Diario erotico di vita e perversioni

a cura di Valeria



     "Credo sia possibile, anche per le mie esperienze personali, che ci sia sesso senza amore. Ma sempre e comunque animato da qualche sentimento. Anche l'amore senza sesso è più frequente di quanto si pensi. Più spesso, però, accade che convivano entrambi, e senza problemi, nelle storie che viviamo e a volte raccontiamo. Quello che uomini e donne vogliono più d'ogni altra cosa quando, dopo essersi più o meno inconsciamente cercati, si trovano per stare insieme è l'appagamento totale. Della mente, dell'anima, del corpo. Per raggiungere questo Nirvana dei sensi, di tutti i sensi e in tutti i sensi, è assolutamente indispensabile che ciascun attore, due o più di due che essi siano, si abbandoni ai propri istinti primordiali. Il maschio, che possiede, deve essere il Padrone e la donna che viene posseduta la Schiava. Non è un caso che nella terminologia corrente, e in tutte le lingue, l'uomo prenda e la donna venga presa, che lui chiavi e la donna venga chiavata o inchiavardata, che l'uomo penetri e lei venga penetrata, che lui ficchi e lei venga ficcata, che l'uomo si svuoti dentro di lei, che sia lei a essere aperta e nella posizione più indifesa e indifendibile che si possa immaginare per essere impalata, scopata, piegata e inculata, fottuta, fatta, sverginata o deflorata, violata in ognuno dei suoi orifizi. Nell'immaginario erotico la sottomissione della femmina al maschio acuisce tutte le sensazioni di piacere e non a caso le grandi civiltà orientali ne hanno fatto un canone mai messo in discussione quando si vuole raggiungere il godimento estremo. Tutto questo vale soltanto per un amore che sappia esplodere nel sesso o per il sesso cercato e trovato per godere di un appagamento assoluto. Naturalmente nella vita di ogni giorno per quanto mi riguarda la parità fra i quattro sessi è fuori discussione".
     Questo è solo un breve estratto di un post dedicato al sesso e all'amore.
     Lui è il Narratore, quarantaseienne consulente in Direzione specializzato in organizzazione aziendale.
     Il suo blog è il suo Diario. Diario erotico di vita e perversioni, aperto nel 2006 dopo aver deciso di ridurre all'essenziale i suoi viaggi in Italia e all'estero, accentrando tutto il suo lavoro in Sede. E' stato allora che alcune delle sue compagne lontane gli hanno chiesto di mantenere vivo il loro rapporto anche al di là degli incontri che erano andati naturalmente rarefacendosi.
     "Le storie che racconto", ci dice, "sono tutte vere. E' per questo che sono sempre stato particolarmente attento a evitare qualsiasi riferimento che potesse rendere riconoscibili le mie schiave, e mi sono impegnato a non dare informazioni sul mio conto che possano rendere riconoscibile me e quindi loro attraverso me".
     L'apertura di questo Diario erotico, quindi, è anche un modo per rivivere emozioni passate: "Ho tratto e traggo dal mio Diario molte soddisfazioni, e di diversa natura. Ogni volta che pubblico una storia trovo particolarmente emozionante riaccendere o ravvivare una fiamma sopita, anche se non spenta, dalla lontananza. Trovo anche estremamente piacevoli e interessanti i nuovi contatti che il blog mi ha permesso di intrattenere. Le nuove conoscenze".
     Ovviamente, dietro a chiunque pensi di aprire un blog personale, c'è una sorta di esibizionismo virtuale: "Dalla mia modesta conoscenza della psicologia ho ricavato la convinzione che chiunque manifesti pubblicamente le sue capacità, e anche le sue incapacità, lo faccia per un suo bisogno interiore, per la necessità di dimostrare qualcosa, qualsiasi cosa, a se stesso. A volte. E che invece lo faccia assolutamente sempre per dimostrarla anche a qualcun altro, se non addirittura al mondo intero. Quindi non parlerei soltanto di esibizionismo virtuale, ma di esibizionismo tout court. Più o meno spinto. Più o meno sano. Più o meno malato, naturalmente".
     Il nostro Narratore, comunque, sembra avere il dono di saper cogliere l'aspetto erotico in qualsiasi manifestazione della vita: "Con Freud ritengo che l'erotismo sia la naturale ricerca del piacere verso la quale uomini e donne sono istintivamente orientati e che, di conseguenza, sia un aspetto della natura umana che non debba essere mai sottoposto a condizionamenti, castrazioni artificiali, stravolgimenti religiosi e sociali falsamente morali, e quindi amorali, o addirittura a forme violente di repressione fisica e psichica. Credo anche che sia possibile incontrarsi e scontrarsi con l'erotismo ogni istante e in qualsiasi situazione".
     Un esempio per tutti: sono passati alla storia gli orgasmi vivaci ed espliciti delle fan di Bjorn Borg, mitico tennista svedese (quasi perfetto tranne che per la sua fantozzianamente tragica relazione con Loredana Bertè), ogni volta che metteva a segno un punto. E in particolare a ogni sua battuta che assumeva per quelle gaudenti supporter il significato di una vera e propria penetrazione, tanto improvvisa quanto impetuosa".
     Quando gli dico, però, che secondo me l'anonimato aiuta anche a far sentire una persona un po' più diversa da quello che è e un po' più simile a quello che vorrebbe essere, lui un po' risentito ci spiega il suo modo di vedere l'anonimato in rete: "L'anonimato, quando non è casuale, trova la sua ragion d'essere nelle più svariate motivazioni. Da quelle più abiette a quelle più sublimi. Si è espresso nel tempo in molteplici forme. Dalle due dozzine di rose rosse accompagnate dal biglietto di un ammiratore sconosciuto, ai versi appassionati di Cyrano. Dalle infuocate corrispondenze d'amore tra due sconosciuti, che finivano invece per conoscersi molto meglio di quanto non li conoscessero le loro madri, alle telefonate accattivanti con l'anonima funzionaria a cui prima o poi noi tutti siamo stati costretti a rivolgerci per risolvere i casini dell'infallibile sistema bancario. Quella funzionaria dotata di una voce celestiale e ascetica, degna di Radio Maria, e per questo terribilmente sensuale, con la quale abbiamo discretamente amoreggiato al riparo dalla cornetta del telefono fino alla soluzione della vicenda. E qualche volta anche oltre. Per non parlare dei personaggi famosi che per i motivi più svariati si sono nascosti per anni, e a volte fino alla morte, dietro a pseudonimi con i quali firmavano libri, articoli, poesie e opere d'arte di grande successo. La famosissima vignetta che ritrae due osceni figuri, dalle fattezze degne di Quasimodo, il gobbo di Notre Dame, intenti a descriversi in chat l'uno come una bionda strepitosa e l'altro come un novello George Clooney mi farebbe pensare che alla tua domanda si possa e si debba rispondere decisamente sì. Ma sarebbe una volgare esemplificazione, anche perché ridurrebbe l'anonimato al rango di squallido espediente, privandolo di una delle sue più poetiche caratteristiche. Quella di essere un formidabile catalizzatore della fantasia".
     E allora quale sarà la differenza tra il Narratore che scrive il suo Diario e l'autore del blog una volta spento il pc?
     "Nessuna", ci risponde, "provare per credere, direbbe Aiazzone! Sono un buon mobile, anche per quello che nascondo nei cassetti. A volte, se pure molto raramente, me lo hanno confermato persino quelli che hanno avuto la ventura, o la sventura, di avere contatti ravvicinati con me. Di persona, epistolari, telefonici. E persino metafisici".






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