Il fattore C e la donna che vomita arcobaleni

 

Ho detto a C.: «Che hai fatto? Hai già smesso di corteggiarmi? Mi piaceva».
È la prima volta che una donna mi corteggia, infatti, in modo così diretto e spudorato. Anzi, di solito sono sempre stata io a fare la prima mossa, a buttare l'amo, a far intendere che mi piacerebbe, ecco. Certo, l'ho sempre fatto con donne su cui avevo la convinzione che non mi avrebbero detto di no: prima E., poi B. e non ricordo chi altro (loro due però le ricordo: la prima perché è stata l'ultima donna che ho baciato, la seconda perché è la prima che bacerò, spero).
Anche con C. è iniziato tutto con una battuta, quando lei mi disse: «Se fossi un uomo ti corteggerei».
Io mi sono sentita in dovere di precisare che non sono sessista, e che poteva corteggiarmi anche se è una donna.
Ci sono state frasi qua e là che hanno fatto intendere che - forse - ci sarebbe potuto essere qualcosa. Qualcosa di ancora indefinito, qualcosa che non si sa ancora cos'è. Ma che sicuramente ha risvegliato (in me sì, sicuro, ma in lei?) una voglia di donna che da un po' non provavo.
Mi ha risposto stamattina, scrivendomi: Corteggiarti, quanto mi piace! Immaginarti adesso, per esempio, di domenica mattina, che scendi assonnata (ma bellissima!) sotto gli sguardi inebetiti dei condomini, rapiti dal tuo profilo, dal quel corpo fiorito e la boccuccia semiaperta. E se arrivassi all'improvviso [...], se arrivasse C. nei suoi jeans sdruciti e fascianti, una Lisbeth Salander che ultimamente fuma troppo e ha sempre mal di stomaco, a tirarti fuori da lì per portarti... al mare?.
E allora me la immagino sì, C. Stesa su un telo e magari chiusa in un cappotto perché fa freddo e al mare c'è sempre vento. E poi, chissà come, la mia mano che riesce a vincere sul freddo e le apre il cappotto, scavalca i bottoni e arriva sotto, dove una maglia più leggera fascia e abbraccia le curve del seno, la vita sottile, i capezzoli eretti. La mia bocca sulla sua, così carnosa e bella, e lei, rossa in viso, non sentirebbe più freddo anche se ha il cappotto aperto.
Chissà chi sarà la prossima donna che bacerò?
Perché c'è anche B., ma con lei è tutto diverso. Lei penso di conoscerla di più, di averla in qualche modo capita, a differenza di C. che, invece, è per ora una scoperta continua e non so ancora a che gioco stia giocando.
B. la immagino con altri suoni, con altri rumori. B. è la donna che immagino con una bocca da baciare piena di colori. Una donna che vomita arcobaleni.
B. è il sesso più selvaggio, quello doloroso, dove all'orgasmo quasi sempre seguono le lacrime per un dolore interno che l'orgasmo non riesce a placare. È strano. B. la vedo come una donna da coccolare, una di quelle che a letto ti stupiscono perché il sesso prenderebbe altre forme, avrebbe altri significati. Con C. potrei scopare e non provare niente per la donna che è (non perché non sia carina, dolce, simpatica, sensuale, ma solo perché non so ancora se dentro mi piacerebbe in egual misura di come mi piace fuori). Con B. invece potrei scopare e di lei potrei innamorarmi nello stesso momento, senza capire dove inizia una cosa e finisce l'altra.


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