Il tradimento del cappello

a cura di Maria Silvia Avanzato e Matteo Mancini



     Hawley Harvey Crippen, Kunigonde Mackamotzki ed Ethel LeNeve

     Fra tutte le donne della sua misera vita, era la più delicata, la meno appariscente. Eppure avrebbe dato molto nell'occhio.


  
     Lui: Hawley Harvey Crippen nasce nel 1862 nel Michigan, diplomandosi nel 1885. Sceglie una specializzazione in oculistica e intraprende il praticantato in varie città americane e canadesi. Deciso a divenire un medico, trova impiego presso un ospedale dove conosce Charlotte Jane Bell.
     Crippen è un ometto non molto alto, timido, mansueto: dopo qualche tentennamento attira l'interesse della giovane Charlotte, di famiglia irlandese convintamente cattolica. Nel 1887 i due convolano a giuste nozze. Poi, Charlotte rivela la sua vera faccia. E' una graziosa, attraente giovine soggetta a frequenti attacchi isterici, ha un carattere dispotico e una smisurata ossessione religiosa: il suo approccio al sesso è talmente conflittuale da spingerla a confessarsi dopo ogni unione col marito.
     I due vivono nella cittadina di Salt Lake, dove Crippen apre il suo primo studio privato: Charlotte dà alla luce il piccolo Otto Hawley, trovando la morte nel corso del parto. E' il 1892 e il dottor Crippen ha appena perso la prima donna della sua vita: dà in affidamento il figlio e torna a New York. Sposato in fretta, prematuramente vedovo e di nuovo solo, come se Charlotte non fosse mai esistita.
     Lavorando come assistente presso l'ospedale di Brooklyn, non tarda a conoscere una nuova compagna. Si tratta di Cora. Di questa donna, invece, il dottor Crippen conserverà un ricordo indelebile.

     Lei: Ku nigonde Mackamotzki è figlia di un salumiere polacco ed è nota per la sua avvenenza, il carattere vivace. Si fa chiamare Cora. Molto formosa, procace, esuberante e chiassosa, vuole consacrare la sua vita al canto. Per un certo periodo frequenta un uomo sposato, di mestiere fabbricante di stufe, che le paga le lezioni di canto: il suo unico obiettivo è divenire una popolare stella del mondo della lirica e, pur di raggiungere lo scopo, sacrifica se stessa.
     Ricoverata all'ospedale di Brooklyn per un aborto, non fa a meno di notare il giovane medico che arrossisce alla sua vista. Ha un'aria tranquilla, remissiva e, essendo medico, potrebbe garantirle un'esistenza più che dignitosa, stipendiandole i corsi di canto e permettendole di vivere nel lusso. Lo circuisce per poi tornare da lui, disperata, informandolo che il suo amante ha deciso di sposarla. Il trucco funziona e nel 1892 il dottor Crippen la sposa, rendendola ufficialmente la sua signora.  

     Crippen trova lavoro in uno studio oculistico di St. Louis e porta Cora con sé. Negli anni di depressione economica, il numero dei clienti per il giovane medico si riduce con velocità: i medicinali da banco prendono il sopravvento,  le cure specialistiche non sono abbordabili per le tasche di tutti. La mancanza di quattrini non passa inosservata agli occhi di Cora: le lezioni di canto hanno un costo sostanzioso, così inizia a umiliare il marito, rimproverandolo di non garantirle la vita che si merita.
     Crippen, avvilito, si decide ad aprire un negozio di farmaci che sono perlopiù ritrovati inefficaci, di sua invenzione. Solo nel 1894 ottiene un posto in uno stabilimento farmaceutico e il vento gira. Gira per Cora, ovviamente. Grazie al nuovo stipendio del marito, si può permettere lezioni di canto e anche gioielli, vestiario e serate di bagordi. Poco alla volta, i bagordi prendono piede, l'interesse per la lirica si affievolisce, Cora diviene amante del vaudeville e assidua frequentatrice di locali, il tutto a spese del marito.
     Crippen disapprova le nuove aspirazioni di Cora, ma l'ultima parola spetta sempre a lei. Quando l'uomo viene trasferito a Londra per l'apertura di una nuova filiale, la moglie si vede costretta a seguirlo.
     Cora (sotto il nome di Cora Motzky) si lancia nell'avventura del music hall. Forse, a questo punto, un figlio consoliderebbe il legame molto debole fra i due ma, dopo l'aborto, le ovaie della donna sono state asportate chirurgicamente. E' allora che arriva Belle.
     Dopo un fiasco teatrale, Cora cambia il suo nome in Belle Elmore e prosegue la sua impresa. Contatta agenti, partecipa a spettacoli mediocri e di scarsa qualità. Spesso, per ottenere una piccola parte, il marito deve venire in suo aiuto sborsando grosse cifre. Quando la notizia arriva all'orecchio del principale di Crippen, il licenziamento è immediato: una condotta così disdicevole non si adatta ai dipendenti di una grande azienda.
     Crippen è di nuovo solo: il suo diploma come medico non è riconosciuto in Inghilterra, si sente insignificante, la moglie non fa che accusarlo di demolire la sua carriera teatrale, negandole le cifre occorrenti. E allora alcol, feste, musica: Cora è ingorda di divertimenti. Conosce Bruce Miller, un ex pugile, e si fa vedere in giro per locali in atteggiamenti equivoci.
     Frattanto, Crippen ha cambiato lavoro per tre volte: un piccolo commercio in proprio, una ditta sul punto di fallire, infine il Drouet Institute, un istituto che millanta di propinare un antidoto alla sordità. Si tratta di una presa in giro, che lo stesso Crippen non perde occasione di commerciare. E c'è qualcos'altro, al Drouet Institute.

     L'altra: Ethel LeNeve ha diciassette anni e fa la segretaria. E' l'immagine della delicatezza: i colleghi la chiamano "Non molto bene, grazie" poiché è la sua risposta abituale quando le si chiede come sta. E' pallida, esile, con grandi occhi grigi, piccola di statura. Soffre di anemia, raffreddore, cefalea, bronchite e molti altri malanni. Ha una lieve zoppia dovuta a un piede deforme: negli anni si è convinta che i suoi genitori non la amino per questo motivo. Il padre, in particolare, è un violento alcolista che preferisce la sorella a lei. La vita di Ethel è senza amore e piena di paura: paura che la famiglia la detesti, paura che la sua zoppia la penalizzi, paura di tutte le malattie. Non è soltanto ipocondriaca, ma anche una bugiarda patologica.
     Crippen rimane subito colpito da lei. E' un'altra anima insoddisfatta, un cumulo di sogni irrealizzati e di timori verso la vita, smarrita come lui, incauta. Lei gli sorride debolmente, con semplicità e sembra tanto distante dalla tirannica Belle Elmore, le sue manie di grandezza e la sua collera implacabile. Per Ethel, Crippen rappresenta il padre che aveva sempre sognato: protettivo e amorevole, capace di prendersi cura di lei. E questi sono i presupposti ideali per la nascita di un amore maledetto.
   Quando il Drouet Institute chiude i battenti a causa di una negligenza medica, Crippen perde il lavoro. Sconfitto, si trasferisce insieme alla moglie presso Albion House, a nord della città. Si tratta di una bella casa, ma occorrono lavori di restauro. Superfluo dire che Belle stabilisce un'autentica tabella di marcia per il marito: fra le sue pretese, pareti tinteggiate di rosa, rose in giardino, serre e recinti per i gatti. Ben presto anche il vicinato si fa l'idea che Hawley Crippen sia un martire.
     Ma Albion House è un paravento per il più totale squallore. Belle non si sente vocata a fare la donna di casa e vive in mille assurde paranoie. Convinta che l'aria fresca le possa nuocere, stabilisce che le finestre non vengano mai aperte. Non intende pulire la casa, eccettuate le occasioni in cui ci sono ospiti da ricevere, pertanto lascia ogni stanza in balia del più incredibile soqquadro e relega il marito a vivere con lei in cucina, unico spazio salvatosi all'uragano del suo disordine. Ammucchia carte, cosmetici, parrucche, gioielli, stoviglie sporche e fermagli per capelli in ogni camera, il sudiciume incrosta i vetri e l'aria è irrespirabile. Mentre Crippen assapora la miseria più nera, la moglie diviene tesoriera di un'associazione artistica e si concede incontri del the, feste e vagabondaggi.
     Ma Crippen vuole trovare lavoro e, soprattutto, portare Ethel con sé. Dopo diverse esperienze, apre uno studio privato e l'amante lo segue in veste di assistente. Sarebbe una vita mediamente appagata, al fianco della donna che ama, se non fosse per Belle, la belva che lo aspetta a casa. Vuole altro denaro, vuole ciò che le spetta per mantenere la sua carriera inesistente, ponendo l'accento su vestiti e gioielli. Così mette un'inserzione per cercare alcuni pensionanti per Albion House e ne trova ben quattro: Crippen, in assenza di domestici, viene "invitato" a servire i nuovi venuti lucidando loro le scarpe.
     Mentre Belle viene fischiata spettacolo dopo spettacolo, Crippen attinge dall'amore per Ethel cercando di tirare avanti. Con Belle sono scenate e litigi. Con Ethel è amore romantico.

     Per i primi due anni di relazione, Ethel non permette a Crippen di fare l'amore con lei. Vuole essere certa che le intenzioni del medico siano serie e insiste perché abbandoni la moglie. Lui promette ogni volta il grande passo, poi Belle lo spaventa a tal punto che non riesce a prendere una decisione. A ogni modo, Belle lo viene a sapere. Minaccia il marito dando sfogo a tutto il suo astio: intende rovinarlo, gli porterà via tutti i risparmi, lo distruggerà. Fa dividere le stanze da letto e riallaccia l'antica relazione con Bruce Miller. Toccherà proprio a Crippen coglierli assieme, nel letto. L'uomo si rimette il cappello e, senza emettere un fiato, si rintana piangendo fra le braccia di Ethel che finisce per convincersi della forza del suo amore.
     Qualche tempo dopo, Ethel rimane incinta seppure perdendo il bambino con un aborto spontaneo. Intanto Belle ha cambiato diversi amanti e Albion House è ridotta al peggiore dei bordelli.
     17 gennaio 1910: Crippen si reca in farmacia e acquista alcuni grammi di iosciamina, alcaloide letale persino se assunto in ridotta quantità. Firma il registro della farmacia indicando, come motivazione dell'acquisto, "preparazione di un farmaco omeopatico". Passano alcuni giorni ed Ethel ha una violenta crisi isterica. Chi la soccorre riferisce che la giovane si dichiara spaventata per il proprio futuro, ma Ethel è debole, nevrotica, lunatica. E nessuno ci dà peso.

     Il 2 febbraio 1910 Crippen consegna a Ethel una lettera da consegnare alla direttrice dell'associazione presso la quale Belle lavora come tesoriera: la lettera è scritta da Crippen e firmata a nome di Belle. Nel testo si fa riferimento a una partenza improvvisa dell'artista per far visita a una parente americana e si rassegnano le dimissioni. Alcuni giorni dopo, Crippen impegna una serie di gioielli della moglie e fa dono a Ethel di una spilla a forma di sole di cui la moglie era molto gelosa. Tutto ciò insospettisce un'amica di Belle, la quale nota la spilla sul vestito di Ethel e ne rimane colpita.
     In seguito, Crippen si lascia andare a una serie di tortuose comunicazioni: prima dice che Belle ha scritto dall'America per informare che non le è possibile tornare a causa di impegni, poi è malata, infine che è stata ricoverata per broncopolmonite. L'amica di Belle sta all'erta: le sembra poco credibile che la cantante, così legata ai suoi gioielli, li abbia lasciati tutti a casa e, peggio ancora, addosso a un'altra donna.
     Il 26 marzo Crippen annuncia che Belle è morta, pubblica un necrologio sulla rivista "Era" e parte assieme a Ethel per Dieppe, località dove vivranno una sorta di tenera luna di miele.
     Gli indizi sono troppi, gli amici di Belle vogliono andare in fondo alla faccenda. Scoprono che nessuno a nome Elmore o Crippen ha mai viaggiato verso l'America negli ultimi mesi. Nell'ospedale californiano che Crippen ha citato come luogo di ultima degenza della moglie non si è mai saputo nulla di lei.
     Scotland Yard interviene subito e Crippen viene interrogato, mentre si trova nel suo ufficio, a bruciapelo. Qui, il nostro timido medico americano dà una grande prova di capacità teatrali, forse proprio quelle che mancavano a Belle. Si scusa con la polizia e confessa con imbarazzo che ha dovuto mentire per impedire che si sapesse la verità: la moglie l'ha lasciato perché meno abbiente dei suoi vari amanti, è scappata (forse con Miller) e lui ha tentato di arginare lo scandalo ricorrendo al falso necrologio.
     La messinscena funziona. L'ispettore Walter Dew è quasi del tutto persuaso dall'innocenza del medico, sebbene ordini di perquisire la casa. Persuade Crippen a rimettersi sulle tracce di Belle e gli fa pubblicare un'inserzione in cui chiede sue notizie. Poi si ripromette di tornare ad Albion House per terminare i sopralluoghi: è come se qualcosa non gli tornasse, come se non avesse guardato bene dappertutto. Quando torna a far visita a Crippen, tuttavia, il medico si allarma: la polizia è tornata, eppure la faccenda pareva chiusa, cos'altro vorranno? Poco alla volta, una strana idea si fa largo nella mente stravolta del dottore.

     E' il giorno 11 luglio. Walter Dew ha riordinato le sue idee dopo molte notti insonni e ha compreso quale tassello non fosse al suo posto. Lo scantinato. Bisognava guardare nello scantinato. E' già stato due volte ad Albion House e l'ha trovata vuota e chiusa: mentre la polizia britannica è sulle tracce di Crippen, Dew preferisce scendere nella cantina, il luogo per cui ha perso il sonno, quel suo inspiegabile chiodo fisso. Con l'aiuto di alcuni sottoposti, forza l'ingresso della casa, scende sottoterra e inizia a scavare. Ci sono delle mattonelle smosse e lui vuole assolutamente capire perché. Non appena sollevate, un fetore insopportabile ammorba l'aria. I giovani si fanno coraggio col brandy e l'opera continua. Avvolti da un vecchio pigiama e sporchi di terra, affiorano poco a poco i resti di Belle Elmore. La testa è scomparsa, come i genitali e le ossa. La donna è stata disossata: muscoli e brandelli di carne sono stati coperti da una colata di calce viva. Ci sono capelli ricci per metà biondi e per metà scuri, pezzi di pelle fra i quali uno che tradisce una cicatrice, un riquadro asportato dal basso addome. E' uno scempio.
     Per la prima volta, la stampa sgrana gli occhi di fronte a un omicidio così efferato: uccidere una donna è di per sé terribile, ma spolparla come fosse una carcassa ha qualcosa di insano.
     Le ricerche impennano perché ora che la stampa grida al mostro, trovare Crippen non sarà affatto facile.

     Siamo a bordo della SS Monrose, una barca diretta in Canada. A bordo, oltre ai vari passeggeri, c'è il capitano Henry Kandall, un uomo con il pallino per i gialli e le aspirazioni da detective. E' il tipo che tiene gli occhi ben aperti e non gli è sfuggito quello strano dottor John Philo Robinson che si è appena imbarcato. L'uomo si porta appresso il proprio figliolo, un ragazzino minuto e poco loquace, un sedicenne che non ama mischiarsi alla folla e ha un'aria pallida, un corpo gracile. Addirittura il cappello sembra troppo grande per lui. Secondo Robinson, il figlio deve raggiungere il Canada per sottoporsi a cure particolari. Qualcosa in quei due risveglia lo spirito investigativo del capitano. Il dottor Robinson, ad esempio, ha un evidente segno degli occhiali sulla pelle del naso, eppure non li porta.
     Il figliolo, invece, ha marcati lineamenti femminili e arrossisce se le battute dei commensali si fanno troppo spinte. Peraltro, il viso di Robinson pare familiare, senza contare che spesso, chiamandolo per cognome, non si gira per rispondere, come se il nome non gli appartenesse.
     Per Kandall serve una goccia che faccia traboccare il vaso, la piccola spinta che lo spinga ad allertare la polizia: quando vede Robinson e il figlio intenti a passeggiare sul ponte tenendosi teneramente per mano, non ha più dubbi. Recuperata una foto segnaletica di Crippen, gli toglie baffi e occhiali con l'ausilio di un gessetto. Subito trasmette l'immagine alla polizia. Si tratta proprio dei due diabolici amanti adeguatamente camuffati. Bisogna evitare di metterli in allarme: la polizia decide di stabilire un punto di incontro con la SS Monrose, dove alcuni agenti saliranno a bordo a prelevare i due fuggitivi.
     Viene mantenuto il riserbo più completo, sebbene Crippen dia segni di nervosismo: in quei giorni consegna a Ethel una grossa somma di denaro, le dice di usufruirne in Canada nel caso qualcosa vada storto.
     La polizia e l'ispettore Dew, travestiti da piloti, si infiltrano a bordo della Monrose il 31 luglio. Dew, per smascherare la sua vecchia conoscenza, si mette alle sue spalle e pronuncia un bel "Buongiorno, dottor Crippen".
     L'uomo fa un passo falso: sentendosi chiamare si gira all'istante. Arreso, risponde: "Buongiorno, ispettore Dew".

     Durante il viaggio di ritorno, Crippen ed Ethel vengono isolati in cabine separate. La donna riesce a mantenere un buon autocontrollo, non si scompone. Crippen fa lo stesso, seppure chiedendo spesso notizie di Ethel. In un'occasione gli viene permesso di affacciarsi dalla cabina e guardarla. Non si dicono nulla, si scambiano un cenno con la mano. Si cerca di tenere alla larga la stampa. L'avventura è finita.
     Ha inizio un lungo processo assai controverso. Nei capelli di Belle sono stati rinvenuti resti di iosciamina, la cicatrice rinvenuta sul lembo di carne corrisponderebbe a quella dell'asportazione delle ovaie: Crippen tenta inutilmente di dimostrare che non sapeva nulla del corpo, che forse fu messo lì a sua insaputa. Tutto è vano: condanna a morte per il medico, il quale si prodigò perché la corte credesse nell'innocenza non tanto sua, quanto di Ethel. Per quanto molti sostenessero che era proprio la fragile Ethel la vera istigatrice del delitto, essa venne prosciolta dall'accusa.
     Il dottor Crippen passò la prigionia a scrivere a Ethel lunghe lettere d'amore: si sarebbero riuniti per sempre, doveva pensare a se stessa, tenersi lontana dal male e dai pericoli, vivere nella grazia di Dio. Era come se il medico avesse lasciato libera quella colomba, da molti reputata un avvoltoio.
     In carcere, Crippen tentò il suicidio sfilando una lente dalla montatura dei suoi occhiali e cercando di recidersi i polsi, ma venne fermato.
     Fu impiccato, sebbene i presenti testimoniarono che per tutto il tragitto verso il patibolo non smise mai di sorridere debolmente.
     Lo stesso giorno Ethel si imbarcò sul Majestic, vestita di nero e velata, e lasciò l'Inghilterra.
     La stampa si sbizzarrì ancora a lungo sul caso Crippen: divenne sempre più popolare l'ipotesi che Crippen, di carattere debole, non riuscisse a staccarsi da Belle Elmore e avesse finito con l'accontentare la LeNeve, soggetta a frequenti crisi isteriche e costretta ad amoreggiare di nascosto nei motel.
     La storia rimase impressa e, in qualche inspiegabile modo, continuò. Il capitano Kendall, che aveva ricevuto una buona ricompensa per l'aiuto dato alla polizia, fu protagonista di un grosso scontro navale, anni dopo. La sua nave si schiantò contro una carboniera, nello stesso punto in cui la Monrose s'era fermata per consentire a Dew di salire a bordo e arrestare Crippen. Morirono migliaia di persone.
     Ethel LeNeve si risposò con un bibliotecario di nome Smith ed ebbe due figli: nonostante questo, ripeté fino alla morte, avvenuta nel 1967, che Hawley Crippen era stato il suo unico vero amore e di esserne ancora innamorata. Persino Smith, novello marito, era molto somigliante al famoso "assassino dello scantinato".
     Albion House rimase vuota per anni: fu inutilmente cercato di affittarla, ma ben presto serpeggiarono leggende di fantasmi sulla casa e si ritrovò puntualmente sfitta. Durante la Seconda Guerra Mondiale una bomba la rase al suolo. Del dottor Crippen rimane una statua nel museo delle cere di Madame Toussaud, come la tradizione britannica per gli assassini impone.
     Ora, il fantasma di Belle potrà cantare per sempre.






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