L'amore oltre la morte
- a cura di Matteo -


Karl Von Cosel

"Quando un desiderio carnale malato trasforma una persona comune in un mostro"




     La storia che vi apprestate a leggere - se avrete abbastanza coraggio da giungere fino al suo termine - è una delle più bizzarre che si possono trovare in un manuale di criminologia moderna. E' una storia che, se costituisse il soggetto di un film, farebbe sorridere quella parte stolta di pubblico che misura ogni cosa con il filtro della ragione. Purtroppo, però - come si dice - la realtà spesso supera la fantasia; ed è una realtà fatta di azioni ripetitive, di gesti semplici, di turni di lavoro; ma anche di un qualcosa che sfugge dall'alveo della normalità, qualcosa di malato e folle che costituisce l'ennesima dimostrazione di quanto l'inventiva di un artista sia sempre molto meno distorta e originale rispetto a quanto accada sotto lo sguardo del sole o della luna.

     Il protagonista di questa storia non è uno schizofrenico, né una persona che si potrebbe facilmente distinguere se ce la trovassimo di fronte, uno di quei tipi da cui noi, gente comune, riusciremmo agevolmente a prendere le distanze. No, è una persona semplice, distinta. Un soggetto in cui, forse, potremmo riporre persino la nostra fiducia. Abiti eleganti, un papillon nero allacciato sopra la camicia bianca messa in risalto da una giacca, nera anch'essa. La sua espressione mette a proprio agio i suoi interlocutori. E' stempiato, con baffi e barba bianca ben curati. Un paio di occhialini tondi gli donano un'immagine da intellettuale; si potrebbe anche confonderlo per un medico o un professore. Ma non è così.
     C'è qualcosa di mostruoso sotto questa sua parvenza di normalità; qualcosa che nemmeno la mente più contorta di una pettegola di quei paesini formati da un pugno di anime potrebbe concepire. Qualcosa che si radica negli abissi più impenetrabili della follia.
     LUI

     Georg Karl Tanzler nasce l'8 febbraio del 1877, a Dresda (Germania). Non si sa molto della sua infanzia. Le prime notizie risalgono al periodo della I guerra mondiale. All'epoca, Tanzler - per evitare il rischio di essere coinvolto negli scontri a fuoco - emigra in Australia per poi ritornare al termine del conflitto.
      Le cose sembrano andare bene per Tanzler, che inizia a lavorare come radiologo e, nel 1920, sposa una certa Doris A. dalla quale avrà, nel giro di quattro anni, due figlie: Ayesha, venuta alla luce nel 1922, e Crystal, nata due anni dopo.
     In Germania, però, la vita non è semplice, come testimoniano le vicissitudini che permetteranno ad Adolf Hitler di salire al potere; così, nell'inverno del 1926, stimolato dalle incoraggianti notizie che gli giungono da una sorella emigrata in Florida, Tanzler per la seconda volta lascia l'Europa. Si reca a Rotterdam e da qui si imbarca per Cuba.
     Il viaggio non è dei più comodi, ma alla fine la famiglia Tanzler sbarca nello stato caraibico per poi spostarsi a Zephyrhills (Florida), città dove si trova la sorella di Tanzler.
     Qui l'uomo, ormai cinquantenne, dà un taglio netto al passato. Cambia il proprio cognome in Von Cosel in onore di un'antica antenata, la contessa Anna Constantia Von Cosel che, sostiene, gli è apparsa più volte in sogno per profetizzargli quale sarebbe stata la donna della sua vita: "amerai una donna esotica dai capelli scuri". Quella donna non è Doris, ma una fanciulla che non ha ancora conosciuto, anche perché Von Cosel è ossessionato dal suo sogno ed è convinto che la contessa non possa averlo illuso.
     A parte i viaggi onirici, a Tanzler non serve molto tempo per ambientarsi: conosce già l'inglese e non ha problemi a cercarsi un lavoro. Nei primi mesi del 1927, grazie al discreto curriculum e all'esperienza decennale maturata in Germania, viene assunto all'US Marine Hospital di Key West, un sanatorio per pazienti affetti da tubercolosi, con la qualifica di radiologo.
     Passano anni tranquilli in cui non si verifica niente di rilevante: le bambine crescono mentre il padre svolge con profitto le proprie mansioni.
     Poi, nell'aprile del 1930, Karl fa un incontro che avrebbe per sempre cambiato la sua vita. Al Marine Hospital scorge una cubana di 21 anni, accompagnata dalla madre per fare degli accertamenti. Quella ragazza lo affascina al punto da fargli ricordare il sogno della contessa. Difatti, la giovane a i tratti esotici e sfoggia una bellissima capigliatura nera, proprio come aveva detto l'antenata. Karl decide così di avvicinarla e di presentarsi.
 
     LEI

     Maria Elena Milagro "Helen" de Hoyos nasce nel 1909. Suo padre è produttore di sigarette e ha già due figlie.
     Maria Elena è una sognatrice e, anche per questo, si sposa in giovanissima età con un latino americano di cui è restata incinta.
     La sua, però, non è una vita fortunata. Per problemi di salute è costretta ad abortire e, dopo pochi mesi, le viene diagnosticata la tubercolosi. Il marito la lascia all'istante, ufficialmente per emigrare in California.
     Maria Elena è costretta a tornare ad abitare dalla madre, ma la malattia rende presto indispensabile il ricovero al Marine Hospital. Qui riceve le cure necessarie per lenire le sofferenze. Viene sottoposta a raggi X e le vengono somministrati vari medicinali.
     E' in occasione di questi esami che la ragazza fa la conoscenza di un radiologo molto gentile e scrupoloso. Il professionista giunge persino a trasportare attrezzature elettriche nella casa della giovane. Quel radiologo non è che Karl Von Cosel.
     L'uomo riempie la donna di doni, gioielli e vestiti fino a rivelarle di provare un forte sentimento che va oltre l'amicizia. Von Cosel le propone di sposarlo ma, prima che la ragazza possa fornirgli una risposta, le condizioni della stessa peggiorano. Dopo settimane di agonia, Maria Elena muore a casa dei genitori: è il 25 ottobre del 1931.

     La morte di Maria Elena provoca un dolore fortissimo in Von Cosel, una sofferenza che non aveva mai provato in vita sua. Decide di farsi carico dei funerali dell'amata, ma non si accontenta di questo. Per la sua Maria Elena vuole il meglio. Dopo aver convinto i parenti della defunta, fa costruire a proprie spese, nel cimitero di Key West, un mausoleo. Von Cosel, infatti, è ossessionato dal terrore che il grazioso corpo dell'amata possa essere intaccato dall'acqua e dal fango.
     Questa ossessione non è un disturbo passeggero, perché neppure il tempo riesce a placarla; anzi, determina un peggioramento delle condizioni mentali dell'uomo. Fin da subito, Von Cosel passa le sue serate davanti alla tomba a parlare per ore. Racconta gli eventi della sua giornata, ricorda i giorni passati insieme. Non lo fa tanto per pensare a voce alta, lo fa in quanto è convinto di interagire con Maria Elena, tanto che un giorno lascia un telefono vicino alla tomba in modo da poter parlare con lei anche quando è lontano.
     Nonostante le bizzarrie, però, la vita di Von Cosel procede regolarmente, almeno dal punto di vista superficiale. Non ha problemi sul luogo di lavoro e nessuno fa troppo caso alla sua crescente ossessione.
     Va avanti così per poco più di un anno, poi - nell'aprile del 1933 - nella mente di Von Cosel germoglia un'idea malata, tanto malata da non poter essere neppure supposta dalle fantasie di un perverso.

     E' buio, ma non fa tanto freddo. Come ogni sera, Von Cosel si trattiene al cimitero. Poi va via, ma non torna a casa. No, ha in mente qualcosa di diverso. Attende la chiusura dei cancelli e, quando tutti se ne sono andati, si infiltra all'interno del campo santo e, armato di torcia, va in cerca del mausoleo dell'amata. E' convinto di essere guidato dallo spirito di Maria Elena e ha bene in mente cosa fare. Con grande cura rimuove la tomba e carica il cadavere su un carro. Per evitare che il giorno successivo qualcuno possa scoprire il reato, ricompone il tutto e trasporta i resti mortali presso la sua abitazione.
     Il corpo, però, non è come Von Cosel se lo aspettava perché, dopo mesi di tempo, si è intaccato. L'uomo decide così di legare le ossa tra loro con un filo armonico da pianoforte e uncini appendiabiti. Inserisce, poi, degli occhi di vetro nelle apposite cavità della scatola cranica e sostituisce la pelle decomposta con seta imbevuta di carta e gesso. Per ricreare la capigliatura della ragazza pone una parrucca al posto dei capelli ormai caduti e, per completare il lavoro di "ricostruzione", Von Cosel apre la cavità addominale del cadavere e vi inserisce stracci. Veste, infine, i resti di Maria Elena con gioielli, calze e guanti e la ripone nel proprio letto.
     Come è intuibile, tenere un cadavere in casa non è cosa facilmente occultabile. Proprio per questo l'uomo è costretto a fare un largo consumo di profumi, disinfettanti e formaleide, anche con l'obiettivo di rallentare il processo di decomposizione dei tessuti.
     Con Maria Elena a casa, Von Cosel si sente diverso. E' più tranquillo e intrattiene regolari rapporti sessuali con il cadavere, riproducendo gli organi genitali della poveretta con un tubo circolare di gomma.
     Ma la follia dell'uomo non si limita ai rapporti necrofili. E' un qualcosa di diverso dalla perversione, perché l'uomo suona delle serenate con un organetto e racconta i suoi resoconti giornalieri alle spoglie mortali. Prima di addormentarsi, bacia la calotta cranica sulla fronte e carezza amorevolmente le mandibole. Il tutto va avanti per sette lunghi anni, fino a quando Florinda de Hoyos, sorella della defunta, viene a conoscenza di strane voci. In città circolano notizie mostruose: si parla di un uomo che dorme con il corpo dissotterrato di Maria Elena. Florinda, memore delle bizzarrie di Von Cosel e di suoi strani atteggiamenti, decide di denunciarlo alla polizia. Gli inquirenti ottengono un mandato di perquisizione e, appena entrati nell'abitazione del radiologo, scoprono l'orrore.
     Von Cosel viene arrestato, mentre il cadavere della donna - dopo essere stato esaminato da fisici e patologi - viene sepolto in un'area segreta sotto una lapide priva di scritte, in modo da scongiurare che il suo amante potesse ritrovarla.

     Il caso è così assurdo che l'autorità giudiziaria non sa come comportarsi. In prima battuta, non esiste articolo del codice penale che possa punire l'uomo per aver fatto sesso con un cadavere. Si decide così di trattenere l'indiziato per semplice profanazione di tomba e di sottoporlo a visita psichiatrica. Come prevedibile, l'uomo viene trovato capace mentalmente di sostenere il processo ma, dopo un'udienza preliminare tenutasi il 9 ottobre del 1940 nella Contea di Monroe (Key West), viene liberato per decorrenza dei termini di custodia cautelare.
     Addolorato per la perdita dell'amata e del posto di lavoro, Von Cosel si trasferisce nella Florida centrale e inizia a vivere vendendo cartoline della sua fiamma, per niente libero della sua ossessione.
     Von Cosel muore nel suo appartamento il 23 luglio del 1952, abbracciato a una grossa bambola sul cui viso era stata messa una specie di maschera che riproduceva i lineamenti di Maria Elena de Hoyos.






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