
La
bestia legata
In silenzio.
Sdraiati in silenzio.
Voglio legarti. Legarti le mani perché tu non ti muova.
Non ti muovere.
Voglio legarti. Legarti mani e piedi perché tu non
possa più muoverti. Perché tu sia come una bestia
legata, un animale in catene, un orco ferito.
Non ti muovere.
Voglio legarti per non permetterti di muoverti. Per
averti qui, inerme, privo di difese, implorante come un
animale vinto.
Voglio dondolarmi su di te con la lentezza di un gatto
e vederti sorridere.
E poi voglio cavalcarti, incontrastata e violenta.
Sentirti ansimare.
Potrei far scorrere su di te parole d'odio fatte di
suoni e saliva. E poi sciogliere nelle tue orecchie
parole basse, costruite da baci languidi e carezze.
Vorrei poterti mordere, graffiare, farti male. E poi
vorrei cullarti e vederti dormire, e leccarti le ferite.
Vorrei sentirti dentro, carne su carne. Vorrei averti
come mai ti ho avuto. Vorrei poterti far sentire quanto
calore c'è, vorrei poterti far sentire quanto colore.
Non ti muovere.
E pensi al corpo, alla carne, alla pelle.
All'odore che, affondando la testa nel cuscino, si
ritrova. Al profumo della pelle e a come il solo tocco
delle dita possa cambiargli tono, voce e colore.
Pensi al sesso che si tende, che sembra sia lì da
sempre e che ti aspetti.
E pensi a quanto tutto possa spegnersi in un attimo e,
nell'attimo del ricordo, tutto è già passato.
Labile, fragile e precario come una musica che suona e
poi si abbandona al silenzio.
Pensi ai lunghi pomeriggi, al sole caldo dell'estate,
alle fughe.
A quanto, in una stanza, tutto il tempo possa variare,
modificarsi, esistere in mille modi diversi senza che un
solo battito venga scandito. A come si possa misurare il
calore di un gemito, di un respiro, di un tocco lieve in
punta di dita.
Ma tu non ti muovere.
Rimani lì dove sei.
Come una bestia legata. Immobile.
E pensi...
Pensi a una porta che si chiude e a quanto male ancora
quel rumore possa fare, ruotando sui cardini del tempo.
E poi...
Poi cosa rimane.
Rimane un respiro calmo, il sole che tramonta, il letto
sfatto.
Rimane il silenzio tra noi due distesi.
Rimane il rumore dell'orgasmo, così fuggevole e breve.
Un lieve bacio calibrato.
Una carezza che scivola calma sulla carne addormentata.
Rimane il dolore del ricordo.
E, oggi, sogni la tua bestia legata, immobile davanti a
te. La testa bassa, le mani giunte. Che con un grugnito,
anche fosse solo un flebile lamento, ti dica che no, non
si muoverà da lì.
Non si muoverà da lì.
Non ti muovere.
Glielo ripeto a voce bassa, mentre serro e stringo
forte le corde attorno ai polsi.
Una scia di saliva sulla schiena nuda. Un piccolo e
misurato passo di danza.
Non ti muovere.
(dedicato) |
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9 Commenti:
Lupo48
23/05/2010
Bello il racconto, emozionante e sensuale la voce. Mi
ricorda quella di un amore, una passione mai sbocciata, che a
volte ritorna nei ricordi e nel rimpianto dell'impociutezza |
Valeria
15/09/2009
Grazie mille... non so se meritarle tutte queste coccole
:-) |
Sensuale e gentiluomo
15/09/2009
Quanto ti apprezzo già lo sai ma questo racconto mi
colpisce profondamente per la sua prosa via via sempre più
avvincente, per la sua capacità (è proprio il caso di dirlo) di
farti desiderare di rimanere immobile, avvinto, in balia del
fascino femminile, nell'irresistibile eccitazione che danno,
insieme, il sopportare e il godere, il non poter reagire e nello
stesso tempo l'essere più attivi e vivi che mai nell'estasi dei
sensi, l'essere sovrastati e dominati sì, ma soprattutto da un
bel sorriso di donna. Una sensazione unica che le tue parole
sanno pienamente rendere. Splendida Valeria, ciao |
Valeria
28/08/2009
Grazie tesoro... è vero, a volte la musica è troppo alta,
cosa da correggere. Sono contenta che ti sia piaciuto e mi fa
piacere vederti qui, lo sai. Bacio |
Ben 28/08/2009
Non ti muovere... proprio così, impossibile muoversi
ascoltandoti... sono emozioni speciali che tu sai regalare con
le parole ma anche con la voce... se era un esperimento merita
di continuare. Un solo piccolo appunto: a volte la musica
sovrasta la voce, ma è un dettaglio tecnico che si può
migliorare... grazie per i dolci brividi... |
Valeria
03/08/2009
Grazie mille... sono davvero contenta che ti piaccia... :-) |
Savio
03/08/2009
Delizioso Valeria cara, davvero intenso e fortemente
impattante dal punto di vista emotivo. Forse anche perché vivo
dentro me la languida malinconia della mia amata Dea... Grazie,
Stefano. Ps. Che bello sentire la Tua voce... |
Valeria
04/03/2009
Grazie. Il racconto è stato scritto proprio sulla musica.
E' stata la melodia (e chi l'ha suonata) a ispirarmi il
racconto, e non il contrario :-) Il sassofono e questa melodia
sembra un pianto, una richiesta d'aiuto anche, di una bestia
legata appunto. Un pianto affascinante. Forse ci riproverò,
quando troverò una musica che avrà la capacità di suscitarmi le
stesse belle emozioni nel ricordo. Grazie per i complimenti e
per la visita :-) |
Ammira
04/03/2009
Sei grande, è da tanto che sognavo qualcuno con una voce
come la tua che con un sottofondo musicale leggesse con
espressione un racconto, una poesia, sei grande!!! La prossima
volta prova con un racconto! |
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