
Autunno
di Bandini
Anche la fantasia a volte può sedere
in un bar. Può produrre suoni e avere colori, avere la
consistenza necessaria per uscire dal suo status e
abbracciare quello della realtà.
Così capita di sedere vicino alla tua fantasia, così
vicino da poterla toccare. Così vicino da sentirne il
suo profumo di donna. Tailleur e tacchi a spillo, così
va in giro la tua fantasia ora diventata realtà. Beve un
caffè, fuma una sigaretta. Fa una telefonata di lavoro,
proprio come migliaia di altre persone in città, proprio
come migliaia di altre fantasie. Una minerale, un’altra
sigaretta... ripone il cellulare nella borsa e si alza.
Si allontana nella maniera più femminile mai vista in
quel bar negli ultimi trent’anni e probabilmente in
tutta la città.
Una rapida occhiata al suo tavolino e noti che ha
dimenticato il suo portafogli griffato di pelle
bordeaux. Fortunatamente il cameriere è distratto dalle
ordinazioni di due clienti stranieri e, approfittando
della loro incomprensione, prima di andartene riesci a
impossessarti dell’oggetto dimenticato. La prima scossa
di adrenalina: il contatto con la pelle del portafogli
ti eccita. Non è solo quello, c’è molto altro. E' l’idea
del proibito, è l’idea di toccare una fantasia, la tua.
Ti allontani cauto e glaciale come un vissuto
contrabbandiere dell’est, anche se dentro regna la
confusione e arde devastante il fuoco di un gioco
segreto appena iniziato. Scomparsi. Tailleur e tacchi a
spillo non ci sono più. Se non ci fosse il portafogli
nella tua tasca penseresti di aver sognato tutto, di
aver dato libero sfogo alla fantasia. Ma è tutto vero.
Cerchi di ragionare. Meglio tornare a casa e controllare
cosa vi è al suo interno. Ormai la sequenza delle tue
azioni è quella di un film e pensi che forse dentro
troverai un recapito.
Chiudi la porta della camera alle tue spalle e fai
girare anche la chiave all’interno della toppa, anche se
sei solo. Un’idea può dare molta sicurezza. Come quando
eri piccolo e non riuscivi a dormire perché avevi paura,
ma la semplice coperta tirata sopra la testa di dava
tutta la vulnerabilità di cui avevi bisogno. Nella foto
della patente deve avere almeno dieci anni di meno e
dimostra di aver ricevuto ben due doni dalla natura. Il
primo è quello della bellezza, il secondo è che questa
aumenta col passare degli anni. Ora sai anche dove abita
la tua fantasia e la voglia di giocare con lei è forte.
Attraversi il vialetto che taglia un prato inglese in
ottime condizioni. E' una fresca sera d’autunno e i
piccoli lampioni illuminano il loggiato.
La seconda scossa di adrenalina è segnalata
acusticamente dal trillo del campanello. Dentro di te da
un’altra fiammata. Questione di pochi secondi e la porta
si apre. E' vestita diversamente, ma puoi riconoscerla.
E' la tua fantasia. Cerchi di dominare il fuoco e
l’adrenalina per trovare le parole. Parlare con la tua
fantasia non è una cosa che capita tutta i giorni.
"Ho trovato questo, stamattina... l’ha dimenticato al
bar...".
"Oh, grazie! Ecco dov’era finito, ormai temevo di non
ritrovarlo più!".
"Ero seduto di fianco a lei, l’ho visto e volevo
restituirglielo, solo che poi è scomparsa...".
"Grazie, sei stato davvero molto gentile e onesto a
riportarmelo di persona sino a qui".
"Ovviamente ho dovuto aprirlo per guardare il suo
indirizzo, mi spiace".
"Non preoccuparti, è molto più importante che io lo
abbia di nuovo con me!".
"Be', a questo punto io andrei, arrivederci
allora...".
"No, ma che dici! Ti sono debitrice, lascia almeno
che ti offra qualcosa da bere, è il minimo che posso
fare per ringraziarti. E poi comincia a piovere proprio
ora, è meglio se entri dentro e ti ripari".
Cerchi di spiare il più possibile nella sua casa, per
vedere come vive la tua fantasia.
Siedi nella poltrona. Tra te e lei c’è solo un basso
tavolino in vetro su cui sono poggiati due bicchieri.
Lei siede di fronte, le gambe accavallate. Hai paura che
si accorga delle fiamme che ti stanno bruciando dentro,
hai paura che si vedano anche dall’esterno.
Con la stessa femminilità della mattina si alza e ti
si siede sulle ginocchia, senza dire neanche una parola.
Terza scossa di adrenalina. Il profumo della sua pelle
così vicina è benzina sul fuoco. Ora rischia di
scottarsi. Le accarezzi il seno. Poi la mano scivola
sotto il leggero maglione e s’infila nel reggiseno,
trovando il capezzolo turgido. Lei ansima, e il suo
respiro si fa più profondo. Stai baciando la tua
fantasia, e in bocca puoi sentire il sapore fruttato del
vino.
Si scosta un attimo, ti sorride e sfila via il
maglione. Giaci estasiato sullo schienale della
poltrona. Comincia ad accarezzarti il petto, stringe il
pugno sulla camicia. Continua verso il basso finché, a
occhi chiusi, riconosci quel suono metallico. Sta
armeggiando con la fibbia della cintura. E' tutto così
lento ma intenso. Il bottone abbandona la sua asola. La
zip funziona perfettamente, un meccanismo infallibile.
Può finalmente liberare tutto il fuoco.
La sua bocca cerca di spegnerlo. Lo avvolge, lo
circonda con la lingua tentando di limitarlo. Sembra non
avere paura delle fiamme alte, al contrario, si tuffa
avida sino alla loro base. Prende la rincorsa, in alto e
poi via verso il basso. Con movimenti decisi e sicuri.
Il piacere assume la forma di una spirale e culmina con
l’ultima scossa di adrenalina.
Lo vedi percorrere il vialetto che taglia a metà il
tuo prato inglese, illuminato dai piccoli lampioni
accesi in questa fresca sera d’autunno. Chiudi la porta
e sprofondi nella poltrona con un bicchiere di vino in
mano, mentre aspiri soddisfatta dalla tua sigaretta
appena accesa. Sul tavolino di vetro il portafogli
griffato di pelle bordeaux, lo stesso che hai lasciato
sul tavolino di fianco alla tua fantasia...
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1 Commento:
True
15/03/2011
...il destino ha voluto che si incontrassero... |
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