
Carezze
all'alba
La ragazza apre gli
occhi passandosi una mano sul viso, come per togliere i
residui del sogno che l'ha appena lasciata.
Poi li richiude subito.
Stira le braccia verso l'alto, sopra la testa, poi le
allunga verso l'altro lato del letto, come una gatta che
si risveglia.
L'uomo è caldo, sotto le lenzuola aggrovigliate. A quel
tocco si muove appena.
Si gira verso di lei, su un fianco, lisciando piano con
la mano, gli occhi ancora chiusi, la curva dei fianchi.
Poi sospira.
La donna si accosta a lui. Le gambe leggermente aperte
a strusciare impercettibilmente la fica sulla coscia
dell'uomo.
L'uomo emette un gemito lontano.
Lei inizia a muoversi lentamente verso l'alto. Prima.
Poi verso il basso.
E ancora.
Su.
E giù.
In una lieve oscillazione sfrega il bocciolo caldo
contro la sua gamba.
L'uomo apre gli occhi e le sorride, ma lei non
risponde. E' presa in quel nuovo gioco come su un
cavallo a dondolo.
Si stacca da lui tornando dalla sua parte di letto,
resa fresca da quel breve distacco del corpo.
Con i piedi scalcia le coperte fino in fondo, a
scoprirsi le cosce nude e lisce, le caviglie sottili, lo
slip bianco attaccato e aderente come una seconda pelle.
Solleva la maglietta e libera il seno nell'aria afosa
della stanza, a puntare con i capezzoli verso il
soffitto non appena li sfiora leggera con il palmo della
mano.
Poi scende.
L'uomo la guarda.
Sospira ancora.
Sospira quando vede la mano della donna scavalcare
l'elastico delle mutandine e sparire sotto il tessuto.
Lui posa la sua mano su quella di lei ma la donna lo
ferma.
"Voglio fare da sola", gli dice senza guardarlo.
L'uomo si avvicina, sorridendo per quella sua insolita
fermezza, e scivola con il corpo verso il fondo del
letto, le gambe ripiegate su un lato.
Lei aggancia con due dita lo slip facendolo scorrere
fino alle ginocchia.
Le labbra raccolgono il bocciolo di carne come in un
abbraccio. La donna le allarga con le dita. Il clitoride
germoglia in un fiore rosa, chiuso in se stesso, morbido
e carnoso tra le labbra umide.
Il dito cerca ed esplora la fessura scendendo
lentamente. Arriva alla fine, fino in fondo, dove la
fica si fa culo.
Poi torna indietro.
Sfiora il bocciolo.
La donna trema, vibrando insensibilmente nel letto.
L'uomo sospira più forte, ora. Cede alle carezze
afferrando il cazzo nel palmo della mano, muovendosi
lento per seguirne la curva, per saggiarne le vene. Tira
la pelle a coprire la punta, poi la lascia andare.
"Fermati. Non toccarti", gli dice lei con gli occhi
chiusi.
L'uomo si ferma. Abbandona la mano sul letto, eccitato,
ansioso per il piacere negato.
La donna spinge le dita sul clitoride e le ruota
lievemente. Spinge ancora e lascia di nuovo. La gola le
strappa un gemito sommesso.
Divarica le gambe e piega le ginocchia. Spinge il
bacino in avanti, poi si lascia ricadere.
Con una mano a stringere un seno, a pizzicarlo,
torturarlo, schiacciarlo e poi rilassarlo. Con l'altra
fra le cosce a carezzare e vezzeggiare il buongiorno di
quel nuovo giorno.
Il calore cresce e allora lei abbandona.
Toglie la mano lasciandola sospesa, rilassa la schiena
che si era fatta nervo teso.
Sospira.
Attende che il brivido si plachi e poi ricomincia.
Si stuzzica, si provoca. Allarga le labbra e riprende a
giocare con la fessura. Come un piacere inseguito e a
lungo negato.
Perché chi più a lungo è prigioniero, più si godrà la
libertà. Poi.
Di gemere e ansimare mentre il sole sale.
Le dita corrono ancora, salgono e poi scendono fino a
trovare l'apertura.
"Voglio le tue mani bene in vista", dice all'uomo. "Non
devi toccarti, ma solo guardare".
Poi sorride.
Ed entra.
Si penetra con le dita fino a toccare il fondo. E poi
risale lenta. Un caldo avvallamento, umido e dolce come
miele.
L'uomo è nervoso.
Si muove nel letto, si gira e si distende, poi si
solleva ancora per guardare. Sembra scomodo. Ma è solo
ansioso. Di afferrarla e affondare con le dita nella
carne. Di gemere, di gridare come lei sta per fare.
Due dita. Poi tre.
Unite e racchiuse a spingersi nel ventre. Che poco a
poco si riempie. Si scalda e si dilata. Si apre e cede
alle pressioni di quel tocco.
La donna geme. Respira forte. Divarica le gambe e il
fuoco si fa acqua.
Il bacino trema sotto l'ultimo colpo.
Poi sospira ancora e si rilassa.
Tira fuori le dita. Lucide a formare una ragnatela di
fili vischiosi con il corpo, le appoggia sulle labbra
dell'uomo. Poi sulla lingua. L'uomo le succhia avido
aspirando fino in gola.
E' il suo buongiorno mentre vibra il sole.
(dedicato) |
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1 Commento:
Truck
04/08/2009
Fantastico... great continue please |
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