Tempeste mentali
di Roberta


    
Non capiva il perché Marcus continuasse a scusarsi e a ripeterle quanto, secondo lui, lei fosse così straordinariamente pulita e trasparente nonostante la sua inclinazione al sesso, che spesso veniva infantilmente fraintesa in qualcosa di malsano e immaturo.
     Elettra, invece, non si era mai sentita più matura di allora; all’età di ventotto anni si sentiva tanto adulta da poter decidere di incontrare uomini solo a scopo sessuale, ed era sottinteso che lei stessa desiderasse costruire, con chi più la soddisfaceva, un rapporto basato sul reciproco rispetto e su un’ottima intesa sessuale.
     Ma era davvero così difficile trovare un uomo in grado di sostenere un rapporto così semplice e limpido? Si incontrarono in un locale dove lui lavorava come cameriere, una frizzante e luminosa mattina di fine primavera. Non appena lei si sedette a un tavolino del dehor esterno, all’ombra di una delle piccole palme che lo circondavano, lui diede inizio a una pseudo danza di corteggiamento con tanto di cioccolatini in regalo e piccoli show di intrattenimento che la fecero ridere. Era simpatico, oltre a essere attraente, stretto nella sua camicia nera che lasciava intravedere muscoli e avambracci rigati da vene rigonfie che per lei testimoniavano passionalità e vigore a letto. Una caratteristica che non si riscontrava in molti uomini e che, appunto, non le sfuggiva mai.
     Al termine della colazione e di una piacevole chiacchierata, scoprirono di avere un amico in comune, che oltretutto era un collega di lavoro di Elettra.
     Quel classico amico in comune che permette facilmente di metterti in contatto e di prendere confidenza nel giro di qualche giorno.
     Dopo un paio di giorni da quel primo incontro, infatti, lui si presentò nel locale in cui lei lavorava, con l’aria di chi non vedeva l’ora di unirsi in un orgasmico e travolgente amplesso. La sua visita infatti terminò con la promessa di un appuntamento per il giovedì seguente.
     Le seguenti mattine furono per Elettra scosse dallo squillo del cellulare che recava il nome di quell’uomo così dannatamente bello e misterioso, imperlate dalle loro sensuali voci che si mescolavano perfettamente dando vita a un’unione virtuale e irruente che scuoteva l’animo e faceva vibrare le parti più intime, così sensibili, al quell’ora del mattino…
     Non appena entrò in casa sua, quel famoso giovedì, Marcus bevve un bicchiere d’acqua fresca e, dopo essersi accomodato accanto a lei sul letto, quasi attratto magneticamente, le sbottonò la camicetta per osservare il suo seno così turgido e sodo. E ancora sgranò gli occhi e imprecò di piacere quando lei fece scorrere dolcemente la sua bocca e la sua lingua succhiandogli il cazzo virtuoso. Elettra era passionale sin da subito nei rapporti con gli uomini, era attratta dal sesso e amava farlo con spontaneità, senza vincoli mentali e tabù, con chi e quando preferiva.
     Era in una fase della sua vita in cui non desiderava altro che sesso dagli uomini, stanca delle ripetute delusioni, aveva raggiunto una consapevolezza tale che le permetteva di essere felice senza l’amore. Sarebbe arrivato prima o poi, non voleva più cercarlo ed era serena, a volte però si scopriva insicura di piacere agli uomini che incontrava, a causa delle sue generose forme, che un po’ erano troppo generose a suo giudizio (e a quello di qualche ex fiamma relegata nel suo immenso mondo di ricordi).
     Ma l’espressione di godimento che permase sul viso di Marcus per tutta la durata di questo dannunziano incontro si trasformò, nel giro di un’ora, in espressione di tormento.
     Era la prima volta che lui tradiva la sua amata moglie, che inoltre aspettava il loro primo figlio, ma non aveva saputo resistere alla tentazione di incontrare quella ragazza dallo sguardo ammaliante.
     La guardava e si gettava su di lei, mosso da una passione focosa e sensuale; lei si trovava a suo agio tra quella braccia forti e pulsanti, a contatto con la sua pelle, unendosi con movimenti reciproci ed elastici.
     Non era così facile trovare uomini così travolgenti a letto, ed Elettra era consapevolmente sopraffatta da questo piacevole particolare.
     Subito dopo essersi uniti in un amplesso brutale e mosso da passioni contrastanti, lo sguardo di Marcus si fece ancora più attonito; aveva davvero fatto sesso con un’altra donna e non riusciva a capire il perché di questa irrefrenabile volontà di vederla ancora e di renderla sua infilandole il suo grosso cazzo ovunque e sentirla godere e sentirla muoversi calda e impetuosa tra le sue braccia.
     Quell’uomo così dolcemente animalesco se ne andò chiaramente indeciso, dopo essersi scusato per la sua improvvisa follia, causata dal non aver resistito a quel potere magnetico che Elettra, secondo lui, possedeva.
     Lei invece percepiva alle sue spalle lo spettro della sua insicurezza; e ancora, secondo lei, il suo aspetto fisico faceva danni…
     Nonostante tutto, però, Elettra era ancora piacevolmente scossa a livello fisico dal precedente orgasmo, raggiunto in una velocità inconsueta e, soprattutto, in una condizione difficilmente verificabile; si crogiolò in quella dolce sensazione di benessere e in seguito non si curò più di quel cavallo triste e selvaggio.
     Lo rivide mesi dopo nel luogo più scontato e meno prevedibile del mondo, un luogo che non ispira alcun tipo di desiderio sessuale: il supermercato. Divertita dalla situazione, Elettra lo seguì dal lato opposto delle corsie e infilò la stessa intrapresa da lui avvicinandosi, fintamente concentrata sulla spesa.
     Per chissà quale strana congiunzione astrale qualche secondo dopo allungarono la mano sullo stesso tipo di fette biscottate e i loro sguardi si incrociarono nuovamente, infiammandosi all’istante e accelerando i battiti. Se avesse ascoltato la volontà, Marcus le sarebbe saltato addosso, ma ancora una volta nel suo sguardo si mescolarono desiderio, passione e sgomento. Quella dolce e morbida ragazza lo turbava e arrivava dritta alla sua libido, scuotendo i suoi istinti più bassi. Riappoggiò delicatamente sullo scaffale il pacco e la prese tra le braccia, incurante di chi gli stava intorno, coinvolgendola in un bacio cinematografico con tanto di rigonfiamento inferiore… lei era estasiata, perché aveva quest’effetto su quest’uomo così bello? Non poteva che godere della cosa e lasciarsi andare alla passione, che in fondo era l’unica cosa che voleva; e seguirlo nell’hotel accanto per unirsi in un secondo amplesso brutale e completo, privo di conversazione, in cui l’unica vera emozione era quella carnale, in un trionfo di natiche e braccia e genitali turgidi e sudore.
     Senza ripensamenti e senza scuse si lasciarono qualche ora dopo come due ragazzini che passano di nascosto la notte fuori, un po’ imbarazzati ma felici di aver provato quelle fantastiche emozioni, che se anche non si vivessero più con la stessa persona allora sarà con qualcun’altro, in futuro.







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