Mi dispero
di Patrizia Valduga (dal web)



     Mi dispero perché non ho parole
     che ad attrarti e tenerti sian ventose,
     né a impaurirti parole-pistole
     del pari del vetriolo perniciose;

     non ne ho, per colpirti, come mole,
     attive, maledette e contagiose,
     neanche ne ho armate e di gran mole,
     o lievi, per sfiorarti, voluttuose,

     e termometriche, o anche al tornasole,
     d'intimità segrete in più curiose,
     di contese, in riserve nere, spose al piacere;

     nemmeno di insidiose
     ne ho, quelle che ho in cuore sono esplose,
     e non lasciano mai intatte le cose.







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