"E' un diario intimo; una successione di pensieri,
fantasie, forse di speranze. E' il risultato di un volo". Questo ci
dice Thierry del suo secondo racconto su My Secret Diary. Buona lettura...
Le ragioni per
le quali avevano avuto l’esigenza di incontrarsi subito, senza
preavviso e senza preamboli di nessun genere, le avevano capite
subito dopo la prima stretta di mano; una stretta inconfutabile e
sincera come l’incrocio dei loro sguardi nella luce del grigio
pomeriggio milanese, di un improbabile gennaio appena a metà.
Due donne vere e autentiche nei modi e nei fatti,
spinte dalla voglia di sentirsi vicine per condividere anche solo
poche ore di parole e silenzi, davanti a un bicchiere di vino
bianco, allungato con solo una tinta di desiderio, giusto quel po’
che serve e basta per anteporre davanti a quell’incontro la
conoscenza e il rispetto di cui non si dovrebbe mai dimenticare
l’esistenza. E anche se avevano fra le mani pochi elementi dei quali
però sapevano provenienza e punto d’arrivo, avevano destinato i
momenti di intenso piacere e grande intesa a data da destinarsi, per
lo più subordinata a quella parola d’ordine che si chiama sincerità;
loro erano donne vere e autentiche, e tutto ciò lo sapevano molto
bene.
Tuttavia, la spinta della motivazione in fondo
cresceva, e cresceva velocemente creando fantasie con picchi di
grande sensualità, in netto contrasto con la base d’intento che le
univa.
Era stato un pomeriggio di bombe erotiche che non
davano scampo. Granate sparate a suon di sguardi furtivi, tocchi
leggeri e due baci appena accennati, sicuramente fratelli di altri e
molti altri ancora, tiranno il tempo e maledetta la distanza... ma
meglio così.
Per capire e capirsi, per cercare e cercarsi, per amare
ed essere amati non sempre sono necessarie animosità e
corteggiamenti che hanno dell’infratto clandestino e mutevole e, per
le donne vere e autentiche, questo aspetto poteva essere il primo
mattone posto nella piccola casa dalla conoscenza, il piacere per il
piacere non è stato dato per essenza e linearità d’intento, e non
certo per mancanza di stimoli o di voglia, termini questi dei quali
conoscevano perfettamente luogo e destinazione, e quindi letto
reciproco o qualsiasi altra postazione degna, o anche no.
Dove guardano i tuoi occhi? Di che colore è la tua
anima? Dove hai perduto tempo ed energia, riponendoli in pieghe di
sessualità e promesse dubbie, per provenienza e discutibile
presenza?
Io ho attribuito troppa importanza a cose e a persone
che hanno abbondantemente approfittato di me e dei miei capelli
biondi, tanto lunghi quanto appassionati e ingenui.
Mentre tu? In cosa credi... in quale pezzetto di cuore
vorresti sederti e in silenzio vedermi camminare, a passo spedito
verso di te...
Come mi ameresti? Come mi prenderesti per farmi godere
ed estasiare con il tuo tocco incantevole come il suono della tua
voce... rimbalzi tutt’attorno creando cerchi di piacere liquido e
fecondo, che resterebbe poi fra le tue dita o sulla tua bocca,
morbido, lascivo, tenero ma terribilmente passionale, dalle carezze
date e ricevute per un sesso tutto da vivere e assaporare piano come
un vino millesimato e opulento.
Prendimi ora, e lasciami le tue impronte nell’anima.
Prendimi per mano e con regolarità, detta il ritmo del movimento che
porta a gridare assieme l’orgasmo voluto e cercato, appagante e
complice di notti fra lenzuola di seta e petali di fiori di Loto.
Le donne vere e autentiche non mettono la maschera, non
nascondono le loro movenze usando tessuti di scarsa qualità; loro
sanno che possono vivere tutto ciò, in un delirio dalle tonalità
profonde e calde del Blu della loro anima... queste donne hanno
immenso rispetto verso quel discusso sentimento che viene chiamato
amore.
Se tutto ciò sarà ritenuto possibile, a quelle donne
vere e autentiche verrà regalata una lettera maiuscola, che loro
sapranno anteporre alla parola che più le lega.
Ma sta di fatto che ormai la cosa è capita e complice.
Ora, lunghe attese.
Lunghe notti di piacere misto a naturalezza e fisicità
infinita. Misteri da leggere con il codice del cuore in mano, mai
stanche... mai paghe, mai bugiarde.
E le ragioni per le quali avevano sentito l’esigenza di
incontrarsi subito, stanno ora appese e mute a benedire loro stesse
per la meraviglia che hanno creato.
E quel pomeriggio milanese, grigio e pigro
nell’incedere, ringrazierà con un inchino e un sorriso quegli
sguardi persi nella luce dell’improbabile gennaio appena a metà...
...Per tutti gli amanti che ancora credono nella forza
del proprio destino.
E per te...