Aspettavo da mesi che un mio amico mi portasse
qualche bella notizia dal mondo dello spettacolo.
"Tu lavori lì", gli dicevo, "ci sarà pure qualche intrigo che
potresti farmi conoscere".
E così, dopo settimane di noia televisiva, c'è stato.
Lui arriva tutto trafelato, con la valigetta in mano e la
giacca piegata sul braccio.
"Ho una storia che è una bomba", mi ha detto.
Lei è bella, non c'è che dire. Ha un visino d'angelo, i capelli
biondi e la pelle chiara come una di quelle bambole di porcellana
della nonna.
E poi, la serietà che dimostra, il rigore, la professionalità
che manifesta mentre è in onda e svolge il suo lavoro non possono
che renderla ancor più presente nella fantasia di chi le gira
attorno. Sarà il sogno erotico di parecchi italiani che guardano
quella rete privata con un certo disgusto, se non fosse per le forme
che di solito lei nasconde sotto la camicetta.
E dire che girava voce che se la facesse col direttore del
giornale. In effetti no, mi sono sempre chiesta se era mai possibile
che una come lei andasse a letto con uno "come lui". Alquanto
improbabile.
Comunque... proprio ieri sera il mio caro informatore mi dice
di averla vista. Lei, come sempre dopo la diretta, esce dallo
studio. Ha l'abitudine di prendersi un caffè alla macchinetta appena
fuori dallo studio 23 e di fumarsi una sigaretta davanti alla porta.
Ieri sera, a quanto dice il mio improvvisato detective, le si
avvicina un uomo. Parlano per un po', lui le dice qualcosa
all'orecchio e lei ride buttando indietro la testa e agitando quei
suoi capelli biondi.
La prende per mano e cerca di tirarla verso le scale
antincendio, quelle esterne, che conducono al piano superiore. Lei
ride ancora, se la tira un po', cerca di non capitolare, di
mantenere un rigore.
Ma poi cede.
Lo segue.
"E dove vanno?", gli chiedo io con gli occhi sbarrati.
Si infilano sotto alla scala antincendio coperti dal buio,
complice il lampione che arriva a illuminare solo fino a metà del
viale.
Si baciano.
"Ma lei non è sposata?".
Il mio informatore alza le spalle come per dire 'Mica è colpa
mia se le donne sono tutte zoccole'.
"Ok, lasciamo stare i pareri personali, voglio sapere cosa
fanno", lo incito.
Mi dice che si baciano un po', lui le chiude i capelli con la
mano e glieli tira. Lei piega la testa all'indietro e la lingua
dell'uomo le liscia il collo.
Il mio informatore era appostato dall'altra parte della strada,
come un vero Sherlock Holmes. Ovvio che se avesse fatto anche
qualche foto a quest'ora non sarei qui a pubblicare questo racconto,
ma sarei forse piena di soldi.
Mi dice che lei cade.
"Cade?".
No, non cade.
Si inginocchia.
Le calze chiare sotto il tailleur da brava giornalista a
contatto col cemento bagnato degli studi televisivi.
Qui diventa confuso, sì, ma non ci vuole un genio per capire
cosa succede.
Lui si muove con un bel ritmo, continuando a tenere la testa di
lei con una mano e appoggiando l'altra alla parete.
Non penso che lei gli stia sistemando la zip dei pantaloni
rimasta incastrata. Insomma, la bionda al servizio di Berlusconi si
sta dando un gran da fare.
Si sente sbattere una porta poco più in là. Lei si rialza di
scatto e col dorso della mano asciuga la bocca. Lui cerca di
spingerla di nuovo in basso, non ha ancora finito, ma lei si
rifiuta. Che le direbbe il direttore, se la vedesse ora?
Adesso è lei che lo tira, lo vuole riportare in sicurezza sotto
la luce dei lampioni. Lui sbuffa e poi cede.
Lui.
Tecnico delle luci dello studio accanto. Bel ragazzo, anche
giovane. Avrà come minimo dieci anni meno di lei.
Le dà una palpata sul culo, alla quale lei reagisce con uno
scatto in avanti. E poi se ne va.