"Una delle cose migliori dell'amore è riconoscere il passo dell'uomo che sale le scale"
Colette
pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette

Saint-Sauveur-en-Puisave, 28 gennaio 1873
Parigi, 3 agosto 1945

E' stata una scrittrice francese considerata fra le maggiori della prima metà del XX secolo. Insignita delle più importanti onorificenze accademiche, nonché Grand'Ufficiale della Legion d'onore, fu la prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di Stato. Colette è stata una delle grandi protagoniste della sua epoca, un mito nazionale: oltre che scrittrice prolifica fu attrice di music-hall, spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critico teatrale, giornalista e caporedattore, sceneggiatrice e critico cinematografico, estetista e commerciante di cosmetici. Ebbe tre mariti e un amante più giovane di lei di trent'anni, più volte fu al centro di scandali per le sue disinibite relazioni sentimentali con alcune personalità mondane, di ambo i sessi, della società francese. Pur non provando simpatia per le femministe della sua epoca, la sua vita e la sua opera letteraria furono la testimonianza di una donna libera, anticonformista ed emancipata, che sfidò le convenzioni e le restrizioni morali dell'epoca, e che contribuì a rompere certi tabù femminili già a partire dalla sua prima creazione letteraria, il personaggio di Claudine "dall'ammiccante selvatichezza, dalla spregiudicata sensualità" e, come la definirà Willy, "una tahitiana prima dell'avvento dei missionari [...], più amorale che immorale". La fortunata serie delle "Claudine", piena di un certo pigmento erotico, ai primi del XX secolo rivestiva un carattere osé notevole, e tuttora il primo romanzo della serie, "Claudine a scuola", è inserito nella guida bibliografica dell'Opus Dei fra i libri proibiti.




    
     Figlia ultimogenita di un capitano degli zuavi in congedo, Jules Joseph Colette, e di una vedova in prime nozze di un ricco proprietario terriero, Sidonie Landoy, Colette cresce in Borgogna in grande libertà e a stretto contatto con la natura; ha un'infanzia felice circondata dall'affetto della famiglia e fin da bambina impara ad amare la musica e i libri, può leggere tutto ciò che desidera: a sei anni già legge Honoré de Balzac, Alphonse Daudet, Prosper Mérimée e William Shakespeare. Con un padre sprovvisto di senso pratico, Colette viene educata soprattutto dalla madre, una donna perspicace, di mentalità moderna, atea dichiarata e anticonformista, che in paese dà scandalo prendendo a servizio delle ragazze madri. Sidonie insegna alla figlia a osservare la natura e le trasmette la passione per il giardinaggio; in ricordo della madre, Colette scriverà il romanzo "Sido".
     Iscritta alla scuola pubblica di Saint-Sauveur-en-Puisave, nel 1889 Colette supera brillantemente gli esami di Licenza e di Licenza superiore, abilitante all'insegnamento primario. Presumibilmente lo stesso anno conosce Henri Gauthier-Villars, il suo futuro primo marito.
     Nel 1891, per problemi finanziari, la famiglia Colette si trasferisce a Chatillon-Colignv, destando così nella futura scrittrice grande rimpianto per l'amato paese natio. Fino al 1892 Colette si dedica ad approfondire la propria formazione musicale e teatrale, stringe il rapporto di conoscenza con Henri Gauthier-Villars, divenuto nel frattempo amico di famiglia, fino a fidanzarsi con lui.
     Nel 1893 Colette sposa Henri, noto con lo pseudonimo di Willy, più grande di lei di quattordici anni, e si stabilisce a Parigi. Willy, scrittore, editore, pubblicitario, giornalista di satira di costume e feroce critico musicale, dirige e coordina all'interno di una sorta di officina letteraria, il lavoro di un nutrito gruppo di letterati emergenti, detti "gli schiavi", i cui scritti egli dà alle stampe con il proprio nome. Con una fama da donnaiolo e "viveur", Willy è un uomo molto in vista nell'ambiente artistico e mondano della belle époque parigina, e ama essere al centro dell'attenzione, provocare e scandalizzare.
     Già al secondo anno di matrimonio Colette si ammala a causa, si presume, di una depressione dovuta alla scoperta dei tradimenti del marito, della vita insalubre che conduce a Parigi e, forse, di una malattia venerea, ristabilendosi dopo qualche mese.
     Willy introduce Colette nell'ambiente artistico e mondano parigino e qui fa amicizia con Paul Masson, uno scrittore la cui specialità è produrre falsi letterari, Marcel Schwob, scrittore e traduttore, Mme Arman de Caillavet, la musa di Anatole France, Jean Lorrain, scrittore, e Marguerite Moreno, famosa attrice che diventa sua confidente, conosce fra gli altri La Bella Otero, Marcel Proust, Rachilde, Paul Valéry, Maurice Ravel e Claude Debussy.
     Assieme a coloro che già lavorano per lui, Colette è invitata dal marito a collaborare alla sua officina letteraria, pertanto, con la firma congiunta "Colette Gauthier-Villars" appaiono, su giornali e riviste, le sue prime cronache musicali e collaborazioni giornalistiche. Willy inoltre incoraggia la moglie a trasferire in un libro anche le divertenti avventura di bambina che è solita narrargli; Colette inizia così a scrivere il suo primo romanzo, "Claudine a scuola", il cui manoscritto verrà da Willy, dopo una prima lettura, giudicato inservibile e riposto in un cassetto per circa quattro anni.
     Nel 1889 il manoscritto di "Claudine a scuola" viene riscoperto da Willy il quale, intuendone ora le potenzialità e con l'intento di proporne la pubblicazione, suggerisce a Colette di accentuarne i temi piccanti che in origine erano appena accennati: "Non potreste [...] rendere un po' piccante questo... queste bambinate? Per esempio, fra Claudine e una delle sue compagne, un'amicizia troppo tenera...". Nella stesura di questo primo romanzo, così come nei successivi della serie delle "Claudine", ci furono interventi diretti per mano del marito ma, a ogni modo, poiché il manoscritto originale di "Claudine a scuola" andò distrutto per ordine di Willy, l'entità del suo contributo rimane per gli studiosi di difficile quantificazione.
     Nel 1900 viene pubblicato, a firma "Willy", "Claudine a scuola" che, grazie alle conoscenze e alla destrezza da impresario artistico di Willy, ottiene in breve tempo uno strepitoso successo e rende a Colette, come dono da parte del marito, una proprietà campestre presso Besançon, molto amata dalla scrittrice.
     Sfruttando l'onda del successo, Colette scrive il suo seguito, "Claudine a Parigi", che viene pubblicato nel 1901 sempre a firma "Willy". Questo secondo romanzo viene da Willy rapidamente trasposto in un'omonima commedia teatrale, interpretata dall'attrice Polaire, che l'anno successivo andrà in scena con successo ai Bouffes-Parisiens, entrando poi in tournée. Sempre nel 1901, mentre il numero delle tirature delle prime due "Claudine" continua a crescere, Colette, incoraggiata dal marito e che assieme a lei vi partecipa in ménage à trois, intreccia una relazione amorosa con Georgie Raoul-Duval, l'affascinante moglie di un miliardario americano già nota per le sue seduzioni prevalentemente di tipo saffico. Stando alla testimonianza di Willy, l'intesa fra Colette e Georgie si interrompe quando Colette scopre che essa ha una relazione a due anche con Willy.
     Georgie viene poi raffigurata da Colette nel personaggio di Rézy all'interno del romanzo "Claudine amoureuse", pubblicato nel 1902 e mai messo in vendita poiché prontamente ritirato da Georgie nel tentativo di evitare uno scandalo. Lo stesso anno viene pubblicato "Claudine si sposa", seconda stesura riveduta di "Claudine amoureuse" e, quindi, terzo romanzo della serie delle "Claudine". Intanto, mentre il numero delle copie dei romanzi cresce e la commedia va in scena propagandata anche da Colette in abiti da Claudine, la coppia Willy-Colette si fa fotografare e intervistare da numerosi giornali e riviste, e Willy, abile pubblicitario che sa sfruttare le sue conoscenze, trasforma il personaggio di Claudine in un marchio che poi mette in vendita a uso di fabbricanti di oggetti vari.
     Il quarto romanzo della serie, "Claudine se ne va", viene pubblicato nel 1903, anch'esso come i precedenti uscito a firma del marito, il quale pubblicamente raccoglie tutto il merito e la gloria della serie sebbene la vera autrice sia sempre Colette, la cui immagine ufficiale a questo punto è diventata quella della moglie-adolescente devota al suo barbuto e maturo marito. Solo dopo il loro divorzio la serie delle "Claudine" verrà pubblicata con le firme congiunte di Colette e Willy.
     "Claudine a scuola", assieme agli altri romanzi della serie, divenne così uno dei maggiori best-seller francesi di tutti i tempi, creò un personaggio originale nella letteratura francese, "la prima teenager del secolo", un personaggio che invase la Francia. Nei cabaret e nei caffè-concerto apparve "il tipo" Claudine,, numerosi articoli commerciali lanciarono anch'essi la "moda Claudine", apparvero così i "profumi Claudine", i "capelli alla Claudine", i "grembiuli alla Claudine", perfino le "cravatte alla Claudine".
     Nel 1904 viene pubblicato "Dialogues de betes", firmato "Colette Willy", il primo libro di Colette in cui, accanto al nome del marito, compare anche il suo. Intanto Willy, sperando di rinnovare la tiratura delle "Claudine", fa scrivere a Colette una versione più libertina del suo noto personaggio, dando così alle stampe "Minne", pubblicato a nome "Willy", che l'anno successivo avrà un seguito, "Les egarements de Minne", nel quale Colette, ormai stanca della sua sottomissione letteraria alle esigenze del marito, fa morire nel finale il personaggio principale impedendone così ulteriori sviluppi da parte del marito. Il 1905 è anche l'anno che vede la progressiva eparazione della coppia Willy-Colette, l'uno ormai palesemente infedele alla moglie, l'altra che si avvicina sempre più al raffinato mondo della lesbo parigina e che inizia a esibirsi a teatro.
     Nel 1906 Colette diventa compagna e protetta di Missy, pseudonimo della marchesa Mathilde de Morny, una delle protagoniste del bel mondo e del "demi-monde" parigino, nota per il suo lesbismo che manifesta travestendosi da uomo. Colette, aiutata da Missy e ormai determinata a intraprendere una carriera teatrale da mima-danzatrice, si separa da Willy e cambia domicilio.
     Nel 1907 al Moulin Rouge, durante la messa in scena della pantomima "Reve d'Egypte", Colette e Missy danno scandalo baciandosi con passione sul palco; dopo la seconda rappresentazione il prefetto Lépine vieterà lo spettacolo. Lo stesso anno Colette e Willy si separano legalmente e Colette fa pubblicare il romanzo "Il rifugio sentimentale" a firma di "Colette Willy"; questo romanzo è l'ultimo atto della saga delle "Claudine", nel quale l'autrice prende le distanze dall'ideale di coppia proposto nei precedenti quattro e nel quale il personaggio di Renaud, marito di Claudine, muore. Lo stesso anno, i rapporti fra i due ex coniugi si fanno tesi quando Willy vende i diritti delle quattro "Claudine" e la proprietà campestre presso Besançon. Intanto Colette continua a esibirsi a teatro.
     Nel 1908 si fa notare dalla critica pubblicando su "La vie parisienne" dei testi, poi raccolti nel volume "Viticci", uno dei quali "Nuit blanche") tratta della sua relazione con Missy. Prosegue la carriera teatrale di Colette, che si esibisce anche nel ruolo di Claudine e, nel 1909, scrive e interpreta una commedia per il teatro dal titolo "En camarades". Sacha Guitry la sceglie come protagonista di una sua commedia e con lei tiene una conferenza teatrale: negli anni Colette proseguirà quest'attività di conferenziera. Ha un nuovo amante, il ricco Auguste Hériot, e lo stesso anno è ammessa alla Société des Auteurs, intraprende così una serie di azioni legali contro il marito, che le fruttano tra l'altro l'inserimento del suo nome nella serie "Claudine", una percentuale sulle vendite e i diritti dei due romanzi "Minne" che, dopo averli rielaborati e fusi in un unico romanzo, pubblica con il titolo "L'ingenua libertina".
     Dopo il divorzio da Willy, nel 1910, Colette inizia le sue collaborazioni giornalistiche con il "Paris-Journal" e con "Le Matin", ed è impegnata con una tournée teatrale. Esce a puntate, ne "La vie parisienne", "La vagabonda", che riscuote un discreto successo di critica e pubblico. Durante le vacanze estive Colette ammira le bellezze della Bretagna in una villa di Missy, che l'anno successivo le regalerà e che sarà descritta nei suoi romanzi.
     Il 1911 la vedrà impegnata in una tournée teatrale e, nella commedia "Xantho chez les courtisanes", Colette si esibisce nuda e ingioiellata. Riceve una proposta di matrimonio da Heriot ma si lega al barone Henry de Jouvenel, divorziato e con un figlio, Bertrand de Jouvenel. De Jouvenel, detto Sidi, è un giornalista politico e redattore capo de "Le Matin", quando conosce Colette è legato a un'altra donna, una contessa. Dopo varie traversie e sotterfugi per liberarsi dei rispettivi amanti, Colette e Sidi vanno a vivere assieme. Nonostante l'influente posizione del compagno, la coppia ha delle difficoltà economiche, Colette quindi non interrompe il suo lavoro di attrice e continua a collaborare con i giornali con racconti e articoli, anche di cronaca.
     Nell'autunno del 1912 muore Sidonie, sua madre. Incinta, Colette sposa in dicembre Henry de Jouvenel, diventando la baronessa de Jouvenel.
     Nel 1913 Colette, pur incinta, continua a esibirsi a teatro e scrive "I retroscena del music hall" che viene pubblicato lo stesso anno. Pubblica anche il libro "Prrou, Poucette et quelques autres"; si tratta di una serie di dialoghi fra animali, e sulla rivista "La vie parisienne" viene pubblicato a puntate il romanzo "L'ancora", con lo stesso personaggio protagonista de "La vagabonda". Nasce a maggio la figlia: Colette Renée de Jouvenel, detta Bel-Gazou. La bambina, affidata a una severa governante inglese, è da questa allevata in campagna, a Castel-Novel. Colette sarà una madre spesso assente, soprattutto durante l'infanzia e l'adolescenza della piccola Colette; si manterrà in contatto con la figlia prevalentemente per corrispondenza.
     Durante gli anni della prima guerra mondiale l'attività giornalistica di Colette si intensifica; nel 1914 raggiunto a Verdun il marito partito per il fronte, invia a Parigi dei reportages che, però, non passeranno la censura. Con l'entrata dell'Italia in guerra, nel 1915 Colette si reca a Roma dove incontra D'Annunzio, da qui e da altre città italiane spedisce articoli a Parigi, articoli che successivamente saranno raccolti da lei nel volume "Les Heureus Longues". Ritornerà altre due volte in Italia, a Cernobbio nel 1916 e a Roma l'anno seguente, continuando a scrivere articoli per la stampa e intensificando il suo interesse per il cinema: scriverà infatti articoli di critica cinematografica e una sceneggiatura originale per il film "La flamme cachée", sceneggiatura richiestale dalla società cinematografica fondata da Musidora, attrice e amica di Colette, già protagonista di due film tratti dai suoi romanzi ("Minne" e "La vagabonda"). Durante la guerra, il suo lavoro di scrittrice non si interrompe, pubblica tra gli altri "La pace tra le bestie"; il matrimonio con il marito invece, che nel frattempo ha intrapreso una carriera politica, conosce alti e bassi per via dei tradimenti di lui.
     Nel 1919 esce in volume "Mitsou ovvero come le fanciulle diventano sagge" che, malgrado la critica sia discorde, ha successo. Fra gli estimatori di "Mitsou" c'è Marcel Proust il quale scrive: "Ho un poco pianto stasera, per la prima volta dopo molto tempo, eppure da un pezzo sono oppresso da dispiaceri, da sofferenze e da seccature. Ma se ho pianto non è per tutto questo, è leggendo la lettera di Mitsou... Le due lettere finali sono il capolavoro del libro". Lo stesso anno Henry de Jouvenel riprende il suo lavoro di direttore a "Le Matin" e Colette è nominata caporedattore della sezione letteraria del giornale del marito e successivamente assumerà anche l'incarico di critico teatrale. Nella sua nuova veste di importante giornalista e moglie di un uomo politicamente influente ha modo di conoscere i personaggi più noti di tutta Parigi.
     Nel 1920 ne "La vie parisienne" viene pubblicato a puntate il romanzo "Chéri", che subito suscita scandalo ma che annovera fra i suoi estimatori André Gide, che così scrive: "Da un capo all'altra del libro, non un cedimento, non una ridondanza, non un luogo comune" e anche "Che splendido argomento è quello che ha scelto! E con quale intelligenza, padronanza e conoscenza dei segreti meno confessati della carne". Ma "quel che si scrive succede" dice Colette, e infatti lo stesso anno la quarantasettenne Colette conosce Bertrand de Jouvenel, il figlio diciassettenne del marito, con il quale instaura una relazione amorosa. Sempre quest'anno viene insignita della Legion d'onore con il grado di Cavaliere.
     Nel 1921 Henry de Jouvenel diventa senatore ma, poiché una rivista tedesca pubblica una foto di Colette nuda risalente agli anni del teatro, viene stroncata la sua possibilità di diventare il futuro ambasciatore di Berlino: Colette farà di tutto perché il suo passato non sia nuovamente usato contro di lei. Intanto esce a teatro "Chéri", riadattamento di Colette, in collaborazione con Léopold Marchand, del romanzo omonimo, che l'anno successivo sarà interpretato da Colette stessa nella parte di Léa: il pubblico non si lascerà sfuggire l'occasione di notare la correlazione fra Léa-Colette e Chéri-Bertrand. Sempre nel 1922 esce "La maison de Claudine", un libo che rievoca luoghi e persone della sua infanzia a Saint-Sauveur. Intanto il matrimonio fra Colette ed Henry de Jouvenel, anch'esso impegnato in relazioni extra-coniugali, entra sempre più in crisi.
     Nel 1923 esce a puntate su "Le Matin" "Il grano in erba", la cui pubblicazione viene interrotta per scandalo dopo quattordici puntate; lo stesso anno verrà pubblicato in volume e sarà questo il primo libro firmato solo "Colette". Intanto il marito tronca bruscamente i rapporti, forse a causa della chiacchierata relazione di Colette con Bertrand, e iniziano così le trattative per il divorzio. L'anno successivo Colette interrompe la collaborazione con "Le Matin" (poiché il marito ne era il direttore) e inizia a collaborare con altri giornali, tra i quali "Le Figaro", vivendo dei proventi da giornalista e continuando a pubblicare altri libri ("La femme cachée" e "Aventures quotidiennes").
     Nel 1925 la scrittrice è impegnata a portare in tournée la commedia "Chéri", e Maurice Ravel musica l'opera di Colette "Divertissement pour ma fille", facendone un balletto dal titolo "L'enfant et les sortilèges", che va in scena a Montecarlo. In occasione dello spettacolo, Marguerite Moreno giunge a Montecarlo con l'amico Maurice Goudeket, un commerciante di perle, che si innamora, corrisposto, di Colette. Intanto Colette e Bertrand de Jouvenel si lasciano e il divorzio con il marito diventa definitivo.
     Nel 1926 esce "La fine di Chéri", il seguito di "Chéri", nel quale il protagonista perseguitato dai ricordi del suo amore per Léa muore suicida. Colette si disfa di ciò che le ricorda il suo passato vendendo o affittando le sue precedenti abitazioni e compra in Costa Azzurra una casa immersa nel verde, poi descritta nei suoi libri. A teatro interpreta la parte di Renée ne "La vagabonda", opera tratta dal suo omonimo romanzo. L'anno seguente gli intellettuali iniziano a interessarsi al complesso della sua produzione letteraria, e Colette durante l'estate, rileggendo le lettere di sua madre, inizia a scrivere "La nascita del giorno" che sarà pubblicato con successo nel 1928: si tratta di una serie di ricordi, alcuni anche su sua madre. Sempre nel 1928 è promossa al grado di Ufficiale della Legion d'onore; l'anno seguente viaggia in Spagna, Marocco e Belgio raccogliendo impressioni che saranno poi trascritte nei suoi libri e pubblica "La seconda" e una prima versione del libro "Sido".
     Nel 1930 esce "Sido", il romanzo di ricordi su sua madre e, durante un viaggio in crociera, inizia a scrivere "Il puro e l’impuro" e pubblica "Histoires pour Bel-Gazou".
     Nel 1931 muore Willy e Colette si fa notare per la sua assenza ai funerali. Esce un film tratto da "La vagabonda", con la sceneggiatura di Colette, primo film sonoro in Francia. Esce a puntate, sulla rivista "Gringoire", "Ces plaisirs", la cui pubblicazione, per via dell’argomento scabroso, viene interrotta dopo solo tre puntate.
     Nel 1932 Colette apre un istituto di bellezza nel quale distribuisce consigli di make-up e di bellezza alle dame parigine che lei stessa trucca personalmente. Visto il successo di questa impresa nascono quattro succursali, e altri negozi vendono i prodotti e i cosmetici pubblicizzati e curati da Colette, con la sua immagine nelle etichette disegnata da lei stessa. Pubblica "Prisons et paradis", ma già l’anno successivo l’attività commerciale, sebbene riscuota successo, risulta sfibrante e rallenta il suo lavoro di scrittrice; nel 1933 collabora a una sceneggiatura per il cinema, diventa critico teatrale per "Le Journal", e pubblica "La gatta".
     Gli anni dal 1934 al 1939 sono i meno prolifici per la Colette-scrittrice, in questo periodo infatti è molto impegnata nella sua attività di critico teatrale per "Le Journal": le sue recensioni saranno ogni anno, per quattro anni, raccolte e pubblicate in un volume dal titolo "Le Jumelle noire". Non smette comunque di pubblicare: nel 1934 esce il romanzo "Duo", nel 1936 il romanzo autobiografico "Il mio noviziato", che tratta dei suoi esordi e di Willy, e nel 1937 una raccolta di racconti dal titolo "Bellavista". Durante questo periodo, mentre la sua notorietà va accrescendosi sempre più, collabora per l’adattamento cinematografico del suo libro "I retroscena del music-hall". Nel 1935 si sposa con Goudeket e trascorre il viaggio di nozze negli USA, lo stesso anno anche sua figlia si sposa separandosi poi, con scandalo, poche settimane dopo il matrimonio. Nel 1936 diventa Comandante della Legion d'onore e viene ufficialmente eletta membro dell’Académie royale belge de langue et de littérature françaises. Nel 1938 si trasferisce a vivere al primo piano del Palais-Royal, sua dimora parigina definitiva, termina la sua collaborazione con "Le Journal" e inizia a collaborare per il "Paris-Soir". Nel 1939 pubblica il seguito di "Duo", "Il cucciolaio", le viene diagnosticata un’artrosi all’anca e allo scoppio della seconda guerra mondiale collabora per Radio Paris-Mondial assieme al marito.
     Colette, muovendosi sempre più a fatica per il progressivo peggioramento della sua artrosi, trascorre tutto il periodo della guerra a Parigi, chiusa dentro il suo appartamento al Palais-Royal, riuscendo a barcamenarsi con le spese grazie alle sue conoscenze e al suo senso pratico. In questi primi anni pubblica nel 1940 "Camera d’albergo", e nel 1941 "Julie de Carneilhan", "Journal à rebours", "Mes cahiers" e "Il puro e l’impuro", la versione definitiva di "Ces plaisirs", oltre a una serie di articoli che diventeranno poi un libro: "Dalla mia finestra". Sempre nel 1941 il marito, che è ebreo, viene arrestato e spedito in un campo di concentramento; l’anno successivo Colette riuscirà a farlo liberare, non si sa come, ma si presume sfruttando le sue amicizie. Nel 1942 esce su una rivista "Gigi", che sarà poi pubblicato due anni dopo assieme ad altri racconti. Nel 1943 pubblica "Flore et Pomone" e "Il kepì", una serie di racconti. Nell’anno della liberazione della Francia, il 1944, mentre la fama di Colette si consolida, sua figlia giunge a Parigi da partigiana. Al termine della guerra anche Bel-Gazou tenterà la strada del giornalismo, fra l’altro sarà l’autrice di un grande reportage sull’estate tedesca del ‘45, ma la notorietà della madre sarà per lei un ostacolo ineludibile: in seguito diventerà antiquaria e gli ultimi anni della sua vita li dedicherà a consacrare la memoria della madre, morirà nel 1981.
     Nel 1945 Colette viene eletta membro dell’Académie Goncourt, seconda donna dopo la scrittrice Judith Gauthier, il marito intanto è diventato editore.
     Nel 1946 intraprende una serie di cure per la malattia di cui soffre, e pubblica "L’Etoile Vesper", l’anno successivo la sua salute migliora un po’ e Colette continua a partecipare alla vita accademica, riceve anche la visita di Truman Capote, di cui parlerà in uno dei suoi testi.
     Nel 1948 si occupa della revisione e della raccolta dell’intera sua opera per l’edizione "Le Fleuron", diretta dal marito, e pubblicata poi in 15 volumi, un impegno colossale che la terrà occupata a lungo; pubblica anche "Per un erbario".
     Nel 1949 la fama di Colette è consacrata e, come a un "monumento delle lettere francesi [...] istituzione vivente, testimone del tempo", all’interno del suo appartamento al Palais-Royal Colette vedrà sfilare un susseguirsi incessante di visitatori. Noto è anche il divano-letto sul quale Colette, semi paralizzata, lavora e passa gran parte del suo tempo. Diventa Presidente dell’Académie Goncourt e pubblica "Le fanal bleu" e il suo ultimo libro, "En pays connu", una raccolta di scritti.
     Nel 1950 fra spostamenti vari in cerca di cure e il lavoro di adattamento teatrale del suo romanzo "La Seconda" (che va in scena l’anno seguente), viene eletta presidente onorario del Consiglio letterario del Principato di Monaco e riceve in visita la regina Elisabetta del Belgio.
     Nel 1951, tornata a Montecarlo sempre in cerca di cure, nota all’Hôtel de Paris una giovane attrice, Audrey Hepburn, e la sceglie per interpretare la commedia "Gigi", che andrà in scena a Broadway. L’anno seguente le sue condizioni di salute peggiorano sempre di più, nel 1953 in occasione dei suoi 80 anni l’idolo Colette riceve tributi e onorificenze quali la medaglia della Città di Parigi, l’elezione a membro onorario del National Institute of Art and Letters di New York, e il grado di Grand’Ufficiale della Legion d'onore.
     Nel 1954 Colette, giunta al termine della sua lunga malattia, si spegne il 3 agosto a Parigi, nella sua stanza al Palais-Royal. Non senza un seguito di polemiche e indignazioni, la chiesa rifiuta i funerali religiosi e Colette, prima donna in Francia, riceve funerali di stato nella corte d’onore del Palais-Royal. È sepolta nel cimitero di Père Lachaise.
     Colette fu una scrittrice prolifica, nella sua lunga carriera produsse circa un’ottantina di volumi fra romanzi, racconti, memorie, opere per il teatro, raccolte di articoli giornalistici e di recensioni teatrali, oltre a una sterminata corrispondenza personale che venne raccolta e pubblicata in epistolari.







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