
Abel
Wakaam
a cura di Valeria
marzo 2007
Benvenuto o viandante nella Terra dell'Arcano, se
tu vuoi qui fermarti per l'eternità dovrai inchinare il
capo alle antiche leggi che dalla notte dei tempi
guidano questo mondo inquieto. Non c'è altra via nella
foresta che quella già tracciata e nessuno può
percorrerla senza una guida sicura. Questa è una Terra
in cui la vita e la morte camminano insieme. Io, Abel
Wakaam, ne sono il custode e non il padrone, e a me
dovrai affidarti affinché io ti porti dinanzi alla
Madras suprema per superare il difficile esame che ti
aprirà le porte di Arcano. Apri dunque la tua anima e
mostrami il colore dei tuoi pensieri perché non c'è
denaro che possa comprare la fantasia. Se questo è il
tuo volere, dovrai prima consultare il libro di Niasae e
imparare le norme che il tempo ha scritto per noi.
Ricorda inoltre che potrai consultare la storia di
questa Terra sulle pagine del libro che ne porta il nome.
Questa la prima parte di Arcano, il primo
e-book di Abel Wakaam aggiornato ed esteso in
contemporanea all'omonimo sito. Abel Wakaam ha saputo
utilizzare la rete per distribuire la propria produzione
letteraria. Dopo aver scritto diversi romanzi - il cui
elegante erotismo ha riscosso un discreto successo -
appositamente per il web, nell'intraprendere la strada
dell'e-book tenta di instaurare un rapporto di vera
interattività tra ogni racconto e la rete.
Hai avuto un'infanzia poco comune:
cosa ricordi con maggior piacere e cosa invece vorresti
cancellare?
Mio padre faceva il carbonaio e nella mia
infanzia ho giocato più con la polvere di carbone che
con i soldatini. A un certo punto ho persino creduto di
essere un bambino di colore, ma ho subito scoperto che,
a furia di sfregarmi nella tinozza, tornavo bianco come
gli altri. Ho solo buoni ricordi di pomeriggi assolati
passati a correre nei boschi. Allora il gioco era fisico
e naturale, la competizione era sana e incruenta... così
come dovrebbe essere per tutti i cuccioli di questa
Terra che si azzuffano l'un l'altro mimando la vita che
verrà. A quei tempi l'acqua la si prendeva ancora dalla
fontana in giardino, il bagno lo si faceva nel mastello
in cucina e la neve la si mangiava con un goccio di
vino.
Se qualcuno dovesse presentarti in
poche righe, quali sono le parole che ti piacerebbe
fossero usate per descrivere Abel Wakaam e quali sono i
termini invece che spesso ti hanno affibbiato ma che non
ti senti calzare addosso?
Mi arrogo la capacità di descrivere e
suscitare emozioni. Di saper iniettare nella mente il
tarlo della perversione, trasportando il lettore dentro
una trama da cui non può sfuggire. Il mio pregio è
quello di caratterizzare i protagonisti delle mie
storie, plasmandoli sui personaggi interessanti che
incontro in rete. Infondo in loro la stessa personalità,
le medesime aspirazioni, l'identica voracità mentale. E
alla fine il confine tra la realtà e l'invenzione
diventa così impercettibile da confondere persino chi si
sente personalmente protagonista della stessa storia
perché intuisce che quel futuro è prossimo. Ciò che
proprio non sopporto è che si dica che attingo ai
racconti scritti da altri proprio perché non leggo e non
ho mai letto per evitare contaminazioni.
Sei partito da Arcano, un
mondo fantasy in un nuovo MedioEvo raccontato anche in
un libro omonimo disponibile in e-book, e ora
Rossoscarlatto. Se tu fossi nato davvero nel Medio
Evo, senza poter usufruire del magico mondo della rete,
non saresti Abel Wakaam. Quale abito avresti indossato?
Se fossi nato nel MedioEvo sarei un vecchio
monaco che fa del saio la propria corazza, probabilmente
custode di qualche segreto e pronto a sfidare l'ignoto
per un pugno di Terra sconsacrata dove fondare un nuovo
impero. Arcano è il mio mondo perfetto, una società
matriarcale dove le amazzoni valgono più dei guerrieri,
dove i muscoli lasciano il posto all'armonia perché un
corpo di donna, coperto di cuoio e acciaio, è uno
spettacolo che mi inebria.
Rossoscarlatto è una grande
comunità di lettori e autori emergenti e offre una
vastissima raccolta di racconti erotici. La rete ormai
fornisce moltissimi spunti riguardo a questo.
Rossoscarlatto cos’ha in più dei vari siti che
nascono con la proposta di pubblicare online racconti
erotici?
Rossoscarlatto è prima di tutto una
comunità, nata con l'intento di riunire gli amanti
dell'eros attorno a un'idea indipendente e incontaminata
da sponsor di ogni genere. Non dovendo rendere conto a
nessuno, possiamo presentarci come una grande vetrina
completamente gratuita, dove mettere in mostra i nostri
scritti, i nostri concetti e i nostri pensieri. La
semplicità della biblioteca ha permesso di ottenere
un'enorme visibilità dei contenuti, accuratamente
selezionati da una redazione che valuta ogni racconto
con attenzione, fornendo persino dei consigli
grammaticali agli autori. Se a tutto questo uniamo un
forum esente da volgarità negli oltre 17.000 interventi
e un hotel virtuale con un migliaio di ospiti fissi,
divisi equamente tra uomini e donne, ne conviene che non
esiste in rete un sito che offra gli stessi servizi.
La Schiava è stato uno dei
primi romanzi a superare la soglia dei centomila lettori
online. Per questo è stato anche il primo romanzo a
scavalcare lo schermo per uscire in libreria. Hai
trovato da parte del pubblico lo stesso riscontro?
La Schiava è stato un esperimento e
quindi presentato al pubblico come opera multimediale.
Tra le sue pagine un servizio fotografico a colori,
firmato da Gabriele Rigon, e in allegato al libro due CD
audio che raccontavano la trama con le voci di
doppiatori professionisti. Un altro esperimento era
stato effettuato due anni prima con Debacle, scritto
apposta per essere pubblicato su carta. Personalmente
non amo la carta e non mi sono posto il problema se le
ventimila copie vendute de La Schiava fossero
poche o tante. Così come non ho mai provato a valutare
gli oltre quarantamila e-book scaricati dal sito del
medesimo romanzo. Preferisco scrivere online perché
adoro il contatto coi lettori, sono goloso delle loro
critiche, dei loro consigli e, perché no, del rapporto
intimo che si viene a creare con alcuni di essi. Per me
scrivere in rete non è riduttivo, anche perché vivo per
scrivere e non scrivo per vivere. Credo che per ogni
scrittore conti il numero di lettori che attingono alle
sue opere, qualunque sia la forma con cui vengono
presentate.
E' ormai noto che l’editoria è un
mondo infimo e abbastanza ignobile. Cosa consiglieresti
ai nuovi autori che hanno deciso di addentrarsi in
questa strada?
Ai nuovi autori consiglio di prodursi da soli
come ho fatto io per alcune opere. Possono rivolgersi a
Lulu.com. E' il modo migliore per testarsi nell'editoria
senza farsi svuotare le tasche da alcuni editori.
Sei conosciuto con un nome di fantasia
e ti hanno definito in mille modi diversi: personaggio
curioso e intrigante, irrequieto e perfezionista quasi
fino all'eccesso. Tu stesso ti definisci così tanto
folle da sembrare normale. Ma chi è in realtà Abel
Wakaam?
Sono sicuramente me stesso. Non recito un
ruolo e non mi ispiro a nessuno. Non sono un personaggio
virtuale perché quello della rete non è un mondo
parallelo, e finché l'amore e il dolore faranno sentire
i loro morsi sulla pelle e nell'anima, non ha senso
trattare questa forma di identità digitale come un
qualsiasi videogame che reinventa il gioco di ruolo
all'infinito. Amo definirmi un profondo conoscitore
dell'umana coscienza, o forse sono soltanto l'artefice
di un abbacinante confessionale mediatico, posto
all'angolo più trafficato del web. In fondo sto cercando
quella parte di me stesso che nel trascorrere dei giorni
si impregna di sensazioni nuove, come se mi muovessi tra
sottili fili di seta, tesi tra l'essere e il divenire,
così impalpabili che soltanto le menti eccelse possono
coglierli d'istinto. Si, è vero, amo il mio cervello
perché sa trascinarmi dove non sarei mai saputo andare.
Sono egocentrico e orgoglioso, tenace e caparbio,
infingardo e presuntuoso... ma anche affidabile e
premuroso con chi sa far breccia nella mia corazza. Il
mio però non è un nome di fantasia... rappresenta la
sonorità grammaticale di cui sono ingordo.
Per te la domanda di rito è obbligata
quanto ovvia... A quale colore abbineresti l'erotismo?
L'eros ha solo un colore, il rosso. Scarlatto
naturalmente. |
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1 Commento:
Greenrene
20/04/2010
Ho letto e riletto i suoi romanzi, dimostrazione che non mi
stancano mai; l'intervista conferma la sostanza verace
dell'autore, complimenti |
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