
Kopabill
a cura di Valeria
aprile 2010
Kopabill, classe 1991, giovanissima artista quindi
e fotografa del nord Italia, ha iniziato la sua
collaborazione qualche anno fa con la meravigliosa
Ermione, che tuttora è una delle preferite e affezionate
tra le modelle. I suoi lavori sono pieni di una
sensualità devastante, a volte morbosa, a tratti
aggressiva, irruente, spesso decadente.
Kopabill: da cosa arriva questo
pseudonimo?
Mi è stato affibbiato ancora in prima
superiore: poiché era mia abitudine vestire spesso il
giallo e il nero, venni associata alla protagonista di
Kill Bill Vol.1, che nell'ultima scena veste -
appunto - una tuta gialla e nera.
Ermione compare spesso nelle tue
fotografie. Come vi siete conosciute e che rapporto c'è
fra voi due?
Ci siamo conosciute dopo che lei trovò il mio
profilo su Deviantart; da lì decidemmo di organizzare un
set assieme e, visti gli ottimi risultati, abbiamo
cominciato a collaborare in diversi progetti. Diciamo
che è stata lei prima di chiunque altro a incentivarmi a
continuare e migliorare i miei lavori; siamo infatti
entrambe molto soddisfatte dei risultati che la nostra
collaborazione ha comportato. Mi ha aiutata molto
offrendomi collaborazioni con altre modelle e proponendo
le nostre foto per le pubblicazioni. Abbiamo instaurato
un ottimo rapporto, assieme creiamo i miei lavori più
significativi. Siamo in perfetta sintonia.
Come si sono evolute le tue fotografie
da quando hai iniziato a oggi? Quali cambiamenti ci sono
stati?
Credo di essere evoluta sia sotto l'aspetto
tecnico che iconografico; inizialmente i miei lavori
erano evidentemente mediocri sotto entrambi questi
aspetti. Ho avuto un periodo in cui seguii la corrente
dark, molto comune su Deviantart; ora cerco perlopiù di
esprimermi cercando di perfezionare l'originalità. A
differenza dei primi lavori, quelli più recenti sono
carichi di significato, agli inizi infatti uscivano
spontanei seguendo gusto estetico o significati minori.
Assieme a Ermione ho deciso di puntare più sul rendere
unico ogni pezzo dei nostri set, elaborando molto in
post produzione. Infatti, dagli ultimi scatti ne è
risultato più un lavoro di fotomanipolazione che
fotoritocco.
C'è stato un servizio fotografico che
ti è piaciuto particolarmente?
Ogni set fotografico ha atmosfere e ritmi
differenti, ma nessuno spicca particolarmente. Diciamo
che essendoci confidenza con Ermione, i nostri set sono
molto disinvolti e spontanei, nelle collaborazioni con
altre modelle è sicuramente diverso, ciò comunque non
penalizza affatto il risultato. Ho sempre lavorato con
persone piacevoli e sempre con buoni risultati, quindi
mi riesce difficile fare preferenze.
Cosa cerchi di esprimere nei tuoi
scatti e cosa, secondo te, viene recepito dall'esterno?
Soprattutto negli ultimi lavori, la creazione
nasce da una personale concezione della realtà,
rappresento con simbologie e corrispondenze la
proiezione della mia visione del mondo; questo avviene
particolarmente nelle fotomanipolazioni, ma è anche
molto forte il significato che ho lasciato impresso
nell'ultimo set con Ermione. Non credo affatto che
vengano capite da tutti, ma è esattamente ciò che
voglio, esse parlano per me, dei miei lati più intimi,
ed è giusto che siano in pochi a concepirle esattamente.
Nessuna di esse descrive del sentimentalismo, esse
parlano esattamente di me, di ciò che penso, di ciò che
vedo.
Hai dei progetti in cantiere per il
prossimo futuro?
Non esattamente, l'ideazione dei miei lavori
avviene in modo molto spontaneo e cerco di realizzarlo
il prima possibile. Attualmente nulla in programma come
fotografa, in vista ho qualche progetto in cui dovrò
posare.
Come mai questo cambio di ruolo? Da
cosa nasce?
Voglio approfondire questo ambito, si tratta
di una sperimentazione, cerco una conoscenza del campo a
trecentosessanta gradi.
Ti rassicura in qualche modo essere
dietro la macchina fotografica e non davanti?
Si tratta di interpretare due ruoli diversi,
sicuramente dietro la macchina fotografica sono più a
mio agio, considerata l'esperienza. Ma da entrambe le
parti esprimo me stessa, quindi per quanto riguarda lo
starci davanti si tratta più di una questione di
prendere più confidenza con il ruolo.
C'è una modella con la quale vorresti
lavorare e non ne hai ancora avuto l'occasione?
Qualsiasi modella va bene, purché sia bella e
molto espressiva.
Secondo te, come si esprime l'erotismo
in una fotografia? Quanto ne va del fotografo e quanto
della modella e del set?
Credo che il risultato dipenda da entrambi, la
modella deve essere in grado di esprimere il proprio
fascino e sensualità, poi sicuramente sta al fotografo
interpretarla e valorizzarla soprattutto.
L'era del digitale, per quanto aiuti
molto, non pensi abbia un po' fatto perdere il fascino
delle vecchie fotografie sviluppate in camera oscura?
Le considero due cose differenti, sono
piuttosto dell'idea che la fotografia digitale non
svaluti affatto quella meccanica, le definisco più come
due tecniche artistiche diverse.
Se dovessi - non fotografare ma -
dipingere l'erotismo, quali e quanti colori useresti?
Credo che l'erotismo si possa esprimere con
una scala di grigi; suggerisce, lascia spazio alla
fantasia e non è esplicito. Come in un film in bianco e
nero, non vediamo i colori, ma con le diverse tonalità
di grigio li intuiamo. Dopotutto, trovo che il bianco e
nero sia molto affascinante. |
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2 Commenti:
Ermione

06/05/2010
Questa ragazza a soli 18 anni ha esposto in Giappone,
guarda le sue opere, nulla c'è di banale... poi sai, con l'arte
oratoria ognuno ha le sue potenzialità |
Kira86
01/05/2010
Hai scritto solo un mucchio di banalità... |
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