
Cristiana
Danila Formetta
a cura di Luca Ducceschi
dicembre 2009
Cristiana Danila Formetta è nata a Salerno nel
1972. Appassionata di cinema e musica rock, approda alla
scrittura quasi per caso partecipando a un concorso
letterario indetto dalla casa editrice Transeuropa. In
seguito, collabora a diversi siti web, fanzine e
riviste. Scrittrice e blogger, negli Stati Uniti ha
pubblicato per la Cleis Press e per Pretty Things. In
Italia ha pubblicato per Addictions e per l'Editrice
Clinamen. Nel 2005 con Coniglio Editore è uscito il
romanzo "La vita sessuale dei camaleonti", poi concluso
nella prestigiosa raccolta "International Erotica". Suoi
racconti sono stati pubblicati su diverse riviste tra
cui il magazine Blue e GQ Italia. Il suo ultimo libro è
"Fetish Sex" uscito in Italia per la casa editrice
L'Orecchio di Van Gogh.
Il tuo ultimo lavoro, Fetish
Sex, è uscito da poco. Ce ne parli?
Fetish Sex è una raccolta di racconti
erotici che indagano l'evoluzione del mondo del fetish
in tutte le sue forme, dall'abbigliamento tipico del
genere con accessori di gomma e latex, per approdare poi
alle sue varianti sadomaso, spanking e bondage. Ogni
racconto è preceduto da una nota introduttiva che spiega
ai neofiti le pratiche meno convenzionali, ma
altrettanto diffuse, del sesso feticista.
Perché, tra le tanti gustose
possibilità offerte dalla galassia del sesso, proprio un
libro sul fetish?
Perché il fetish negli anni '60 era
considerato, per il suo carattere trasgressivo, quasi
un'ostentazione del movimento femminista. In realtà, le
dominatrici e le sculacciatrici professioniste
esistevano già nell'Inghilterra vittoriana, ma
paradossalmente è solo tra gli anni '60 e '70 che
l'immagine di una donna col frustino in mano è venuta
alla luce come espressione di una femminilità
rivoluzionaria. E io ho sempre avuto un debole per le
donne pericolose.
Cristiana è anche sulla carta
d'identità o è un nome d'arte?
Mai usato un nome d'arte. Ho un nome fin
troppo angelico, lo so, ma questa contraddizione fa
parte del mio fascino.
Prima di avvicinarti alla scrittura
erotica, ne leggevi? Se sì, cosa in particolare?
Qua faccio ammenda: a eccezione di Francesca
Mazzucato e pochi altri, ho sempre letto moltissima
narrativa erotica, ma soprattutto autori stranieri e in
lingua originale. Trovo che gli inglesi siano tra gli
autori più spudorati, e adoro Maxim Jakubowski, amico e
maestro, profondo conoscitore dell'erotismo maschile e
femminile. Noi italiani dobbiamo ancora liberarci di
parecchi tabù.
Corriere.it ti ha definito una tra le
migliori scrittrici erotiche italiane. Ti riconosci
nell'etichetta di scrittrice di genere?
Il genere erotico è quello che frequento di
più anche perché, per dirla con le parole di un mio
lettore, "nelle scene di sesso sono proprio brava". Ma
mi sono sempre considerata un'outsider, amo sperimentare
e non nego che mi piacerebbe scrivere un romanzo erotic
noir. Chissà, magari un giorno...
Torniamo indietro di qualche anno:
stai inviando il primo manoscritto a un editore (o il
primo lavoro a un concorso letterario). Oggi: sei in
libreria tra Poppy Z. Brite e Alda Teodorani, e in
un'antologia a fianco di J. G. Ballard e un nobel per la
letteratura. Come si fa?
Non c'è una formula magica. Quando ho
cominciato mi sono detta "scrivi meglio che puoi, non
pensare alle critiche, non cullarti nei complimenti, ma
scrivi bene che prima o poi le soddisfazioni arrivano".
Avevo ragione.
E invece come si diventa una sex
expert (racconta lentamente perché in molti a questo
punto prenderanno appunti)?
Il termine mi è stato affibbiato, per così
dire, dal team del blog erotico Cooletto, e
credo di essermelo meritato per l'estrema disponibilità
con la quale affronto ogni genere di argomento, dal
feticismo sessuale alle "istruzioni per l'uso" per
vivere un sesso più pieno e consapevole. E devo
ammettere che il termine di sex expert mi piace molto, è
bello quando sesso ed esperienza vanno a braccetto senza
curarsi delle convenzioni, soprattutto se a parlarne è
una donna.
Se un tuo libro venisse definito
"pornografico" lo prenderesti come un complimento, come
un insulto o non ti poni il problema?
Io lo prenderei come un vanto! Come una
medaglia da appuntarsi in petto!
Un tuo parere sullo stato della
narrativa erotica oggi in Italia.
Sta crescendo. La narrativa italiana del
genere poco a poco sta diventando più esplicita e meno
lirica, proprio come piace a me.
E nel mondo?
All'estero va sempre forte, grazie anche a un
filone sadomaso che resiste alle mode di passaggio.
A tal proposito: hai pubblicato anche
negli Stati Uniti. Cosa puoi dire di quell'esperienza?
Molto bella, c'è una maggiore libertà di
esprimersi e di utilizzare termini e situazioni
esplicite che in Italia vengono spesso segnate in rosso
dagli editor delle case editrici. Io ad esempio sono una
grande fan della parola "cazzo", e credo che una donna
apprezzi un bel "cazzo" più di un bel "pene". Mi
sbaglio?
Quando scrivi ami pianificare a
tavolino o segui compiaciuta e a volte con stupore le
azioni dei tuoi personaggi?
Pianifico tutto a tavolino. Abbozzo tutto su
blocco note e post-it, poi elaboro sul pc. Ciò
nonostante il risultato non riflette mai l'idea
iniziale. La scrittura è una pratica anarchica, sfugge
al tuo controllo.
Esisterebbero i tuoi romanzi - e la
tua carriera - se non esisterebbe internet?
Prima di internet esistevano già le penne,
perciò la risposta è sì, senza ombra di dubbio.
Non ti chiedo l'ultimo libro letto, ma
l'ultimo che hai lasciato a metà, o che hai riciclato
come regalo pur di non averlo più in casa...
Belli o brutti leggo tutti i libri fino in
fondo. E' una questione di principio. Come quella di non
riciclare mai i regali, nemmeno sotto le feste.
Editoria con contributo: un male
necessario, meno male che c'è, oppure un reale problema
per chi scrive e per chi legge?
Uno scempio. Un male per gli editori che
offendono il lavoro di chi scrive, ma anche per certi
scrittori che confondono l'arte col commercio. A questo
punto, meglio l'autoproduzione.
A Stephen King, maestro dell'horror
arrivano ogni tanto doni bizzarri da parte dei fan, come
pipistrelli imbalsamati o foto di cimiteri. E a te?
A me, per la maggior parte, arrivano foto in
jpg di lettori nudi e ansiosi di condividere con me la
loro virilità. Quando mi vedrò recapitare a casa anche
un calco in gesso del pisello sarà la conferma che sono
"arrivata". Tu che dici?
Spiega a un potenziale lettore perché
dovrebbe leggere i tuoi libri (titolo per titolo,
altrimenti non vale).
Titolo per titolo è impossibile, la lista è
lunga e alcuni libri sono reperibili solo all'estero.
Però posso parlarti di Fetish Sex, ma in
maniera diretta, tramite le parole dei lettori. Chi l'ha
già letto mi ha scritto di essersi eccitato fino ad
avere un'erezione. Credo che la migliore recensione, per
una scrittrice erotica, sia proprio questa.
E se dovessi dipingere su una tela
l'erotismo, che colore useresti?
Rosso ovviamente, come la passione. |
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2 Commenti:
Valter
30/05/2010
Scrittori come Cristiana ce n'è bisogno in Italia, aria
pura sana e salutare in questo nostro Paese bigotto e represso.
Continua così. Ciao |
Korsika2010
11/01/2010
Mi sono permessa di scrivere direttamente alla grandiosa
Cristiana Danila Formetta e ha risposto con prontezza, cortesia,
disponibilità. Occorrerebbe ripetere "grande" molte volte per
esprimere il senso di gratitudine. Bravo anche Luca che ha
scelto di non invadere con mille domande arzigogolate. Ottima
l'intervista e straordinario il peso specifico di questa
autrice. E poi qualcuno dice che in Italia non ci sono bravi
scrittori! |
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