Non capiva il perché Marcus continuasse a
scusarsi e a ripeterle quanto, secondo lui, lei fosse così
straordinariamente pulita e trasparente nonostante la sua
inclinazione al sesso, che spesso veniva infantilmente fraintesa in
qualcosa di malsano e immaturo.
Elettra, invece, non si era mai sentita più matura di allora;
all’età di ventotto anni si sentiva tanto adulta da poter decidere
di incontrare uomini solo a scopo sessuale, ed era sottinteso che
lei stessa desiderasse costruire, con chi più la soddisfaceva, un
rapporto basato sul reciproco rispetto e su un’ottima intesa
sessuale.
Ma era davvero così difficile trovare un uomo in grado di
sostenere un rapporto così semplice e limpido? Si incontrarono in un
locale dove lui lavorava come cameriere, una frizzante e luminosa
mattina di fine primavera. Non appena lei si sedette a un tavolino
del dehor esterno, all’ombra di una delle piccole palme che lo
circondavano, lui diede inizio a una pseudo danza di corteggiamento
con tanto di cioccolatini in regalo e piccoli show di
intrattenimento che la fecero ridere. Era simpatico, oltre a essere
attraente, stretto nella sua camicia nera che lasciava intravedere
muscoli e avambracci rigati da vene rigonfie che per lei
testimoniavano passionalità e vigore a letto. Una caratteristica che
non si riscontrava in molti uomini e che, appunto, non le sfuggiva
mai.
Al termine della colazione e di una piacevole
chiacchierata, scoprirono di avere un amico in comune, che
oltretutto era un collega di lavoro di Elettra.
Quel classico amico in comune che permette facilmente
di metterti in contatto e di prendere confidenza nel giro di qualche
giorno.
Dopo un paio di giorni da quel primo incontro, infatti,
lui si presentò nel locale in cui lei lavorava, con l’aria di chi
non vedeva l’ora di unirsi in un orgasmico e travolgente amplesso.
La sua visita infatti terminò con la promessa di un appuntamento per
il giovedì seguente.
Le seguenti mattine furono per Elettra scosse dallo
squillo del cellulare che recava il nome di quell’uomo così
dannatamente bello e misterioso, imperlate dalle loro sensuali voci
che si mescolavano perfettamente dando vita a un’unione virtuale e
irruente che scuoteva l’animo e faceva vibrare le parti più intime,
così sensibili, al quell’ora del mattino…
Non appena entrò in casa sua, quel famoso giovedì,
Marcus bevve un bicchiere d’acqua fresca e, dopo essersi accomodato
accanto a lei sul letto, quasi attratto magneticamente, le sbottonò
la camicetta per osservare il suo seno così turgido e sodo. E ancora
sgranò gli occhi e imprecò di piacere quando lei fece scorrere
dolcemente la sua bocca e la sua lingua succhiandogli il cazzo
virtuoso. Elettra era passionale sin da subito nei rapporti con gli
uomini, era attratta dal sesso e amava farlo con spontaneità, senza
vincoli mentali e tabù, con chi e quando preferiva.
Era in una fase della sua vita in cui non desiderava
altro che sesso dagli uomini, stanca delle ripetute delusioni, aveva
raggiunto una consapevolezza tale che le permetteva di essere felice
senza l’amore. Sarebbe arrivato prima o poi, non voleva più cercarlo
ed era serena, a volte però si scopriva insicura di piacere agli
uomini che incontrava, a causa delle sue generose forme, che un po’
erano troppo generose a suo giudizio (e a quello di qualche ex
fiamma relegata nel suo immenso mondo di ricordi).
Ma l’espressione di godimento che permase sul viso di
Marcus per tutta la durata di questo dannunziano incontro si
trasformò, nel giro di un’ora, in espressione di tormento.
Era la prima volta che lui tradiva la sua amata moglie,
che inoltre aspettava il loro primo figlio, ma non aveva saputo
resistere alla tentazione di incontrare quella ragazza dallo sguardo
ammaliante.
La guardava e si gettava su di lei, mosso da una
passione focosa e sensuale; lei si trovava a suo agio tra quella
braccia forti e pulsanti, a contatto con la sua pelle, unendosi con
movimenti reciproci ed elastici.
Non era così facile trovare uomini così travolgenti a
letto, ed Elettra era consapevolmente sopraffatta da questo
piacevole particolare.
Subito dopo essersi uniti in un amplesso brutale e
mosso da passioni contrastanti, lo sguardo di Marcus si fece ancora
più attonito; aveva davvero fatto sesso con un’altra donna e non
riusciva a capire il perché di questa irrefrenabile volontà di
vederla ancora e di renderla sua infilandole il suo grosso cazzo
ovunque e sentirla godere e sentirla muoversi calda e impetuosa tra
le sue braccia.
Quell’uomo così dolcemente animalesco se ne andò
chiaramente indeciso, dopo essersi scusato per la sua improvvisa
follia, causata dal non aver resistito a quel potere magnetico che
Elettra, secondo lui, possedeva.
Lei invece percepiva alle sue spalle lo spettro della
sua insicurezza; e ancora, secondo lei, il suo aspetto fisico faceva
danni…
Nonostante tutto, però, Elettra era ancora
piacevolmente scossa a livello fisico dal precedente orgasmo,
raggiunto in una velocità inconsueta e, soprattutto, in una
condizione difficilmente verificabile; si crogiolò in quella dolce
sensazione di benessere e in seguito non si curò più di quel cavallo
triste e selvaggio.
Lo rivide mesi dopo nel luogo più scontato e meno
prevedibile del mondo, un luogo che non ispira alcun tipo di
desiderio sessuale: il supermercato. Divertita dalla situazione,
Elettra lo seguì dal lato opposto delle corsie e infilò la stessa
intrapresa da lui avvicinandosi, fintamente concentrata sulla spesa.
Per chissà quale strana congiunzione astrale qualche
secondo dopo allungarono la mano sullo stesso tipo di fette
biscottate e i loro sguardi si incrociarono nuovamente,
infiammandosi all’istante e accelerando i battiti. Se avesse
ascoltato la volontà, Marcus le sarebbe saltato addosso, ma ancora
una volta nel suo sguardo si mescolarono desiderio, passione e
sgomento. Quella dolce e morbida ragazza lo turbava e arrivava
dritta alla sua libido, scuotendo i suoi istinti più bassi.
Riappoggiò delicatamente sullo scaffale il pacco e la prese tra le
braccia, incurante di chi gli stava intorno, coinvolgendola in un
bacio cinematografico con tanto di rigonfiamento inferiore… lei era
estasiata, perché aveva quest’effetto su quest’uomo così bello? Non
poteva che godere della cosa e lasciarsi andare alla passione, che
in fondo era l’unica cosa che voleva; e seguirlo nell’hotel accanto
per unirsi in un secondo amplesso brutale e completo, privo di
conversazione, in cui l’unica vera emozione era quella carnale, in
un trionfo di natiche e braccia e genitali turgidi e sudore.
Senza ripensamenti e senza scuse si lasciarono qualche
ora dopo come due ragazzini che passano di nascosto la notte fuori,
un po’ imbarazzati ma felici di aver provato quelle fantastiche
emozioni, che se anche non si vivessero più con la stessa persona
allora sarà con qualcun’altro, in futuro.