Fausto Rampazzo


    
E' nato a Roma il 28 ottobre 1958. Ha due figli e lavora in una società di assicurazioni. Alcuni suoi racconti sono usciti con la rivista di scrittura creativa della Scuola Omero di Roma e in due antologie promozionali dell'agenzia NABU di Firenze. Don Giovanni Light è il suo primo romanzo e questa è l'intervista che ha rilasciato per noi di My Secret Diary. Buona lettura...



     Parlaci di quando è nato questo tuo amore per la scrittura.
    
Non so se chiamarlo amore. Direi piuttosto forte attrazione, che è andata sviluppandosi negli anni con lo stesso lento processo della seduzione in versione Don Giovanni Light. Avvicinarsi ostentando indifferenza. Confondere l'oggetto della propria attenzione. Indurre alla gelosia, alla competizione. Subire il fascino. Offrire il proprio, celandolo. Accerchiare, irretire e, solo quando il livello dell'interesse è molto alto e la possibilità di vittoria quasi certa, aggredire. Io non ho mai tenuto un diario, scritto pensieri, lettere, composto poesie. Sono partito dalla lettura, ma all'inizio soltanto di saggi. La narrativa è arrivata in un secondo tempo, dopo aver tenuto alcuni romanzi - tra cui La vita interiore di Moravia - in bella vista su uno scaffale della libreria. Poi la dedizione completa alla letteratura. E di getto, a trent'anni, in un periodo nero di noia e di frustrazione sul lavoro, mi sono messo a scrivere un racconto, da subito col pensiero rivolto al pubblico. Ma la vittoria, se vogliamo identificarla con la pubblicazione, non è per nulla arrivata in modo semplice, né rapido.

     Ricordi un episodio in particolare legato alla tua infanzia e a questa tua passione?
    
Nella mia infanzia e adolescenza, l'educazione cattolico-sessuofobica imposta da mia madre ha sicuramente dato una bella mano all'impianto e allo sviluppo, nella mia personalità, di forme di moderata perversione e morbosità. Le quali, con la maturità, hanno concorso a un articolato impianto e sviluppo dell'erotismo, molto funzionale alla mia scrittura. Devo una certa riconoscenza alla religione, insomma - d'altronde l'ateismo è così noioso. E a mia madre.

     Le donne di cui racconti da dove nascono? Hanno caratteristiche reali di donne che conosci o sono donne che, piuttosto, vorresti conoscere?
    
Picasso è nato il 25 ottobre. Segno zodiacale Scorpione. La personalità che il destino gli offre in pasto viene fagocitata e deformata attraverso il processo creativo, senza altro rispetto che verso il proprio istinto. Io sono nato il 28 ottobre. Stesso segno zodiacale. Osservo, rubo, mischio, deformo, spesso a livello inconscio. La realtà è meno affascinante dell'immaginazione. L'immaginazione è qualitativamente inferiore alla realtà.

     Com'è nata la stesura di Don Giovanni Light?
    
E' il secondo romanzo. In un corso di scrittura mi dissero che bisogna scriverne un primo a vuoto, per farsi le ossa. Non so se è vero ma per me è andata così. La stesura di Don Giovanni Light è cominciata senza pianificazione, senza trama prefissata. Senza progetto, insomma. E senza esperienza. Cercando uno stile in cui potermi sentire a mio agio, che però ho dovuto imparare a gestire e approfondire attraverso l'esercizio. Forse anche per questo la gestazione è stata così lunga. Più di cinque anni, con un lavoro duro e prezioso con l'editor Sergio Claudio Perroni, a mio giudizio il migliore in Italia, che poi mi ha presentato alla Bompiani.

     Ti sei mai innamorato di un tuo personaggio?
    
Più che di innamoramento, come sempre preferisco parlare di attrazione, un termine meno logoro e più riscontrabile. Etereo e sfuggente è l'innamoramento quanto concreta l'attrazione, cui non si sfugge: si prova o non si prova. E nella scrittura si è costretti a provare attrazione per tutti. Bello quando questa sorge spontanea, ma anche quando è necessario intervenire per accrescere il livello di fascinazione del personaggio creato. Il quale, da parte sua, acquista vitalità solo se riesce a ribellarsi al possesso che l'autore reclama su di lui, a mantenere la propria autonomia. A subirne il fascino, concedendo il proprio.

     C'è un autore o un'autrice che ti piace in modo particolare?
    
Vado a periodi. Ma sempre Moravia ne La noia, Bret Easton Ellis di American Psycho e Anais Nin ne Il delta di Venere.

     Come si manifesta l'erotismo con le parole? E nel tuo quotidiano, invece, dove lo ritrovi?
    
L'erotismo è la tensione magnetica che si accumula tra due persone, che le accomuna e le carica di desiderio. E' l'eros, non il sesso, il frutto proibito dell'Eden; carico di un pathos che mi sembra più complicato da rendere attraverso la scrittura che non con la musica o l'immagine. Spesso l'esternazione del desiderio e del sesso, come dell'amore, nella pagina scritta, stride. Le parole rasentano facilmente il ridicolo, la ripetitività, l'inoffensività. Credo che lo sforzo maggiore vada dedicato alla creazione del contesto. Per essere verosimile, l'erotismo deve accendere e svelare. Deve eccitare. Nel mio quotidiano, in qualsiasi occasione abbia un senso. Ma meriterebbe un discorso a parte. Questa forza sovversiva e violenta, capace di saldare quanto minare alle fondamenta qualsiasi legame affettivo, rifiuta la catalogazione e il controllo.

     Hai nuove idee e progetti in cantiere? C'è qualcosa che vorresti sperimentare?
    
Sono alle prese con una nuova storia, e quindi di nuovo con la gioia e la dannazione della scrittura. Un romanzo richiede ricerca, costanza, concentrazione prolungata. Mi impegno a esserti fedele per tutto il tempo che occorre, e in cambio esigo un piacere immenso. Sto sperimentando la pittura, da un po'.

     Hai mai scritto qualcosa "a più mani" (a parte il racconto per il nostro concorso, n.d.r.)?
    
Il racconto che vi abbiamo inviato è stata la mia prima produzione "a quattro mani". Pensavo non potesse succedere, invece ne abbiamo già messi in piedi quattro. Un'esperienza nata per caso, con la ragazza che voi ben conoscete col nome di Ermione, modella e scrittrice. Completamente sconosciuti e distanti per età e per vissuto, ci siamo ritrovati a lavorare con una certa sintonia sulle suggestioni profonde evocate dalla scrittura e dall'eros. Il risultato si vedrà. Se la cosa andrà avanti, se lei sopporterà la mia prepotenza e io la sua impazienza, e sene verrà fuori qualcosa di buono, penseremo a come proporla per la pubblicazione. Per ora lo vivo come un esperimento divertente, un work in progress. Così come sono molto contento dell'interesse reciproco nato con My Secret Diary. Chi ha creato questa iniziativa, chi la gestisce e chi ci scrive stuzzica la curiosità, arricchisce l'erotismo. Fa un grande regalo a tutti.

     Da quante donne è composta la Letizia del tuo romanzo?
    
Ho rapinato almeno cinque donne, ma due di loro non lo sanno.

     Io sono dell'idea che una persona debba - per avere un buon motivo per alzarsi al mattino - essere sempre in cerca di qualcosa o di qualcuno; tu di che cosa (o di chi) sei in cerca in questo periodo?
    
In questo periodo mi sembra siano le persone e le opportunità a cercarmi. E' molto rilassante e insieme molto stimolante. L'ispirazione invece no, quella va sempre inseguita e stanata. Con ostinazione.

     Ci anticipi qualcosa del romanzo che hai in preparazione?
    
Sempre una storia famigliare. Ancora padre, madre e figlia. Ma con un respiro più ampio, scritta in terza persona con il punto di vista di ognuno dei personaggi. Si aggancia a un fatto reale, la morte del giornalista Antonio Russo, inviato in Cecenia per conto di Radio Radicale. Ma il resto è inventato.

     Se dovessi dipingere l'erotismo, quali e quanti colori useresti?
    
Il rosso, il colore dello Scorpione. Anche se l'erotismo percepisce l'intero spettro cromatico.






1 Commento:
- Commento postato da Ermione il 6 maggio 2010
Il miglior autore italiano dei nostri tempi (forse solo per me... eheheh)






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