Racconto selezionato per l'antologia Pure 2010

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Segreti (estratto)



    
La tazzina mi scivola dalle mani e si schianta a terra, in un fragore di cocci, davanti ai miei piedi.
     "Cazzo!", mi scappa dalle labbra, le mani che gocciolano d'acqua e schiuma sul pavimento.
     Claudio, seduto sul divano a leggere il giornale, mi dà le spalle. Intravedo, attraverso la porta del soggiorno, che scuote la testa mormorando qualcosa che non capisco.
     "Scusami, mi è scivolata", dico mentre mi asciugo le mani.
     Chiudo l'acqua che ormai ha riempito quasi tutto il lavabo e inizio a tirar su, con pollice e indice stando attenta a non tagliarmi, i pezzi più grossi.
     Passo la scopa a terra e finisco velocemente di lavare le ultime stoviglie rimaste, poi lo raggiungo sul divano. Claudio mi guarda e sorride, riaffondando subito dopo la testa nel giornale.
     Gli passo i polpastrelli delle dita leggeri sul viso. Mi piace la sua fronte, è ampia e liscia. Lui prende la mia mano tra la sua e se la porta alla bocca, baciandomi il palmo e la punta delle dita.
     "Scarico la posta, ti dispiace?", gli dico alzandomi.
     "No no, fai pure", risponde senza guardarmi.
     Accendo il portatile che è sul tavolo in cucina. Ci mette un po' per caricare le decine di programmi che ho dentro, così ne approfitto per accendermi una sigaretta. Mi piace fumare davanti al computer, mi rilassa. Anche se sono sempre così concentrata, poi, su quello che sto facendo, che spesso la cenere finisce per staccarsi prima che io me ne accorga e mi cade sulla tastiera. E allora inizio a soffiare in una nuvola di polvere scura per pulirla.
     Inserisco nome e password, ormai lo faccio in automatico. Qualche secondo e sono dentro. Non mi serve nemmeno guardare tutti i nomi degli amici online, so già più o meno a che altezza della lista si trovi lui.
     Un doppio clic e siamo in una piccola finestra digitale, la nostra stanza privata. La stanza dei segreti.

     GIULIA: Ciao

     Mi piace come nome, Giulia. Ha un suono melodioso. Mi fa pensare a una persona dolce e complicata, bella ma semplice, sorridente e malinconica. Il nome Giulia racchiude tutto quello che sono o che mi sento di essere. Oltretutto Giulia è il nome di mia nonna, e la cosa la reputo un po' strana perché, come nome per una vecchietta di ottant'anni suonati, mi sembra fin troppo moderno.

     MANUEL: Ciao, ti aspettavo
     GIULIA: Ho fatto prima che ho potuto. Ho rotto una tazzina
     MANUEL: Io ti punirei per questo. Lui l'ha fatto?
     GIULIA: No
     MANUEL: Ti ha scopato?
     GIULIA: No, non lo ha fatto


     Non so come mai, ma mi piace che lui mi chieda del mio convivente in un modo così naturale. Mi fa quasi sentire di sua proprietà, un suo gioco da usare e sfruttare a suo - e a mio - piacere. E, in fondo, credo che sia così anche per lui.

     (continua...)






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