Conscio

a cura di Luca Mori



     La prima cosa che mi viene in mente guardando il suo blog, è che è tutto molto scuro e che il nero dello sfondo si intona proprio bene con il rosso sangue delle scritte.
     La seconda cosa, invece, è che questo blog dice molto più di quello che c’è scritto nei post. L’autrice, a mio parere, ha un modo sottile di raccontarsi e bisogna essere bravi a leggere tra le righe, a prestare attenzione a ogni minimo particolare; sembra calibrare bene – lei, Ediafana – ogni parola, perché ogni parola ha la sua precisa importanza e bisogna darle quindi il peso che merita. A dispetto del titolo – Conscio, ciò che si conosce quindi, ciò che si vede – il suo blog è un misto di occhiate furtive, di carezze date di soppiatto e nascoste da una tovaglia spessa da taverna.
     Nato più di un anno fa, adesso vanta un discreto numero di lettori che seguono l’autrice nei frequenti post. Non solo sesso, intendiamoci, anche se il genere occupa una buona fetta dello spazio, ma è dichiaratamente e nello specifico un blog che può considerarsi un vero e proprio diario intimo, rispetto alla maggior parte dei siti personali presenti in rete.
     Cosa lo rende così diverso? La realtà, mi verrebbe da dire. Perché per una volta parliamo di una ragazza che apre un blog privato per il gusto di raccontarsi, per la voglia e una vera e propria necessità di scrivere; non quindi per una sorta di latente esibizionismo che viene velato come sempre dallo schermo di un pc. Ediafana è una persona riservata e non vuole mettere in piazza la sua intimità, ma solo avere davanti a sé una pagina bianca da riempire. Ma che ne pensa della scrittura erotica? "Per scrivere testi erotici penso che si debba esser molto bravi nell’uso delle descrizioni", dice Ediafana. "Se ci si dilunga troppo si diventa noiosi, se si è troppo coincisi si rischia d’essere imprecisi".
     Nelle sue storie in particolare, parlando di sesso, fa spesso da protagonista la storia con R., un uomo molto più grande di lei con il quale l’autrice ha una relazione ormai da parecchi anni: "Avevo 16 anni e lui 43. Più di una volta è stato giudicato un viscido, un porco che ha approfittato di una ragazzina troppo piccola per lui. Ma non è proprio così: non c’è stato nessun obbligo da parte sua, nessuna costrizione né lavaggi di cervello di cui più volte lo hanno accusato. La realtà è che avevo la prepotenza dei miei 16 anni, il vigore dell’avere il mondo nelle mie mani. R. mi ha insegnato a osservare la vita da altri punti di vista; adesso, dopo sei anni, ne risulta una passione fortissima, un amore dolce e perverso".
     Potremmo consigliare all'autrice, come spesso accade, di rendere questo spazio virtuale un po' più stuzzicante, di inserire qualche immagine reale che racconti insieme alle parole, così da catapultare il lettore nel vivo delle storie. Non un lavoro di grandi cambiamenti, intendiamoci; è più una ciliegina rossa e succulenta su una torta che è già gustosa di per sé. Perché leggendolo è questo che salta all'occhio: sono storie che si vivono, che pare quasi si possano toccare. E' un narrare, il suo, che si rende tangibile proprio perché, a mio avviso, raccontato dalla bocca di una ragazza un poco spudorata, forse, ma comunque piena di quella voglia di vivere e sperimentare tipica dei suoi anni.
     La riservatezza che Ediafana mantiene sul suo blog non arriva dalla voglia di mantenere una facciata da brava ragazza, quanto da un suo bisogno di trattenere nella sfera del privato ciò che è privato: "Le opinioni altrui sono importanti fino a un certo punto; la gente può pensare qualsiasi cosa di me, l’importante è ciò che io vivo e che mi rende felice. Anche perché spesso e volentieri l’opinione altrui è molto ambigua: spesso la gente ti critica, ma sotto sotto sarebbe così curiosa di provare ciò che provi tu...".






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