"Godi, amico mio, godi e non giudicare... godi, lascia alla natura la cura di rigirarti a suo piacere e all'Eterno quella di punirti. Godi della fiamma dell'universo: la sua luce brilla davanti ai tuoi occhi per illuminare i piaceri"
Donatien-Alphonse François De Sade

Parigi, 2 giugno 1740
Charenton-Saint-Maurice, 2 dicembre 1814

Meglio conosciuto come Marchese De Sade, soprannominato anche il Divin Marchese o semplicemente De Sade, è stato uno scrittore, filosofo e aristocratico francese, autore di diversi libri erotici e di alcuni saggi filosofici, molti dei quali scritti mentre si trovava in prigione. Il suo nome è all'origine del termine "sadismo", atteggiamento che emerge dai suoi romanzi. E' considerato un esponente dell'ala più estremista del libertinismo, nonché dell'illuminismo più radicale.




    
     De Sade nacque nel Palazzo dei Condé a Parigi. Suo padre era Jean-Bastiste François Joseph de Sade, che annoverava fra i suoi antenati la Laura de Noves cantata da Francesco Petrarca, moglie di Hugues de Sade (morta di peste nel 1348 e sepolta ad Avignone). Sua madre, Marie Elénore de Maillé de Carman, nipote di Richelieu, era gentildonna di camera della Principessa di Condé (madre di Luigi-Giuseppe di Borbone-Condé).
     Donatien visse fino al 1744 nel palazzo, dove venne allevato insieme con il principino Luis-Joseph di Borbone. In seguito, tra il 1744 e il 1750, risiedette dapprima nel palazzo di famiglia ad Avignone, presso la nonna materna, per poi trasferirsi presso lo zio paterno Jacques-Francois-Paul-Alphonse de Sade al castello di Saumane. Questi, amico di Voltaire, oltre che storico, letterato e libertino, era abate di Ebreuil e si incaricò dell'educazione del nipote. Nel 1750 Donatien si trasferisce a Parigi per proseguire gli studi presso il collegio gesuita Louis-le-Grand (che frequenterà fino al 1754).
     Inizialmente seguì la carriera militare, raggiungendo il grado di capitano di cavalleria. Nel 1758 partecipò alla Guerra dei sette anni, distinguendosi per il suo valore. La sua carriera non gli impedisce di condurre una vita dissoluta, della quale sembra pentirsi in una lettera di quel periodo scritta allo zio. Nel 1763, al termine della guerra, ottenne il congedo. Il 20 maggio dello stesso anno sposò, con matrimonio combinato dal padre (preoccupato per la sua difficile situazione economica e per la vita mondana del figlio), Renée-Pelagie Cordier de Launay de Montreuil, figlia di un ricco magistrato; da lei avrebbe avuto tre figli. Il 29 ottobre del 1763 venne rinchiuso per la prima volta nella prigione di Vincennes per libertinaggio. Nel 1764 de Sade inaugura al castello di Evry il teatro da camera, da lui stesso diretto, che lo vede impegnato anche come attore in alcune commedie da lui composte. Contemporaneamente viene nominato luogotenente generale del Re per le provincie di Bresse, Bugey, Valromey e Gex. Nel luglio dello stesso anno inizia una relazione con la signorina Colette, attrice presso il Teatro Italiano, durata circa sei mesi. Nei due anni successivi colleziona avventure galanti con donne disposte a soddisfare i suoi gusti sessuali "eterodossi". Ai rimproveri epistolari di una zia badessa risponde affermando di continuare la tradizione familiare (con chiaro riferimento allo zio abate). Il 24 gennaio del 1767 assunse il titolo di Marchese di Sade alla morte di suo padre. Il 16 aprile dello stesso anno è promosso comandante del reggimento e maestro di campo di cavalleria, ma chiede il congedo per ricongiungersi con una delle sue amanti. Il 27 agosto nasce a Parigi il primo figlio, Louis-Marie.
     Il 1768 vede de Sade coinvolto in una delle più celebri avventure del marchese. Il giorno di Pasqua dello stesso anno, 3 aprile, incontra in place des Victoires una giovane mendicante, Rose Keller, e la induce con un pretesto ad accompagnarla ad Arcueil. Qui la richiude in una camera, la spoglia e la fustiga a più riprese, minacciandola di morte. La Keller riesce tuttavia a fuggire e lo denuncia. In seguito ottiene una forte somma per ritrattare le accuse, ma nel frattempo de Sade viene incarcerato, dapprima a Saumur e poi a Pierre-Encise, ove rimane sino al 16 novembre (assistito dalla moglie che nel frattempo si era trasferita a Lione). Il processo si risolve con una condanna molto lieve, consistente in una piccola donazione in favore dei carcerati. Dopo la scarcerazione si stabilisce nel castello di La Coste ove rimane fino all'aprile del 1769. Nel maggio di quell'anno torna a Parigi, dove nasce il secondogenito Donatien-Claude-Armand. Vive un momento di tranquillità al fianco della famiglia, contribuendo all'educazione dei figli e colmando la moglie di attenzioni. Nel 1771 la moglie dà alla luce Madeleine-Laure, terzogenita. Nell'estate dello stesso anno viene imprigionato temporaneamente per debiti. Scarcerato, ritorna nel castello di La Coste con la famiglia e la cognata Anne-Prospere, con la quale inizia una relazione tormentata. Nel 1772 si reca a Marsiglia, dove, il 27 giugno di quell'anno è protagonista di un'altra avventura sui generis. Riceve quattro ragazze alle quali offre confetti afrodisiaci; in seguito le frusta e le sodomizza, costringendo esse stesse a frustarlo e abbandonandosi a pratiche omosessuali con il servo Latour. La sera stessa si intrattiene con la prostituta Marguerite Coste, alla quale fa ingoiare un'intera scatola di dolci alla cantaridina, sottoponendola poi a pratiche sessuali di ogni tipo. Marguerite in seguito accuserà sintomi di grave avvelenamento, divenendo la sua più implacabile accusatrice. Il marchese, colpito da ordine di cattura il 4 luglio per i reati di sodomia e avvelenamento (che all'epoca comportavano la decapitazione e il rogo del cadavere) riesce a fuggire in Italia con la cognata e il servo Latour. Il 3 settembre viene condannato a morte in contumacia. L'8 dicembre viene arrestato a Chambery e rinchiuso presso il forte di Miolans. La moglie cerca inutilmente di vederlo travestendosi da uomo; de Sade viene comunque trattato con riguardo vista la sua condizione. Il 30 aprile del 1773 riesce tuttavia a evadere in maniera rocambolesca assieme ad altri prigionieri dalla fortezza, grazie alla complicità di persone inviate appositamente dalla moglie. Lascia in ogni caso una lettera al comandante assolvendolo da ogni responsabilità o manchevolezza per il fatto, elencando gli oggetti da lui lasciati nella prigione e i debiti non saldati. Si rifugia quindi a La Coste.
     Tra il 1775 e il 1776 de Sade, nonostante le difficoltà finanziarie, assume a Lione una domestica, cinque ragazze e un giovane segretario, futuri partecipanti di orge che il Marchese organizza in una stanza segreta del castello e alle quali partecipa anche la moglie. Ciò sfocia in un nuovo scandalo, che induce de Sade a fuggire nuovamente in Italia, ove si trattiene per un anno durante il quale ebbe modo di visitare tutto il paese: Torino, Parma, Firenze, Roma, Napoli e Venezia. Il ricordo di questo "tour" ci è stato trasmesso dalla narrazione redatta dallo stesso de Sade durante il viaggio. Il libro è intitolato "Viaggio in Italia". Il testo non fu pubblicato dall'autore ma da Maurice Lever, il quale curò l'opera incompiuta a causa dell'arresto e della successiva prigionia di De Sade. Lo zio abate nel frattempo chiede l'internamento di De Sade in quanto pazzo. Ritornato a La Coste Donatien-Alphonse sfugge a un attentato compiuto da un certo Tellier, padre di una delle ragazze assunte dal Marchese e che questi non intendeva restituire alla famiglia, chiamata al castello Justine.
     La madre della moglie, Presidentessa di Montreuil, ottenne una lettre de cachet e il 13 febbraio 1777 egli venne imprigionato di nuovo, nei sotterranei del castello di Vincennes. Lì incontrò il compagno di prigionia Conte di Mirabeau, anch'egli scrittore di racconti erotici; nonostante questa affinità, i due si detestavano intensamente. Rimase a Vincennes per 16 mesi di dura prigionia, pur senza subire processi. Nel giugno del 1778 viene condotto a Aix-en-Provence, dove viene assolto dal parlamento locale circa l'affare di avvelenamento che lo aveva visto coinvolto a Marsiglia, venendo condannato a una pena minore sotto forma di ammenda per libertinaggio. Legalmente libero rimane comunque in carcere poiché la "lettre de cachet" non è stata ancora annullata; durante il trasferimento a Parigi in luglio evade presso Valence, per essere nuovamente catturato a La Coste dopo 39 giorni e riportato a Vincennes. Qui rimarrà per i successivi cinque anni e mezzo, intrattenendo una fitta corrispondenza con la moglie e iniziando a comporre, nell'ordine "Le 120 giornate di Sodoma", "Dialogo tra un prete e un moribondo", "Aline e Valcour", oltre alla prima versione di "Justine" e ad alcune opere teatrali, storie e racconti di vario genere. Nel 1784, dopo un tentativo di fuga, De Sade venne trasferito alla Bastiglia di Parigi, ove completerà la stesura di varie opere, elencate in un catalogo da lui stesso stilato il primo ottobre 1788. Si racconta che il 2 luglio 1789 abbia urlato, dalla sua cella alla folla radunata fuori, "Qui stanno uccidendo i prigionieri!", causando una specie di rivolta. Venne trasferito al manicomio di Charenton-Saint-Maurice due giorni dopo (la presa della Bastiglia, che segna l'inizio della Rivoluzione Francese avvenne il 14 luglio).
     Il 18 marzo del 1790 de Sade riceve a Charenton la visita dei suoi due figli maschi, che non vedeva da circa quindici anni. Questi lo informano di un decreto approvato il 13 marzo dall'Assemblea Costituente volto ad annullare il valore legale delle "lettres de cachet" relative ai casi di prigionia. Il 2 aprile viene infine liberato: è tuttavia in grosse difficoltà economiche e si reca immediatamente dal suo curatore M. de Mailly, avvocato presso il tribunale di Chatelet. Questi gli procura un letto dove dormire e gli dà sei luigi. La moglie rifiuta di vederlo e, decisa a ottenere la separazione dal marito, si rivolge al tribunale di Chatelet per avviare il processo. Sade, resosi conto del mutato atteggiamento della donna nei suoi confronti, lo attribuisce all'influenza del di lei confessore. Il 9 giugno il tribunale stabilisce la separazione e ordina al Marchese de Sade di restituire alla moglie le somme da essa portate in dote al momento del matrimonio (pari a 160,842 livres). Il 3 agosto il Théâtre Italien accetta di rappresentare un suo testo, in atto unico, intitolato "Le Suborneur". Il 17 dello stesso mese dà una lettura alla Comédie-Française di una sua opera in atto unico in versi liberi, "Le Boudoir ou le mari credule". Una settimana dopo l'opera viene rifiutata per una rappresentazione, in seguito viene però accettata con alcune rettifiche. Il 25 agosto Sade conosce una giovane attrice, Marie-Constance Renelle, con la quale inizia una relazione, da lui stesso definita "meno che platonica" basata su reciproco amore e affetto, che durerà per il resto della sua vita. Il 16 l'opera teatrale in cinque atti di Sade, "Le Misanthrope par amour ou Sophie et Desfrancs" è accettata all'unanimità dalla Comédie-Française per essere rappresentata. Il 1° novembre Sade, ritrovata una certa tranquillità economica, si trasferisce in un'abitazione con giardino in rue Neuve-des-Mathurins, in zona Chaussée-d'Antin. Il 22 ottobre 1791 ha luogo, al Théâtre Molière in rue Saint-Martin, la rappresentazione dell'opera teatrale di Sade "Le Comte Oxtiern ou les effets du libertinage". Una seconda rappresentazione, svoltasi due settimane dopo, dà luogo a problemi di ordine pubblico e induce Sade a sospendere ulteriori messe in scena. Il 24 novembre dello stesso anno Sade dà lettura, alla Comédie-Française del suo scritto "Jeanne Laisne ou le Siege de Beauvais", che viene tuttavia rifiutata.
     Il 5 marzo del 1792, al Théâtre Italien, la rappresentazione de "Le Suboneur" viene disturbata da uno spettatore e alfine interrotta dopo la quarta scena a causa del baccano provocato da questi. La motivazione di questo gesto va ricercata nel fatto che l'autore è un aristocratico. Tuttavia due notizie, ben più gravi per De Sade, si verificano di lì a qualche mese: in maggio il figlio Donatien-Claude-Armand, aiutante di campo del Marchese di Toulongeon, diserta dal servizio ed emigra dalla Repubblica. De Sade, per non subire le conseguenze di tale gesto, è costretto a fare pubblica ammenda (avendo la Repubblica decretato la responsabilità genitoriale in simili casi). Sade collabora attivamente con il nuovo governo repubblicano, divenendo segretario della sua sezione locale il 3 settembre del 1792. Tra il 17 e il 21 agosto il suo castello di Lacoste viene saccheggiato da cittadini locali, con la collaborazione della guardia municipale. Viene privato di quasi tutti i suoi arredi e oggetti, sebbene le autorità locali riescano a mettere in salvo una parte dei beni, immagazzinandoli nella sede del vicario. Questi beni vengono in seguito sequestrati da due emissari provenienti da Apt, che abusando del loro potere, si appropriano dei beni di maggior valore e li portano via, nonostante le proteste della municipalità di Lacoste. De Sade per il momento non viene a conoscenza di quanto accaduto. Si arruola nell'ottava compagnia della sezione di Piques, venendo nominato anche commissario per l'organizzazione della cavalleria nella medesima sezione. Nello stesso mese redige un pamphlet politico intitolato "Idees sur le mode de la sanction des Loix", che viene stampato e distribuito nelle sezioni di Parigi per essere studiato e discusso. Il suo nome viene inserito (non si sa se per errore o per deliberata malignità a causa delle sue origini aristocratiche) nella lista degli nobili emigrati del dipartimento delle Bocche del Rodano. Il 26 febbraio del 1793 redige, assieme con i cittadini Carre e Desormeaux un rapporto sulle condizioni igieniche di cinque ospedali parigini, che invia alla relativa commissione che lo aveva incaricato. In una lettera datata 13 aprile Sade infoma Gaufridy della sua nomina a membro della corte di giustizia. Nel giugno dello stesso anno il cittadino Sade è scelto, nella sua veste di segretario dell'assemblea delle sezioni di Parigi, a far parte del gruppo di quattro delegati chiamati a esprimersi presso la Convenzione nazionale per chiedere l'annullamento del decreto di legge che stabilisce l'istituzione di un esercito di seimila uomini da mantenere stabilmente a Parigi. Il 26 giugno viene creato un nuovo dipartimento, la Vaucluse, a partire dal precedente delle Bocche del Rodano. De Sade, che era stato depennato dalla lista precedente di nobili emigrati, compare nuovamente sulla lista del nuovo dipartimento: questo fatto avrà conseguenze gravi per lui in seguito. Sade, all'oscuro di tutto, viene nominato presidente della sua sezione il 23 luglio, salvo poi dimettersi e rifiutare il posto di vice-presidente a causa dell'inasprimento della situazione politica, che di lì a poco sfocerà nel Terrore. Ciò nonostante l'assemblea generale della sezione di Piques plaude e approva entusiasticamente un pamphlet redatto da Sade intitolato "Discours aux manes de Marat et de Le Peletier", e decide di stamparlo e inviarlo all'Assemblea Nazionale. Il 15 novembre Sade è posto a capo di una delegazione che legge dinanzi alla convenzione nazionale la Petizione della Sezione di Piques, della quale egli è l'autore.
     L'8 dicembre viene spiccato un mandato di arresto per Sade sulla base di alcune lettere (risalenti a due anni prima) giudicate compromettenti dal regime repubblicano. Egli viene dunque arrestato, prelevato dalla sua abitazione di rue Neuve-des-Mathurins e condotto alla prigione delle Madelonnettes. Il 13 gennaio 1794 viene trasferito al convento carmelitano di rue de Vaugirard, il 22 viene condotto alla prigione di Saint-Lazare. Sade redige in sua difesa inviandolo al comitato di salute pubblica un rapporto nel quale descrive le sue attività di sostegno al nuovo regime e la sua fedeltà a esso, negando altresì le sue origini nobili. In marzo viene trasferito per ragioni di salute nell'ospizio di Picpus. Quattro mesi dopo viene inserito in una lista di elementi pericolosi da processare sommariamente, ma per cause non pienamente spiegabili il cancelliere del tribunale omette alcuni nomi trascrivendo la lista (23 al posto dei 28 originari). Dei 23 tutti eccetto due saranno in seguito ghigliottinati. Il 28 luglio termina, con l'esecuzione di Robespierre, il Terrore. Il 15 ottobre De Sade viene scarcerato e riammesso grazie alle sue benemerenze nelle posizioni occupate in precedenza, autorizzandolo a tornare nella sua abitazione. Trascorre il 1795 in relativa tranquillità. Vende nel 1796 alla famiglia Rovere il castello di Lacoste con annesso mobilio per la somma di 58,000 livres, che tuttavia non gli verrà mai pagata interamente. Si trasferisce a Clichy e poi a Saint-Ouen presso M.me Quesnet con la quale si reca tra il maggio e il giugno del 1797 in Provenza. In novembre, appresa la sua inclusione nelle liste di emigrati, con possibili conseguenze l'arresto e la confisca dei beni, si reca dalla polizia recando documentazione delle sue attività svolte per la Repubblica.
     Il 10 settembre del 1798 a causa di difficoltà economiche lascia Saint-Ouen, trovando ospitalità presso uno dei suoi fattori a Beauce. In novembre i venditori delle proprietà di Malmaison e Grandvilliers (che aveva acquistato con il denaro ottenuto dalla vendita di Lacoste), non essendo stati pagati interamente ottengono un'ingiunzione di trasferimento delle suddette proprietà. È costretto a lasciare Beauce e solamente nel gennaio del 1799 trova una sistemazione stabile, presso il figlio di M.me Quesnet, che abita in una piccola stanza non riscaldata in una casa parigina. Scriverà a Gaufridy di questa esperienza, descrivendo i magri pasti a base di carote e fagioli e lo scarso riscaldamento offerto da poca legna secca comprata a credito. In febbraio trova un lavoro miseramente retribuito (40 soldi al giorno) presso il teatro di Versailles, con la quale sostenere se stesso e il suo giovane coinquilino. In giugno giunge, devastante, la notizia dell'emanazione di un decreto che vieta l'eliminazione dei nomi dei nobili dalle liste degli emigrati. Ad agosto la sua posizione giuridica migliora, in quanto ottiene dalla municipalità di Clichy un certificato di residenza e cittadinanza, controfirmato dal membro della Commissione Cazade. In dicembre torna sulle scene, rappresentando "Oxtiern ou les malherus de libertinage" presso la Société Dramatique di Versailles. Al volgere del nuovo anno (1800) troviamo Sade languire nell'infermeria di Versailles malato. Qui riceve in febbraio la visita di Cazade che lo informa dell'eventualità di un suo arresto per debiti, qualora non possa pagarli entro il primo marzo. Cazade lo rassicura affermando che egli ha l'autorità per impedire che questo avvenga finché risulta sotto la sua responsabilità. Ad aprile Sade è nuovamente a Saint-Ouen: qui entra in contrasto con Gaufridy, la cui condotta nella gestione degli affari del marchese è ritenuta da questi immorale e profittatrice. Gaufridy dinanzi alle accuse mosse contro di lui lascia il suo incarico di amministratore, posizione che viene assunta da M.ma Quesnet. In giugno viene pubblicato il pamphlet anonimo Zoloé, violentemente critico nei confronti di Tallien, Barras e delle loro consorti e di Bonaparte. Sebbene si sia a lungo ritenuto questo scritto opera di Sade, oltre che la motivazione principale del suo arresto del 1801, è ormai certo che si è trattata di un'attribuzione erronea. A ottobre il "Journal de Paris" pubblica un articolo del critico Villeterque che attacca pesantemente l'opera sadiana "Les Crimés de l'Amour", recentemente pubblicata.
     Il 1801 si apre sotto buoni auspici per Sade: il Ministero della Polizia rilascia un'amnistia, che rende possibile il dissequestro dei beni del Marchese. Il 6 marzo Sade viene tuttavia arrestato con il suo editore Nicolas Massé nell'ufficio di questi. La perquisizione effettuata nel locale rivela numerosi manoscritti e stampati redatti da Sade, incluse le opere "Juliette" e "La Nouvelle Justine". Altre perquisizioni effettuate presso un'abitazione di amici di Sade e presso la sua stessa abitazione a Saint-Ouen comportano il sequestro di altro materiale compromettente, compreso un arazzo sul quale sono presenti raffigurazioni a carattere osceno, ispirate al libro "Justine". Sade e Massé sono interrogati ma non vengono processati per evitare il crearsi di uno scandalo di enormi dimensioni, né tantomeno vengono puniti troppo duramente. Massé viene liberato subito, Sade viene chiuso (il 5 aprile) nella prigione di Sainte-Pélagie, colpevole della realizzazione di opere a carattere osceno. Il 20 maggio del 1802 Sade invia una petizione al Ministro della Giustizia André Joseph Abrial chiedendo di essere processato o liberato e ribadendo la propria estraneità alla realizzazione di "Justine". Il marzo dell'anno successivo Sade viene invece trasferito nella durissima prigione di Bicêtre, salvo poi venire condotto, su pressione della famiglia all'ospizio di Charenton, dove già era stato in passato.
     Il 20 giugno 1804 Sade invia alla neocostituita commissione senatoriale per le libertà individuali una missiva nella quale lamenta la sua detenzione arbitraria, dal momento che sono passati quattro anni dal suo ingresso in carcere senza che si sia celebrato alcun processo a suo carico. Sei settimane dopo, il 12 agosto, in una lettera a M. Fouché, ministro della polizia, scrive: "Le leggi e i regolamenti riguardanti le libertà individuali non sono mai state così chiaramente disattese come nel mio caso, dal momento che è senza alcuna sentenza o atto che continuano a tenermi chiuso e segregato". L'8 settembre il prefetto della polizia Dubois fa rapporto al ministro della polizia su Sade, descrivendolo come una "persona incorreggibile" che versa in uno stato di "costante pazzia licenziosa", dal carattere "ostile a ogni forma di costrizione". Nelle sue conclusioni ribadisce la necessità di lasciare Sade a Charenton, dal momento che la sua stessa famiglia desidera la sua permanenza nella struttura. Il prefetto Dubois torna a esprimersi nuovamente su Sade, inviando il 17 maggio del 1805 una severa reprimenda al direttore dell'ospizio di Charenton, reo di aver consentito al marchese di poter ricevere il giorno di pasqua la comunione presso la locale chiesa. Il 24 agosto dello stesso anno Sade redige e sottoscrive un memorandum nel quale accorda l'acquisto da parte dei suoi famigliari di tutte le sue proprietà (a eccezione di Saumane) in cambio di una rendita vitalizia. Nel gennaio del 1806 fa testamento. Tra il marzo 1806 e l'aprile del 1807 Sade è impegnato nella composizione della "Histoire d'Emilie", che nella sua forma finale va a completare una serie di 10 volumi, intitolata "Les Journées de Florbelle, ou la Nature dévoilée, suivies des Mémoires de l'abbé de Modose et des Aventures d'Emilie de Volnange". Di lì a poco (5 giugno) la polizia sequestra, a seguito di un'ispezione della sua stanza, numerosi manoscritti, tra i quali lo stesso "Les Journées de Florbelle" che verrà bruciato poco dopo la sua morte. Alla compagna Constance viene permesso di vivere con lui. Il direttore liberale di Charenton, Coulmier, gli permette e anzi lo incoraggia a mettere in scena diverse delle sue commedie, con gli internati come attori, per essere viste dal pubblico parigino. L'opera di Peter Weiss intitolata "La persecuzione e l'assassinio di Jean-Paul Marat" è un resoconto di fantasia su questo periodo. Questa posizione estremamente tollerante di Coulmier, che approcciava la psicoterapia, gli avrebbe attratto molte critiche da parte delle autorità più retrive. Il 14 giugno del 1808 il figlio del marchese Louis-Marie de Sade viene ferito a Friedland. La sua valorosa condotta gli fa guadagnare una menzione d'onore nei dispacci militari. Il 17 giugno de Sade scrive a Napoleone, dicendo di essere il padre del valoroso soldato distintosi in battaglia alcuni giorni prima e chiedendo di essere liberato. Il 2 agosto l'ufficiale medico capo di Charenton Antoine Athanase Royer-Collard, invia una missiva al ministro della polizia, lamentando gli svantaggi che comporta la presenza presso la loro struttura ospedaliera di De Sade. "Quell'uomo non è pazzo", afferma, "la sua sola follia è quella derivante dal vizio... inoltre è stato reso noto il fatto che egli viva nell'ospizio con una donna che cerca di far passare per sua figlia" (si trattava di M.me Quesnet, che si era spostata a Charenton di sua iniziativa per rimanere insieme a De Sade). Egli inoltre raccomanda nella lettera la soppressione del teatro che Sade aveva organizzato a Charenton, reputandolo di un elemento di disturbo per i pazienti (che erano chiamati dal marchese a interpretare ruoli sotto la sua regia), suggerendo altresì il trasferimento del prigioniero in una struttura più restrittiva. Nonostante il supporto di Coulmier a Sade il ministro ordina il trasferimento di quest'ultimo alla prigione di Ham. Coulmier si appella personalmente al ministro contro tale decisione, chiedendo quantomeno di posporre tale atto fintanto che la famiglia del marchese abbia pagato le spese dovute alla struttura dove il marchese è rinchiuso. Il dr. Deguise, chirurgo a Charenton, appoggia Coulmier nelle sue richieste, affermando che un eventuale trasferimento metterebbe in pericolo la vita del prigioniero. L'11 novembre dinanzi alle richieste fatte anche dalla famiglia di posporre il trasferimento il ministro accetta infine di spostarlo al 15 aprile del 1809. Il 21 aprile di quell'anno il trasferimento è posticipato indefinitivamente. De Sade inizia una relazione con la dodicenne Madeleine Leclerc a Charenton. Questa relazione sarebbe durata per quattro anni, sino alla sua morte, avvenuta nel 1814. Il 28 agosto 1810 Sade vende i suoi possedimenti a Mazan a Calixte-Antoine-Alexandre Ripert per 56,462.5 franchi, somma che passa ai suoi figli. Il 18 ottobre dello stesso anno il conte di Montalivet, ministro dell'interno, rilascia una dura ordinanza, nella quale scrive: "Considerando che M. de Sade è affetto dalla più pericolosa forma di pazzia, che ogni contatto tra lui e gli altri prigionieri può dar luogo a pericoli incalcolabili e i che i suoi scritti sono parimenti folli così come la sua parola e la sua condotta io ordino quanto segue: quel signor De Sade deve essere fornito di un alloggio completamente separato in modo da risultargli interdetta ogni comunicazione con gli altri... la massima precauzione inoltre deve essere presa nell'impedirgli di usare penne, matite, inchiostro o carta. Il direttore dell'istituto è personalmente responsabile dell'esecuzione di questo ordine". M de Coulmier riconosce la validità delle direttive del ministro, ma fa notare che non è suo obbligo mantenere presso la sua struttura un'area isolata come gli si richiede: fa perciò richiesta di trasferimento per Sade. Egli fa inoltre notare a Montalivet che, nelle sue vesti di responsabile di un ente umanitario e rieducativo, si sente umiliato dall'essere utilizzato come un carceriere o un persecutore di uno dei suoi stessi pazienti. Il 6 febbraio 1811 la polizia redige un rapporto su due librai, Clémendot e Barba, accusati di aver distribuito copie di "Justine" a Parigi e nelle provincie francesi, oltre che di aver stampato e venduto incisioni ispirate al libro. Sade a seguito di tale denuncia viene sottoposto a un duro interrogatorio a Charenton il 31 marzo. Lo stesso Napoleone, in una seduta del consiglio privato, si pronuncia sul marchese, decidendo di prolungare la sua detenzione (confermando tale decisione anche in seguito). Il 14 novembre Sade viene interrogato nuovamente, questa volta dal conte Corvietto; a differenza della volta precedente viene trattato in maniera cortese. Il 31 marzo del 1813 ha luogo un altro, breve interrogatorio. Un ordine ministeriale vieta a Sade la continuazione degli spettacoli teatrali a Charenton; il marchese si dedica alla stesura finale della "Histoire secrète d'Isabelle de Bavière", completata nel settembre del 1813. Nello stesso anno viene pubblicato anonimo il libro "La Marquise de Gange".
     Il 1814 vede l'abdicazione di Napoleone e l'ingresso trionfale a Parigi di Luigi XVIII. A Charenton il direttore Coulmier viene sostituito da M. Roulhac de Maupas. Questi, nel settembre dello stesso anno, fa richiesta al ministro degli interni, l'Abbé de Montesquiou, di spostare il marchese in una struttura più idonea a causa della sua salute malferma che ne impedisce la carcerazione. Riporta inoltre che il figlio del marchese, nonostante le discrete condizioni economiche, rifiuta di pagare ulteriormente i costi del ricovero nell'ospizio (ammontanti a 8934 franchi). In ottobre il ministro degli interni invita il conte Beugnot, direttore generale della polizia, a prendere provvedimenti circa la sistemazione futura di Sade. In dicembre, tuttavia, le condizioni di salute di Sade peggiorano al punto dal rendergli impossibile camminare. Il 2 dicembre il marchese riceve la visita del figlio Donatien-Claude-Armand, che chiede al giovane medico L. J. Ramon di assisterlo durante la notte. Recatosi nella stanza dove è chiuso il marchese, Ramon si accorge che il respiro del prigioniero è rumoroso e difficoltoso, simile a un rantolo. Mentre gli prepara un thè per cercare di alleviare la congestione polmonare di cui Sade è sofferente da tempo, l'anziano marchese muore silenziosamente. Secondo quanto riportato nel rapporto ufficiale del direttore alla polizia, la causa del decesso è, oltre alla congestione polmonare, anche una "febbre adinamica gangrenosa". Lascia scritte le sue ultime volontà, nelle quali aveva espresso il desiderio di essere esposto dopo la morte nella sua stanza per 48 ore senza che alcuno lo toccasse, in seguito messo, nudo, in una semplice cassa e sepolto senza alcun segno di riconoscimento nella profondità della foresta nella sua proprietà di Malmaison presso Épernon. Nonostante le sue disposizioni testamentarie Sade viene sepolto nel cimitero di Charenton. Il costo della sepoltura ammonta a 65 livres, così ripartite: 20 per la croce, 10 per la bara, 6 per la cappella mortuaria, 9 per le candele, 6 per il cappellano, 8 per i portatori e 6 per il becchino. Il suo cranio venne in seguito rimosso dalla bara per investigazioni scientifiche. Suo figlio maggiore fece bruciare tutti i manoscritti del padre non pubblicati; questi comprendevano anche l'immensa opera in più volumi "Les Journees de Florbelle".
     Numerosi studiosi e scrittori, in particolare coloro che si sono interessati allo studio della sessualità, sono stati attratti e al contempo respinti dalla produzione di De Sade.
     Simone de Beauvoir (nel suo saggio "Dobbiamo bruciare Sade?", pubblicato su "Les Temps modernes", nel dicembre del 1951 e nel gennaio del 1952) e altri scrittori hanno ravvisato negli scritti del divin marchese componenti riconducibili alla filosofia radicale della libertà, che precorrenti l'esistenzialismo moderno di ben 150 anni. Sade è stato accostato anche a Sigmund Freud, laddove focalizza la sua attenzione sulla sessualità come fattore scatenante delle azioni umane. Il Surrealismo lo ammirò parimenti come uno dei suoi precursori: lo stesso Guillaume Apollinaire definì Sade come "lo spirito più libero mai esistito".
     Pierre Klossowski, nel suo libro del 1947 "Sade il mio vicino", reputò la filosofia sadiana come precorritrice del nichilismo, negante sia i valori cristiani quanto quelli del materialismo propri dell'Illuminismo.
     Uno dei saggi contenuti nella raccolta redatta da Max Horkheimer e Theodor Adorno "Dialectic of Enlightenment" (1947), intitolato "Juliette or Enlightenment and Morality" interpreta l'atteggiamento senza scrupoli e profondamente calcolatore della protagonista de "L'Histoire de Juliette" come una vera e propria incarnazione della filosofia posta alla base dell'Illuminismo materialista. Analogamente lo psicoanalista Jacques Lacan, in un suo saggio del 1966 dal titolo "Kant avec Sade" giudicò l'etica sadiana un complemento dell'imperativo categorico originariamente postulato da Immanuel Kant.
     In un suo libro del 1988 intitolato "Political Theory and Modernity", William E. Connolly analizza la "Filosofia nel boudoir", reputandolo un elemento di rottura rispetto alla tradizionale posizione dei filosofi politici, in primis Rousseau e Hobbes, e ai loro tentativi di riconciliazione tra natura, ragione e virtù, fondamento e condizione necessaria di una società razionalmente strutturata.
     Nel saggio "The Sadeian Woman: And the Ideology of Pornography" (1979), Angela Carter fornisce invece una lettura di taglio femminista, giudicandolo positivamente come un "pornografo morale" che nei suoi scritti ha lasciato ampi spazi all'azione di personaggi femminili, rovesciando la posizione di Andrea Dworkin, che ha criticato Sade come misogino, facendo propria l'idea che la pornografia porti inevitabilmente alla violenza sessuale. Tale riflessione trova spazio nel suo libro "Pornography: Men Possessing Women" (1979). Susie Bright ha trovato sorprendenti parallelismi tra il primo racconto della Dworkin, "Ice and Fire", incentrato sulla violenza e sull'abuso, reputandolo una riscrittura in chiave moderna del libro sadiano "Juliette".
     Nella cultura troviamo numerosi riferimenti al marchese de Sade, con influenze in ambito letterario, teatrale, cinematografico e pittorico. Il termine "sadismo" deriva dal suo nome, venendo impiegato per designare violenza, fisica o verbale di natura sessuale e non, con analogie ai contenuti presenti nei racconti del marchese. Nella cultura moderna le opere sadiane sono allo stesso tempo considerate capolavori sociologici (nella loro analisi delle dinamiche del potere e della sopraffazione) ed erotici. Il linguaggio esplicito che si ritrova in esse ha una finalità ben precisa: quella di mettere sotto accusa i valori ipocriti e la corruzione morale dell'elite a lui contemporanea, risultando inoltre una manifestazione di lotta per la libertà di parola. Alla critica e alla provocazione hanno fatto riferimento gli intellettuali moderni, che in una riscoperta delle opere di De Sade hanno messo al centro della loro analisi anche l'estremo individualismo dell'autore, ritenuto un antesignano della cultura liberale dei secoli a lui successivi. Nella seconda metà del XX secolo si è assistita a una crescita notevole dell'interesse nei confronti di de Sade, un ritorno in auge che si deve all'opera di studio iniziata da Roland Barthes, Jacques Derrida e Michel Foucault negli anni '50 e '60.







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