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L'amore oltre la morte - a cura di Matteo - Karl Von Cosel "Quando un desiderio carnale malato trasforma una persona comune in un mostro"
La storia che vi apprestate a leggere - se avrete abbastanza
coraggio da giungere fino al suo termine - è una delle più bizzarre
che si possono trovare in un manuale di criminologia moderna. E' una
storia che, se costituisse il soggetto di un film, farebbe sorridere
quella parte stolta di pubblico che misura ogni cosa con il filtro
della ragione. Purtroppo, però - come si dice - la realtà spesso
supera la fantasia; ed è una realtà fatta di azioni ripetitive, di
gesti semplici, di turni di lavoro; ma anche di un qualcosa che
sfugge dall'alveo della normalità, qualcosa di malato e folle che
costituisce l'ennesima dimostrazione di quanto l'inventiva di un
artista sia sempre molto meno distorta e originale rispetto a quanto
accada sotto lo sguardo del sole o della luna.Il protagonista di questa storia non è uno schizofrenico, né una persona che si potrebbe facilmente distinguere se ce la trovassimo di fronte, uno di quei tipi da cui noi, gente comune, riusciremmo agevolmente a prendere le distanze. No, è una persona semplice, distinta. Un soggetto in cui, forse, potremmo riporre persino la nostra fiducia. Abiti eleganti, un papillon nero allacciato sopra la camicia bianca messa in risalto da una giacca, nera anch'essa. La sua espressione mette a proprio agio i suoi interlocutori. E' stempiato, con baffi e barba bianca ben curati. Un paio di occhialini tondi gli donano un'immagine da intellettuale; si potrebbe anche confonderlo per un medico o un professore. Ma non è così. C'è qualcosa di mostruoso sotto questa sua parvenza di normalità; qualcosa che nemmeno la mente più contorta di una pettegola di quei paesini formati da un pugno di anime potrebbe concepire. Qualcosa che si radica negli abissi più impenetrabili della follia.
La morte di Maria Elena provoca un dolore fortissimo in Von Cosel,
una sofferenza che non aveva mai provato in vita sua. Decide di
farsi carico dei funerali dell'amata, ma non si accontenta di
questo. Per la sua Maria Elena vuole il meglio. Dopo aver convinto i
parenti della defunta, fa costruire a proprie spese, nel cimitero di
Key West, un mausoleo. Von Cosel, infatti, è ossessionato dal
terrore che il grazioso corpo dell'amata possa essere intaccato
dall'acqua e dal fango.Questa ossessione non è un disturbo passeggero, perché neppure il tempo riesce a placarla; anzi, determina un peggioramento delle condizioni mentali dell'uomo. Fin da subito, Von Cosel passa le sue serate davanti alla tomba a parlare per ore. Racconta gli eventi della sua giornata, ricorda i giorni passati insieme. Non lo fa tanto per pensare a voce alta, lo fa in quanto è convinto di interagire con Maria Elena, tanto che un giorno lascia un telefono vicino alla tomba in modo da poter parlare con lei anche quando è lontano. Nonostante le bizzarrie, però, la vita di Von Cosel procede regolarmente, almeno dal punto di vista superficiale. Non ha problemi sul luogo di lavoro e nessuno fa troppo caso alla sua crescente ossessione. Va avanti così per poco più di un anno, poi - nell'aprile del 1933 - nella mente di Von Cosel germoglia un'idea malata, tanto malata da non poter essere neppure supposta dalle fantasie di un perverso.
E' buio, ma non fa tanto freddo. Come ogni sera, Von Cosel si
trattiene al cimitero. Poi va via, ma non torna a casa. No, ha in
mente qualcosa di diverso. Attende la chiusura dei cancelli e,
quando tutti se ne sono andati, si infiltra all'interno del campo
santo e, armato di torcia, va in cerca del mausoleo dell'amata. E'
convinto di essere guidato dallo spirito di Maria Elena e ha bene in
mente cosa fare. Con grande cura rimuove la tomba e carica il
cadavere su un carro. Per evitare che il giorno successivo qualcuno
possa scoprire il reato, ricompone il tutto e trasporta i resti
mortali presso la sua abitazione.Il corpo, però, non è come Von Cosel se lo aspettava perché, dopo mesi di tempo, si è intaccato. L'uomo decide così di legare le ossa tra loro con un filo armonico da pianoforte e uncini appendiabiti. Inserisce, poi, degli occhi di vetro nelle apposite cavità della scatola cranica e sostituisce la pelle decomposta con seta imbevuta di carta e gesso. Per ricreare la capigliatura della ragazza pone una parrucca al posto dei capelli ormai caduti e, per completare il lavoro di "ricostruzione", Von Cosel apre la cavità addominale del cadavere e vi inserisce stracci. Veste, infine, i resti di Maria Elena con gioielli, calze e guanti e la ripone nel proprio letto. Come è intuibile, tenere un cadavere in casa non è cosa facilmente occultabile. Proprio per questo l'uomo è costretto a fare un largo consumo di profumi, disinfettanti e formaleide, anche con l'obiettivo di rallentare il processo di decomposizione dei tessuti.
Con Maria Elena a casa, Von Cosel si sente diverso. E' più
tranquillo e intrattiene regolari rapporti sessuali con il cadavere,
riproducendo gli organi genitali della poveretta con un tubo
circolare di gomma.Ma la follia dell'uomo non si limita ai rapporti necrofili. E' un qualcosa di diverso dalla perversione, perché l'uomo suona delle serenate con un organetto e racconta i suoi resoconti giornalieri alle spoglie mortali. Prima di addormentarsi, bacia la calotta cranica sulla fronte e carezza amorevolmente le mandibole. Il tutto va avanti per sette lunghi anni, fino a quando Florinda de Hoyos, sorella della defunta, viene a conoscenza di strane voci. In città circolano notizie mostruose: si parla di un uomo che dorme con il corpo dissotterrato di Maria Elena. Florinda, memore delle bizzarrie di Von Cosel e di suoi strani atteggiamenti, decide di denunciarlo alla polizia. Gli inquirenti ottengono un mandato di perquisizione e, appena entrati nell'abitazione del radiologo, scoprono l'orrore. Von Cosel viene arrestato, mentre il cadavere della donna - dopo essere stato esaminato da fisici e patologi - viene sepolto in un'area segreta sotto una lapide priva di scritte, in modo da scongiurare che il suo amante potesse ritrovarla. ![]() Il caso è così assurdo che l'autorità giudiziaria non sa come comportarsi. In prima battuta, non esiste articolo del codice penale che possa punire l'uomo per aver fatto sesso con un cadavere. Si decide così di trattenere l'indiziato per semplice profanazione di tomba e di sottoporlo a visita psichiatrica. Come prevedibile, l'uomo viene trovato capace mentalmente di sostenere il processo ma, dopo un'udienza preliminare tenutasi il 9 ottobre del 1940 nella Contea di Monroe (Key West), viene liberato per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Addolorato per la perdita dell'amata e del posto di lavoro, Von Cosel si trasferisce nella Florida centrale e inizia a vivere vendendo cartoline della sua fiamma, per niente libero della sua ossessione. Von Cosel muore nel suo appartamento il 23 luglio del 1952, abbracciato a una grossa bambola sul cui viso era stata messa una specie di maschera che riproduceva i lineamenti di Maria Elena de Hoyos. |
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