Demoniafuriosa
La Bambina degli Abissi, ovvero i mostruosi parti dell'encefalo


    
Parla di sé come di una persona difficile, Demonia.
     "Non si deve aver la pretesa di capirmi, perché alcune parti del mio animo, forse più di quanto io mi aspetti, rimangono oscure anche a me stessa. Insolente. Testarda. Sfacciata. A tratti crudele. Di una dolcezza che uccide. Demonia è furia che innalza, slancio che esalta, dolore che distorce, fuoco che devasta, sangue che rovescia la mia forma contorta. Io sono una fiaba capovolta. E dentro questa fiaba, di candido orrore, io respiro".
     Si descrive spesso, come ha fatto anche qui, come una guerriera dall'armatura potente e invincibile. Una guerriera che resiste alla vita, a questo reale che la addolora con la sua mancanza di grazia: "E' bella la mia armatura nei giorni di sole. Abbaglia. Rifulge d'immenso come nelle migliori resurrezioni cattoliche. Ma sotto l'armatura possiedo fragili ossa. Del vetro soffiato l'eterea consistenza. Sono in verticale percorse da incrinature che soltanto io riesco a sentire. Sottili spacchi che il gelo lasciano ancora passare. Fragili ossa dall'impalpabile consistenza del vetro soffiato. Appoggiandoci sopra le labbra si possono d'incanto frantumare. In mille pezzi".
     Da bambina, Demonia, rimaneva in disparte, non riusciva a entrare in contatto con gli altri bambini: "A quattro anni non giocavo con loro, rimanevo ferma a guardarli mentre si rincorrevano come belve selvagge in un giardino pieno di sole. Spalancavano le loro fauci e urlavano. Io non capivo il motivo di tutto quel chiasso. Il loro diventar simili a indemoniati punti che fuggivano all'orizzonte. Non capivo il motivo di quell'esistere privo di grazia, roboante. Un baccano infernale da far sanguinare le orecchie. Io mi sono sempre trovata a quel punto. E sempre mi ci troverò. Osservare da un diverso scorcio in penombra. Guardare il mondo con occhi distorti. Restare in disparte, nonostante tutto. Rimanere ferma a guardare. Registrare il reale e, scrivendo, annullandolo".
     Alla domanda se sceglierebbe di cambiare qualcosa di sé, risponde: "Cercherei di volermi bene per come sono, con tutte le mie difettose parti mancanti, perché a volte me ne voglio troppo poco. Io sono la prima a denigrarmi e crocefiggermi. Io sono il giudice più spietato di me stessa. E non mi so immaginare in altre maniere".
     Il suo blog è stato aperto nel novembre del 2007. Demonia lo definisce il suo tempio, il tempio della sua anima. Quasi una casa a cui far ritorno, sempre e comunque: "Si bussa tre volte per entrare. In punta di piedi come in un'elegante danza. E con tocco lieve. Il blog contiene tutta me stessa. Tutte quelle parti - fragile cristallo - che espongo vittoriosa a un vento impervio dentro cui sempre, dalla fatica piegata, cammino. E' l'unica finestra sul mondo che ho concesso ai miei mostruosi parti".
     Scrivere l'ha aiutata, da sempre quindi: "E' un potente balsamo che ogni dolore aiuta a lenire. Perché te lo fa guardare direttamente negli occhi. Scrivo sempre quando soffro. Da lì nascono le perle di luce più splendenti, le punte più alte del mio lirismo. La sofferenza acuisce i sensi. La poetica dà loro una sistemazione razionale e ordinata. Ma io non esorcizzo. Io mi scortico la pelle rivelando sangue a cadere copioso in grosse gocce. Mi faccio male in verità quando scrivo. Mi faccio male tantissimo. Perché chiunque scrive è il primo degli autolesionisti".
     Ora sta leggendo, ci racconta, Emily Dickinson e Anne Sexton, le sue poetesse-guida. Legge moltissimo, Demonia, quasi non farebbe altro: "I libri sono la mia vita, lo sono sempre stati. Sono, credo, la prima cosa che salverei da una catastrofe perché loro hanno salvato me". E se le chiedo se c'è un libro che brucerebbe nel camino mi risponde: "Per niente al mondo brucerei un libro. I nazisti bruciavano libri, io ne morirei dal dolore".
     Quando parla delle critiche e degli attacchi ricevuti attraverso il blog, lo fa quasi con orgoglio: "Mi entusiasma il martirio. Stimola il mio intelletto. Non cerco mai di giustificarmi, non ha senso. Sarebbe come se dovessi giustificare il fatto di avere i capelli neri e non biondi. Ci sono nata così. L'unica cosa che mi fa davvero male è l'incomprensione delle persone a me più vicine. Coloro che, pur sostenendo di conoscermi bene, non hanno mai capito un'acca della sottoscritta. E credo nemmeno mai la capiranno".
     Dice di scrivere da quando ha memoria. Probabilmente da quando ha appreso l'alfabeto: "Raccontare di me, di ciò che osservo, come una bambola strabica, guardandomi intorno, è probabilmente il motivo che mi fa rimanere aggrappata all'esistenza".
     Non esiste esibizionismo, a suo dire, dietro alla decisione di aprire il blog: "Io soffro di un'invalidante timidezza acuta che per un capovolto miracolo mi fa precipitare di colpo nel suo opposto: mostrare al mondo di me una feroce immagine. La corazza di una sanguinaria guerriera che dal dolore si difende. Con le unghie e con i denti. Non conosco il significato di esibizionismo. Chi mi dà dell'esibizionista travisa tutto completamente. E' un termine che non mi appartiene".
     Parlando di erotismo, Demonia ne traccia un'immagine molto affascinante e poetica, pensando a quante volte nel nostro quotidiano sfioriamo il profumo dell'eros senza quasi rendercene conto: "E' un fiore che schiude gentile i suoi petali, tracciando maestoso eleganti geometrie nell'aria di cristallo. Rivelando miele che cola dolcemente. Il mio quotidiano è una ricerca continua di quel nettare d'ambrosia che il paradiso svela".
     Ma che ruolo gioca il sesso nel suo blog e nella sua vita?
     "Che risposta vi aspettate? Che risposta si aspetta qualcuno leggendo il mio blog? Sicuramente che sia per me indispensabile, vitale. Che io ne sia quasi malata. La ninfomania non esiste. E' una categoria artefatta creata dagli uomini per frustrare nel senso di colpa il perfetto sposalizio di una donna col suo corpo e con la volontà di appagamento del suo desiderio. No. Per me il sesso non può essere costretto in categorie così stupidamente semplicistiche. A volte il sesso mi addolora profondamente. Più spesso è gioia vitale immensa. E' nutrimento dell'anima. E' appagamento di voglie naturali. Per questo non deve conoscere tabù o insulsi divieti morali. Il sesso non c'entra nulla con la morale. E soprattutto è strettamente legato alla mia personalissima riflessione sull'esser donna, alle tematiche di genere e di femminismo alle quali sono estremamente sensibile. Credo sia la forma d'amore più alta verso se stessi. Per questo cerco di amarmi il più possibile".






2 Commenti:
- Commento postato da Demoniafuriosa il 27 aprile 2010
Sono autoscatti. In tutto e per tutto. Per questo la punta dello stivale sinistro non si vede. Perché non c'è rientrata. Non mi dia mai più della bugiarda.
- Commento postato da Ajaccio il 16 aprile 2010
Ok. Un solo consiglio: occorre modificare/sostituire la terza delle foto b/n, volutamente sovraesposte. Fai in modo di lasciar vedere la punta dello stivale sinistro. E non dire bugie: non sei sola al sole. Non sono autoscatti... Dunque c'è qualcuno. Che arguta!






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