Un'isola per la baronessa
- a cura di Silvia e Matteo -


Eloise Von Wagner e Rudolf Lorenz

"Seguire una donna in capo al mondo, fino alla magica isola di Floreana, nell'arcipelago delle Galapagos. Amare e odiare quella stessa donna per notti interminabili, nel silenzio di un mare sconosciuto, fra gli ostili abitanti dell'isola. Impazzire per lei. Farla sparire"




LEI

     Eloise Von Wagner (Innsbruck, 1870) vive un'infanzia di bruschi scossoni, idolatrata dalla madre e a malapena considerata dal padre, un uomo passivo e flemmatico per cui non proverà mai la minima affezione.
     La sua bellezza, evidente sin dai primi anni di vita, diventa una grave condanna in tempo di guerra: bionda, slanciata, interessante e con incantevoli occhi chiari, non passa inosservata ai soldati russi stanziati in città. E' per questo che sua madre, una notte, la convince a nascondersi in un tappeto, temendo l'arrivo dei soldati e intuendo le loro pretese nei confronti della figlia. Eloise obbedisce e i soldati irrompono in casa: non riuscendo a trovarla, abusano della madre e la uccidono. La figlia giovanissima rimane tutta la notte nel suo nascondiglio, una ciocca dei suoi capelli biondi si incanutisce di colpo. Il padre, presente durante il massacro, non ha il coraggio di difendere la moglie e resta in disparte: quella stessa notte, dopo averlo privato di tutto il suo denaro, Eloise gli toglie il saluto e decide di partire, scappando dalla guerra e dai suoi fantasmi.
     Torna in gioco la bellezza, ma questa volta è un'ancora di salvezza: giunta a Istanbul in modo casuale, essa scopre che il suo bell'aspetto le può fruttare un gran numero di ammiratori, in buona parte benestanti e disposti a mantenerla, rifugiati russi e personaggi di alta estrazione. In altre parole, si presta al ruolo di accompagnatrice per diversi anni, suscitando nei suoi amanti una genuina compassione. Per catalizzare la loro attenzione, Eloise racconta storie fantasiose circa violenze subite in passato.
     In questo modo conosce l'aviatore francese André Bosquet. Egli, colpito dall'apparente candore della fragile Eloise, decide di sposarla su due piedi e di regalarle una vita più che dignitosa a Parigi. Ma di candido, Eloise, non ha nulla.
     Appena giunta nella nuova città. si dichiara mortalmente annoiata dalla routine e si procaccia una grande quantità di amanti, posa nuda per un pittore, beve al pari di un uomo quando è in pubblico, veste abiti scollati e adotta un lessico scurrile. Il marito, dapprima ignaro, viene a conoscenza del fatto; pur lamentandosi, è costretto a tollerarlo in silenzio per alcuni anni, decidendo di restare con lei: questo particolare sarà comune a tutti gli uomini di Eloise, nessuno di loro riuscirà mai a staccarsi veramente da lei.
     Un amante inglese della Von Wagner, in quel periodo, si suicida per lei, mentre altri due si battono a duello e uno ne esce sfregiato. Lei non dimostrerà mai la minima pena per episodi di questo genere.
     Conosce Rudolf Lorenz nel 1896, entrando casualmente nella sua bottega antiquaria e presentandosi come la "baronessa": fra i due nascerà un legame molto diverso dai precedenti. Un amore strano e folle, puntato a tutta velocità verso l'autodistruzione.

LUI

Rudolf Lorenz è di origini tedesche ed è un giovane gracile, di salute cagionevole, dall'incarnato chiarissimo e gli occhi di un azzurro luminoso. Si ammala di tisi e lascia la famiglia di origine per gestire la bottega antiquaria "Antoinette" a Parigi, un generoso lascito della zia. Dopo la sua partenza per la capitale transalpina non riceve alcuna lettera dalla famiglia e finisce col credere che nessuno senza la sua mancanza.
La sua vita è pervasa da una grande carenza d'affetto: il giovane sviluppa un carattere docile e ingenuo.
Il suo incontro con Eloise Von Wagner avviene nella tetra bottega parigina sommersa di cianfrusaglie in cui l'uomo lavora. Eloise impersona superbamente tutto ciò che Rudolf credeva gli fosse stato negato dalla vita: una donna sfacciata, sicura di sé e dominante, capace di alternare momenti di dolcezza profonda a turbolenze di temperamento. Ben presto, Eloise diviene la sua amante, galvanizzandolo completamente e suscitando in lui una spontanea necessità di sottomissione. Quando Eloise si propone per lavorare presso la bottega come contabile, Rudolf non esita ad accettare, firmando inconsapevolmente la sua condanna al fallimento: la "baronessa" tiene una contabilità del tutto creativa e il locale fallisce. Eloise afferma che "sarebbe fallito comunque, perché era un vero postaccio". Ma non è tutto.
Eloise ha un progetto in cui deve assolutamente coinvolgere Rudolf.
Progetto in cui ha già coinvolto Robert Phillipson.

L'ALTRO

     Robert Phillipson è un aspirante giornalista tedesco giunto a Parigi per documentarsi e scrivere qualche articolo. Conosce casualmente Eloise e, come diversi altri prima di lui, ne rimane stregato. Robert è un uomo piacente, ma estremamente insicuro, bisognoso di una donna carismatica al fianco: in altre parole, la preda tipica di Eloise.
     I due divengono amanti, sebbene la sessualità di Robert sia piuttosto monotona e sin troppo controllata per le stravaganze della "baronessa".
     Poi, durante una serata in un locale, conoscono un diplomatico dell'Ecuador ed è lui a parlare loro dell'isola di Floreana, un angolo remoto dell'arcipelago delle Galapagos, una splendida terra popolata da tartarughe giganti e minata di grotte un tempo rifugio dei pirati, dove solo pochi esseri umani hanno il coraggio di vivere. Eloise ne è affascinata e propone a Robert di stabilirsi là e aprire un albergo di lusso per i turisti, sfruttando l'aiuto di un abitante locale di nome Felipe Valdivieso, che risulterà essere un'altra delle vittime sessuali della "baronessa". L'idea è accattivante, ma mancano i fondi. O forse no, perché Eloise ha un terzo amante di nome Rudolf Lorenz, titolare di una bottega antiquaria e sul punto di venderla.

    
Eloise, Rudolf, Robert e Valdivieso sbarcano nel paradiso tropicale di Floreana, lussureggiante isola dell'arcipelago Galapagos, nel settembre del 1932. La baronessa intende farne la sede per il suo albergo di lusso "Hacienda Paradiso" e, non di meno, per il suo svago personale. Nell'avventura ha portato con sé tutti gli uomini di cui ama circondarsi e questi, da subito, vivono con malcelata insofferenza la loro posizione: c'è rivalità fra i seguaci di Eloise perché ognuno di loro dipende da lei. Lei, sapiente collezionista, ama flirtare con tutti e tre e questo getta Lorenz nel più incontenibile sconforto.
     L'isola non è del tutto disabitata, in quel periodo. Ci sono altri gruppi di abitanti che l'hanno scelta come dimora, adattandosi a vivere in capanne, cibandosi di vegetali e depurandosi dalla contaminazione cittadina: i Wittmer, una famiglia semplice con due figli al seguito, e Friedrich Ritter assieme all'amante Dora Strauch.


     Ritter è un medico tedesco dalle idee caparbie e rivoluzionarie: prima di trasferirsi a Floreana si fa estrarre tutti i denti e li fa sostituire con un'arcata posticcia. Vuole essere certo di mantenersi vegetariano e ricorre a questo intervento per averne garanzia: non potrà più masticare carne, dovrà sopravvivere cibandosi del suo magro raccolto.
     Sottopone l'amante Dora Strauch alla stessa operazione. La donna nutre per lui una smodata venerazione, ne è morbosamente gelosa e non lo contraddice mai.

     L'arrivo della singolare "baronessa" viene accolto da tutti con scarso entusiasmo: Eloise è abituata a dettare le regole, si presenta calzando stivali da uomo, dando sfoggio di un look stravagante e trattando i vicini come sottoposti.
     Ben presto, sorgono feroci inimicizie verso la bella tiranna austriaca: Dora Strauch anni dopo scriverà un libro dal titolo "Satana arrivò all'Eden", definendola "una bugiarda patologica, una donna spaventosa".
     Eloise lo è davvero. Dando costante prova della sua amoralità, proseguendo la promiscuità dei suoi rapporti e comportandosi come un despota nei confronti degli amanti, si attira l'astio dello stesso Rudolf Lorenz.

     Il giovane deperisce velocemente. Nel giro di pochi mesi dimagrisce fino a ridursi a un mucchio d'ossa, spesso mostra lividi e ferite sul corpo. Preoccupati per il povero ragazzo, la signora Wittmer e Dora Strauch si prendono cura di lui, sfamandolo e consolandolo durante i suoi attacchi isterici.
     Egli è confuso e depresso: dopo aver lasciato una vita ordinaria per seguire Eloise in un paradiso da innamorati, si è ritrovato vittima del gioco sadico di lei.
     Oltre a umiliarlo, spesso in presenza di altri, e a trattarlo come uno schiavo, Eloise lo malmena, lo picchia servendosi di una frusta, lo affama, in alcuni casi gli somministra piccole dosi di veleno per vederlo soffrire.
     Rudolf viene messo sotto la sorveglianza di Valdivieso e la baronessa si raccomanda di "sgridarlo ogni volta che sia necessario". Robert, invece, passa il tempo scrivendo i suoi articoli all'ombra delle piante mentre Rudolf, nuovamente in balia della tisi, sviene continuamente.
     Questo avviene di giorno.
     Di notte, la baronessa sgombera la "Hacienda" e manda gli amanti a dormire nelle tende esterne, fatta eccezione per Rudolf che vuole assolutamente nel suo letto. E' un sottile gioco di perversione dove la baronessa incarna un padrone intransigente e seduttivo, capace di ispirare l'amore più autentico e l'odio più represso. Di notte lecca le ferite del suo schiavo, la mattina lo sveglia con la frusta o gettandogli addosso acqua bollente.
     Rudolf la odia per come si comporta, la teme e spesso si nasconde per non essere trovato da lei: tuttavia ne dipende in modo maniacale e non riesce a lasciarla.
     Per Eloise è solo un altro uomo che non riesce a lasciarla.

     Nei mesi successivi, l'isola diviene teatro ideale per una serie di stranezze dal retrogusto macabro: i rapporti fra gli abitanti peggiorano nel giro di poco, una diffidenza profonda spinge ognuno a rintanarsi nella propria capanna. Eloise, frattanto, si autoproclama l'imperatrice dell'isola: questo, inizialmente ricollegabile a uno scherzo, diventa il suo ruolo fisso, difeso con le unghie e poco distante dalla follia. La donna si aggira per l'isola, a volte completamente nuda, con una pistola legata al collo, delirando e pretendendo che tutti soggiacciano al suo volere. In alcuni casi, apre la posta delle famiglie dell'isola a loro insaputa e la legge per prima, consegnando loro le buste aperte: la sua sete di controllo è sregolata. Pretende che le venga versata una parte del raccolto altrui, disprezza apertamente sia i Ritter che i Wittmer e continua a maltrattare Rudlf.
     Gli abitanti, terrorizzati dai modi della donna e costretti a servirla, si rivolgono alle autorità chiedendo che la sinistra baronessa venga sottoposta a un accertamento delle condizioni mentali: nell'ultimo periodo, Eloise ha iniziato a rubare, arriva a sottrarre ai Wittmer il latte in polvere per il figlio neonato. Nonostante ciò, la donna sa giocare le sue carte e riesce sempre a uscire indenne dalle situazioni di pericolo, allontanando da sé i sospetti del governo ecuadoregno.
     Sempre più spesso Rudolf si rifugia a casa dei Ritter e confida a Dora che "lei lo vuole malato, per sottometterlo completamente".

     In questo periodo, un mecenate di nome Hancock giunge a Floreana e fa conoscenza con il gruppo di abitanti: ripartirà dopo una breve sosta a bordo del suo battello, portando con sé Valdivieso. Quando la baronessa apprende la notizia della partenza dell'amante gli punta la pistola alla tempia, ma infine è costretta a cedere. Felipe Valdivieso, stanco di lavori forzati attorno a un albergo che sembra destinato a restare incompiuto, abbandona l'isola e Rudolf viene assegnato al controllo di Robert: l'uomo inizia a tormentarlo notte e giorno e le cose peggiorano.
     Frattanto la baronessa ha conosciuto un interprete di nome Knud e ha deciso di fare di lui l'ennesimo pupazzo, vittima della sua diabolica "Hacienda Paradiso". Rudolf odia la presenza del nuovo amante e attende speranzoso l'arrivo di una barca: scongiura di aiutarlo a scappare, vuole imbarcarsi a ogni costo, ma la baronessa lo impedisce mettendo sotto chiave i suoi pochi soldi rimasti.
     Rudolf, disperato, scrive lettere alla famiglia in Germania, supplicando un aiuto. Al culmine della collera, il giovane sfonda una sedia contro l'armadio dove la baronessa nasconde i suoi risparmi. Interviene Robert che lo bastona e gli intima di andarsene per sempre o lo ucciderà.
     Ogni amante di Eloise si dichiara puntualmente stanco di lei ed è la volta di Knud: per trattenerlo dal proposito di partire, Eloise fa fuoco contro di lui e lo ferisce.
     "Quando sparo a un animale, miro alle gambe", confessa la donna a Knud. "Così posso poi prendermene cura".
     Rudolf vive ospite degli abitanti, sebbene torni da Eloise ogni qualvolta lei lo venga a cercare: lei gli si rivolge con tono musicale, sorride e lo conduce nelle caverne dove improvvisa corteggiamenti. Le piace correre nuda e permetere al giovane di catturarla.
     Dopo essersi concessa, lo costringe a bere intrugli velenosi che lo inibiscono per ore.
     Infine, un'incredibile notizia fa il giro dell'isola: Eloise ha deciso di partire insieme a Robert Phillipson per Tahiti, lasciando l'Hacienda a Rudolf. Il clima è troppo secco per sperare in buoni affari e i due amanti costruiranno un albergo di lusso a Tahiti, sperando in miglior fortuna.
     Rudolf, ormai prosciugato e reso mentalmente instabile dalle sevizie sopportate, accoglie la notizia con iniziale sollievo, poi confida a Dora che "non ci crede, vogliono solo ammazzarlo, è una scusa per farlo tornare all'Hacienda da solo".

     La Wittmer e la Strauch ricorderanno Rudolf come avvilito ma fermo, triste ma deciso: Eloise l'ha sempre maltrattato e lui ha compreso di volersi togliere quel fardello dal cuore, lasciandola al suo destino come ha fatto Valdivieso a suo tempo.
     "Ho paura di lei, mi vuole uccidere", confessa Lorenz fra le lacrime, cercando sostegno nella Wittmer. Dora Strauch ha compassione di quel povero giovane: pare che, in un'occasione, non sappia contenersi e finisca col dargli un bacio, ma lui si scansò di colpo e prese a delirare sostenendo di aver visto gli occhi di Eloise alle spalle di Dora.
     Ha allucinazioni continue.

     La mattina seguente Robert ed Eloise sono partiti, gli abitanti notano la loro assenza e ne sono felici. Se non fosse per una serie di particolari poco credibili: gli oggetti di Eloise, a cui è sempre stata morbosamente legata, sono tutti all'interno dell'Hacienda. I vestiti di entrambi non sono stati messi in valigia, ma lasciati in giro per casa. Possibile che una donna scrupolosa come la baronessa parta con indosso la sola pistola e qualche straccio? E perché non ha portato con sé "Il ritratto di Dorian Gray", libro dal quale non riusciva a distaccarsi?
     A confermare l'ipotesi che non siano mai partiti, c'è il fatto che nessuno abbia visto navi attraccare all'isola: tutto farebbe pensare che siano ancora a Floreana, nascosti.
     I dubbi degli abitanti cadono su Rudolf, il quale è sempre in cerca di una nave disposta a caricarlo a bordo per fuggire e parla di Eloise con distacco, sostenendo di aver visto le impronte sue e di Robert che si dirigevano verso il porto e assicurando che siano partiti.

     Qualche tempo dopo la Dinamita, guidata da un norvegese di nome Nuggerud, attracca a Floreana e Rudolf afferma di volersi imbarcare per San Crystobal e prepara due grandi casse chiodate con i suoi pochi oggetti rimasti.
     A Dora sembra subito una partenza sospetta, troppo ravvicinata a quella di Eloise, quasi avventata. Quasi come se Rudolf avesse commesso un errore tremendo e cercasse di riparare altrove.
     I due uomini spariscono a bordo della Dinamita e l'isola di Floreana, dopo essersi prestata come culla di un amore sfociato in distruzione, ritorna alla sua calma abituale: uccelli tropicali, piante addormentate, crateri e alte maree sibilanti. Il caos di quei terribili mesi sotto l'egida della baronessa sembra del tutto risolto.
     Ma Floreana è l'isola su cui "arrivò il diavolo" e porta con sé una grigia maledizione.

     Sulla vicina isola di Marchena, mesi dopo, vengono rinvenuti due orribili corpi mummificati: appartengono a Rudolf Lorenz e al norvegese Nuggerud. Gli uomini avevano detto di essere diretti verso San Crystobal e il loro ritrovamento su quell'isola dalla parte opposta rispetto alla rotta, lascia tutti perplessi. Sull'isola non c'è cibo né acqua e, dalle indagini, emerge che i due abbiano ucciso una foca e l'abbiano mangiata prima della morte. Muoiono per disidratazione, su un'isola disabitata e desertica verso la quale non erano diretti.
     Suona proprio come una maledizione.

     A distanza di un mese, il dottor Ritter, convinto vegetariano, muore per avvelenamento da botulismo: risulta abbia mangiato carne di pollo avariata, il che risulta piuttosto singolare per un uomo che si è fatto togliere tutta la dentatura pur di cibarsi di sole verdure.

     Dora lascia l'isola e si dedica alla scrittura del suo libro di memorie: molti sostengono che sia stata lei ad avvelenare il suo amato compagno poiché lo scoprì colpevole nella sparizione della baronessa. Lo stesso Ritter, prima di morire, impiega l'ultimo filo di fiato per maledire Dora.
     Non si è mai saputo se e in quale misura abbia contribuito alla sparizione di Eloise.
     Robert e la baronessa non verranno mai più trovati. Non arriveranno mai a Tahiti e nessuno sarà in grado di ritrovare i loro corpi.
     Unici sopravvissuti: i Wittmer, una famiglia ordinaria con due cani alsaziani e due figli. Loro, dopo aver creato un'azienda a conduzione famigliare, proseguiranno la vita su Floreana, quasi completamente soli e forti della loro esperienza.

     Finché, nel 2000, la signora Wittmer in punto di morte non svelerà quanto sa sulla faccenda dopo aver tenuto il massimo riserbo su quella vecchia storia, specie con i turisti: stando alla sua versione dei fatti, Rudolf ha ucciso la baronessa, in preda all'insofferenza verso i suoi modi dittatoriali e crudeli. Dopo aver fatto fuori anche il suo amante preferito (Robert era sempre stato al centro delle attenzioni della donna) ha nascosto i corpi in un luogo segreto dove rimarranno per sempre: solo lui conosceva quel luogo e il mistero lo segue nella tomba.

     E' Dora Strauch, anni dopo, ad aggiungere un particolare sconcertante a quella storia: la donna assistette all'uccisione di Eloise.
     Ricorda di aver visto il suo compagno Friedrich Ritter dare un fucile a Rudolf, come seguendo un piano architettato in precedenza.
     Dora, avendo seguito la scena dalla finestra, pedinò Rudolf e lo vide entrare nella vecchia baracca di legno del Post Office Bay, dove Eloise si trovava con l'amante Robert, forse in attesa della nave che li avrebbe condotti a Tahiti.
     Rudolf sparò a sangue freddo agli amanti e Dora udì grida di donna.
     In seguito lo vide trascinare i corpi fuori dal capanno, sulla sabbia: chiuse il corpo di Robert in una delle sue casse di legno e la inchiodò. Poi si chinò sul cadavere di Eloise e, dando prova del suo forte e aggravato disordine mentale, fece con lei cose che Dora definì "terribili e meravigliose, prova di un amore disperato e irrazionale che pochi di noi possono conoscere".

     Oggi è improbabile sentir parlare di questa vecchia storia che scosse l'opinione pubblica tedesca attorno agli anni Trenta: l'isola maledetta detiene un fascino spietato ed è facile che colpisca l'immaginario collettivo, ma nessuno ne parla più. Un normale paradiso terrestre divenuto scenario di torbidi intrighi, triangoli d'amore, sospetti e morte, come se l'arrivo di Eloise Von Wagner su quella terra pacifica e quieta abbia portato con sé una tragica maledizione.

     Ci piace pensare all'isola dei misteri, ai fruscii della notte e ai corpi di Eloise e Robert sepolti sotto un letto di fiori e radici, da qualche parte. Abbandonati ai morsi dell'acqua, in una silenziosa vendetta di cuori in catene.
     In effetti, tuttavia, è molto più facile intuire che Rudolf Lorenz, vittima di un amore massacrante ed egoistico, abbia finito per liberarsi della sua schiavitù.
     Adesso Eloise è soltanto sua, per sempre.


Profili psicologici

     Visti i documenti non troppo precisi e basati soprattutto sui resoconti di testimoni oculari, risulta difficile tracciare un profilo psicologico corretto della protagonista di questa storia. A ogni modo, non si può non sottolineare come l’infanzia della “baronessa” sia stata caratterizzata dalla presenza di una madre dominante e di un padre inetto incapace di assumere ogni responsabilità. Eloise cresce avendo come modello maschile la figura di un uomo che viene costantemente oltraggiato dalla moglie, giudicato imbranato al punto da non essere capace di accudire la figlia. L’episodio dello stupro e dell’omicidio della madre amplificano in Eloise la convinzione che gli uomini siano dei deboli e accrescono il suo odio verso la figura maschile.
     Se questo può giustificare parte dell’atteggiamento della signora Von Wagner, è comunque innegabile una forte componente narcisistica che la porta ad autoproclamarsi prima come baronessa, poi come regina dell’isola, infine a pretendere assurdi servigi dalla popolazione e a controllare la vita privata della stessa.
     Ma non è solo il narcisismo che contraddistingue Eloise. Nella sua mente regna un forte desiderio di onnipotenza e di controllo sulla vita delle persone che la circondano. Un’esigenza che la porta a procacciarsi uomini da assuefare ai suoi voleri, da intossicare con piccole dosi di veleno e poi curare al fine di apparire come indispensabile per la loro sopravvivenza. La donna opera un vero e proprio “lavaggio del cervello” alle sue vittime, volto a creare in loro uno stato di confusione e di isolamento, necessario per plagiarle alla sua volontà.
     È probabile che il senso di autostima della Von Wagner fosse piuttosto basso e che cercasse di instaurare rapporti con persone meno forti di lei per convincere se stessa di essere una donna di polso, capace di controllare tutto ciò che le gravitasse intorno.
     Tutti questi disturbi comportano pesanti riflessi anche nella sfera sessuale della donna. Dai resoconti emerge una sessualità perversa che pare raggiungere il suo massimo appagamento solo riducendo in schiavi i partner, per mortificarli con gesti crudeli e sadici.
     Se il profilo della “baronessa” appare complesso, ciò non può dirsi per quello di Rudolf Lorenz. Rudolf è un sempliciotto, totalmente in balia dell’amante e facilmente condizionabile. La sua superficialità lo porta a lasciarsi manipolare dalla Von Wagner al punto da lasciar fallire la propria attività commerciale e partire all'avventura verso un’isola dispersa nell’oceano. Solo la disperazione riesce a strapparlo dalle grinfie della sua aguzzina. Infatti, il presunto omicidio finale potrebbe ritenersi figlio di un forte stato di depressione.







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