Dolce di luna, di Pommèry e di te
di Sensuale e Gentiluomo


     Dopo il suo primo racconto intitolato "E' stato un piacere", questa volta questo nuovo autore di My Secret Diary ci propone una bellissima poesia. Buona lettura...


    
Come sono belle le donne
     quando decidono che faranno l'amore
     ...tra poco...
 
     (Roberto Benigni, da "La tigre e la neve")
 
     Ah, il profumo di quella calda sera
     dolce di luna, di Pommèry e di te... 
 
     All'improvviso la tua voce al citofono
     (ero al telefono con quella che piangeva
     e mi voleva ancora, mi voleva e piangeva
     non capiva d'avermi perso perché aveva
     voluto perdermi, tutto era inutile ora
     - complicato per un buono e pigro essere conteso -
     cercai di confortarla poi dovetti lasciarla...)
 
     "Ho del Pommèry in fresco nell'auto,
     mi chiedo perché non berlo assieme
     (organizzata! Logico, stavi vincendo tu)
     dopo aver trovato una vista notturna
     sul mare, tu hai la fortuna di viverci...".
 
     Eri al posto di guida, abbronzata,
     un po' misteriosa, mi prese una voglia pazza
     di sentirmi rapito, legato e questo immaginai
     grazie alla cintura di sicurezza
     mentre occhi e capelli scuri,
     Aromatic, olio solare, labbra, lingua,
     puro alito e saliva (quel tanto
     d'aspro che migliora, come il limone!)
     della mia soave, elegante carceriera
     mi stregavano e sovrastavano:
     "Zitto, per favore...", muovesti la bocca
     bagnata, irresistibile, a un soffio dal mio volto
     "Stasera faccio tutto io". Mentre guidavi
     allungasti la mano, sentivo coi polsi
     il contatto con la cinghia, mi pensavo
     bloccato di fronte al tuo volere
     che era anche il mio. Le vie illuminate,
     i fari e nei tratti più bui, la tua mano
     curiosa, splendida, impertinente
     a cercare ogni angolo nascosto
     del mio piacere (fino al membro da te
     reso forte quanto fragile perché
     gentilmente tormentato nell'attesa,
     prono alla tua mano...).
 
     Finalmente fermi,
     l'eco di onde scure come il cielo,
     calde come l'aria. Guardasti
     - un lampo astuto di gatta negli occhi -
     prima i seni protesi poi me.
 
     Ora sì, potevo muovere le mani
     anzi dovevo toccarti lentamente,
     passarti con le dita lo champagne
     sui capezzoli e dove tu volevi,
     sentirti fremere. Brindammo,
     bevemmo piano, facemmo reciproco dono
     con le bocche ai nostri sessi
     dell'ebbrezza di quel vino...
     (...quella perdeva, tu vincevi perché
     sapevi di volermi, così di solito si vince...)
     e quella stessa notte, a casa mia
     fummo tu sopra di me, io in te,
     legati come mare e sabbia, sabbia e mare
     finché non si placò il moto dell'onda
     e un sonno abbracciato e sereno ci vinse.
 
     Ah, il profumo di quella calda sera,
     dolce di luna, di Pommèry e di te!







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