Histoire di P.

di Whitefeather


     Affezionato lettore di My Secret Diary, con questo racconto Whitefeather entra anche nella schiera degli autori del nostro portale, presentandoci questa rivisitazione del capolavoro di Pauline Réage "Histoire d'O". Buona lettura...


    
Sono un pensionato sessantacinquenne che è rimasto vedovo alcuni anni fa: devo purtroppo ammettere che ancora oggi avverto molto forte la mancanza di mia moglie Andreina.
     Avendo una figlia single che per lavoro non è quasi mai a Milano, ho preso l’abitudine di passare sei mesi all’anno, nella bella stagione, a Varigotti, dove andavo per un solo mese all’anno con mia moglie.
     Dalla primavera di quest’anno, per cercare di attenuare la mia solitudine, ho preso l’abitudine di invitare a pranzo qualche vecchio conoscente: certo non è facile per chi è ancora in attività lasciare il lavoro in un giorno feriale, ma almeno uno di questi amici accettava con una certa regolarità i miei inviti: si tratta di un orologiaio, specialista in orologi antichi, che avevo conosciuto perché sua moglie Pina era collega della mia; dopo un primo anno nella stessa scuola però le due donne avevano seguito percorsi scolastici differenti e non si erano più incontrate, anche se io avevo mantenuto una certa costanza nei rapporti con il marito di Pina.
     Fin dalla prima volta che avevamo pranzato assieme avevo chiesto notizie di sua moglie, estendendo anche a lei l’invito a pranzo, ma poiché la moglie allora ancora lavorava mi aveva promesso che sarebbe venuta a pranzo con noi solo da luglio in poi, quando sarebbe stata in ferie o, da settembre, in pensione.
     In settembre ci fu l’ultimo incontro per pranzo in Liguria al quale partecipò anche la moglie di Andrea: la moglie è una donna abbastanza comune, con una certa somiglianza con mia moglie Andreina; il fatto poi di essere bene in carne la rende ai miei occhi gradevole anche se ha quasi sessant'anni; dopo i soliti convenevoli, Pina, Andrea e io facemmo una breve passeggiata sul lungomare, durante la quale lui ricevette una telefonata da un suo amico. Per una decina di minuti quindi rimase qualche passo indietro rispetto a me e Pina, con cui continuai a chiacchierare beatamente mentre l’amico lo metteva al corrente dei suoi guai di salute; dopo la telefonata, nuovamente affiancati, ritornammo indietro al ristorante dove pranzammo. Fu proprio durante il pranzo che Andrea se ne venne fuori a dire che il 21 di ottobre, cioè di lì a un mese, sarebbe andato in Tunisia per guidare l’auto dell’assistenza di un gruppo di amici motociclisti appassionati di dune di sabbia; appena sentito questo programma mi venne da chiedere a Pina: "Vai anche tu?".
     Pina rispose subito che non ne aveva la minima intenzione di farsi dieci giorni nella più totale scomodità, oltretutto unica donna in un gruppo di otto uomini, il che faceva facilmente immaginare che si sarebbe dovuta sobbarcare la cucina per tutti, a ogni campo nel deserto... Vedendo come si scaldava mentre dichiarava la sua non partecipazione al viaggio, al quale invece il marito sembrava tenere moltissimo, mi volli divertire lanciandole, con intento chiaramente provocatorio, un invito a uscire con me la sera stessa in cui il marito se ne sarebbe stato in viaggio: "Allora il 21 sera usciamo a bere qualcosa!".
     Mi aspettavo che con un certo imbarazzo avrebbe rifiutato o che, al massimo, guardando il marito avrebbe in qualche modo lasciato la risposta in sospeso, mentre invece con la più bella indifferenza mi rispose subito: "Sì, va bene!".
     Da dietro ai miei occhiali scuri lanciai un rapido sguardo ad Andrea: era ammutolito, si vedeva che non sapeva cosa dire, si limitava a sorridere in modo un po’ ebete... decisi allora di raddoppiare la posta: "E l’indomani andremo a Torino, al Museo del cinema!".
     Ero convinto che Pina avrebbe risposto qualcosa come "Be', adesso non esageriamo...", mentre invece, sorridendo, accettò anche questo secondo invito, il tutto senza che il marito cambiasse espressione!
     Confesso che, mentre facevo quell’invito, non mi aspettavo assolutamente che Pina lo accettasse, e quasi mi trovai in imbarazzo mentre mi diceva di sì: ma la sfrontatezza con cui questa neo-pensionata accettava un invito - diciamocelo pure - decisamente equivoco, come quello a bere qualcosa da parte di un uomo suo malgrado single, davanti agli occhi del marito mi fece eccitare come da tempo non mi capitava... mentre la guardavo, illuminata dal sole di settembre, mi ricordò mia moglie: il fisico rotondeggiante era quello, anche la pettinatura, un caschetto corto, di folti capelli castano scuri con qualche ciocca più chiara, opera di una parrucchiera appena abile, il seno coperto da una maglietta piuttosto aderente, sicuramente sostenuto da un reggiseno con ferretti, mi fecero venire una gran voglia di accarezzare a mani aperte quelle due grosse mammelle e non solo di accarezzarle, anche di stringerle con forza, di afferrarne i capezzoli e torcerli fino a farla gridare, e poi spogliarla e possederla, con veemenza, con tutta la forza di cui potevo, ormai settantenne, essere capace... insomma dopo tre anni dalla scomparsa di mia moglie, un’altra donna aveva riacceso in me l’antica fiamma dell’eros, e la vigorosa erezione che sentivo nei miei pantaloni non avrebbe potuto essere goduta che nelle morbide intimità della moglie di quello sciocco orologiaio che se ne stava seduto con aria sognante davanti a un gelato al limone che si stava sciogliendo!
     Per fargli distogliere il pensiero dal mio invito (hai visto mai che riavutosi dalla sorpresa le ponesse qualche difficoltà) lo pregai, simulando un interesse assolutamente inesistente, di spiegarmi come si sarebbe svolto il suo viaggio in Tunisia, argomento che sapevo l’avrebbe assorbito per almeno mezz’ora, durante la quale io avrei messo a punto a grandi linee il mio piano d’azione per la seduzione di quella che mi pareva sempre più una preda sicura.
     Quando due ore dopo i coniugi si alzarono ringraziandomi per il pranzo, li accompagnai alla macchina e, mentre lui metteva in moto e la faceva uscire dal parcheggio, io feci appena in tempo a dire a Pina: "Allora ci sentiamo un paio di giorni prima per concordare il luogo e l’ora…", al che lei mi rispose "Certo, aspetto una tua telefonata".
     Purtroppo mancava esattamente un mese al giorno della partenza, e se da un lato questo mi metteva in grado di programmare con calma tutte le mosse che avrei dovuto eseguire, dall’altro temevo che, o spontaneamente o spinta dal marito, Pina mi telefonasse per annullare l’impegno preso con troppa leggerezza: ma per fortuna questo non accadde, e mi ritrovai al 20 di ottobre con le idee più che mai chiare su quello che volevo fare con la moglie del viaggiatore sahariano: si sarebbe trattato dell’Imputtanimento di matura signora in assenza del di lei marito.
     La donna da corrompere è la classica moglie d’educazione cattolica: repressa fin da giovanissima, sono certo che ha scoperto, fra mille sensi di colpa, il sesso con l’uomo che poi l’avrebbe sposata e con cui ha avuto due figli ormai grandi: ha cinquantotto anni, è in menopausa e da pochi giorni in pensione: marito assolutamente non dominante, gratificato dalle sue più modeste concessioni, molto probabilmente voyeur e cuck virtuale.
     Gradevole d’aspetto ma senza alcun tratto particolare, se si eccettuano un viso giovanile, due poppe piuttosto voluminose che non mette in evidenza e una pelle bianchissima e praticamente priva di peli, unica nota negativa il grosso culo decisamente sovrabbondante data l’altezza modesta (1.60), ma ci sono anche gli estimatori dei grossi culi. E’ sicuramente avvezza al sesso orale, probabile retaggio dei tempi del fidanzamento, è quasi certamente esclusa, finora, la pratica del sesso anale. Abbigliamento di assoluta modestia, scarpe senza tacchi, nulla di scollato. Trucco: Il minimo.
     Obiettivo: portarla a concedermisi, renderla avvezza al coito anale, alla gola profonda, al sesso con più partner.  
     Obiettivi collaterali: farle acquisire un comportamento disinibito, la consapevolezza dei suoi doveri di femmina sessualmente disponibile, valorizzazione estetica, tendenza all’esibizionismo.
     Metodo: ottenere il controllo sul suo corpo, come logica conseguenza di mie richieste in tal senso, da ritenersi inderogabili in quanto da me provenienti.

     Martedì 20 ottobre, h. 18.00
     La chiamo in un orario in cui è quasi certamente sola in casa, il marito rientra verso le venti, le ricordo l’invito a uscire per la sera seguente: se lo ricordava, non mette in atto alcuna strategia per modificare la decisione: le do' appuntamento per dopo cena, nella strada dove abito e dove ci sono diversi locali atti al mio scopo.


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