Questo
racconto si è classificato al 1° posto al concorso Oxé
Awards 2007 nella categoria Miglior Racconto Assoluto
Michelle è sdraiata sul fianco destro. Le
braccia piegate e le mani nascoste sotto al cuscino. Le gambe,
perfettamente modellate, sono leggermente rannicchiate a raccogliere
in alto le ginocchia.
Mi avvicino alla finestra e scosto le tende di organza lasciando che
la luce filtri dalle persiane dischiuse.
Michelle è bellissima. Con le palpebre abbassate, il naso piccolo e
perfetto, le labbra lievemente socchiuse in un rosso naturale.
Il lenzuolo leggero la copre fino in vita,
seguendo la curva generosa dei fianchi e lasciando scoperto il seno,
che si gonfia e poi di nuovo scende a ogni suo respiro di bella
dormiente: un profilo perfetto a stagliarsi contro il bianco della
parete.
Mi siedo sul bordo del letto facendo attenzione a non
svegliarla. Accarezzandole la testa liscio nel palmo una ciocca dei
suoi capelli scuri che ricadono poi morbidi sul cuscino.
Tolgo le scarpe, mi alzo e sfilo la maglia in licra e il reggiseno.
Poi la gonna a ricadere a terra e circondare i piedi nudi come una
corolla attorno al gambo.
La radio trasmette una strana e lenta canzone.
Abbasso al minimo il volume e con due dita afferro un lembo del
lenzuolo e lo tiro. Lento il tessuto scivola lambendole i fianchi e
le cosce nude, corre oltre le ginocchia e i polpacci definiti, poi
si arrotola e in un mucchio finisce a terra.
Mi sdraio alle sue spalle e mi avvicino al suo
collo con il viso. Con le labbra le sfioro la nuca, poi la pelle
liscia delle spalle. La bacio accarezzandola con la lingua. Con i
polpastrelli seguo la curva della schiena e con la punta delle dita
scivolo nel solco delle natiche.
Michelle si muove lieve, raggomitolando di più
le ginocchia al ventre e spingendo il bacino all’indietro, verso di
me, tanto che il mio seno va a sfiorarle le scapole e i capezzoli
reagiscono all’istante a quel tocco lieve. Con una mano appoggiata a
palmo aperto su una natica le allargo il sedere. Con l’indice
dell’altra mano ne seguo l’apertura, scendendo poi ancora più in
basso, dove il culo si fa fica e dove le labbra sono costrette dal
serrarsi delle cosce. Il suo vischio mi bagna il dito fino alla base
non appena, chiudendo ancora di più le ginocchia su se stessa,
Michelle non mi permette di allargare le sue labbra ed entrarle
dentro.
Un secondo dito si unisce al primo.
Entrambi sprofondati completamente, poi calcati
e spinti per qualche secondo ancora. Un respiro più profondo e il
suo seno si gonfia sollevandosi e si abbassa ancora.
Scivolo fuori e ripercorro all’indietro la
strada lasciando la scia di umido fino al culo. Le due dita unite a
pressare, ora, sul buco stretto tra le natiche.
Con una mano le afferro un seno. È liscio e
morbido al tatto, pieno e rotondo a riempirmi il palmo. Le unghie
serrano la carne e lasciano piccoli solchi rossi sulla pelle.
Le dita spariscono nel culo non appena esercito
una pressione più decisa.
Poi mi fermo.
Immobile dentro di lei con la destra, mentre la
sinistra, tra pollice e indice, chiude in un morso il capezzolo
appuntito.
“Spingi”, dice in un sibilo piegandosi in
avanti.
“Non ho sentito”, le dico a voce alta restando
immobile al suo interno.
“Per favore”, dice ancora a voce flebile.
“Fottimi, per favore”.
Fottimi.
Io non l’avrei mai usata una parola così. Non
l’avrei mai detta, scritta, ascoltata.
Ma a Michelle piace così, senza filtri alcuni,
senza calibrare le parole. Vuole essere presa nel modo più naturale,
più crudo che esista.
Michelle vuole gridare, Michelle vuole godere.
E allora tiro fuori le dita e poi le spingo
dentro. E quando sono dentro, non contenta, le ruoto e le spingo
ancora. Lei geme, poi sospira. Non ha ancora aperto gli occhi ed è
ancora nella posizione in cui l’ho trovata. Con una mano sulla mia
si stringe un seno poi, a un’altra spinta, geme e sospira ancora.
Quando inizia a muoversi e a impartire lei il
ritmo, mi fermo.
Poi scivolo via notando il dispiacere nel suo
mordersi le labbra.
Mi sfilo gli slip e li getto sul pavimento.
“Voltati”, e così dicendo la prendo per un
braccio costringendola ad appoggiare la schiena contro il materasso.
Ha ancora gli occhi chiusi e questo sembra un
gioco di bambina che mi eccita terribilmente.
Mi sdraio su di lei e il suo seno si comprime al
mio. Sento i suoi capezzoli solleticarmi la pelle mentre con la
bocca le percorro il collo e la bacio sulle labbra.
Finalmente, le labbra di Michelle.
È come una fica carnosa, la sua bocca.
Gioco con la lingua, la avvolgo e la inseguo,
mentre le sue mani mi bloccano la schiena e mi tengono incollata a
lei.
Ventre contro ventre.
Il suo clitoride esce sporgente tra le labbra e
sembra quasi un bocciolo che si dischiude, così. Lo sfioro con le
dita e Michelle vibra sotto di me a quel tocco, mi allargo la fica
con le mani; mi sento ancora più morbida e calda sotto i
polpastrelli. Con le stesse dita le sfioro il viso, le palpebre
chiuse, le guance rosse appena umide di sudore.
Michelle apre la bocca e le mie dita le
finiscono sulla lingua mentre inizio a muovermi su di lei
lentamente. Sento il suo clitoride, sotto di me, ancora più gonfio e
bollente a baciare il mio. Faccio leva sui piedi e mi struscio su di
lei, mi muovo piano, indietro finché non perdo il contatto con la
sua fica, poi in avanti fin quasi a sbatterle sul viso il mio seno.
Lei è aggrappata con entrambe le mani al mio culo per tirarmi a lei
sempre con più violenza.
Mi muovo più velocemente e la masturbo senza
usare nient’altro che la fica. Ci tocchiamo a vicenda con la nostra
parte più dolce mentre lei solleva le ginocchia e le divarica,
circondando le mie gambe tra le sue.
Sento i suoi talloni spingermi sulle cosce e mi
sembra quasi di scoparla, mentre presso il mio clitoride sul suo. Le
mie mani salde sulla sua vita, poi a stringerle la carne dei fianchi
mentre penso che sarebbe bello poter entrare in lei e poi scoparla
davvero.
Michelle respira forte.
Guardo le sue palpebre chiuse.
“Sei bellissima”, le dico.
Io sto per godere e mi lascio accarezzare dalla
sua fica che intanto si è fatta dita, lingua e acqua, mentre lei
inizia a gemere, mentre si contrae.
Infilo la lingua nella sua bocca e lei l’afferra
stretta serrandola tra i denti.
I fiati si mescolano insieme agli umori, mentre
lentamente Michelle allenta attorno a me la presa delle cosce e si
rilassa.
Mi stendo al suo fianco e abbasso gli occhi su di me. Guardo le
labbra aperte e morbide, il clitoride arrossato è ancora sensibile.
Lo sfioro con un dito e fremo per qualche istante. Poi porto la mano
al viso e riconosco il profumo di Michelle.
Lei è bellissima attraverso la penombra della
stanza, ancora di più dopo l’amore. La piccola ruga che ha sempre al
centro della fronte è sparita, la piega delle labbra a formare un
lieve sorriso.
Gli occhi ancora chiusi.
Michelle cambia espressione dopo l’amore,
acquista una luce nuova.
Alla radio una strana canzone canta Serenity.
“E’ la canzone più adatta a questo momento, non
credi?”, mi dice aprendo gli occhi.
“Come stai?”, le chiedo spostandole una ciocca
di capelli dal viso.
“Sai, ho fatto un sogno bellissimo”, mi
risponde, poi sfiora la fica con la punta delle dita e le avvicina
alla bocca.
5 Commenti:
- Commento postato da PoetaSaffo il
26 agosto 2009 Devi amare per scrivere di una simile passione...
Bellissimo... Grazie
- Commento postato da Miky il
29 maggio 2009 Anch'io come Fausto, wow...
- Commento postato da Fausto il
3 maggio 2009 Mi hai fatto sborrare
- Commento postato da Valeria il
5 ottobre 2008 Grazie a te :-)
- Commento postato da Giuseppe il
5 ottobre 2008 Meraviglioso e coinvolgente sia mentalmente che
fisicamente. Grazie!