
Angel's
love
di Bisanzio Velata
Angelux era lì, nudo e
indifeso, coricato su un letto sfatto.
Tom lo aveva penetrato con foga, quasi a
volergli fare del male; del resto il sesso fra di loro
era sempre stato così: poco sentimento e molta attività
fisica.
Angelux si svegliò e si alzò piano piano
dal letto, sentiva l’acqua scorrere nella doccia e una
gran voglia di urinare si impadronì di lui.
Si diresse verso il bagno e trovò la
porta aperta. Tom era nella doccia, lo poteva vedere di
schiena mentre si insaponava le natiche e le cosce.
D’improvviso si voltò e gli fece un cenno di saluto.
Angelux si portò di fronte alla tazza, si prese il
membro in mano e iniziò a urinare. Un’ondata di piacere
lo pervase e pensò a quanto fosse strano provare piacere
nell’urinare.
Sentì aprirsi il box doccia e ritornò con
i propri pensieri al qui e ora. Si voltò e disse: "Tutto
bene con la doccia?".
Negli ultimi tempi lo scaldabagno aveva
dato segni di cedimento.
Tom rispose: "Tutto bene, grazie. Ora mi
vesto e torno a lavorare", e si avviò in camera da
letto.
Angelux staccò un pezzetto di carta
igienica, lo usò per asciugarsi il glande, lo gettò nel
water e tirò l’acqua. Tornò in camera da letto e si
sedette sul letto ad ammirare Tom in tutta la sua
nudità. Petto villoso, cosce ben tornite e natiche sode
come pesche acerbe. E poi che amante che era!
Sicuramente un po’ stronzo, pensava Angelux, ma ne
valeva la pena. Almeno, per quello che interessava a
lui.
Nel vederlo passarsi l’asciugamano
lentamente su tutto il corpo, sui capelli, sul petto,
sul pene, sulle gambe, sul sedere, l’eccitazione piano
piano si impadronì nuovamente di lui. E non la nascose,
anzi si coricò sul letto, aprendo le proprie gambe e
mostrando a Tom una notevole erezione.
Quest’ultimo non si scompose, gettò
l’asciugamano ai piedi del letto, si andò a sedere
proprio sopra il pene eretto di Angelux e con gran
maestria lo fece scivolare dentro.
Ansimando di piacere iniziò a salire e
scendere con il bacino e a masturbarsi, fino a quando
Angelux non gridò: "Sì! Vengo! Vengo!".
Sentendo l’amante venire in lui, anche
Tom schizzò caldo sperma.
Angelux e Tom si conoscevano da un po’ di
tempo; si erano incontrati su una spiaggia, una mattina
d’inverno. Il primo meditativa intenti suicidi, il
secondo, annoiato, portava a spasso Ugolino, un Terrier
color cioccolata.
Angelux quel giorno indossava pantaloni
di lino color cachi, una polo bianca e delle infradito
di cuoio. Era decisamente affascinante, con i capelli
scompigliati dalla brezza marina e gli occhi umidi di
lacrime per la sabbia.
La sua volontà di farla finita non era
tale da metterlo in pericolo, diciamo che era in una
fase un po’ esistenzialista, e questo lo faceva sentire
triste e infelice. Gli capitava sovente quando pensava
al suo passato e alle incertezze del futuro. Aveva a
disposizione il presente e in questo voleva sentire la
vita scorrergli fra le dita.
Tom capitò dunque al momento giusto. Dopo
il primo incontro e quelli a seguire, Angelux poteva ben
dire di non esserne innamorato, aveva solamente voglia
di vivere emozioni forti, almeno per il momento. In
futuro, chissà, forse anche lui si sarebbe potuto
innamorare di qualcuno per il quale ne valesse davvero
la pena. Non certo di Tom però. Questo era bravo, grande
amatore e anche un po’ simpatico; ma tutto finiva lì.
Nulla a che vedere con Michelle, ma questa è un’altra
storia, iniziata e finita infinite volte.
Tom invece iniziava ad affezionarsi
sempre più a quello strano ragazzo che chiamava
affettuosamente e solo fra sé e sé “il mio poeta”.
Certo, cercava di mascherarlo, non indugiava in
smancerie o in gesti troppo affettuosi. Ogni volta che
facevano sesso si tratteneva dal mostrarsi per quello
che piano piano stava divenendo, ovvero un giovane uomo
innamorato. Il motivo lo ignorava. Camuffava l’amore con
del sesso spinto, volgare, meccanico, insomma in un
qualccosa fatto male, sbrigativo, che probabilmente -
pensava - appagava una qualche recondita piega di
Angelux, visto e considerato quanto quest’ultimo
mostrava di godere e di apprezzare.
Ma Tom dalla vita voleva altro, e lo
aveva avuto e anche perso. Ma ora, chissà perché, si
condannava e si puniva con tutto ciò.
In fondo entrambi volevano altro ma non
riuscivano a darselo, né tanto meno a dirselo.
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1 Commento:
Violadimare
16/10/2010
Una pagina tutta al maschile che ho molto apprezzato |
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