
Carolina
Cutolo
a cura di Valeria
dicembre 2008
Parte dal blog, intitolato Pornoromantica e aperto
nel 2003, fino ad arrivare al libro omonimo, edito da
Fazi, che ha venduto più di 30.000 copie in pochi mesi.
Un modo leggero e divertente di raccontare il sesso e
l'amore, con un pizzico di ironia e senza mai sforare
nel cattivo gusto: forse è proprio questo che rende
speciale e diversa dalle scrittrici erotiche del momento
Carolina Cutolo. che potete trovare anche sul suo blog
personale.
Il blog come è stato aperto e
perché? E da lì, come sei arrivata al libro?
Ho aperto il blog nel giugno 2003 perché, dopo
una vita passata a torturare amici e parenti perché
leggessero i miei scritti, l'idea di avere uno spazio
pubblico per scrivere e dove sarebbero passate persone
sconosciute che avevano per di più la possibilità di
commentare i miei scritti, era uno stimolo grandissimo.
L'ho intitolato Pornoromantica perché mi ero
appena inventata questa parola per dire al mio
innamorato di allora come mi faceva sentire, ma
all'inizio non pensavo a un tema specifico legato al
sesso. Poi un giorno ho pubblicato sul blog una specie
di dissertazione giocosa sulle gioie della
masturbazione, e la reazione dei lettori è stata
entusiasta e molto partecipata, così ho deciso che avrei
continuato su questa strada, parlando di sesso, di
amore, esercitando lo stile di scrittura dell'ironia. Il
titolo, tra l'altro, a quel punto si prestava
perfettamente. Da quel momento in poi i contatti sul
blog hanno cominciato a fioccare, tanto da attirare
l'attenzione della stampa. XL, la rivista del quotidiano
La Repubblica, mi ha dedicato una recensione e una breve
intervista, a quel punto hanno cominciato a contattarmi
le case editrici. Io in quel momento stavo già lavorando
a un libro, una specie di romanzo tratto proprio dal
blog, e così Fazi, dopo aver letto i primi due capitoli,
mi ha subito sottoposto il mio primo vero contratto!
Ti aspettavi un così grande successo?
Poco prima che il libro uscisse ho pensato
che, data la fama (per quanto di nicchia) del mio blog,
qualche copia l'avrei venduta, ma non avrei mai
immaginato di arrivare nel giro di sei mesi e sette
ristampe e 30.000 copie vendute.
C'è gente che ti ha definito banale,
opportunistica fin dal tuo inizio, ripetitiva e nulla.
Cosa hai da dire al riguardo? Che effetto ti fanno le
critiche?
Le critiche di chi parla senza aver letto il
libro, di chi attacca etichette a questioni che non può
conoscere, di chi passa facilmente dal giudizio sul
libro a quello sulla persona, cerco di fare in modo che
non mi tocchino, perché evidentemente si basano su
pregiudizi. Quando invece mi arriva una critica seria e
priva del benché minimo livore, allora la analizzo
attentamente e mi sento grata alla persona che mi ha
dedicato la sua attenzione e il suo tempo.
Le presentazioni del libro in giro per
l'Italia cosa ti hanno portato? C'è stato imbarazzo,
almeno all'inizio?
Un po' di imbarazzo, di agitazione c'è sempre
quando ci si confronta col mondo e le sue bizzarrie, ma
fino a oggi non solo non mi è mai successo nulla di
sgradevole (il che, con un argomento così delicato, non
era scontato) ma persino quando qualcuno mi ha fatto
delle domande provocatorie c'è stato uno scambio
interessante e proficuo, perché nato dalla curiosità
autentica di persone autentiche. Se guardo a questi mesi
di presentazioni in giro per l'Italia rivedo le facce
sorridenti, le risate l'ironia, l'affetto e un'atmosfera
bellissima di leggerezza e allegria nel parlare di sesso
con uomini e donne curiosi e intelligenti.
Come ti sei trovata alle Invasioni
barbariche?
Molto bene. I ragazzi della squadra della
Bignardi sono veramente bravissimi e molto
professionali, mi hanno accolta con garbo e simpatia.
Inoltre si tratta di una delle poche trasmissioni in tv
che vedo con piacere, quindi ero molto felice di essere
ospite e nessuna delle mie (alte) aspettative è stata
delusa.
Pornoromantica: tra sesso e
amore. Ma secondo te è davvero possibile scindere le due
cose?
Certo che è possibile, un incontro può essere
pornoromantico anche in assenza di un grande amore,
basta seguire le proprie emozioni, che la scintilla
necessaria e sufficiente a rendere assolutamente
meraviglioso l'incontro tra due persone, tra due
sensibilità erotiche.
E se dovessi proprio scegliere - so
che è una domanda bastarda - a cosa sapresti rinunciare
con minor fatica?
L'amore è più raro di quanto non lo sia il
sesso, quindi capita di passare periodi molto più lunghi
senza innamorarsi che senza fare sesso. Ma se posso
concepire e vivere bene il sesso senza amore non riesco
proprio a immaginare l'amore per un uomo senza sesso!
Detto questo, anche se scegliere in astratto ha poco
senso (davvero una domanda bastarda!), sceglierei
l'amore, perché per me è un valore, e può significare
anche solo volere un gran bene a qualcuno, tanto da
desiderarne la felicità e goderne quasi come fosse
propria. E' una sensazione meravigliosa che non può che
arricchire.
Il pornoromanticismo, in realtà, che
cos'è? Ci sai dare una definizione stile Zanichelli?
Dicesi Pornoromanticismo l'attitudine a
interrelare piuttosto che separare il sentire emotivo
con l'esprimersi sessualmente. La parte romantica non è
quella dell'amore eterno (in cui un vero pornoromantico
non crede perché si tratta di una vile e pericolosa
menzogna) ma quella dell'emozione e del desiderio per
qualcuno che non riusciamo a spiegare, che ci scuote
anima e corpo e ci fa perdere il controllo di noi
stessi. La parte porno è invece la parte sì erotica, ma
anche lucida, che desidera sempre vedere le cose nude e
crude, appunto come in un film porno. Le due parti,
quando interrelate, si compensano magnificamente: la
parte romantica evita, grazie alla lucidità della parte
porno, di sfociare in melense proiezioni e aspettative
che raramente coincidono con la realtà; la parte porno,
grazie all'emotività della parte romantica, evita di
essere troppo razionale e fredda, e di costruire a
tavolino strategie seduttive o scegliere oggetti del
desiderio poco affini alla propria sensibilità. Per
concludere, basta condire il tutto con una buona dose di
ironia e il gioco è fatto.
C'è gente che ha tanto da dire. Che
consigli daresti a chi ha intenzione di pubblicare un
libro?
A chi desidera pubblicare un libro consiglio
di inviare il manoscritto in giro e vedere se ci sono
reazioni. Per esempio quando inviai il mio, l'unica casa
editrice che mi rispose fu Stampa Alternativa, motivando
il rifiuto, che è una cosa rara e utilissima per chi
scrive nell'ottica di una pubblicazione. Consiglio una
grande umiltà, Calvino per esempio diceva che il primo
libro che si scrive una volta finito bisogna lasciarlo
nel cassetto e proporre alle case editrici il secondo.
Scrivere costa molta fatica ed è facile accontentarsi.
Io invece consiglio di non accontentarsi di scrivere
come ci viene naturale, ma di mettersi sempre nei panni
di chi legge, di cercare di scrivere sempre qualcosa che
ci piacerebbe leggere. Consiglio infine di leggere
moltissimo, anche cose diversissime tra loro. E' la
migliore scuola per chi non può permettersi un corso di
scrittura.
Stai scrivendo altro in questo
periodo? Ci sono pubblicazioni in uscita? Un'anteprima
solo per noi non sarebbe male...
Al momento sto scrivendo la sceneggiatura per
un albo a fumetti, il disegnatore è russo e si chiama
Akishin, è stato premiato quest'anno in Russia come
migliore fumettista dell'anno. La prima storia dell'albo
sarà presentata alla fiera del fumetto di Lucca il
prossimo 2 novembre, ci sarò anch'io e non vedo l'ora!
Una domanda di rito: se dovessi
dipingere l'erotismo, quale o quali colori useresti?
Cara Valeria, questa domanda me l'hanno fatta
in un sacco di interviste! Non essendo particolarmente
importante ai fini dell'intervista eviterei di
rispondere la solita cosa! |
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