Peperoncino


     Spezia molto conosciuta e apprezzata grazie anche alle sue presunte proprietà afrodisiache. Infatti, il peperoncino stimola la vasodilatazione periferica aumentando l'afflusso di sangue agli organi genitali. Per questo motivo il peperoncino è con tutta probabilità l'alimento che più di ogni altro possiede delle reali basi scientifiche su cui si fondano le sue proprietà afrodisiache.
     La fortuna del peperoncino è che, tra estimatori e detrattori, è stato oggetto di quattro secoli di studi. E nel 2005, grazie a una ricerca danese su un neuromodulatore identificato nella cosiddetta "placenta del frutto", ossia la parte carnosa, è stato finalmente possibile mettere la parola "fine" a tante credenze popolari. Confermandole.
     Arrivato in Europa con Cristoforo Colombo alla fine del '500, il peperoncino - come spezia - è stato un fallimento: attecchiva e cresceva dappertutto e perciò, quanto a valore commerciale, non poteva competere col rarissimo pepe, per esempio. Del frutto si sapeva poco: nelle americhe era usato per conservare e insaporire i cibi e, pare, anche come medicamento.
     Ritrovamenti archeologici recenti, in Messico, fanno pensare che il peperoncino fosse usato già 7.000 anni fa come conservante per il cibo, grazie (oggi lo sappiamo) al suo contenuto di capsicina, un alcaloide con potenti capacità antibatteriche. La capsicina (o capsaicina) è anche la sostanza che ne determina la "piccantezza".
     Per molto tempo si è pensato che il sapore fosse dovuto ai semi, ma non è così: la capsicina si concentra nella placenta ed è per questo motivo che le ricerche degli ultimi anni si sono indirizzate proprio lì.
     L'azione della capsicina è simile a quella di un vasodilatatore, il sangue circola più rapidamente, il ritmo del respiro aumenta, può manifestarsi del rossore sul viso, ma fin qui il potenziale afrodisiaco del peperoncino è ancora più immaginario che reale.
     Nella situazione giusta potrebbe anche funzionare (ma allora forse funzionerebbe qualsiasi cosa); nella placenta, però, nel 2005 è stato identificato un polipeptide, il Vasoactive Intestinal Polypeptide" (VIP). E da ricerche meno recenti sappiamo già che il VIP è un neuromodulatore/neurotrasmettitore coinvolto in diversi aspetti fisiologici del tratto genitale maschile e femminile, dalla regolazione della follicologenesi (le cui disfunzioni ormonali sono la principale causa di infertilità femminile) alla stimolazione della piccola attività muscolare dei genitali stessi.
     Come il cacao, anche il peperoncino si merita dunque la definizione di "diabolico". Resta però da chiarire una cosa: l'uso eccessivo o la ricerca del frutto super piccante possono fare danni e addirittura produrre ustioni, tant'è che la capsicina è l'ingrediente principale degli spray per autodifesa.
     Per fortuna, alcol e latticini sono capaci di sciogliere la capsicina e di rimuovere il bruciore. Il rimedio a un peperoncino troppo piccante è perciò sempre a portata di mano: un bicchiere di latte freddo. Oppure un alcolico che, oltre alla capsicina, scioglie anche i freni inibitori.






IL PEPERONCINO NELLE RICETTE

Cuori caldi di cioccolato e peperoncino
     






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