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L'animale morente
di Philip Roth


Romanzo
Einaudi, 2005
€ 7,80
pp. 114
ISBN: 978-88-0617-414-9


    
      Quando la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta ha bussato alla sua porta, David Kepesh l'ha accolta con entusiasmo, trasformandola nel momento di verità della propria vita. Da allora ha giurato a se stesso che non avrebbe mai più avuto una relazione stabile con una donna, e per trent'anni ha mantenuto fede al proposito, conducendo l'esistenza dell'uomo emancipato. Ma un giorno, nell'aula del suo corso di critica letteraria all'università, entra Consuela Castillo, ventiquattrenne di una bellezza conturbante, che scatena il desiderio e la gelosia del maturo professore. "Forse, ora che mi sto avvicinando alla morte, anch'io segretamente desidero non essere libero", pensa Kepesh, ma non immagina quale sarà lo svolgimento tormentato della sua relazione con Consuela, e soprattutto il suo epilogo tragico. 



ESTRATTO:
         
    
Andammo a casa mia e lei mi chiese di mettere su della musica. Di solito le facevo sentire dei pezzi facili di musica classica. Trii di Haydn, l'Offerta musicale, movimenti dinamici delle sinfonie di Beethoven, adagi di Brahms. Le piaceva particolarmente la Settima di Beethoven, e nelle serate che seguirono qualche volta cedette all'impulso irresistibile di alzarsi in piedi e muovere scherzosamente le braccia in aria, come se a dirigere fosse lei e non Bernstein. Guardare i seni che si muovevano sotto la camicetta mentre Consuela faceva finta, un po' come un bambino, di dirigere l'orchestra con la sua invisibile bacchetta era straordinariamente eccitante; e forse, a quanto ne so io, in questo non c'era proprio nulla di infantile ed eccitarmi era il vero motivo per cui lei fingeva di dirigere l'orchestra. Non poteva esserci voluto molto tempo perché nella sua mente si formasse l'idea che continuare a credere, come una giovane studentessa, che a dirigere il ballo fosse l'anziano professore non si conciliava con la realtà. Nel sesso, infatti, non c'è un punto di stasi assoluta. La parità sessuale non esiste e non può esistere, sicuramente non una parità dove siano pari le rispettive donazioni, dove il quoziente maschile e il quoziente femminile siano in perfetto equilibrio. Non c'è modo di trattare metricamente questa cosa selvaggia e sfrenata. Non ci sono fifty-fifty come nelle transazioni d'affari. E' del caos dell'eros che parliamo, di quella radicale destabilizzazione che è il suo eccitamento. In materia di sesso, è un tornare nella foresta. Un tornare nella palude. Uno scambio di dominio, uno squilibrio perenne, ecco di che si tratta. Vuoi escludere il dominio? Vuoi escludere la resa? Il dominio è la pietra focaia, fa sprizzare la scintilla, avvia il meccanismo. Poi... Cosa? Ascolta. Lo vedrai. Vedrai a che cosa porta dominare. Vedrai a che cosa porta essere dominati.






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