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Adamas
aterdi In vino vanitas La nostra Chiara ci presenta questo nuovo autore e una sua prima affascinante poesia. Buona lettura... Gola strozza ogni respiro e bevo fiato porpora stanotte. Come ogni notte che non ti ho mia. E non dormirò mai più amore mio pensando al bacio originario timido e asciutto come un oceano bianco d'enfasi intenso come morire soffocati. E non dormirò mai più ché mi sperde il delirio delle tue urla che strapparono i miei capelli (i miei lunghi e meravigliosi capelli che non ami da tempo). In ogni fotoparola tonante il lezzo di merda che abbiamo vomitato rivivo i tuoi occhi gialli. Lupa mia. E se ora sei una cagnetta e scodinzoli innocua e misera anelo ancora ai tuoi canini impietosi all'esiziale dolcezza ch'ha strappato il mio cuore dal mio petto sfasciando le costole e lo sterno nevrotico facendosi spazio con la lingua che ancora desidero leccare fin dentro le vene stillanti spirito strappate una a una con la voracità di un amore infetto. Ed ecco quel che ci separa: il mio cuore è il diamante che ha crepato i tuoi denti. Perduti dentro di me ora son schegge di un dolore assente nell'assenza d'un cuore a dolersene. 4 Commenti:
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