
Anna
K. Valerio
a cura di Paola Levi
luglio 2010
Anna K. Valerio, classe 1979, è la direttrice della
collezione di "calligrafia erotica" delle Edizioni di Ar
Le librette di controra. A Nietzsche ha dedicato uno
studio critico, a firma Arianna De Giorgio: "Per grazia,
con grazia. Nietzsche: una forma di lettura", pubblicato
nel 2004. Ha inoltre curato il florilegio dagli aforismi
di Nicolàs Gòmez Dàvila "Pensieri antimoderni" (Ar,
2008) e, insieme a Franco G. Freda e a Sestilia Del
Torso, rispettivamente i volumi di Nietzsche con testo
originale a fronte: "L’anticristiano" (Ar, 2004) e
"Ditirambi di Dioniso-Idilli di Messina" (Ar, 2006).
Nella collezione Le librette di controra ha pubblicato
una dichiarazione d'intenti (editoriali…) dal titolo
"Contro la P. Melissa. Elogio e invettiva". Il volume
"Infierire" (Ar, 2007) raccoglie i suoi più affilati
scritti di contrasto.
Leggendo informazioni su Le
librette di Controra, sembra che questa collana
delle edizioni Ar di Franco Giorgio Freda voglia
presentare sensualità e sesso come elementi da non
codificare né categorizzare a livello sociale. Eros è
presentato come potente divinità che non si può
catalogare perché assolutamente libera e svincolata da
qualsiasi interpretazione. E' corretto?
Credo che niente inaridisca il cuore,
anestetizzi i sensi, li deprima e intorpidisca più del
mondo che abbiamo intorno. Un mondo meschino, volgare e
impacciato insieme, patologicamente incapace di
grandezza, di magnificenza, di sontuosa gratuità: privo
di stile e di fuoco. Perciò, volendo parlare di eros e
suscitare l'eros, è naturale che si eviti la caduta nel
qui e ora, nel realismo, nel sociale, questa sgraziata
contraffazione dell'essenziale.
Cosa vuole comunicare al lettore la
collana Le librette di Controra? E come mai per
questa collana è stato scelto questo titolo, che indica
le ore che seguono al pranzo?
Comunicare con il lettore è un rischio,
soprattutto quando si tratta di scrittura erotica. Manca
solo che ci si prenda poi qualche malattia venerea... Le
librette non hanno la pazienza né la petulanza dei
maestrini: vogliono appassionare, meravigliare,
deliziare, sedurre. E, non di rado, abbandonare. La
controra è "quella parte bianca del giorno" in cui
l'uomo si raccoglie, interrompe la rincorsa al profitto
a favore dell'ozio, e i suoi sensi passano dal fare
all'essere, esaltandosi.
Filologa classica e studiosa
dell'opera di Friedrich Nietzsche, hai pubblicato libri
ad alto spessore intellettuale come Per grazia, con
grazia. Nietzsche: una forma di lettura. Cosa ti ha
portato alla letteratura erotica? E che considerazione
ha la narrativa erotica nell'immaginario pubblico e
negli scaffali delle grandi librerie?
"Grande stile" e "grande passione": ecco i
cardini della filosofia nietzscheana, ben più evocativi
e pregni delle formule scolastiche "volontà di potenza"
ed "eterno ritorno". Occorreva un grande stile della
scrittura erotica per saziare la mia grande passione:
così è nata l'avventura. Purtroppo le librerie à la page
si sono trasformate in un bazar e per arrivare ad
agguantare un testo erotico capita spesso di inciampare
in un barbapapà o di far cadere un domino di cornici
gommose. Tra l'altro la scrittura erotica è considerata
dai più (che sono i meno, intellettualmente parlando)
non altro che il complemento chic di quegli anellini dal
moto isterico che si vendono ormai ovunque come ausili
del piacere.
Perché nel libro Contro la P.
Melissa - Elogio e invettiva metti sotto accusa
l'intero mondo degli scrittori di erotica odierni? Cosa
intendi comunicare con questo libro?
Perché non sanno scrivere. Perché sono
lugubri, lamentosi, psicotici, autocompiaciuti,
odiosamente sentimentalistici, schifati in egual misura
dalle Muse e da Afrodite. Moralisti subdoli travestiti
da copulatori seriali. Tra le pagine del mio libello -
che oggi, tuttavia, emenderei non poco - ho cercato di
ricordare i tempi in cui ad avventurarsi nel canto
amoroso era uno stilista della lingua come Angelo
Poliziano.
Sul sito della collana, la
presentazione di Le librette di Controra è
affiancata a un video accompagnato dalla canzone di
Vinicio Capossela Ovunque proteggi. Come si
accompagna questa canzone a Le librette di Controra?
Credo sia stata scelta (il video non è opera
mia) perché temerariamente parla dell'incanto.
Questa collana raccoglie novelle,
classici come Lucio o l'asino, romanzi, epopee
di amore e guerra e solo due libri di poesia erotica (Lievemente
di Valeria Incantalupo e I canti del desio
di Corinna Furlanis). Rispetto alla narrativa erotica, è
la poesia erotica secondo te meno diffusa, meno
rilevante o in cosa si differenzia?
A parità di sapienza nella scrittura, la
poesia è sempre migliore della prosa. Infatti è il
genere meno venduto nelle librerie.
Leggendo i titoli della collana si
intuisce che questi libri parlano di temi erotici
diversi. Cosa li accomuna e li lega fra loro, facendoli
così entrare nella collana?
In tutti c'è del "grande stile" erotico, o
così pare a chi li ha incastonati nella collezione.
C'è qualche racconto al quale sei
particolarmente affezionata o che meglio rappresenta
questa collana di libri?
Anni fa avrei detto Il sorriso di Lulla
di Fiammetta Oselladori. Oggi risponderò invece, senza
esitazione, Un amore in guerra di Bacchelli: un
capolavoro di pudore e grazia.
Per le edizioni di Ar gestisci anche
la rubrica Cultrura. Ultimamente alla domanda dei
lettori "Perché non scrivi più?" hai risposto
raccontando che "in questo periodo non hai un briciolo
di tempo". Credi che il contatto finora tenuto con i
lettori abbia influenzato lo sviluppo della collana
Le librette di Controra? In che modo?
E' vero: tra libri da curare e figli da
crescere con la dovuta cura, non ho proprio il problema
del tempo libero. Perciò ho abbandonato i miei lettori
di Cultrura. Avrei dovuto comunque farlo: guai se quella
r centrale si fosse ammosciata per la routine, se quella
lama avesse perso il filo! Ho detto molto, lì; chi sente
nostalgia dei nostri assalti può ricominciare la lettura
da capo. Ora c'è da pensare a un nuovo agguato, con
nuovi modi, nuovi temi, nuovo stile, allo spettro
claudicante della modernità. Interazioni tra Cultrura e
le Librette non ce ne sono state, se non il prestito da
queste a quella di una frase magnifica: "Solo i
criminali sanno fare l'amore".
Su un articolo di Cultrura, spieghi
che Silvia Valerio, autrice del libro C'era una
volta un presidente..., offrendo la sua verginità
al controverso presidente iraniano Ahmadinejad "o è
pazza o è perfetta - ma secondo te perfetta". Ci
spiegheresti meglio perché? E cosa ne pensi dello
scalpore suscitato in Italia da questa storia?
Dannata a vivere in un tempo balordo e
stonato, credo di avere una grande fortuna: sono
fortunata in amore e mia sorella "minore e maggiore" è
uno dei massimi coefficienti di questa fortuna. Le sue
qualità mi incantano fin da quando era piccolissima e
diceva "Che bella pamilla!" ("Che bella famiglia!",
n.d.a.). Schiettezza, generosità, genialità nei più vari
ambiti dell'estetica, odio dei sotterfugi, dei mezzucci,
delle rese alla convenienza, dei conformismi. Scriveva
da dio già a quattordici anni: ora che ne ha diciannove
ha uno stile superbo. Illusi quelli che si sentono in
concorrenza con lei e dalle loro posizioni di piccolo
potere secolare (potenza dell'impotenza...) cercano di
farle una guerra lurida, di indurla a vacillare, a
scendere a compromessi. Mia sorella ha un carattere
meravigliosamente impermeabile alle offese: li
travolgerà di certo. Il tempo ellenico "che tutto vede",
suo alleato, farà le sue vendette. Quanto agli ottusi
che non hanno nemmeno un potere mondano da difendere e
scappano di fronte al vigore delle sue verità, non so
davvero che dire, se non: poverini. Ma loro, becchi
contenti, lo prenderebbero come un complimento.
Hai nuove idee e progetti in cantiere?
C'è qualcosa che vorresti sperimentare?
Il nirvana non mi dispiacerebbe e nemmeno il
solletico della fine del mondo. Intanto mi diletto a
leggere le avventure del brigante Angiolillo, sognando
non California ma la verde Irpinia e una nuova
collezione sui masnadieri.
Una domanda per tutti gli autori
intervistati è d'obbligo: se dovessi associare
l'erotismo a un colore, quale sceglieresti e perché?
Non posso che scegliere il rosso, la luce del
sangue. |
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