| "Godi, amico mio, godi e non
giudicare... godi, lascia alla natura la cura di rigirarti a
suo piacere e all'Eterno quella di punirti. Godi della
fiamma dell'universo: la sua luce brilla davanti ai tuoi
occhi per illuminare i piaceri" |
Donatien-Alphonse François De Sade
Parigi, 2 giugno 1740
Charenton-Saint-Maurice, 2 dicembre 1814
Meglio conosciuto come Marchese De Sade, soprannominato anche il
Divin Marchese o semplicemente De Sade, è stato uno scrittore,
filosofo e aristocratico francese, autore di diversi libri erotici e
di alcuni saggi filosofici, molti dei quali scritti mentre si
trovava in prigione. Il suo nome è all'origine del termine
"sadismo", atteggiamento che emerge dai suoi romanzi. E' considerato
un esponente dell'ala più estremista del libertinismo, nonché
dell'illuminismo più radicale.
De Sade nacque nel Palazzo dei Condé a Parigi. Suo padre era
Jean-Bastiste François Joseph de Sade, che annoverava fra i suoi
antenati la Laura de Noves cantata da Francesco Petrarca, moglie di
Hugues de Sade (morta di peste nel 1348 e sepolta ad Avignone). Sua
madre, Marie Elénore de Maillé de Carman, nipote di Richelieu, era
gentildonna di camera della Principessa di Condé (madre di
Luigi-Giuseppe di Borbone-Condé).
Donatien visse fino al 1744 nel palazzo, dove venne
allevato insieme con il principino Luis-Joseph di Borbone. In
seguito, tra il 1744 e il 1750, risiedette dapprima nel palazzo di
famiglia ad Avignone, presso la nonna materna, per poi trasferirsi
presso lo zio paterno Jacques-Francois-Paul-Alphonse de Sade al
castello di Saumane. Questi, amico di Voltaire, oltre che storico,
letterato e libertino, era abate di Ebreuil e si incaricò
dell'educazione del nipote. Nel 1750 Donatien si trasferisce a
Parigi per proseguire gli studi presso il collegio gesuita
Louis-le-Grand (che frequenterà fino al 1754).
Inizialmente seguì la carriera militare, raggiungendo
il grado di capitano di cavalleria. Nel 1758 partecipò alla Guerra
dei sette anni, distinguendosi per il suo valore. La sua carriera
non gli impedisce di condurre una vita dissoluta, della quale sembra
pentirsi in una lettera di quel periodo scritta allo zio. Nel 1763,
al termine della guerra, ottenne il congedo. Il 20 maggio dello
stesso anno sposò, con matrimonio combinato dal padre (preoccupato
per la sua difficile situazione economica e per la vita mondana del
figlio), Renée-Pelagie Cordier de Launay de Montreuil, figlia di un
ricco magistrato; da lei avrebbe avuto tre figli. Il 29 ottobre del
1763 venne rinchiuso per la prima volta nella prigione di Vincennes
per libertinaggio. Nel 1764 de Sade inaugura al castello di Evry il
teatro da camera, da lui stesso diretto, che lo vede impegnato anche
come attore in alcune commedie da lui composte. Contemporaneamente
viene nominato luogotenente generale del Re per le provincie di
Bresse, Bugey, Valromey e Gex. Nel luglio dello stesso anno inizia
una relazione con la signorina Colette, attrice presso il Teatro
Italiano, durata circa sei mesi. Nei due anni successivi colleziona
avventure galanti con donne disposte a soddisfare i suoi gusti
sessuali "eterodossi". Ai rimproveri epistolari di una zia badessa
risponde affermando di continuare la tradizione familiare (con
chiaro riferimento allo zio abate). Il 24 gennaio del 1767 assunse
il titolo di Marchese di Sade alla morte di suo padre. Il 16 aprile
dello stesso anno è promosso comandante del reggimento e maestro di
campo di cavalleria, ma chiede il congedo per ricongiungersi con una
delle sue amanti. Il 27 agosto nasce a Parigi il primo figlio,
Louis-Marie.
Il 1768 vede de Sade coinvolto in una delle più celebri
avventure del marchese. Il giorno di Pasqua dello stesso anno, 3
aprile, incontra in place des Victoires una giovane mendicante, Rose
Keller, e la induce con un pretesto ad accompagnarla ad Arcueil. Qui
la richiude in una camera, la spoglia e la fustiga a più riprese,
minacciandola di morte. La Keller riesce tuttavia a fuggire e lo
denuncia. In seguito ottiene una forte somma per ritrattare le
accuse, ma nel frattempo de Sade viene incarcerato, dapprima a
Saumur e poi a Pierre-Encise, ove rimane sino al 16 novembre
(assistito dalla moglie che nel frattempo si era trasferita a
Lione). Il processo si risolve con una condanna molto lieve,
consistente in una piccola donazione in favore dei carcerati. Dopo
la scarcerazione si stabilisce nel castello di La Coste ove rimane
fino all'aprile del 1769. Nel maggio di quell'anno torna a Parigi,
dove nasce il secondogenito Donatien-Claude-Armand. Vive un momento
di tranquillità al fianco della famiglia, contribuendo
all'educazione dei figli e colmando la moglie di attenzioni. Nel
1771 la moglie dà alla luce Madeleine-Laure, terzogenita.
Nell'estate dello stesso anno viene imprigionato temporaneamente per
debiti. Scarcerato, ritorna nel castello di La Coste con la famiglia
e la cognata Anne-Prospere, con la quale inizia una relazione
tormentata. Nel 1772 si reca a Marsiglia, dove, il 27 giugno di
quell'anno è protagonista di un'altra avventura sui generis. Riceve
quattro ragazze alle quali offre confetti afrodisiaci; in seguito le
frusta e le sodomizza, costringendo esse stesse a frustarlo e
abbandonandosi a pratiche omosessuali con il servo Latour. La sera
stessa si intrattiene con la prostituta Marguerite Coste, alla quale
fa ingoiare un'intera scatola di dolci alla cantaridina,
sottoponendola poi a pratiche sessuali di ogni tipo. Marguerite in
seguito accuserà sintomi di grave avvelenamento, divenendo la sua
più implacabile accusatrice. Il marchese, colpito da ordine di
cattura il 4 luglio per i reati di sodomia e avvelenamento (che
all'epoca comportavano la decapitazione e il rogo del cadavere)
riesce a fuggire in Italia con la cognata e il servo Latour. Il 3
settembre viene condannato a morte in contumacia. L'8 dicembre viene
arrestato a Chambery e rinchiuso presso il forte di Miolans. La
moglie cerca inutilmente di vederlo travestendosi da uomo; de Sade
viene comunque trattato con riguardo vista la sua condizione. Il 30
aprile del 1773 riesce tuttavia a evadere in maniera rocambolesca
assieme ad altri prigionieri dalla fortezza, grazie alla complicità
di persone inviate appositamente dalla moglie. Lascia in ogni caso
una lettera al comandante assolvendolo da ogni responsabilità o
manchevolezza per il fatto, elencando gli oggetti da lui lasciati
nella prigione e i debiti non saldati. Si rifugia quindi a La Coste.
Tra il 1775 e il 1776 de Sade, nonostante le difficoltà
finanziarie, assume a Lione una domestica, cinque ragazze e un
giovane segretario, futuri partecipanti di orge che il Marchese
organizza in una stanza segreta del castello e alle quali partecipa
anche la moglie. Ciò sfocia in un nuovo scandalo, che induce de Sade
a fuggire nuovamente in Italia, ove si trattiene per un anno durante
il quale ebbe modo di visitare tutto il paese: Torino, Parma,
Firenze, Roma, Napoli e Venezia. Il ricordo di questo "tour" ci è
stato trasmesso dalla narrazione redatta dallo stesso de Sade
durante il viaggio. Il libro è intitolato "Viaggio in Italia". Il
testo non fu pubblicato dall'autore ma da Maurice Lever, il quale
curò l'opera incompiuta a causa dell'arresto e della successiva
prigionia di De Sade. Lo zio abate nel frattempo chiede
l'internamento di De Sade in quanto pazzo. Ritornato a La Coste
Donatien-Alphonse sfugge a un attentato compiuto da un certo Tellier,
padre di una delle ragazze assunte dal Marchese e che questi non
intendeva restituire alla famiglia, chiamata al castello Justine.
La madre della moglie, Presidentessa di Montreuil,
ottenne una lettre de cachet e il 13 febbraio 1777 egli venne
imprigionato di nuovo, nei sotterranei del castello di Vincennes. Lì
incontrò il compagno di prigionia Conte di Mirabeau, anch'egli
scrittore di racconti erotici; nonostante questa affinità, i due si
detestavano intensamente. Rimase a Vincennes per 16 mesi di dura
prigionia, pur senza subire processi. Nel giugno del 1778 viene
condotto a Aix-en-Provence, dove viene assolto dal parlamento locale
circa l'affare di avvelenamento che lo aveva visto coinvolto a
Marsiglia, venendo condannato a una pena minore sotto forma di
ammenda per libertinaggio. Legalmente libero rimane comunque in
carcere poiché la "lettre de cachet" non è stata ancora annullata;
durante il trasferimento a Parigi in luglio evade presso Valence,
per essere nuovamente catturato a La Coste dopo 39 giorni e
riportato a Vincennes. Qui rimarrà per i successivi cinque anni e
mezzo, intrattenendo una fitta corrispondenza con la moglie e
iniziando a comporre, nell'ordine "Le 120 giornate di Sodoma",
"Dialogo tra un prete e un moribondo", "Aline e Valcour", oltre alla
prima versione di "Justine" e ad alcune opere teatrali, storie e
racconti di vario genere. Nel 1784, dopo un tentativo di fuga, De
Sade venne trasferito alla Bastiglia di Parigi, ove completerà la
stesura di varie opere, elencate in un catalogo da lui stesso
stilato il primo ottobre 1788. Si racconta che il 2 luglio 1789
abbia urlato, dalla sua cella alla folla radunata fuori, "Qui stanno
uccidendo i prigionieri!", causando una specie di rivolta. Venne
trasferito al manicomio di Charenton-Saint-Maurice due giorni dopo
(la presa della Bastiglia, che segna l'inizio della Rivoluzione
Francese avvenne il 14 luglio).
Il 18 marzo del 1790 de Sade riceve a Charenton la
visita dei suoi due figli maschi, che non vedeva da circa quindici
anni. Questi lo informano di un decreto approvato il 13 marzo
dall'Assemblea Costituente volto ad annullare il valore legale delle
"lettres de cachet" relative ai casi di prigionia. Il 2 aprile viene
infine liberato: è tuttavia in grosse difficoltà economiche e si
reca immediatamente dal suo curatore M. de Mailly, avvocato presso
il tribunale di Chatelet. Questi gli procura un letto dove dormire e
gli dà sei luigi. La moglie rifiuta di vederlo e, decisa a ottenere
la separazione dal marito, si rivolge al tribunale di Chatelet per
avviare il processo. Sade, resosi conto del mutato atteggiamento
della donna nei suoi confronti, lo attribuisce all'influenza del di
lei confessore. Il 9 giugno il tribunale stabilisce la separazione e
ordina al Marchese de Sade di restituire alla moglie le somme da
essa portate in dote al momento del matrimonio (pari a 160,842
livres). Il 3 agosto il Théâtre Italien accetta di rappresentare un
suo testo, in atto unico, intitolato "Le Suborneur". Il 17 dello
stesso mese dà una lettura alla Comédie-Française di una sua opera
in atto unico in versi liberi, "Le Boudoir ou le mari credule". Una
settimana dopo l'opera viene rifiutata per una rappresentazione, in
seguito viene però accettata con alcune rettifiche. Il 25 agosto
Sade conosce una giovane attrice, Marie-Constance Renelle, con la
quale inizia una relazione, da lui stesso definita "meno che
platonica" basata su reciproco amore e affetto, che durerà per il
resto della sua vita. Il 16 l'opera teatrale in cinque atti di Sade,
"Le Misanthrope par amour ou Sophie et Desfrancs" è accettata
all'unanimità dalla Comédie-Française per essere rappresentata. Il
1° novembre Sade, ritrovata una certa tranquillità economica, si
trasferisce in un'abitazione con giardino in rue Neuve-des-Mathurins,
in zona Chaussée-d'Antin. Il 22 ottobre 1791 ha luogo, al Théâtre
Molière in rue Saint-Martin, la rappresentazione dell'opera teatrale
di Sade "Le Comte Oxtiern ou les effets du libertinage". Una seconda
rappresentazione, svoltasi due settimane dopo, dà luogo a problemi
di ordine pubblico e induce Sade a sospendere ulteriori messe in
scena. Il 24 novembre dello stesso anno Sade dà lettura, alla
Comédie-Française del suo scritto "Jeanne Laisne ou le Siege de
Beauvais", che viene tuttavia rifiutata.
Il 5 marzo del 1792, al Théâtre Italien, la
rappresentazione de "Le Suboneur" viene disturbata da uno spettatore
e alfine interrotta dopo la quarta scena a causa del baccano
provocato da questi. La motivazione di questo gesto va ricercata nel
fatto che l'autore è un aristocratico. Tuttavia due notizie, ben più
gravi per De Sade, si verificano di lì a qualche mese: in maggio il
figlio Donatien-Claude-Armand, aiutante di campo del Marchese di
Toulongeon, diserta dal servizio ed emigra dalla Repubblica. De
Sade, per non subire le conseguenze di tale gesto, è costretto a
fare pubblica ammenda (avendo la Repubblica decretato la
responsabilità genitoriale in simili casi). Sade collabora
attivamente con il nuovo governo repubblicano, divenendo segretario
della sua sezione locale il 3 settembre del 1792. Tra il 17 e il 21
agosto il suo castello di Lacoste viene saccheggiato da cittadini
locali, con la collaborazione della guardia municipale. Viene
privato di quasi tutti i suoi arredi e oggetti, sebbene le autorità
locali riescano a mettere in salvo una parte dei beni,
immagazzinandoli nella sede del vicario. Questi beni vengono in
seguito sequestrati da due emissari provenienti da Apt, che abusando
del loro potere, si appropriano dei beni di maggior valore e li
portano via, nonostante le proteste della municipalità di Lacoste.
De Sade per il momento non viene a conoscenza di quanto accaduto. Si
arruola nell'ottava compagnia della sezione di Piques, venendo
nominato anche commissario per l'organizzazione della cavalleria
nella medesima sezione. Nello stesso mese redige un pamphlet
politico intitolato "Idees sur le mode de la sanction des Loix", che
viene stampato e distribuito nelle sezioni di Parigi per essere
studiato e discusso. Il suo nome viene inserito (non si sa se per
errore o per deliberata malignità a causa delle sue origini
aristocratiche) nella lista degli nobili emigrati del dipartimento
delle Bocche del Rodano. Il 26 febbraio del 1793 redige, assieme con
i cittadini Carre e Desormeaux un rapporto sulle condizioni
igieniche di cinque ospedali parigini, che invia alla relativa
commissione che lo aveva incaricato. In una lettera datata 13 aprile
Sade infoma Gaufridy della sua nomina a membro della corte di
giustizia. Nel giugno dello stesso anno il cittadino Sade è scelto,
nella sua veste di segretario dell'assemblea delle sezioni di
Parigi, a far parte del gruppo di quattro delegati chiamati a
esprimersi presso la Convenzione nazionale per chiedere
l'annullamento del decreto di legge che stabilisce l'istituzione di
un esercito di seimila uomini da mantenere stabilmente a Parigi. Il
26 giugno viene creato un nuovo dipartimento, la Vaucluse, a partire
dal precedente delle Bocche del Rodano. De Sade, che era stato
depennato dalla lista precedente di nobili emigrati, compare
nuovamente sulla lista del nuovo dipartimento: questo fatto avrà
conseguenze gravi per lui in seguito. Sade, all'oscuro di tutto,
viene nominato presidente della sua sezione il 23 luglio, salvo poi
dimettersi e rifiutare il posto di vice-presidente a causa
dell'inasprimento della situazione politica, che di lì a poco
sfocerà nel Terrore. Ciò nonostante l'assemblea generale della
sezione di Piques plaude e approva entusiasticamente un pamphlet
redatto da Sade intitolato "Discours aux manes de Marat et de Le
Peletier", e decide di stamparlo e inviarlo all'Assemblea Nazionale.
Il 15 novembre Sade è posto a capo di una delegazione che legge
dinanzi alla convenzione nazionale la Petizione della Sezione di
Piques, della quale egli è l'autore.
L'8 dicembre viene spiccato un mandato di arresto per Sade sulla
base di alcune lettere (risalenti a due anni prima) giudicate
compromettenti dal regime repubblicano. Egli viene dunque arrestato,
prelevato dalla sua abitazione di rue Neuve-des-Mathurins e condotto
alla prigione delle Madelonnettes. Il 13 gennaio 1794 viene
trasferito al convento carmelitano di rue de Vaugirard, il 22 viene
condotto alla prigione di Saint-Lazare. Sade redige in sua difesa
inviandolo al comitato di salute pubblica un rapporto nel quale
descrive le sue attività di sostegno al nuovo regime e la sua
fedeltà a esso, negando altresì le sue origini nobili. In marzo
viene trasferito per ragioni di salute nell'ospizio di Picpus.
Quattro mesi dopo viene inserito in una lista di elementi pericolosi
da processare sommariamente, ma per cause non pienamente spiegabili
il cancelliere del tribunale omette alcuni nomi trascrivendo la
lista (23 al posto dei 28 originari). Dei 23 tutti eccetto due
saranno in seguito ghigliottinati. Il 28 luglio termina, con
l'esecuzione di Robespierre, il Terrore. Il 15 ottobre De Sade viene
scarcerato e riammesso grazie alle sue benemerenze nelle posizioni
occupate in precedenza, autorizzandolo a tornare nella sua
abitazione. Trascorre il 1795 in relativa tranquillità. Vende nel
1796 alla famiglia Rovere il castello di Lacoste con annesso mobilio
per la somma di 58,000 livres, che tuttavia non gli verrà mai pagata
interamente. Si trasferisce a Clichy e poi a Saint-Ouen presso M.me
Quesnet con la quale si reca tra il maggio e il giugno del 1797 in
Provenza. In novembre, appresa la sua inclusione nelle liste di
emigrati, con possibili conseguenze l'arresto e la confisca dei
beni, si reca dalla polizia recando documentazione delle sue
attività svolte per la Repubblica.
Il 10 settembre del 1798 a causa di difficoltà
economiche lascia Saint-Ouen, trovando ospitalità presso uno dei
suoi fattori a Beauce. In novembre i venditori delle proprietà di
Malmaison e Grandvilliers (che aveva acquistato con il denaro
ottenuto dalla vendita di Lacoste), non essendo stati pagati
interamente ottengono un'ingiunzione di trasferimento delle suddette
proprietà. È costretto a lasciare Beauce e solamente nel gennaio del
1799 trova una sistemazione stabile, presso il figlio di M.me
Quesnet, che abita in una piccola stanza non riscaldata in una casa
parigina. Scriverà a Gaufridy di questa esperienza, descrivendo i
magri pasti a base di carote e fagioli e lo scarso riscaldamento
offerto da poca legna secca comprata a credito. In febbraio trova un
lavoro miseramente retribuito (40 soldi al giorno) presso il teatro
di Versailles, con la quale sostenere se stesso e il suo giovane
coinquilino. In giugno giunge, devastante, la notizia
dell'emanazione di un decreto che vieta l'eliminazione dei nomi dei
nobili dalle liste degli emigrati. Ad agosto la sua posizione
giuridica migliora, in quanto ottiene dalla municipalità di Clichy
un certificato di residenza e cittadinanza, controfirmato dal membro
della Commissione Cazade. In dicembre torna sulle scene,
rappresentando "Oxtiern ou les malherus de libertinage" presso la
Société Dramatique di Versailles. Al volgere del nuovo anno (1800)
troviamo Sade languire nell'infermeria di Versailles malato. Qui
riceve in febbraio la visita di Cazade che lo informa
dell'eventualità di un suo arresto per debiti, qualora non possa
pagarli entro il primo marzo. Cazade lo rassicura affermando che
egli ha l'autorità per impedire che questo avvenga finché risulta
sotto la sua responsabilità. Ad aprile Sade è nuovamente a
Saint-Ouen: qui entra in contrasto con Gaufridy, la cui condotta
nella gestione degli affari del marchese è ritenuta da questi
immorale e profittatrice. Gaufridy dinanzi alle accuse mosse contro
di lui lascia il suo incarico di amministratore, posizione che viene
assunta da M.ma Quesnet. In giugno viene pubblicato il pamphlet
anonimo Zoloé, violentemente critico nei confronti di Tallien,
Barras e delle loro consorti e di Bonaparte. Sebbene si sia a lungo
ritenuto questo scritto opera di Sade, oltre che la motivazione
principale del suo arresto del 1801, è ormai certo che si è trattata
di un'attribuzione erronea. A ottobre il "Journal de Paris" pubblica
un articolo del critico Villeterque che attacca pesantemente l'opera
sadiana "Les Crimés de l'Amour", recentemente pubblicata.
Il 1801 si apre sotto buoni auspici per Sade: il
Ministero della Polizia rilascia un'amnistia, che rende possibile il
dissequestro dei beni del Marchese. Il 6 marzo Sade viene tuttavia
arrestato con il suo editore Nicolas Massé nell'ufficio di questi.
La perquisizione effettuata nel locale rivela numerosi manoscritti e
stampati redatti da Sade, incluse le opere "Juliette" e "La Nouvelle
Justine". Altre perquisizioni effettuate presso un'abitazione di
amici di Sade e presso la sua stessa abitazione a Saint-Ouen
comportano il sequestro di altro materiale compromettente, compreso
un arazzo sul quale sono presenti raffigurazioni a carattere osceno,
ispirate al libro "Justine". Sade e Massé sono interrogati ma non
vengono processati per evitare il crearsi di uno scandalo di enormi
dimensioni, né tantomeno vengono puniti troppo duramente. Massé
viene liberato subito, Sade viene chiuso (il 5 aprile) nella
prigione di Sainte-Pélagie, colpevole della realizzazione di opere a
carattere osceno. Il 20 maggio del 1802 Sade invia una petizione al
Ministro della Giustizia André Joseph Abrial chiedendo di essere
processato o liberato e ribadendo la propria estraneità alla
realizzazione di "Justine". Il marzo dell'anno successivo Sade viene
invece trasferito nella durissima prigione di Bicêtre, salvo poi
venire condotto, su pressione della famiglia all'ospizio di
Charenton, dove già era stato in passato.
Il 20 giugno 1804 Sade invia alla neocostituita
commissione senatoriale per le libertà individuali una missiva nella
quale lamenta la sua detenzione arbitraria, dal momento che sono
passati quattro anni dal suo ingresso in carcere senza che si sia
celebrato alcun processo a suo carico. Sei settimane dopo, il 12
agosto, in una lettera a M. Fouché, ministro della polizia, scrive:
"Le leggi e i regolamenti riguardanti le libertà individuali non
sono mai state così chiaramente disattese come nel mio caso, dal
momento che è senza alcuna sentenza o atto che continuano a tenermi
chiuso e segregato". L'8 settembre il prefetto della polizia Dubois
fa rapporto al ministro della polizia su Sade, descrivendolo come
una "persona incorreggibile" che versa in uno stato di "costante
pazzia licenziosa", dal carattere "ostile a ogni forma di
costrizione". Nelle sue conclusioni ribadisce la necessità di
lasciare Sade a Charenton, dal momento che la sua stessa famiglia
desidera la sua permanenza nella struttura. Il prefetto Dubois torna
a esprimersi nuovamente su Sade, inviando il 17 maggio del 1805 una
severa reprimenda al direttore dell'ospizio di Charenton, reo di
aver consentito al marchese di poter ricevere il giorno di pasqua la
comunione presso la locale chiesa. Il 24 agosto dello stesso anno
Sade redige e sottoscrive un memorandum nel quale accorda l'acquisto
da parte dei suoi famigliari di tutte le sue proprietà (a eccezione
di Saumane) in cambio di una rendita vitalizia. Nel gennaio del 1806
fa testamento. Tra il marzo 1806 e l'aprile del 1807 Sade è
impegnato nella composizione della "Histoire d'Emilie", che nella
sua forma finale va a completare una serie di 10 volumi, intitolata
"Les Journées de Florbelle, ou la Nature dévoilée, suivies des
Mémoires de l'abbé de Modose et des Aventures d'Emilie de Volnange".
Di lì a poco (5 giugno) la polizia sequestra, a seguito di
un'ispezione della sua stanza, numerosi manoscritti, tra i quali lo
stesso "Les Journées de Florbelle" che verrà bruciato poco dopo la
sua morte. Alla compagna Constance viene permesso di vivere con lui.
Il direttore liberale di Charenton, Coulmier, gli permette e anzi lo
incoraggia a mettere in scena diverse delle sue commedie, con gli
internati come attori, per essere viste dal pubblico parigino.
L'opera di Peter Weiss intitolata "La persecuzione e l'assassinio di
Jean-Paul Marat" è un resoconto di fantasia su questo periodo.
Questa posizione estremamente tollerante di Coulmier, che
approcciava la psicoterapia, gli avrebbe attratto molte critiche da
parte delle autorità più retrive. Il 14 giugno del 1808 il figlio
del marchese Louis-Marie de Sade viene ferito a Friedland. La sua
valorosa condotta gli fa guadagnare una menzione d'onore nei
dispacci militari. Il 17 giugno de Sade scrive a Napoleone, dicendo
di essere il padre del valoroso soldato distintosi in battaglia
alcuni giorni prima e chiedendo di essere liberato. Il 2 agosto
l'ufficiale medico capo di Charenton Antoine Athanase Royer-Collard,
invia una missiva al ministro della polizia, lamentando gli
svantaggi che comporta la presenza presso la loro struttura
ospedaliera di De Sade. "Quell'uomo non è pazzo", afferma, "la sua
sola follia è quella derivante dal vizio... inoltre è stato reso
noto il fatto che egli viva nell'ospizio con una donna che cerca di
far passare per sua figlia" (si trattava di M.me Quesnet, che si era
spostata a Charenton di sua iniziativa per rimanere insieme a De
Sade). Egli inoltre raccomanda nella lettera la soppressione del
teatro che Sade aveva organizzato a Charenton, reputandolo di un
elemento di disturbo per i pazienti (che erano chiamati dal marchese
a interpretare ruoli sotto la sua regia), suggerendo altresì il
trasferimento del prigioniero in una struttura più restrittiva.
Nonostante il supporto di Coulmier a Sade il ministro ordina il
trasferimento di quest'ultimo alla prigione di Ham. Coulmier si
appella personalmente al ministro contro tale decisione, chiedendo
quantomeno di posporre tale atto fintanto che la famiglia del
marchese abbia pagato le spese dovute alla struttura dove il
marchese è rinchiuso. Il dr. Deguise, chirurgo a Charenton, appoggia
Coulmier nelle sue richieste, affermando che un eventuale
trasferimento metterebbe in pericolo la vita del prigioniero. L'11
novembre dinanzi alle richieste fatte anche dalla famiglia di
posporre il trasferimento il ministro accetta infine di spostarlo al
15 aprile del 1809. Il 21 aprile di quell'anno il trasferimento è
posticipato indefinitivamente. De Sade inizia una relazione con la
dodicenne Madeleine Leclerc a Charenton. Questa relazione sarebbe
durata per quattro anni, sino alla sua morte, avvenuta nel 1814. Il
28 agosto 1810 Sade vende i suoi possedimenti a Mazan a
Calixte-Antoine-Alexandre Ripert per 56,462.5 franchi, somma che
passa ai suoi figli. Il 18 ottobre dello stesso anno il conte di
Montalivet, ministro dell'interno, rilascia una dura ordinanza,
nella quale scrive: "Considerando che M. de Sade è affetto dalla più
pericolosa forma di pazzia, che ogni contatto tra lui e gli altri
prigionieri può dar luogo a pericoli incalcolabili e i che i suoi
scritti sono parimenti folli così come la sua parola e la sua
condotta io ordino quanto segue: quel signor De Sade deve essere
fornito di un alloggio completamente separato in modo da risultargli
interdetta ogni comunicazione con gli altri... la massima
precauzione inoltre deve essere presa nell'impedirgli di usare
penne, matite, inchiostro o carta. Il direttore dell'istituto è
personalmente responsabile dell'esecuzione di questo ordine". M de
Coulmier riconosce la validità delle direttive del ministro, ma fa
notare che non è suo obbligo mantenere presso la sua struttura
un'area isolata come gli si richiede: fa perciò richiesta di
trasferimento per Sade. Egli fa inoltre notare a Montalivet che,
nelle sue vesti di responsabile di un ente umanitario e rieducativo,
si sente umiliato dall'essere utilizzato come un carceriere o un
persecutore di uno dei suoi stessi pazienti. Il 6 febbraio 1811 la
polizia redige un rapporto su due librai, Clémendot e Barba,
accusati di aver distribuito copie di "Justine" a Parigi e nelle
provincie francesi, oltre che di aver stampato e venduto incisioni
ispirate al libro. Sade a seguito di tale denuncia viene sottoposto
a un duro interrogatorio a Charenton il 31 marzo. Lo stesso
Napoleone, in una seduta del consiglio privato, si pronuncia sul
marchese, decidendo di prolungare la sua detenzione (confermando
tale decisione anche in seguito). Il 14 novembre Sade viene
interrogato nuovamente, questa volta dal conte Corvietto; a
differenza della volta precedente viene trattato in maniera cortese.
Il 31 marzo del 1813 ha luogo un altro, breve interrogatorio. Un
ordine ministeriale vieta a Sade la continuazione degli spettacoli
teatrali a Charenton; il marchese si dedica alla stesura finale
della "Histoire secrète d'Isabelle de Bavière", completata nel
settembre del 1813. Nello stesso anno viene pubblicato anonimo il
libro "La Marquise de Gange".
Il 1814 vede l'abdicazione di Napoleone e l'ingresso
trionfale a Parigi di Luigi XVIII. A Charenton il direttore Coulmier
viene sostituito da M. Roulhac de Maupas. Questi, nel settembre
dello stesso anno, fa richiesta al ministro degli interni, l'Abbé de
Montesquiou, di spostare il marchese in una struttura più idonea a
causa della sua salute malferma che ne impedisce la carcerazione.
Riporta inoltre che il figlio del marchese, nonostante le discrete
condizioni economiche, rifiuta di pagare ulteriormente i costi del
ricovero nell'ospizio (ammontanti a 8934 franchi). In ottobre il
ministro degli interni invita il conte Beugnot, direttore generale
della polizia, a prendere provvedimenti circa la sistemazione futura
di Sade. In dicembre, tuttavia, le condizioni di salute di Sade
peggiorano al punto dal rendergli impossibile camminare. Il 2
dicembre il marchese riceve la visita del figlio
Donatien-Claude-Armand, che chiede al giovane medico L. J. Ramon di
assisterlo durante la notte. Recatosi nella stanza dove è chiuso il
marchese, Ramon si accorge che il respiro del prigioniero è rumoroso
e difficoltoso, simile a un rantolo. Mentre gli prepara un thè per
cercare di alleviare la congestione polmonare di cui Sade è
sofferente da tempo, l'anziano marchese muore silenziosamente.
Secondo quanto riportato nel rapporto ufficiale del direttore alla
polizia, la causa del decesso è, oltre alla congestione polmonare,
anche una "febbre adinamica gangrenosa". Lascia scritte le sue
ultime volontà, nelle quali aveva espresso il desiderio di essere
esposto dopo la morte nella sua stanza per 48 ore senza che alcuno
lo toccasse, in seguito messo, nudo, in una semplice cassa e sepolto
senza alcun segno di riconoscimento nella profondità della foresta
nella sua proprietà di Malmaison presso Épernon. Nonostante le sue
disposizioni testamentarie Sade viene sepolto nel cimitero di
Charenton. Il costo della sepoltura ammonta a 65 livres, così
ripartite: 20 per la croce, 10 per la bara, 6 per la cappella
mortuaria, 9 per le candele, 6 per il cappellano, 8 per i portatori
e 6 per il becchino. Il suo cranio venne in seguito rimosso dalla
bara per investigazioni scientifiche. Suo figlio maggiore fece
bruciare tutti i manoscritti del padre non pubblicati; questi
comprendevano anche l'immensa opera in più volumi "Les Journees de
Florbelle".
Numerosi studiosi e scrittori, in particolare coloro
che si sono interessati allo studio della sessualità, sono stati
attratti e al contempo respinti dalla produzione di De Sade.
Simone de Beauvoir (nel suo saggio "Dobbiamo bruciare
Sade?", pubblicato su "Les Temps modernes", nel dicembre del 1951 e
nel gennaio del 1952) e altri scrittori hanno ravvisato negli
scritti del divin marchese componenti riconducibili alla filosofia
radicale della libertà, che precorrenti l'esistenzialismo moderno di
ben 150 anni. Sade è stato accostato anche a Sigmund Freud, laddove
focalizza la sua attenzione sulla sessualità come fattore scatenante
delle azioni umane. Il Surrealismo lo ammirò parimenti come uno dei
suoi precursori: lo stesso Guillaume Apollinaire definì Sade come
"lo spirito più libero mai esistito".
Pierre Klossowski, nel suo libro del 1947 "Sade il mio vicino",
reputò la filosofia sadiana come precorritrice del nichilismo,
negante sia i valori cristiani quanto quelli del materialismo propri
dell'Illuminismo.
Uno dei saggi contenuti nella raccolta redatta da Max
Horkheimer e Theodor Adorno "Dialectic of Enlightenment" (1947),
intitolato "Juliette or Enlightenment and Morality" interpreta
l'atteggiamento senza scrupoli e profondamente calcolatore della
protagonista de "L'Histoire de Juliette" come una vera e propria
incarnazione della filosofia posta alla base dell'Illuminismo
materialista. Analogamente lo psicoanalista Jacques Lacan, in un suo
saggio del 1966 dal titolo "Kant avec Sade" giudicò l'etica sadiana
un complemento dell'imperativo categorico originariamente postulato
da Immanuel Kant.
In un suo libro del 1988 intitolato "Political Theory
and Modernity", William E. Connolly analizza la "Filosofia nel
boudoir", reputandolo un elemento di rottura rispetto alla
tradizionale posizione dei filosofi politici, in primis Rousseau e
Hobbes, e ai loro tentativi di riconciliazione tra natura, ragione e
virtù, fondamento e condizione necessaria di una società
razionalmente strutturata.
Nel saggio "The Sadeian Woman: And the Ideology of
Pornography" (1979), Angela Carter fornisce invece una lettura di
taglio femminista, giudicandolo positivamente come un "pornografo
morale" che nei suoi scritti ha lasciato ampi spazi all'azione di
personaggi femminili, rovesciando la posizione di Andrea Dworkin,
che ha criticato Sade come misogino, facendo propria l'idea che la
pornografia porti inevitabilmente alla violenza sessuale. Tale
riflessione trova spazio nel suo libro "Pornography: Men Possessing
Women" (1979). Susie Bright ha trovato sorprendenti parallelismi tra
il primo racconto della Dworkin, "Ice and Fire", incentrato sulla
violenza e sull'abuso, reputandolo una riscrittura in chiave moderna
del libro sadiano "Juliette".
Nella cultura troviamo numerosi riferimenti al marchese
de Sade, con influenze in ambito letterario, teatrale,
cinematografico e pittorico. Il termine "sadismo" deriva dal suo
nome, venendo impiegato per designare violenza, fisica o verbale di
natura sessuale e non, con analogie ai contenuti presenti nei
racconti del marchese. Nella cultura moderna le opere sadiane sono
allo stesso tempo considerate capolavori sociologici (nella loro
analisi delle dinamiche del potere e della sopraffazione) ed
erotici. Il linguaggio esplicito che si ritrova in esse ha una
finalità ben precisa: quella di mettere sotto accusa i valori
ipocriti e la corruzione morale dell'elite a lui contemporanea,
risultando inoltre una manifestazione di lotta per la libertà di
parola. Alla critica e alla provocazione hanno fatto riferimento gli
intellettuali moderni, che in una riscoperta delle opere di De Sade
hanno messo al centro della loro analisi anche l'estremo
individualismo dell'autore, ritenuto un antesignano della cultura
liberale dei secoli a lui successivi. Nella seconda metà del XX
secolo si è assistita a una crescita notevole dell'interesse nei
confronti di de Sade, un ritorno in auge che si deve all'opera di
studio iniziata da Roland Barthes, Jacques Derrida e Michel Foucault
negli anni '50 e '60.
|

Home

Torna agli Autori |