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Orgasmi
segretidi Il Narratore "Ho scritto questa storia non molto tempo fa. Esattamente come la stavo vivendo insieme alla sua protagonista. Gliela feci recapitare in una strana maniera, certamente non convenzionale, e le spiegai con estrema chiarezza il motivo per cui l'avevo scritta. Un motivo che sta tutto in quel 'continua' con cui l'ho conclusa con la speranza che, invece, non si concludesse affatto". Se volete saperne di più su questo autore potete leggere la breve intervista/recensione fatta da My Secret Diary a lui e al suo blog, Diario erotico di vita e perversioni. Buona lettura... Il chiaroscuro non è soltanto il vezzo di un grande fotografo, uno strumento grafico sulla scala dei grigi oppure un effetto speciale cinematografico per far risaltare le forme di un’attrice voluttuosa o la sagoma sinistra di Jack lo squartatore. Il chiaroscuro può anche essere uno stato dello spirito. Un’altalena di emozioni e sentimenti appena sfiorati, semiclandestini, mai confessati o addirittura repressi. Il linguaggio balbettante di due menti che si sfiorano, di due corpi che si toccano per ritrarsi immediatamente dietro una cortina di dubbi e di paure che tuttavia non riescono a frenare una contrazione del cuore e la silenziosa esplosione del desiderio. Quando i nostri occhi si incontrarono per la prima volta, illuminati dal riflesso di un sorriso che andava ben al di là del pubblico rituale della conoscenza reciproca, io la sentii tutta attorno a me. Colsi la lieve contrazione del suo ventre, appena vestito di seta nera, mentre il mio sguardo la percorreva tutta prima di tornare a incrociare il suo e capii che lei mi stava sentendo dentro. Da quella sera abbiamo trovato il modo di rivederci spesso. Ogni saluto è stato un lungo indugiare di una mano nell’altra. Ogni passo uno sfioramento. Nessuna poltrona troppo grande per evitare che ci toccassimo appena. Come per caso. Non abbiamo mai declinato un solo invito, trascinando i nostri partner in un vortice infinito di eventi durante i quali gli ambienti che ci ospitavano sono diventati le nostre segrete alcove virtuali. Seduti in silenzio, vicini quanto più possiamo, ci guardiamo fugacemente negli occhi, annegando per una frazione di secondo lei nel mio sguardo e io nel suo. Quando pranziamo assieme, sempre sommersi da vere e proprie falangi di amici apparentemente gaudenti, le nostre labbra si aprono distrattamente restando spesso unte del cibo che mangiamo. E’ il nostro rito pagano. Il contrarsi appena accennato delle guance a trascinare dentro ogni boccone. I lenti movimenti della masticazione. La lingua che a tratti guizza a raccogliere una briciola inesistente. Una goccia di umido condimento che cola inesorabilmente da un angolo della bocca, immediatamente rimossa prima che altri possano scorgerla. Tutti messaggi espliciti che si trasformano per noi nel dirompente innesco della carica erotica tacitamente condivisa che ci portiamo addosso e che sentiamo scaricarcisi dentro ogni volta che il nostro esofago si dilata per deglutire. Quando le percepisco, e cioè praticamente sempre, le contrazioni del suo corpo sotto gli indumenti appaiono alla mia vista esasperata dal desiderio evidenti quanto quelle di una donna che mi stia godendo sopra. E sento, so che le pulsazioni del mio sesso turgido, pur coperto dai pantaloni, scatenano in lei lo stesso effetto di una penetrazione selvaggia. Occhi negli occhi ci sottoponiamo a una sorta di tortura che si conclude in un silenzioso ma violento godimento selvaggio. Appagamento della mente e del corpo teso e contratto che si disperde in mille microconvulsioni occulte. Il momento in cui, fissandoci golosamente, trangugiamo l’ultimo boccone lo soffriamo disperatamente, alla stregua di un vero e proprio amplesso improvvisamente interrotto. Durante gli ultimi istanti di ogni incontro le nostre mani si stringono senza che smettiamo mai di guardarci negli occhi mentre ci abbandoniamo all’ultimo, silenzioso, segreto orgasmo. Intanto persone cieche e distratte ci stanno accanto senza vedere e senza alcuna possibilità di capire questo nostro amore fatto di voglie non appagate, di pensieri, sentimenti e sensazioni. Non ci siamo mai baciati e, al di là delle nostre mani serrate le une nelle altre in un frettoloso saluto, non ci siamo mai toccati. Soltanto qualche sera fa, al momento del nostro abituale, silenzioso commiato, mi ha stretto le mani nelle sue ancora più intensamente del solito. E quasi con disperazione mi ha avvolto in un fugace abbraccio. Senza nemmeno baciarmi sulla guancia, ha scaricato contro il mio corpo un orgasmo fatto di una sola violenta pulsione e si è allontanata lentamente, lo sguardo rivolto verso il basso. Questa sera, tutti assieme, andremo al cinema. Lì potrò sentire a lungo il turgore del suo seno contro il mio braccio, e tenerle la mano. Nel buio. (continua) 2 Commenti:
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