
Blanca
Cordero
a cura di Valeria
gennaio 2008
Nasce sul mare e vive fra Emilia Romagna e Roma. Fa
la comunicatrice. Ama la letteratura, in particolare
quella erotica. Tra i suoi scrittori preferiti ci sono
Anais Nin ed Henry Miller, senza l'intreccio dei quali
la storia d'amore e di sesso raccontata nel suo romanzo
non esisterebbe. "F.to la sua amante" è il suo primo
romanzo, ispirato a "L'animale morente" di Philip Roth,
dove racconta l'eros da un punto di vista tutto
femminile.
Blanca Cordero è un nome di
fantasia?
No, sono il mio vero nome e il mio vero
cognome, ci convivo da quando sono nata, più o meno una
trentina d'anni fa, sul mare.
F.to la sua amante è il tuo
primo romanzo. Come nasce l'idea di questa storia?
Da sempre amo la letteratura e in particolare
quella erotica. Penso che racconti tutto il bello e
tutto il brutto della vita e delle persone perché, se
ben scritta, mette in scena, senza pudori, tutto il
meglio e tutto il peggio dell'uomo e della donna. Avevo
una bella storia di amore e di sesso da raccontare,
quella di F.to la sua amante, una lei giovane e
innamorata che scopre assieme a un lui, più anziano e
innamorato, il piacere dell'abbandono, le infinite gamme
del piacere sensoriale, le emozioni. Avevo da poco letto
L'animale morente di Philip Roth. E' un libro
che mi ha travolta e cambiata, per l'intensità della
storia, simile a quella che volevo raccontare. Roth è un
grande maestro e, nonostante il suo non sia propriamente
un romanzo erotico, ci sono però un paio di scene
fortemente erotiche. Ma a quel libro mancava qualcosa:
il punto di vista femminile, lo sguardo femminile. E
così volevo scrivere quella stessa storia, una storia
come tante che si vivono nella nostra vita, e però
intensa e bellissima, con lo sguardo di lei. Scrivere di
eros al femminile cambia prospettiva, a volte
linguaggio, sicuramente emozioni. E, così, è nato
F.to la sua amante. Poi c'è stato l'incontro con
Gianfranco Borelli, editore che da anni si occupa
proprio di erotismo scritto da donne. Gli ho mandato
alcune scene, le ha trovate eroticamente interessanti ed
è nato il libro.
Cosa hai voluto comunicare con questo
libro?
Un autore cubano che amo molto, Senel Paz,
dice, in Fragola e cioccolato, che l'arte non
comunica niente, l'arte dice con parole semplici quello
che tutti proviamo, ma solo pochi sanno descrivere. La
radio di stato comunica, non l'arte, scrive Senel Paz.
Io non penso di aver prodotto arte, ma sicuramente ho
messo sul foglio una bella storia d'amore e di sesso.
Volevo raccontare tutto il bello e tutto il brutto
dell'amore. Volevo raccontare, senza falsi pudori,
quello che c'è oltre. I due amanti della mia storia sono
amanti clandestini. Persone che si amano nell'ombra, fra
mille problemi delle vite reali di entrambi. Nello
sfondo c'è la società, troppo spesso ancora pronta a
giudicare. Nello sfondo c'è la moglie di lui. Ci sono i
problemi della vita di tutti i giorni: i conti da
pagare, le strette di mano. In mezzo c'è il fuoco.
Niente altro che il fuoco. Il volersi emotivamente e
fisicamente. E spesso il non potersi avere. Il volersi
comunque, il cercarsi, l'amarsi ogni volta andando oltre
tutti i limiti. Il provare tutto senza essere niente.
Volevo raccontare l'emozione di un bacio, il dolore
dell'abbandono, il bello dell'essere assieme, il bello
del riconoscersi, assieme: amanti.
E' stato scritto con l'idea di
un'eventuale pubblicazione?
L'avevo pensato per il teatro o per il cinema.
Ci sono scene immediate, veloci, però profonde, che
giocano in punta di piedi sulla scoperta dei sensi,
fondamentali nell'eros, e dell'emozione. Poi, ho mandato
qualche scena a Gianfranco Borelli, che non conoscevo
personalmente, ma di cui stimavo il lavoro. Da anni lui
ha una collana, Pizzo nero, nella quale
pubblica proprio romanzi erotici scritti da donne. Ne
avevo letti alcuni. E' stato forse il primo in Italia a
puntare sull'eros e a crederci. Sono stata molto
fortunata. Quello che ho scritto gli è piaciuto, ci
siamo incontrati e nel giro di qualche mese è nato il
libro. Io ho rilavorato sul testo, sistemandolo,
limandolo, integrandolo, anche seguendo i suoi consigli,
e lui sulla creazione del libro, titolo, copertina.
Oltre a essere molto esperto, è un editore sempre
disponibile al dialogo. Mi sono davvero divertita a fare
questo romanzo, che mi soddisfa appieno.
Qual è stato il percorso dalla stesura
fino alla pubblicazione? Come ti sei trovata con Borelli
e con le edizioni di Pizzo nero?
Come dicevo, il grosso del testo esisteva già
quando l'ho presentato a Borelli. Diciamo che ormai era
stato partorito. Io per lavoro scrivo, mi occupo di
comunicazione, sono abituata a giocare con le parole,
con il testo scritto e sono abituata a confrontarmi con
un pubblico. Per questo la prima stesura del testo
l'avevo già fatta leggere a un mio particolare gruppo di
lettura, alcuni amici che ringrazio in apertura del
libro. Tutti, pur non essendo necessariamente
appassionati del genere come me, hanno trovato il testo
bello. Così, visto che ormai esisteva, l'ho inviato a
Borelli, senza conoscerlo, incrociando le dita. Lui ha
letto e mi ha voluta incontrare. Dalla prima stesura
all'ultima ci sono stati ovviamente dei cambiamenti. Non
tanto di sostanza, quanto di forma. Scene cambiate, uso
della lingua modificato, limature, aggiustamenti.
Borelli mi ha dato molta fiducia e mi ha consigliata,
senza mai forzarmi. Credo che il testo che io gli avevo
mandato gli fosse piaciuto davvero, per il resto, ci
siamo subito messi a lavorare sul prodotto, penso con
reciproco divertimento. Sono molto contenta di far parte
di questa collana, perché trovo, da lettrice del genere
e non solo, che sia una delle più coraggiose e ben fatte
in Italia.
Se dovessi scegliere, ti ritroveresti
nel ruolo dell'amante o in quello dell'amata? (concesso
che non si possa essere entrambe le cose)
I due protagonisti sono i due amanti e io
sicuramente, per tutta una serie di motivi, personali,
di vissuto, anagrafici, mi ritrovo negli occhi di lei,
della giovane amante. E' una donna coraggiosa, tenace,
capace di provare pietas per l'uomo che ama. Forse
vorrei saper essere come lei. E' una donna che ha dovuto
imparare la tolleranza, l'esserci in silenzio e a
distanza. Ma è anche una donna che sa con pienezza che
cosa è il vero piacere. Una donna a cui sono state
donate le emozioni. Per questo non ha paura, perché sa
che cosa è l'amore, ne è piena. Anche se nella
costruzione dei personaggi probabilmente ho seminato
particolari miei o di altre persone vicine a me, veri o
desiderati, per cui, per alcuni aspetti, entro in
sintonia anche con altri personaggi. L'uomo, per
esempio. La sua durezza, la sua saggezza in alcuni
momenti. Credo che scrivere un romanzo come questo
significhi partecipare alle storie dei propri
personaggi. Io provo simpatia per le loro vite. Penso
anche che chi scrive narrativa debba rubare, come
succhiare, dalle vite delle persone che ama. Quindi,
sicuramente in questo romanzo, che pure in quanto tale è
finzione, ci sono tic, situazioni, elementi tratti dal
reale.
Hai nel cassetto qualcosa che potremmo
leggere prossimamente?
Sì, sto lavorando a un secondo romanzo
erotico, di cui per il momento ho la traccia e i primi
capitoli e a un secondo lavoro, più di raccolta di
storie che di narrativa vera e propria, in coppia con un
amico e collega, sul sesso occasionale.
Cos'è per te la scrittura e perché ti
ritrovi soprattutto nel genere erotico?
Diceva Mallarmé che nella vita tutto è fatto
per finire in un libro e io sono convinta che lui avesse
ragione. Per me, fino a F.to la sua amante, la
scrittura è sempre stata una scrittura tecnica,
relazioni, progetti, comunicati, ma anche giocosa. Il
comunicatore non fa altro se non giocare proprio con le
parole, con la lingua. Ma nella narrativa c'è qualcosa
in più. E' un gioco più complesso e per questo
sicuramente anche più affascinante. Per quanto riguarda
il genere, ne sono affascinata perché a mio avviso, se
ben scritto, rappresenta tutto il meglio e tutto il
peggio dell'essere umano. Il mio autore preferito è
Charles Bukowski. Lui usa il sesso per descrivere la
società. Devo dire che F.to la sua amante non
sarebbe nato senza l'intreccio di altri due autori,
Anais Nin ed Henry Miller, la cui trilogia, Sexus,
Nexus, Plexus, è inarrivabile, eppure
a lui manca lo sguardo femminile, a lui manca la pietas,
che invece la Nin ha. Le più belle pagine di eros sono
proprio le sue. E' lei che scrive "Credo solo nel
fuoco". Loro due sono stati amanti per molto tempo e le
cose più belle di lui sono sicuramente influenzate dal
lavoro di lei. Tutti questi sono mostri sacri,
ovviamente, ma, ecco, in F.to la sua amante volevo
mettere in scena il fuoco.
Pensi che la letteratura erotica
moderna nasconda da qualche parte una nuova Nin? O la
commercializzazione di oggi di questo genere ormai
sfruttata all'estremo non permetta a buone scrittrici di
venire fuori come dovrebbero?
Credo che ci sia molta buona letteratura
erotica e molta cattiva letteratura erotica. Rimanendo
all'Italia, negli ultimi anni, sono usciti alcuni buoni
titoli. Pizzo nero stessa ospita lavori molto
interessanti. Einaudi ha pubblicato altre cose che si
lasciano leggere. Certo, altro è l'erotismo e altro è la
pornografia. Mi sembra che ultimamente ci sia una certa
commercializzazione del genere, ma semplicemente, credo,
perché il sesso vende. D'altra parte ci sono scene di
sesso belle e scene di sesso volgari. Io spero di
appartenere alla prima categoria e di sicuro quando
leggo, tento di leggere solo libri della prima
categoria. A me la letteratura bassoventrica non
interessa. Mi interessano le emozioni. E un bel romanzo
erotico sa scatenare le emozioni.
A parte la Nin, c'è una scrittrice
moderna che apprezzi in modo particolare?
Ho il difetto di leggere per autore e quindi
non conosco molti scrittori! Amo molto Dacia Maraini.
Credo che abbia scritto alcune pagine erotiche di grande
forza e bellezza. Le sue donne sono sempre molto mature,
consapevoli, belle, anche quando sono in difficoltà,
anche quando soffrono, cercano. Le sue scene di sesso
sono piene, complesse, lucidamente belle.
Se dovessi dipingere l'erotismo quanti
e quali colori useresti?
Userei le infinite gamme del grigio.
L'erotismo è sfumature, intense, brillanti, ma anche
scure e profonde. Userei i colori dell'arcobaleno,
indugiando sul viola e sul rosso, scivolando sul blu e
sul verde, saltellando sugli altri colori. Credo che per
dipingere l'erotismo serva una tavolozza piena di colori
e soprattutto di sfumature. |
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