Un suo cenno
di DanzaSulMioPetto


     Un nuovo racconto di DanzaSulMioPetto, co-autore insieme a Valeria Ferracuti anche del romanzo scritto a quattro mani "In punta di piedi". Potete scrivere all'autore cliccando qui, oppure potete visitare il suo blog. Buona lettura...


    
Un suo cenno, null’altro che questo attendevo, seguendo i suoi passi alteri che rapivano i miei sensi, ammaliandomi e conducendomi al confine dei miei sogni, pronto a varcare la soglia e perdermi nei suoi incanti.
     La melodia dei suoi movimenti, dei tacchi che vibravano sul pavimento, del fruscio delle sue vesti, in ogni piccolo suono che intonava il suo canto nel silenzio, sentivo il lieve sussurro delle sue parole incise nella mia mente.
     "Mi appartieni", sentivo ripeterle in quel silenzio, parole che scorrevano come miele nei miei pensieri, un mare di miele in cui affogavo.
     Sentivo di appartenerle in ogni fibra del mio corpo e della mia anima e di non desiderare nient’altro che questo.
     Nulla aveva più senso per me, solo lei, Ninfa e Dea dei miei sogni, Musa della mia passione e Padrona assoluta della mia anima.
     Sollevò il piede con un movimento lento, morbido, cercando il mio petto, posandosi su di esso con una pressione lieve.
     Mi osservava, spiando le emozioni sul mio volto, scivolando col tacco sulla mia pelle, graffiandolo dolcemente, come se disegnasse magiche parole sul mio cuore, parole che non potevo comprendere, ma solo sentire nell’intensità con cui il suo tacco affondava, nelle brevi soste durante le quali lo premeva più forte, rigirandolo.
     Lasciò un ultimo segno, strappandomi una breve smorfia di dolore, un gemito soffocato con cui la invocai mentre lei mi marchiava.
     Poi abbandonò il mio petto, premendo la punta della scarpa sulla mia bocca e mi spinse a seguirla quando l’allontanò, lasciando che io continuassi a baciarla.
     Omaggiai la pelle lucida della scarpa, attendendo che il suo piede sgusciasse fuori da quel riparo, offrendosi nella grazia suadente e lasciva della sua nudità.
     Mollemente si adagiò il suo piede sul mio viso, sentii la pianta calda e soffice baciare le mie labbra, cercando la carezza del mio respiro, della mia lingua avida di quel sapore.
     La mia bocca divenne l’alcova umida e accogliente in cui si rifugiarono le sue dita, impossessandosene mentre io mi dissetavo avvolgendole con baci adoranti, succhiandole delicatamente, sfiorandoli come se fossi vento che scivola su morbidi petali di rosa che danzano nell’aria del mattino, per ricoprirli con la rugiada del mio desiderio mai sazio.
     E lì tra quei baci, nel sorriso dei suoi occhi, nella sua bocca schiusa in un lieve gemito di piacere, trovai il mio cuore, vinto e soggiogato nell’estasi della mia adorazione.






1 Commento:
- Commento postato da Savio il 2 luglio 2010
Caro DanzaSulMioPetto, è sempre un piacere leggere i Tuoi scritti, lasciarsi trasportare dalle emozioni che Tu ci presenti, talmente bene, da farmi sentire realmente il beneficiario di queste squisite attenzioni offerte dalla Tua Dea. Grazie di cuore...






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