
I racconti erotici di Vuerre
a cura di Paola Levi
Entrando in questo blog, uno sfondo nero viene
subito colorato da foto provocanti e video coloriti. Questa vivacità è confermata dal profilo
di Vuerre, che si diletta a scrivere racconti
traendo spunto da situazioni che ha vissuto, ma
lasciando poi immaginare al lettore quali siano i
confini tra fantasia e realtà.
Questo mi incuriosisce subito e quindi inizio a
intervistarla chiedendole se non crede che un lettore
che conosce la letteratura erotica riesca un po’ a
cogliere dallo stile dei racconti dov'è il confine tra
verità e fantasia o, meglio, tra le sue esperienze
personali e l’immaginazione. Mi sorride e annuisce,
confermandomi infatti che gran parte di quello che
scrive trae suggerimento da situazioni realmente
accadute anni fa o anche recentemente. Naturalmente
questa realtà viene poi arricchita, romanzata, oppure ne
viene semplicemente fotografato un istante omettendo
tutti quei particolari che renderebbero riconoscibile il
luogo, la persona, ecc. Concordiamo quindi che in genere
chi legge si accorge di questo, grazie allo stile molto
descrittivo di Vuerre che, scrivendo, riesce a rivivere
le emozioni passate, visualizzando o immaginando di
nuovo la situazione come se fosse reale. Sicuramente
questa vivace immaginazione coinvolge anche i lettori, e
infatti mi conferma che i suoi lettori le raccontano che
sembra davvero di partecipare alla scena, di essere uno
dei protagonisti.
Mi fa piacere vedere come un blog possa coinvolgere
tanto e quindi, considerato che i lettori del blog
possono lasciare commenti, mi incuriosisce sapere che
altra interazione si sviluppa con i lettori. Vuerre mi
sorride e subito precisa che, nonostante il filtro ai
commenti, preferisce non censurarne nessuno ma
pubblicare sempre tutto. Parlando di questo risulta per
entrambe simpatico notare come le donne, più riservate,
preferiscano scrivere commenti in privato mentre gli
uomini, decisamente più esibizionisti, scelgano
di commentare direttamente sul blog.
L'interazione con i lettori risulta così interessante
anche per Vuerre, che mi racconta come ci sia chi le
invia altri racconti, chi vorrebbe essere stimolato a
scriverne, chi suggerisce temi e spunti parlandole del
privato, ecc. Notiamo entrambe che molti le parlano come
se l’avessero realmente incontrata, conosciuta sia
fisicamente che caratterialmente...
"La cosa a volte mi inquieta", mi confessa Vuerre, "ma
questo semplicemente significa che attraverso la
scrittura passa molto di me".
Concordo e le sorrido: un bravo scrittore infatti
trasmette al lettore molto più delle parole...
Quando quindi le chiedo di descrivere il tipico lettore
di questo blog, mi dice "Quelli che mi scrivono più
spesso sono in generale persone che amano leggere,
fruitori di letteratura erotica, con buona cultura e
molti scrivono a loro volta di erotismo in un blog.
Spesso Vuerre commenta e legge anche loro. Inoltre hanno
indubbiamente un rapporto molto libero con la propria
sessualità: alcune donne leggendola si riconoscono e si
sentono in un certo senso emancipate proprio
dal suo blog. Questo feedback è indubbiamente positivo e
ricompensa l’idea originale del blog come uno spazio
dove Vuerre potesse scrivere liberamente, in piena
autonomia e chiunque potesse leggerla senza censure.
Raccogliendo in un anno oltre 65.000 visualizzazioni
totali, Vuerre è meravigliata da quanti connazionali
dispersi in tutto il mondo la leggano da tantissime
nazioni diverse: Stati Uniti, Germania, Svizzera, Gran
Bretagna, Arabia Saudita, Francia, Brasile, Spagna,
Romania, Olanda e Canada quelli con il maggior numero di
contatti che attualmente hanno superato i 20.000. Vuerre
è molto incuriosita da questa tipologia di lettori ed è
"assolutamente stupita dalla potenza di questo
incredibile mezzo di comunicazione che è internet".
Concordo e, vivendo all’estero, apprezzo questo
commento.
Attirando quindi tutti questi lettori, il blog è
sicuramente ben strutturato, tant'è vero che, in una
colonna sulla destra dello schermo, elenca i post più
popolari, che variano dal recente racconto Incesto -
Una storia vera al personalissimo Ancora tu,
al dolce Amore timido, ecc. Questi racconti
sono di fatto molto diversi per tono e situazioni e
chiedo quindi a Vuerre cosa li renda "i più popolari".
Mi sorride e risponde con onestà, dicendomi "Me lo sono
chiesto anch’io, e credo che siano quelli più veri,
quelli dove emergono anche delle emozioni, del
sentimento e non c'è solo sesso. E la cosa mi ha dato da
pensare, soprattutto per quello sull'incesto, che mi è
stato inviato come una storia di vita realmente vissuta.
Ci ho pensato per mesi e infine l'ho pubblicato con
l'avvertenza sull'argomento, poi durante la notte mi
sono pentita, ho pensato di toglierlo. E con mio enorme
stupore il giorno dopo ho constatato che c'era stato un
picco di contatti. Ancora oggi è il più letto e
visitato".
Capisco bene come questo bel brano sia davvero ai
confini di quanto si osa raccontare e quindi, essendo
personalmente rigorosa nel tenere la mia privacy ben
separata da tutti i legami familiari, mi incuriosisce il
post Ho fatto outing!, dove Vuerre racconta che
ha presentato il suo blog alla sua famiglia (sorella,
cugina e moglie del cugino). Le chiedo quindi come
questa confidenza concessa ai familiari possa mai
conciliarsi con la la sacrosanta tutela della propria
privacy. Vuerre coglie bene il mio dubbio e mi spiega
con assoluta sincerità che "a volte per il mio modo di
vivere la sessualità mi sento una diversa e questa cosa
mi pesa. Mi sembra, soprattutto con le persone a me più
vicine, come se dovessi nascondere una parte di me,
quella più vitale". Ecco quindi perché ha deciso di
confidarsi, confrontarsi e parlare, soprattutto con le
donne della sua famiglia. Ovviamente ammette che, appena
fatta quella confidenza, immaginava di essere letta da
quegli occhi attenti e sorridenti, ma ora per fortuna
non ci pensa più! Entrambe sorridiamo pensando che in
fondo quel "non pensarci più" sia un vero sollievo.
Considerando quindi come i suoi racconti variano
dall’esperienza personale, alla fantasia, al commento,
alla riflessione, all’ironia le chiedo qual è il filo
conduttore che li lega. Vuerre riflette e mi spiega:
"Forse non c’è uno stile omogeneo e non ci sono
tematiche dominanti, seguo la scia delle mie esperienze
personali. Il filo conduttore sono io, l’umore del
momento, il mio vissuto. Ci sono alcuni racconti con dei
tratti BDSM, altri lesbo, dipende dalla mia propensione
e dalla mia voglia di condividere delle suggestioni".
Tra tutti questi post, Vuerre precisa anche che non si
ha necessità di essere innamorata per fare sesso.
Sottolinea quindi che fare l’amore ha ben altro
significato del fare sesso. Intrigata da questa
dichiarazione le chiedo quindi se crede che
quest’opinione, ben condivisa dagli uomini, sia ormai
comune anche tra le donne. Mi sorride e ammette: "Credo
che per molte donne non sia più inconcepibile scindere
il sesso dal sentimento. Ormai i tempi sono cambiati,
basta pensare al tradimento, una volta appannaggio quasi
esclusivamente maschile. Le donne hanno imparato a
concedersi la loro dose di piacere, prendono
l’iniziativa e vivono la propria sessualità in maniera
più libera e disinibita di un tempo. Certo non tutte, ma
per molte è così". Sorridiamo insieme su queste
considerazioni e allora Vuerre mi precisa che ora al
sottotitolo del suo blog Racconti erotici, poesie,
riflessioni aggiungerebbe la parola emozioni,
che infatti traspaiono da quello che "una 45enne morbida
e inquieta che –come lei - adora il presente", scrive.
Bellissima e sensuale descrizione di se stessa!
Le chiedo quindi se ha nuove idee e progetti in
cantiere e mi racconta che sta raccogliendo i racconti e
anche qualche inedito per pubblicare un e-book. E alla
domanda d'obbligo sul colore dell'erotismo mi risponde:
"L’erotismo si tinge di tutte le sfumature di rosso, da
quello scuro e sanguigno, passando per il viola purpureo
e su su schiarendosi fino al bianco accecante. Saltando
a piè pari il rosa". Simpatica e intelligente ironia su
quanto quel tradizionale "rosa" non parli più
dell’essere donna oggi. |
|
|


|
|