
Due palline, che gusti?
a cura di Marta Abbà
"Ma cos'è, gelato al viagra?", udita qualche giorno
fa in una gelateria del corso maggiore, è quanto mi ha
fatto tornare in mente e riesumare il filmato che vi sto
proponendo. Per dovere di cronaca, si trattava solo del
caro vecchio gusto puffo con cui io per prima sono
cresciuta, ignara del fatto che un giorno ci sarebbe
stata una pastiglietta color blu pronta a far magie e a
far discutere. E a compiere dieci anni. Eleganza, stile
e semplicità per dieci anni di viagra. Nessuna ombra di
volgarità nel buio della location in cui è girata, una
fiamma che ricorda anzi il focolare domestico,
l'attorcigliarsi del blu attorno al bianco proprio come
accade per tutte le innocenti torte di compleanno.
Quelle dei bambini. Ed effettivamente a dieci anni si è
bambini. Anche oggi.
Oltre ad aver molto apprezzato la pulizia e la
nitidezza del messaggio, lanciato in modo talmente
diretto e chiaro da non poter essere messo sotto accusa
di nulla, ho cominciato a pensare, ricordare e
rievocare.
Com'era quando non c'era?
E' una domanda che mi faccio spesso quando ho
a che fare con prodotti nati negli ultimi quindici anni,
frutto di scoperte e di ricerca. Allora il cervello si
biforca, un ramo va a pensare a quanto è importante e
decisivo il contributo che molte persone forniscono
gratuitamente al resto dell'umanità "ricercando",
soprattutto nel campo scientifico. Nel bene e nel male,
questo non sta a me dirlo; se è bene o male è
evoluzione, è strumento, è andare avanti, scoperta dopo
scoperta, ciascuna può rivoluzionare la vita, del
singolo e della comunità, ognuna però scolpisce l'uomo
dentro e fuori. In che maniera l'ha fatto il viagra?
Il secondo mio ramo cerebrale è impegnato alla
regia con il filmato: realtà virtuale, magari in 3D,
"come sarebbe la vita dell'uomo senza ciò che invece
c'è". Viagra compreso.
Come sarebbe la vita dell'uomo senza viagra? E
quella della donna?
E - oggi forse lo si può domandare anche senza
averne ancora la certezza assoluta - come sarà la vita
con il viagra delle donne? |
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