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Il
confine è al di làdi Emma Piccin Li invito a entrare per un caffè che non avremmo mai preso. Appoggio la mia busta sul tavolo. "Com’era pesante...", dico. "Dovevi chiamare noi...", rispondono. "Forse potreste restare a farmi un po’ di compagnia... vi va di accomodarvi?". Loro si accomodano sul divano e so che sono lì per me. Potrebbe bastarmi solo uno di loro? Oggi forse no. Sono troppo eccitata dalla tresca platonica con il mio vicino. Così mi viene in mente un’idea: accendo la lampada che mi ha regalato Claudia. Se è a casa si affaccia alla finestra. "Allora... vi piacciono le mele?...", chiedo mentre mi sfioro le tettine eccitate e sorrido maliziosa. Il mio preferito, più intrepido perché forse consapevole di piacermi più dell’altro ragazzo, si alza dal divano e si mette accanto a me. Inizia a toccarmi le tette con un dito e dice strizzando l’occhio all’amico: "Ci vuoi far assaggiar le mele insieme o uno alla volta?". Percepisco i loro cazzi duri sotto i pantaloni leggeri. Percepisco il loro battito cardiaco accelerato e le mie cosce sono umide perché la mia fica si sta già riscaldando. Jhon (questo è quello più carino) mi ficca la lingua in bocca. La sua bocca è dolce, il suo bacio delicato. Quando mi infila una mano sotto la mini faccio cenno all’amico di avvicinarsi. Christian non se lo fa dire due volte e mi stupisce sollevandomi la minigonna e iniziando a leccarmi tutto il culo. Sento Jhon sospirare al tatto della mia fica calda. Gli slaccio i pantaloni e sento che Christian si è già liberato di ogni impiccio mentre continua a leccarmi il culetto. Sono entrambi impazienti di godere del mio corpo e io del loro. Mi sdraio nel divano e inizio a succhiare Jhon che si avvicina, il suo membro è scuro, odora di bagnoschiuma alla frutta, cresce vertiginosamente dentro la mia bocca mentre mi bagno della saliva di Christian che ora non smette di leccarmi la fica. Jhon toglie il suo uccello dalla mia bocca e dà il cambio a Christian che viene accanto a me a farsi succhiare. Il cazzo di Christian è chiaro, i suoi peli sono quasi rossi e mi piace meno di quello di Jhon ma la risposta che ha agli interrogativi della mia lingua mi fa cambiare idea. Lo muove su e giù nella mia bocca, me la scopa tutta e, mentre Jhon mi penetra tra le labbra infuocate e inizia a scoparmi, i loro ritmi nelle mie due aperture sembrano essere perfettamente sincronizzati tanto che la mia fica ormai non ne può più e ha un primo orgasmo fortissimo, così forte che il cazzo di Jhon deve trattenersi per non schizzarmi dentro e quello di Christian, invece, sento che sta per affogarmi la gola di sperma. E’ il momento di cambiare "gusto" ma Christian, ora che tocca a lui penetrarmi, preferisce prendermi alla pecorina e mi fa quindi accomodare carponi sul divano. Il mio corpo si adagia sulle ginocchia morbido e dolce come una gatta in calore che invita il suo micione a entrare dentro di lei. Jhon si sdraia agilmente sotto di me con il viso sotto il mio sesso e con l’uccello in mano mi fa capire di affondare su di lui la mia bocca mentre muovo il bacino manifestando costantemente la mia voglia dei essere presa da Christian. Christian inginocchiato dietro di me mi accarezza piano le natiche, mi sfiora in mezzo al sedere con un dito come se fosse una torta alla panna. Mi fa eccitare molto quest'attesa e questa delicatezza, mi piace godermi piano il gioco del sesso. Ora Jhon inizia a leccarmi il clitoride toccandomi le tettine mentre Christian inizia la sua scopata lunga, profonda coordinandosi con la lingua dell’amico. Le sue spinte sono decise, mi affonda sino al punto giusto e dopo sette, otto colpi la mia fica esplode di nuovo e soffoco il mio urlo succhiando con foga tutto il cazzo di Jhon che ora mi schizza tutta la bocca. Christian ancora deve completare la sua opera e inizia a strofinarmi il culo con la cappella chiara. Senza fretta la appoggia sul mio culo bagnato del mio godimento, da solo il mio buchino si rilassa e il membro di Christian trova la sua strada: lo sento che entra nel mio canale e, mentre gemo, Jhon tira fuori dal suo marsupio un giochino, una farfallina vibrante che appoggia sulla mia fica facendomi pulsare. Con Christian che mi fa il culo divinamente e Jhon che mi appoggia la farfallina vibrante scopandomi contemporaneamente con due dita la fica, godo ancora, godo fortissimo e sento finalmente Christian che viene, viene inondandomi lo sfintere con il suo seme. La mia vetrata non ha le tende, non sono le venti ma le dodici circa, è un sabato mattina e il mio vicino sta lì, alla sua finestra, al di là della mia siepe e del mio confine, invadendo il mio spazio con le sue chiavi metaforiche, quelle di uno sguardo che tacitamente ha trovato il mio consenso per svalicare il mio spazio più intimo. Lo vedo ora, lo vedo e lo guardo, sostengo il suo sguardo adesso che so che ha visto tutto lo spettacolo di questo triangolo di oggi così inaspettato, ma così voluto e goduto. Il suo cazzo sarà durissimo e mi aspetto che ormai, a breve, si deciderà finalmente a bussare alla mia porta.
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