Roxanne
di Bianca Pileri


    
Io lavoro prevalentemente di notte. Del resto sono sempre stata una creatura notturna. Ci sono le allodole, che si alzano preso la mattina e sono attivi solo di giorno, e i gufi come me, che sono attivi principalmente di notte, lasciando gran parte del giorno al sonno. Per il mio lavoro questo va più che bene. Le professioniste del sesso ci sono sin dalle popolazioni più antiche: molti invece credono che siamo creature prodotte dalle civiltà moderne. In alcune città dell’antica Grecia le ragazze passavano in genere una parte della loro vita nei templi a vendere il loro corpo per dare il denaro al loro dio. Una beneficenza strana per noi: ma allora era normale. Era normale trovare, sempre in alcune città, delle ragazze che ti aspettavano al tuo arrivo e ti camminavano davanti con sulla suola delle scarpe la scritta “seguimi”. Venere era la dea dell’amore e amava liberamente, talvolta suo marito, talvolta gli altri: come Zeus si trasformava per conquistare le fanciulle amate. Le Baccanti, adoratrici del dio Bacco, erano sfrenate donne dedite ai piaceri del corpo che divorarono il povero Orfeo perché le offese, essendo egli restio ai piaceri femminili. Anna Bolena è diventata regina d’Inghilterra vendendo il suo corpo. Le geishe, uniche donne istruite della loro epoca, dovevano intrattenere, quindi sapevano conversare, ballare, suonare, servire il tè e vendevano la loro verginità al migliore offerente. Anche nella Bibbia del resto c’erano le prostitute. Anche se questo è tutto da provare. Che Maria Maddalena fosse o no una prostituta, di sicuro è la figura femminile più importante: c’è chi sostiene che fosse la sposa di Cristo, madre di sua figlia. Questo sicuramente restituirebbe a noi squillo molta dignità. Ma ognuno la propria dignità la costruisce personalmente. Certo, la nostra carta d’identità pubblica, il nostro status sociale potrebbe essere considerato pessimo. Ma questo è tutto da vedere, caso per caso. È molto diversa, ad esempio, lo sfruttamento della prostituzione dalla prostituzione libera. Io non ho nessuno che mi ha costretto e mi costringe a farlo. Non ho nessun protettore nel senso classico del termine. Non mi considero pertanto meno dignitosa di chi fa la segretaria o l’avvocato. Tutti vendono qualcosa, che siano oggetti o idee, tutto si basa su una compravendita. Quando si cerca l’amore non si cerca qualcuno con cui condividere se stessi? Tutti siamo un po’ prostitute. Io lo sono solo nel senso ufficiale del termine. Vendo il mio corpo: o meglio, lo affitto. Solo a chi voglio io, solo al prezzo che decido io. Forse il termine più adatto alla mia professione sarebbe cortigiana… ma suona così vecchio stile. Eppure,come una cortigiana sono ricca, sono bella, mi concedo solo a chi desidero, come desidero. Sono talmente ricca che potrei smettere. Ma è questo il punto: a me piace il mio lavoro. Amo il sesso: amo gli uomini, le donne, i gemiti, il calore… come tutti, o forse di più. Ma oggi c’è questa strana concezione che lo si deve fare solo con chi si ama. Amore… ci sono tante forme di esso. Tra queste, la possessività non è una di quelle che mi appartiene. Io amo, ma amo anche la libertà, averla e darla. Perché devo limitare la vita mia e altrui? Se c’è il sentimento, è più forte del piacere corporeo, che sia con me o con altri. Se c’è il sentimento, tornano da me anche se vanno con le altre. Il sesso è una cosa naturale… uno dei piaceri della vita… perché limitarlo?... L’unico limite secondo me dovrebbe essere il libero arbitrio. Io vengo pagata per fare ciò che amo, come qualsiasi artista. Quindi, sono fortunata come loro. Anche loro vendono le loro opere, perdendo ogni volta un pezzo di sé. Ma è il prezzo da pagare se si vuole vivere attraverso le proprie passioni. Non mi vergogno a chiedere denaro per ciò che faccio. Se tu compri un’opera, la paghi. Se tu compri me, mi paghi. Ma non tutto ha un prezzo. Ciò che non gradisco, non lo faccio. È molto semplice in realtà, è una cosa naturale, diventata spregevole solo grazie a valori religiosi e morali costruiti attraverso le epoche che condannano varie cose. Ma i valori sono soggettivi di ogni cultura, di ogni persona. Il mio valore l’ho stabilito anch’io nel tempo, testando le prestazioni… ora devo ammettere che è piuttosto alto. Ma se non valesse realmente tanto, non avrei tanti clienti. La gente è molto meno spaventata di quanto sembri: alla fine, tutti vogliamo alcune cose, anche nel sesso. Invece che andare a caso alla ricerca di chi speri le soddisferà, con poche probabilità di riuscita a seconda di cosa è, puoi semplicemente venire da me. Paghi per ciò che vuoi, come in tutto. Spesso poi hai anche di più: molti vengono da me aspettandosi una tardona sdentata e ignorante e trovano una bella ragazza con cui poter anche parlare, a cui confidare segreti inconfessabili, con cui realizzare sogni indescrivibili, a cui chiedere ciò che a una ragazza normale non chiederesti mai. La paura, purtroppo, è una costante in questo lavoro. Non sai mai cosa ti aspetta con un nuovo cliente e loro non sanno cosa troveranno in te. Ma io scelgo accuratamente e, come ho già detto, faccio solo ciò che voglio. Non mi aspetto un finale stile Pretty woman, con l’incontro di un uomo che mi farà cambiare idea. Per me sarebbe una condanna: è solo così che sono felice. Forse però, quando sarò vecchia e giustamente nessuno pagherà più per me, allora smetterò, vivrò di rendita, forse avrò una vita normale. Forse avrò una persona come il “protettore” che infine si prendeva cura della sua geisha. Non so. Adesso, so soltanto che sono felice. L’ho pagata a caro prezzo, questa mia felicità. Nessuno vuole essere parente o amico di una cortigiana, o come la si voglia chiamare. Ma se non ti vogliono bene per ciò che sei, qualunque cosa tu sia, non ti meritano. Sono stata per tanto tempo sola… ma forse non lo sono stata mai. Ora ho tante persone che mi vogliono e a cui voglio bene. Forse, tante desiderano di più. Io penso di avere già tanto. Forse sono una materialista, un’egoista, una pragmatica. Ma quante persone al mondo hanno ciò che ho io? La serenità di essere ciò che si è, di coltivare le proprie passioni e perversioni facendo felici anche altre persone. Senza dimenticare che, qualunque crisi colpisca l’economia, io no ho comunque problemi di soldi. Ora, immaginate di esser cresciuti senza tutti quei dogmi morali che affermavano che vendersi è peccato, che è vendere la propria dignità. Immaginate di poter giudicare con la vostra testa. Mi vedreste ancora immorale? …io sono solo una che vive di passione. Come molti vorrebbero, e pochi possono. Non vorreste essere me?






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