L'uomo e la donna
di Loquemasquiero


     "Un racconto è un misto di esperienze vissute e di fantasia, di sogno e di passato. Credo che chiunque si avvicini alla scrittura metta su carta qualcosa che fa parte della sua vita. Ovviamente non credo di far eccezione: l'erotismo per me è prima di tutto amore, magari amore fuggevole, che dura un attimo, ma pur sempre un attimo che riempie il cuore e che appaga un desiderio. Per questo ogni attimo può diventare un'eternità. Per questo, per me, non è importante tanto una descrizione quanto una situazione. Per questo voglio dedicare quanto scrivo a tutti gli Uomini e a tutte le Donne: i loro nomi non sono importanti, mi piace di più pensare a quello che vivono". Così parla di erotismo Loquemasquiero, presentando questo suo primo racconto qui su My Secret Diary. Buona lettura...

    

 

     L'uomo si svegliò di soprassalto. Abituato com'era a dormire sempre solo rimase un po' sconcertato nel sentire quel corpo vicino: era caldo e, girandosi, vide il volto sorridente della donna che dormiva. Allora gli tornò in mente la sera precedente, le carezze, i giochi, i sorrisi, la tenerezza di una notte di sesso morbida eppure molto intensa.
     Si ricordò che l'aveva conosciuta qualche settimana prima e che lei l'aveva cercato per invitarlo fuori una sera.
     Gli era piaciuta quella sera. Avevano chiacchierato con molti sottintesi ma senza neppure scambiarsi un bacio. Vero, lei aveva appoggiato la testa sulla sua spalla a un certo momento, e lui aveva sentito il profumo dei capelli che l'aveva colpito, però allora pensava solo a un gioco.
     Quando lei l'aveva invitato a mangiare a casa sua l'Uomo era rimasto colpito: gli piaceva essere corteggiato: a casa lei gli aveva preparato una tavola come quella che si prepara per le grandi occasioni e, veramente sorprendente, un mazzo di rose sul tavolo. L'aveva colpito il mazzo di rose, era come uno scambio di ruoli e ne aveva afferrato tutta la dolcezza.
     Era così che erano finiti a fare l'amore giocando quasi per una notte e che lei adesso era lì accanto a lui.
     Piano piano la scoprì, levando le coperte sotto cui lei era rannicchiata come un animaletto, guardò ancora il suo viso sorridente e cominciò piano piano ad accarezzarla.
     La Donna si svegliò ma fece finta di continuare a dormire: le piacevano quelle carezze protettive, sentire le mani ancora calde di sonno di lui che l'accarezzavano. Aveva avuto molti uomini, ma spesso erano rapporti un po' brutali. Quella volta era diverso, sentiva che nel sesso c'era anche dolcezza, c'era la voglia di conoscere e di scoprire; le sembrava che quelle mani, concentrate sul suo seno e sulla sua pancia, le frugassero un po' anche dentro la testa, che la accarezzassero per darle tranquillità, sentiva di potersi abbandonare.
     Le mani dell'Uomo scesero delicatamente, cercando le cosce, poi le gambe e i piedi, continuando ad accarezzare ogni centimetro di pelle mentre lei continuava ostinatamente a tenere gli occhi chiusi e a non reagire: cercava di assaporare tutto di quel risveglio, con un piccolo raggio di luce che filtrava dalle imposte e che dava un'immagine quasi surreale della camera, come se fosse la scenografia di un film. Sentiva che lui le apriva dolcemente le gambe e lei lasciò fare, anche quando le mani dell'Uomo arrivarono a sfiorarle i peli. Non la toccava, scivolava sui suoi peli lasciando che lei si aprisse da sola, offrendogli un'altra rosa oltre a quelle della sera precedente.
     La Donna sentiva un po' di eccitazione, sentiva che il suo respiro diventava più ritmico ma manteneva gli occhi chiusi, cercando di muoversi il meno possibile. Le piaceva risvegliarsi così, l'aveva sempre sognato un risveglio fatto solo di carezze e nessuna parola.
     L'Uomo allora cominciò a baciarla, sempre con grande leggerezza, sembrava che la lingua corresse sulla pelle mentre lei sentiva crescere qualcosa dentro: era sì eccitazione, ma era anche abbandono. L'Uomo continuava a leccarla, sempre più audacemente, toccando tutte le parti più sensibili della Donna: ogni volta che toccava un punto più sensibile degli altri, lei faceva un piccolo sussulto, ma poi si sforzava di tenere gli occhi chiusi e di rimanere abbandonata; cercava di non muovere neppure un muscolo per non rompere quella magia.
     Fu solo dopo qualche minuto che lei esplose. Non riusciva più a trattenere il piacere e smascherò il suo orgasmo con qualche gemito e un impercettibile movimento del bacino.
     L'Uomo allora le diede un piccolo bacio sulla bocca e finalmente la salutò: "Buongiorno amore, non so niente di te: appena ti svegli vuoi un caffè? Mentre vado a prepararlo, pensa ai sogni che hai fatto, solo ai sogni. Quando torno col mio caffè ho voglia che me li racconti tutti, anche quelli che ti sembrano assolutamente veri".
     La Donna sorrise e con gli occhi ancora chiusi cercò di immaginare l'Uomo che si alzava nudo, andava verso la porta e usciva. Sentì l'uscio accostarsi. Poi si raggomitolò cercando di godersi il tepore, tirò su le coperte e pensò a una spiaggia deserta al sole.
     Quando riaprì gli occhi era buio, vicino al letto c'era una tazza mezza vuota di caffè ormai freddo, e sul cuscino una rosa. Non rivide mai più l'Uomo, non lo cercò e non lo sentì, ma prese un piccolo quaderno nero e comprò una matita.
     Da allora la Donna scrive sempre i suoi sogni, cerca di scriverli in maniera dettagliata e pensa sempre che un giorno troverà il coraggio di farli leggere a qualcuno.
     Ma anche chi leggerà quel quaderno non saprà mai che in mezzo ai sogni, nascosto fra le righe, c'è qualche brandello di realtà.






1 Commento:
- Commento postato da Giambru il 22 agosto 2008
Un racconto erotico di grande delicatezza






LASCIA IL TUO COMMENTO
Nome o nickname
Email
Lascia il tuo commento
 

Home
© Copyright mysecretdiary.it 6.0 Tutti i diritti riservati