvenel.
Nel 1913 Colette, pur incinta, continua a esibirsi a
teatro e scrive "I retroscena del music hall" che viene pubblicato
lo stesso anno. Pubblica anche il libro "Prrou, Poucette et quelques
autres"; si tratta di una serie di dialoghi fra animali, e sulla
rivista "La vie parisienne" viene pubblicato a puntate il romanzo
"L'ancora", con lo stesso personaggio protagonista de "La
vagabonda". Nasce a maggio la figlia: Colette Renée de Jouvenel,
detta Bel-Gazou. La bambina, affidata a una severa governante
inglese, è da questa allevata in campagna, a Castel-Novel. Colette
sarà una madre spesso assente, soprattutto durante l'infanzia e
l'adolescenza della piccola Colette; si manterrà in contatto con la
figlia prevalentemente per corrispondenza.
Durante gli anni della prima guerra mondiale l'attività
giornalistica di Colette si intensifica; nel 1914 raggiunto a Verdun
il marito partito per il fronte, invia a Parigi dei reportages che,
però, non passeranno la censura. Con l'entrata dell'Italia in
guerra, nel 1915 Colette si reca a Roma dove incontra D'Annunzio, da
qui e da altre città italiane spedisce articoli a Parigi, articoli
che successivamente saranno raccolti da lei nel volume "Les Heureus
Longues". Ritornerà altre due volte in Italia, a Cernobbio nel 1916
e a Roma l'anno seguente, continuando a scrivere articoli per la
stampa e intensificando il suo interesse per il cinema: scriverà
infatti articoli di critica cinematografica e una sceneggiatura
originale per il film "La flamme cachée", sceneggiatura richiestale
dalla società cinematografica fondata da Musidora, attrice e amica
di Colette, già protagonista di due film tratti dai suoi romanzi ("Minne"
e "La vagabonda"). Durante la guerra, il suo lavoro di scrittrice
non si interrompe, pubblica tra gli altri "La pace tra le bestie";
il matrimonio con il marito invece, che nel frattempo ha intrapreso
una carriera politica, conosce alti e bassi per via dei tradimenti
di lui.
Nel 1919 esce in volume "Mitsou ovvero come le
fanciulle diventano sagge" che, malgrado la critica sia discorde, ha
successo. Fra gli estimatori di "Mitsou" c'è Marcel Proust il quale
scrive: "Ho un poco pianto stasera, per la prima volta dopo molto
tempo, eppure da un pezzo sono oppresso da dispiaceri, da sofferenze
e da seccature. Ma se ho pianto non è per tutto questo, è leggendo
la lettera di Mitsou... Le due lettere finali sono il capolavoro del
libro". Lo stesso anno Henry de Jouvenel riprende il suo lavoro di
direttore a "Le Matin" e Colette è nominata caporedattore della
sezione letteraria del giornale del marito e successivamente
assumerà anche l'incarico di critico teatrale. Nella sua nuova veste
di importante giornalista e moglie di un uomo politicamente
influente ha modo di conoscere i personaggi più noti di tutta
Parigi.
Nel 1920 ne "La vie parisienne" viene pubblicato a
puntate il romanzo "Chéri", che subito suscita scandalo ma che
annovera fra i suoi estimatori André Gide, che così scrive: "Da un
capo all'altra del libro, non un cedimento, non una ridondanza, non
un luogo comune" e anche "Che splendido argomento è quello che ha
scelto! E con quale intelligenza, padronanza e conoscenza dei
segreti meno confessati della carne". Ma "quel che si scrive
succede" dice Colette, e infatti lo stesso anno la quarantasettenne
Colette conosce Bertrand de Jouvenel, il figlio diciassettenne del
marito, con il quale instaura una relazione amorosa. Sempre
quest'anno viene insignita della Legion d'onore con il grado di
Cavaliere.
Nel 1921 Henry de Jouvenel diventa senatore ma, poiché
una rivista tedesca pubblica una foto di Colette nuda risalente agli
anni del teatro, viene stroncata la sua possibilità di diventare il
futuro ambasciatore di Berlino: Colette farà di tutto perché il suo
passato non sia nuovamente usato contro di lei. Intanto esce a
teatro "Chéri", riadattamento di Colette, in collaborazione con
Léopold Marchand, del romanzo omonimo, che l'anno successivo sarà
interpretato da Colette stessa nella parte di Léa: il pubblico non
si lascerà sfuggire l'occasione di notare la correlazione fra
Léa-Colette e Chéri-Bertrand. Sempre nel 1922 esce "La maison de
Claudine", un libo che rievoca luoghi e persone della sua infanzia a
Saint-Sauveur. Intanto il matrimonio fra Colette ed Henry de
Jouvenel, anch'esso impegnato in relazioni extra-coniugali, entra
sempre più in crisi.
Nel 1923 esce a puntate su "Le Matin" "Il grano in
erba", la cui pubblicazione viene interrotta per scandalo dopo
quattordici puntate; lo stesso anno verrà pubblicato in volume e
sarà questo il primo libro firmato solo "Colette". Intanto il marito
tronca bruscamente i rapporti, forse a causa della chiacchierata
relazione di Colette con Bertrand, e iniziano così le trattative per
il divorzio. L'anno successivo Colette interrompe la collaborazione
con "Le Matin" (poiché il marito ne era il direttore) e inizia a
collaborare con altri giornali, tra i quali "Le Figaro", vivendo dei
proventi da giornalista e continuando a pubblicare altri libri ("La
femme cachée" e "Aventures quotidiennes").
Nel 1925 la scrittrice è impegnata a portare in tournée la commedia
"Chéri", e Maurice Ravel musica l'opera di Colette "Divertissement
pour ma fille", facendone un balletto dal titolo "L'enfant et les
sortilèges", che va in scena a Montecarlo. In occasione dello
spettacolo, Marguerite Moreno giunge a Montecarlo con l'amico
Maurice Goudeket, un commerciante di perle, che si innamora,
corrisposto, di Colette. Intanto Colette e Bertrand de Jouvenel si
lasciano e il divorzio con il marito diventa definitivo.
Nel 1926 esce "La fine di Chéri", il seguito di "Chéri",
nel quale il protagonista perseguitato dai ricordi del suo amore per
Léa muore suicida. Colette si disfa di ciò che le ricorda il suo
passato vendendo o affittando le sue precedenti abitazioni e compra
in Costa Azzurra una casa immersa nel verde, poi descritta nei suoi
libri. A teatro interpreta la parte di Renée ne "La vagabonda",
opera tratta dal suo omonimo romanzo. L'anno seguente gli
intellettuali iniziano a interessarsi al complesso della sua
produzione letteraria, e Colette durante l'estate, rileggendo le
lettere di sua madre, inizia a scrivere "La nascita del giorno" che
sarà pubblicato con successo nel 1928: si tratta di una serie di
ricordi, alcuni anche su sua madre. Sempre nel 1928 è promossa al
grado di Ufficiale della Legion d'onore; l'anno seguente viaggia in
Spagna, Marocco e Belgio raccogliendo impressioni che saranno poi
trascritte nei suoi libri e pubblica "La seconda" e una prima
versione del libro "Sido".
Nel 1930 esce "Sido", il romanzo di ricordi su sua
madre e, durante un viaggio in crociera, inizia a scrivere "Il puro
e l’impuro" e pubblica "Histoires pour Bel-Gazou".
Nel 1931 muore Willy e Colette si fa notare per la sua
assenza ai funerali. Esce un film tratto da "La vagabonda", con la
sceneggiatura di Colette, primo film sonoro in Francia. Esce a
puntate, sulla rivista "Gringoire", "Ces plaisirs", la cui
pubblicazione, per via dell’argomento scabroso, viene interrotta
dopo solo tre puntate.
Nel 1932 Colette apre un istituto di bellezza nel quale
distribuisce consigli di make-up e di bellezza alle dame parigine
che lei stessa trucca personalmente. Visto il successo di questa
impresa nascono quattro succursali, e altri negozi vendono i
prodotti e i cosmetici pubblicizzati e curati da Colette, con la sua
immagine nelle etichette disegnata da lei stessa. Pubblica "Prisons
et paradis", ma già l’anno successivo l’attività commerciale,
sebbene riscuota successo, risulta sfibrante e rallenta il suo
lavoro di scrittrice; nel 1933 collabora a una sceneggiatura per il
cinema, diventa critico teatrale per "Le Journal", e pubblica "La
gatta".
Gli anni dal 1934 al 1939 sono i meno prolifici per la
Colette-scrittrice, in questo periodo infatti è molto impegnata
nella sua attività di critico teatrale per "Le Journal": le sue
recensioni saranno ogni anno, per quattro anni, raccolte e
pubblicate in un volume dal titolo "Le Jumelle noire". Non smette
comunque di pubblicare: nel 1934 esce il romanzo "Duo", nel 1936 il
romanzo autobiografico "Il mio noviziato", che tratta dei suoi
esordi e di Willy, e nel 1937 una raccolta di racconti dal titolo
"Bellavista". Durante questo periodo, mentre la sua notorietà va
accrescendosi sempre più, collabora per l’adattamento
cinematografico del suo libro "I retroscena del music-hall". Nel
1935 si sposa con Goudeket e trascorre il viaggio di nozze negli
USA, lo stesso anno anche sua figlia si sposa separandosi poi, con
scandalo, poche settimane dopo il matrimonio. Nel 1936 diventa
Comandante della Legion d'onore e viene ufficialmente eletta membro
dell’Académie royale belge de langue et de littérature françaises.
Nel 1938 si trasferisce a vivere al primo piano del Palais-Royal,
sua dimora parigina definitiva, termina la sua collaborazione con
"Le Journal" e inizia a collaborare per il "Paris-Soir". Nel 1939
pubblica il seguito di "Duo", "Il cucciolaio", le viene
diagnosticata un’artrosi all’anca e allo scoppio della seconda
guerra mondiale collabora per Radio Paris-Mondial assieme al marito.
Colette, muovendosi sempre più a fatica per il
progressivo peggioramento della sua artrosi, trascorre tutto il
periodo della guerra a Parigi, chiusa dentro il suo appartamento al
Palais-Royal, riuscendo a barcamenarsi con le spese grazie alle sue
conoscenze e al suo senso pratico. In questi primi anni pubblica nel
1940 "Camera d’albergo", e nel 1941 "Julie de Carneilhan", "Journal
à rebours", "Mes cahiers" e "Il puro e l’impuro", la versione
definitiva di "Ces plaisirs", oltre a una serie di articoli che
diventeranno poi un libro: "Dalla mia finestra". Sempre nel 1941 il
marito, che è ebreo, viene arrestato e spedito in un campo di
concentramento; l’anno successivo Colette riuscirà a farlo liberare,
non si sa come, ma si presume sfruttando le sue amicizie. Nel 1942
esce su una rivista "Gigi", che sarà poi pubblicato due anni dopo
assieme ad altri racconti. Nel 1943 pubblica "Flore et Pomone" e "Il
kepì", una serie di racconti. Nell’anno della liberazione della
Francia, il 1944, mentre la fama di Colette si consolida, sua figlia
giunge a Parigi da partigiana. Al termine della guerra anche
Bel-Gazou tenterà la strada del giornalismo, fra l’altro sarà
l’autrice di un grande reportage sull’estate tedesca del ‘45, ma la
notorietà della madre sarà per lei un ostacolo ineludibile: in
seguito diventerà antiquaria e gli ultimi anni della sua vita li
dedicherà a consacrare la memoria della madre, morirà nel 1981.
Nel 1945 Colette viene eletta membro dell’Académie
Goncourt, seconda donna dopo la scrittrice Judith Gauthier, il
marito intanto è diventato editore.
Nel 1946 intraprende una serie di cure per la malattia
di cui soffre, e pubblica "L’Etoile Vesper", l’anno successivo la
sua salute migliora un po’ e Colette continua a partecipare alla
vita accademica, riceve anche la visita di Truman Capote, di cui
parlerà in uno dei suoi testi.
Nel 1948 si occupa della revisione e della raccolta
dell’intera sua opera per l’edizione "Le Fleuron", diretta dal
marito, e pubblicata poi in 15 volumi, un impegno colossale che la
terrà occupata a lungo; pubblica anche "Per un erbario".
Nel 1949 la fama di Colette è consacrata e, come a un
"monumento delle lettere francesi [...] istituzione vivente,
testimone del tempo", all’interno del suo appartamento al
Palais-Royal Colette vedrà sfilare un susseguirsi incessante di
visitatori. Noto è anche il divano-letto sul quale Colette, semi
paralizzata, lavora e passa gran parte del suo tempo. Diventa
Presidente dell’Académie Goncourt e pubblica "Le fanal bleu" e il
suo ultimo libro, "En pays connu", una raccolta di scritti.
Nel 1950 fra spostamenti vari in cerca di cure e il
lavoro di adattamento teatrale del suo romanzo "La Seconda" (che va
in scena l’anno seguente), viene eletta presidente onorario del
Consiglio letterario del Principato di Monaco e riceve in visita la
regina Elisabetta del Belgio.
Nel 1951, tornata a Montecarlo sempre in cerca di cure,
nota all’Hôtel de Paris una giovane attrice, Audrey Hepburn, e la
sceglie per interpretare la commedia "Gigi", che andrà in scena a
Broadway. L’anno seguente le sue condizioni di salute peggiorano
sempre di più, nel 1953 in occasione dei suoi 80 anni l’idolo
Colette riceve tributi e onorificenze quali la medaglia della Città
di Parigi, l’elezione a membro onorario del National Institute of
Art and Letters di New York, e il grado di Grand’Ufficiale della
Legion d'onore.
Nel 1954 Colette, giunta al termine della sua lunga
malattia, si spegne il 3 agosto a Parigi, nella sua stanza al
Palais-Royal. Non senza un seguito di polemiche e indignazioni, la
chiesa rifiuta i funerali religiosi e Colette, prima donna in
Francia, riceve funerali di stato nella corte d’onore del
Palais-Royal. È sepolta nel cimitero di Père Lachaise.
Colette fu una scrittrice prolifica, nella sua lunga
carriera produsse circa un’ottantina di volumi fra romanzi,
racconti, memorie, opere per il teatro, raccolte di articoli
giornalistici e di recensioni teatrali, oltre a una sterminata
corrispondenza personale che venne raccolta e pubblicata in
epistolari.
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