
Slainte
di Viandante
Tintinnio di pinte, il whistle
scorre fluido dalle casse, e la melodia dolce si tinge
di ritmo sul muovere veloce della mano del suonatore di
bohdran.
Il pub è pieno, un mare di teste sorridenti con qualche
isola di tranquillità dietro le pareti in vetro
colorato.
Ti lasci andare, la testa si muove a ritmo della
musica.
La barista sorride e ti passa il bicchiere: niente
cocktail, stasera, solo il gusto acidulo del sidro e il
retrogusto di mela.
Per un attimo ti senti fuori luogo: tacchi, gonna al
ginocchio, il look da donna in carriera, gli occhi
guardinghi di chi ha combattuto una giornata in
ufficio... ma per strada fa freddo e la musica ti ha
attirato come la lenza di un pescatore esperto, e ora le
risate e l'allegria ti stanno rilassando più dell'alcool
semplice a cui non sei abituata.
E' improvviso...
Il sorriso spunta tra la folla, insieme agli occhi
divertiti e la voce calma: "Si chiama reel".
"Scusa?".
"La musica che stai ascoltando si chiama reel,
ho notato che ti stava facendo effetto".
Sei sorpresa: lo senti che non ti sta rimorchiando, che
non è una scusa. C'è il calore di una persona vera.
Qualcuno alle tue spalle ti urta, cadi in avanti. Solo
il tempo di pensare "Ma...".
Le mani sono velocissime, forti e morbide insieme, una
cinge il fianco, l'altra prende al volo il bicchiere.
La risata è viva, profonda, la voce bassa: "Tacchi,
gonna e autoreggenti non sono comodissimi in un pub,
madame".
Di nuovo il sorriso...
"Come...?".
Come le ha viste? Come può averle viste? La gonna è al
ginocchio, non si è alzata, la mano corre frenetica...
No, niente strappi.
"Come...?".
"Semplice osservazione, la stoffa della gonna è
lievemente increspata... fino qui", il dito sfiora
l'orlo da sopra il tessuto. "Tra l'altro buona scelta:
chiare, velate, perfettamente in tinta con il perizoma
di seta, richiamano persino il gloss, complimenti".
Di nuovo il sorriso allegro, mentre mi porge la pinta
"Ma... ma... come...?".
La risata è ancora più allegra, con una punta di
complicità...
"Mancano le increspature sul sedere, e il reggiseno che
ho intravisto è color panna, di seta, ovvio, madame sei
una persona con troppo stile per non abbinare l'intimo".
Va bene, lo sai... adesso è il momento di arrossire: in
un attimo sei passata dal ruolo di manager che spezza
gli uomini con la competenza e le gambe che accavalli, a
una scolaretta timida sorpresa a provare le calze della
mamma. Ma non ti viene da arrossire: ti viene da ridere
e ridi sonora, le tensioni si sciolgono, la riunione con
il cliente sparisce, il graffio sulla macchina non è
nulla di importante.
Ridi... ridi... e poi senti le labbra sulle tue...
"Scusa, ma sei veramente bella".
Dovrebbe partire lo schiaffo, dovresti essere offesa e
indignata... ma la musica ti avvolge, e quel sorriso è
così sincero.
E ridi ancora, mentre ti prende la mano e ti porta
verso un angolo ancora più affollato, vicino a dove si
suona.
Ti ritrovi stretta fra la gente, lui è alle tue spalle,
le spalle larghe sopra di te, il petto su cui
appoggiarsi.
"Hai bisogno di vita, stasera".
La gonna comincia a sollevarsi.
Ti senti morire per un attimo, ma è tutto così
naturale, vivo... e nessuno ti sta guardando, sarebbe
impossibile così stretti...
Le parole ti vengono alla bocca prima di poterle
pensare.
"Fammi vivere...".
Il violino tace, e così il flauto. Solo il bodhran,
ritmo, puro ritmo...
La gonna è ai fianchi, e le mani sono sul pube e sul
sedere.
Ritmo, colpi su colpi, le battute accelerano.
La masturbazione è forte ma non violenta, intensa...
scopri di essere molto, molto bagnata...
run-tah run-tah run-tah run-tah run-tah run-tah
Chiudi gli occhi e ti abbandoni, il piacere ti
ammorbidisce le gambe e tende le labbra lucide.
run-tah run-tah run-tah run-tah run-tah run-tah
run-run-run-run-run-run-run-run-run- tah tah
due dita davanti, due dita dietro... ma come ci sono
arrivate?
run-run-run-run-run-run-run-run-run-run-run-run-run-run-run-run-tah
run-run-tah
Godi...
tah tah tah
L'urlo del pubblico avvolge il tuo orgasmo, la gonna
scende, appoggiata dalle mani ora gentili.
"Buon San Patrizio, madame", e il sorriso si allontana
nella calca e sparisce. |
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