
Clara
Caverzan
a cura di Valeria
dicembre 2008
"E' una balla inventata da voi uomini che le
dimensioni non contino. Contano eccome! E corto è
imperdonabile. C'è un minimo sindacabile, politico, al
di sotto del quale non si può andare. Ma lei ci pensa al
trauma di una donna che scopre all'improvviso di avere a
che fare con un coso piccolo?". Eccola Clara Caverzan,
la famosa sindachessa di Scorzé che ha fatto tanto
scandalo, assolutamente sincera e priva di tabù. Ha
cominciato nel 2001, scrivendo libri per bambini come "Khaled,
leprotto affettuoso" e "Piripì e Piripò". Poi, il grande
salto nel mondo dell'eros con "Desideria".
Raccontaci un po' com'è avvenuto
il passaggio dai libri per bambini al tuo ultimo
romanzo, Desideria, decisamente per adulti.
Sì! Devi sapere che Desideria era il
libro! Era il libro che ogni scrittore o scrittrice ha
nel cassetto per primo, quello che leggi e rileggi,
quello al quale ci metti e rimetti mano, quello da cui
non vuoi separarti, quello che ti sveglia la notte con
una frase pazzesca, che dici, ma cavolo, e chi me l'ha
suggerita? ...all'inizio era un libro di poesie, una
raccolta da cui avevo la pretesa si capisse una storia,
la storia di Desideria appunto. Nel frattempo io
lavoravo dove lavoro tutt'ora come insegnante in una
scuola elementare e una mia collega, innamorata delle
storie che inventavano i miei bambini mi suggerì la casa
editrice Editing che allora lavorava molto per la
scuola. L'editore mi propose di scrivere una favola per
bambini dai quattro ai sette anni da usare nelle scuole.
Così feci e la pubblicai con grande successo devo dire.
Poi scrissi Piripì e Piripò, considerato un
gioiello per l'infanzia da studiosi di letteratura
infantile... Quel romanzetto per bambini solleticò la
Editing che mi chiese se avessi mai pensato di scrivere
qualcosa per un pubblico più adulto, un romanzo vero e
proprio; sottoposi alla loro attenzione le
poesie-romanzo il cui titolo allora era Ophluchi
(è il nome di una lontana stella). Desideria
folgorò letteralmente la Editing che mi disse di
lavorarci per la pubblicazione. Nel frattempo scrissi
Terrecotte & Samovar, una raccolta di poesie
secondo me di profilo ben più alto di Desideria,
che pubblicai a luglio e che non fece scalpore, anche se
la tematica è molto forte. Mentre Desideria
passava dalla penna alla tastiera si limavano i
personaggi e si completava Jeff che avevo lasciato un
po' troppo in... panne... diciamo così. A fine maggio la
pubblicazione, il resto è storia.
E Clara da bambina com'era?
Clara da bambina era molto scrittrice. Era di
salute cagionevole, sempre a letto con forti mal di
gola, quindi passava il tempo scrivendo. Viveva dai
nonni perché i suoi lavoravano e di questo soffrì sempre
moltissimo, perché si vedeva diversa; ma la sua infanzia
fu felice lo stesso, colmata dall'amore di una grande
famiglia con zii e zie e nonni e cugini... una miriade
di atti d'amore inenarrabili. Poi tantissime amiche,
tantissimi giochi e giocattoli, fiabe, misteri,
religiosità e religione, storia e realtà, verità e
fantasia... Avrebbe voluto avere i capelli lunghi ma la
sua mamma glieli tagliava sempre a maschietto. A scuola
andava bene e alle medie il prof. di italiano la
chiamava Kilometro perché consegnava sempre almeno tre
fogli protocollo.
E Scorzé che tipo di paese è?
E' un paese rovinato urbanisticamente dal
progresso e dall'economia degli anni '60 e '70. Non
risulta un paese vivibile, a un'attenta analisi; mi fa
sentire in un triste dormitorio senza speranza di poter
migliorare... troppo poche le teste che contano, troppi
invece gli interessi che contano e nessuna capacità
almeno di voler camuffare tanta ignoranza...
Come ha reagito al tuo libro?
La sensazione che ho avuto da subito è stata
molteplice: la maggioranza della gente se ne andava in
giro con la fotocopia dell'articolo apparso sulla Nuova
Venezia che aveva fatto un collage di tutte le frasi più
hard senza filo logico, tra l'altro, che mi ha
massacrato come persona. Queste persone non accettavano
che un sindaco si fosse permessa! Alcuni ridevano, altri
deridevano, altri si offendevano, altri sdegnati si
rifiutavano addirittura di parlarne e chi più ne ha più
ne metta. Tra conoscenti e parenti qualcuno mi ha girato
le spalle... Qualcuno si vergognava di me e, se prima di
vantava di conoscermi, dopo Desideria non più!
Erano tutti coloro i quali non l'avevano letto, magari
comperato ma neanche aperto. Altri invece mi incitavano,
mi dicevano che ero stata coraggiosa, che il libro è
bello, scritto bene, che fa piangere. Le donne si
riconoscevano in Desideria, gli uomini lo leggevano e lo
trovavano semplicemente un bel libro. Fui felice delle
mail di uomini che mai si erano comperati un libro, che
mi scrivevano per dirmi che Desideria era il
primo romanzo che loro avessero mai letto e che lo
trovavano molto appassionato...
E i tuoi avversari politici? Si dice
che qualcuno ti abbia accusato di aver pubblicato questo
libro solo per farti pubblicità in vista delle elezioni.
Devi sapere che la peggiore fu una certa
signora Mariella, moglie di un consigliere regionale del
PD, che ingaggiò una battaglia all'ultimo sangue con
lettere sui giornali e quant'altro. I fratelli dello
stesso consigliere si misero alla caccia di una maestra
che lavorava per il giornale della Diocesi di Treviso,
che aveva commesso il reato di leggere le prime bozze, e
la fecero licenziare... Sai, i miei avversari si
fregavano le mani perché, secondo loro, non avrei più
potuto candidarmi dopo un romanzo simile... Hanno visto
in quella pubblicazione un posto libero... devi sapere
che in politica il capo è solo e la donna al potere è
invidiatissima, il livore si palpa con la mano!
Altroché!
Desideria è la storia di una
donna di trent'anni vissuta in un ambiente chiuso,
circondata da una mentalità ipocrita e ristretta. Quando
si sposa crede di andare incontro alla libertà,
all'allegria, al sesso, ma scopre che ha fatto male i
suoi conti perché il marito e la famiglia di lui
rispecchiano fedelmente il suo mondo originario. Un
mondo gretto e meschino. Quanto c'è di vero riguardo ai
luoghi e alla mentalità delle persone?
Moltissimo, Desideria è sottilmente
biografico proprio perché rispecchia il mondo che mi ha
ispirato.
In un'intervista che hai rilasciato
dichiari che nel nord est si lavora, si corre, si cresce
economicamente, ma la gente sta male. Di che tipo di
malessere credi si tratti?
Poco tempo per l'intimità, per la complicità
di coppia, per la famiglia, per i bambini... Adesso
stiamo vivendo una crisi economica mai vista e il nord
est si troverà a fare i conti con ciò che resta dopo
aver lottato tanto per fare soltanto tantissimi soldi,
anche a discapito dell'affetto. Tanta gente dovrà fare i
conti con il nulla. Il vuoto, la depressione, la
solitudine...
Qual è l'ultimo romanzo erotico che
hai letto?
Ho letto Zone umide, ma non credo si
possa definire un romanzo erotico... troppo tecnicismo
alla tedesca; in ogni caso, una sottile psicologia,
questo sì.
Pensi che l'erotismo per quanto
riguarda la letteratura sia totalmente sincero o a volte
si tende più a fare scandalo che a proporre buoni
romanzi?
Sai, ogni scrittore pensa che il suo sia il
migliore dei romanzi, poi sono gli editori a decretare
il tutto... e a proporre romanzi commerciali più che
buoni. In realtà i romanzi sinceri esistono, il mio
almeno lo è di sicuro. Ci ho messo l'anima.
C'è un libro che consiglieresti e uno
che invece non regaleresti mai?
Non regalerei mai Zone umide - ti
lascia troppo schifata - ma lo consiglierei per far
capire dove si può arrivare per vendere. Per poter
godere di una buona lettura consiglierei il mio
Terrecotte & Samovar.
Cosa ne pensi riguardo all'editoria
italiana?
Non leggono gli inediti, non cercano tra gli
autori italiani, chiedono di compartecipare alle spese,
non sono adeguatamente preparati per la distribuzione
(che costa un bel po'), pagano pochissimo, quando il
libro è pubblicato ti trovi di fronte una grande
delusione, alle volte ti rimane uno scatolone di libri
che si riempiono via via di polvere. Se ti capita di
avere successo, poi, ti ritrovi senza protezioni in
mezzo a un ring di kick boxing... Non è giusto quel che
succede, e forse lo sai...
Se dovessi dipingere l'erotismo quanti
e quali colori useresti?
Rosa shocking, rosso magenta, arancio
fulminante, luce in un punto infinito, buio notte... e
nessun risveglio. |
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2 Commenti:
Vettor
01/08/2009
Purtroppo devo confermare appieno quanto scritto circa gli
abitanti di Scorzé e in special modo quelli di Rio San Martino
dove vive una mia cognata. Purtroppo come diceva un mio titolare
"Ci sono tre cose immense al mondo, e una di queste è
l'ignoranza umana" |
Sabrina
20/01/2009
Conosco Clara Caverzan... Desideria è un romanzo
da leggere, perché in tutti noi c'è un po' di Desideria. Clara
ha descritto sentimenti, erotismo, la realtà di quegli anni che
è ancora così viva e attuale anche nei nostri giorni. Cosa posso
dire? Una cosa sicuramente... Clara è una donna vera! Sabrina
Manente |
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