
La
catena tra le dita
Stavolta non starò
troppo attenta alla forma, a usare parole che stiano più
o meno bene musicalmente con quelle vicino. Tutte
cazzate.
Stavolta dirò le cose senza tanti fronzoli.
Sono al computer e sto lavorando. Mi annoio, oggi più
che negli altri giorni. Mi capitano in mano testi senza
vita che io dovrei con qualche strana magia rendere
accettabili. Ma oggi proprio la testa non ne vuole
sapere di concentrarsi.
Elena l'ho sentita poco fa, in una telefonata di quasi
un'ora che, se fosse vero che il telefonino brucia le
cellule del cervello, io tra qualche anno sarò fritta.
Mi racconta del lavoro, della collega mezza schizzata
che le ha sbraitato dietro senza motivo e che ha minato
la sua pazienza. Mi racconta del suo ragazzo, delle
lezioni appena iniziate all'università, del suo amico
Francesco che, da un viaggio, le ha riportato un dvd
porno che parla di lesbiche.
Mi dice con vaga semplicità che lo guarderà dopo,
appena chiusa la telefonata.
Sono tentata di chiederle se può intanto inserire il
dvd nel lettore e iniziare a guardare le prime scene
mentre siamo ancora al telefono, ma poi mi trattengo e
non lo faccio.
E' strano perché via email, per esempio, siamo molto
più porche e disinibite. Al telefono invece è come se si
stendesse un velo di pudicizia che rimane teso per
entrambe.
L'ultima volta che ci siamo sentite mi sono toccata
mentre eravamo al telefono anche se, pure lì, non le ho
detto niente. Gliel'ho detto dopo qualche giorno, via
email credo.
E' pazzesco l'effetto che mi fa la sua voce e quel suo
accento toscano. Dopo i primi cinque minuti mi ritrovo
sempre con la mano nelle mutande.
Anche quella volta mi sono toccata piano per tutto il
tempo, poi sono venuta nel giro di pochi secondi non
appena ho riattaccato. Un po', devo dire, mi sono
sentita in colpa. Mi sembrava quasi di averla
violentata. Di aver violentato la sua voce, più che
altro.
Quando le ho detto quello che avevo fatto, almeno, mi è
sembrata contenta di essersi prestata.
La ringrazio ogni giorno per il mio orgasmo quotidiano
come in una preghiera.
Lei ride quando glielo dico.
E oltretutto peggiora la situazione, già difficile di
per sé, raccontandomi come si masturba. E lo racconta
con una naturalezza che fa quasi spavento.
Prende la catenina che di solito porta al polso e se la
attorciglia tra le dita. E poi con quelle dita si scopa.
Le ho detto che vorrei annusarla quella collana. Le
dico anche che, la prossima volta che lo farà, non deve
lavarla. Deve rimettersela al polso dopo essersela
infilata dentro, così ogni volta che avvicinerà le mani
al viso sentirà il suo odore imprigionato tra le maglie.
In un messaggio mi chiede di toccarmi e farle sentire
come godo. Ma io rimando. Ogni volta che ci sentiamo lei
non è mai a casa. E' anche divertente farla eccitare e
sapere che ha bagnato il sedile dell'autobus, ma non
sono un'amante delle cose a senso unico. Sto pensando
che la prossima volta dovrò chiederle di entrare in un
bar e chiedere del bagno. Voglio ascoltare ogni passo,
ogni gemito, ogni sospiro.
E insomma, sono davanti al computer e ancora non riesco
a concentrarmi.
Penso forse che, scrivendo questo racconto, la voglia
di lei che mi tormenta da giorni finirà sul foglio e mi
lascerà in pace.
E invece più scrivo e più sento il cuore pulsarmi nella
fica.
Ormai è quasi un rituale. Ogni volta dopo averla
sentita mi sdraio sul letto e penso a lei e a quella
catena tra le dita.
Gli orgasmi che seguono, inutile dirlo, sono quasi
violenti. Penso che dipenda dal desiderio che ho di lei
e che non posso sfogare.
Oggi mi ha anche detto che deve trovare un nome per me
che sia solo suo. Sono curiosa di sapere cosa si
inventerà.
(dedicato) |
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4 Commenti:
Andrea
12/01/2010
La voce regala emozioni talvolta molto più intense di mille
carezze spente. Pochi se ne rendono conto... |
Truck
04/08/2009
Un bellissimo racconto, molto sensuale, di un'emozione
unica |
Valeria
01/07/2009
Grazie! Del commento e della visita a My Secret Diary. Mi
fa piacere che il racconto ti sia piaciuto. E' nato così, con o
senza parole forti, è uno dei racconti meno costruiti. Nato e
cresciuto proprio grazie alla donna che mi ha ispirato :-) |
R3j3ct3d
01/07/2009
Molto bello... breve ma intenso... con qualche parola
esplicita in meno... sensuale ed emozionante |
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