Giappone, è boom dei sexy hotel
Il sesso non conosce recessione. In Giappone gli oltre 30mila "love
hotel" - formula geniale in grado di soddisfare i desideri più
segreti, con un fatturato annuo di 40 miliardi di dollari - hanno
superato la depressione economica del mondo senza scomporsi e stanno
diventando un caso finanziario. Sei fondi ad hoc per una raccolta di
1,2 miliardi di yen - investimento minimo 500mila yen, durata tre
anni, rendimento promesso dal 5% all'8% - sono già stati lanciati
dalla Initia Star Securities, che sta ora mettendo a punto il
settimo.
Takashi Kadokura, capo di un istituto di ricerche,
stima che i profitti operativi del settore, che nei vecchi love
hotel sono del 20/30%, nei più nuovi e più fashion raddoppino al
40/60%, grazie a un tasso di occupazione che va dal 400% al 600%.
Ovviamente si tratta di alberghi che nulla hanno a che fare con
quelli a ore dell'Occidente, anche se negli aeroporti di Heathrow,
Gatwick e Amsterdam esistono le prime imitazioni. La loro forza sono
le camere "a tema" che permettendo al cliente di giocare il suo
gioco erotico dove meglio l'aggrada, in una navetta spaziale o in
una bomboniera alla Hello Kitty, sui sedili di una Rossa da corsa o
in un set sadomaso. E in assoluta privacy. Si paga elettronicamente,
si clicca sul decor preferito con un clic, si esce da una porta
secondaria. Nati nell'ultimo dopoguerra con le truppe d'occupazione
ma divenuti un'istituzione dopo la legge del 1958 che proibiva la
prostituzione legale, non hanno mai conosciuto declino. Anche
perché, in un Paese sovraffollato dove le abitazioni sono
piccolissime, rappresentano una soluzione perfino per coppie
regolari che vogliano stare un po' tranquille.
da lastampa.it
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