
Noemi
Gastaldi e Tiziano Aromatico
a cura di Luca Mori
giugno 2011
Noemi e Tiziano, due ragazzi giovanissimi e autori
del romanzo Ventidue fiori gialli, nato proprio dalle
pagine del diario di Noemi. Come per la scrittura, Noemi
e Tiziano è una coppia che condivide molte cose anche
nella vita privata.
Quando e in che situazione vi
siete conosciuti? C'è un aneddoto che vi ricordate di
quel periodo?
N: E' tutto descritto nel
libro, quindi non mi dilungherò più di tanto: ci siamo
conosciuti in chat, il contatto di Tiziano mi era stato
dato da un'amica... All'epoca ero follemente innamorata
di un altro e il suggerimento della mia amica era stato
di commissionare un rituale d'amore a Tiziano, il suo
cartomante di fiducia...
T: Ci siamo conosciuti
tramite un'amica di Noemi a cui leggevo le carte in
chat. La prima volta ci siamo incontrati alla stazione
di Porta Nuova. Ora mi sembra strano, ma quel giorno non
ero per niente convinto: era troppo giovane ed era
abbigliata in modo provocante. Ma mi è bastato parlarle
un attimo e ho capito che avrei fatto la cosa giusta, se
me la fossi portata subito a casa...
Quando avete pensato di scrivere
insieme un romanzo?
N: Da parte mia, quando ho
visto Tiziano leggere alcune pagine del mio diario. Mi
aveva già detto di voler scrivere un romanzo sulla sua
esperienza di esoterista e mi aveva accennato di volermi
riservare un ruolo da protagonista. Così gli ho portato
il mio diario; scrivo diari da quando ho imparato a
scrivere. In questo modo avrebbe potuto sapere tutto di
me. Gliel'ho portato, lui s'è messo seduto sul divano e
ha iniziato a leggerlo mentre io facevo altro. Dopo un
po', mi sono girata verso di lui per vedere a che punto
fosse e non ci potevo credere: aveva una mano nei
pantaloni e gli era venuto duro! Così ho lasciato che
finisse di leggere, poi abbiamo fatto altre cose che non
starò a raccontare e infine gliel'ho chiesto: "Possiamo
usare anche quello che ho scritto io, per il tuo
romanzo?".
T: L'idea iniziale era quella
di scrivere un romando su di lei: mi sembrava
interessante il suo vissuto, ma la conoscevo
relativamente poco e non pensavo che avremmo finito per
scrivere il romanzo assieme; poi abbiamo iniziato a
vederci sempre più spesso e a parlare anche della mia
idea: il discorso ha appassionato tutti e due.
Com'è nata l'idea di Ventidue
fiori gialli? Come avete sviluppato la trama e
com'è stata "tecnicamente" la stesura (email, lavorando
per esempio un brano a testa)?
N: Com'è nata l'idea può
dirvelo soltanto lui; io sono solo stata informata della
nascita dell'idea... Per il resto, abbiamo lavorato
molto insieme: prima che decidessimo di convivere, lui
aveva giusto buttato giù l'idea. Così io mi sono
occupata di trascrivere le pagine del mio diario sul suo
pc, lui ha scelto quali utilizzare. Dopodiché, lui ha
scritto una versione estremamente breve di quello che è
ora il romanzo, poi insieme abbiamo deciso dove e come
ampliare... Ho ampliato soprattutto io, ma visto che il
narratore risultava essere lui, ogni volta leggeva i
miei scritti, poi mi diceva cosa modificare e io
riscrivevo la versione corretta sul pc. Infine lui
rileggeva tutto e approvava.
T: Come ho già detto, mi
incuriosiva il vissuto di Noemi. Non è molto semplice
trovare un soggetto originale, ma in base a quello che
Noemi mi raccontava e al suo modo di fare ho capito che
poteva essere lei il mio soggetto. Poi mi ha portato
alcuni suoi scritti e mi sono sembrati molto buoni, così
è nata l'idea di utilizzarli. Per la stesura abbiamo
proprio lavorato assieme: quando ho iniziato a mettere
su pc quella che prima era solo un'idea, Noemi è venuta
ad abitare da me, così abbiamo potuto collaborare molto
da vicino.
L'avete scritto con l'intenzione di
pubblicare o quella è arrivata successivamente?
N: Mah, non saprei... Quando
ho visto finita la prima stesura, ricordo di aver
pensato: "Se qualcuno ci ha messo tutto 'sto impegno a
scrivere un libro su di me, si merita almeno di vederlo
pubblicato!". Così sono stata io la prima a cercare un
editore, l'ho mandato praticamente a tutti quelli che
accettavano di esaminare il dattiloscritto via email, ma
l'ho fatto un po' così, per vedere cosa succedeva. Poi
sono passati quasi due anni prima che ci decidessimo ad
accettare una delle proposte.
T: In linea teorica, ho
pensato da subito alla pubblicazione, ero convinto che
la mia idea fosse molto valida. In realtà, però, dopo la
prima stesura è stata Noemi a preoccuparsi di proporlo
in giro, di farlo valutare e tutto quanto. Fosse stato
per me, credo che sarei ancora lì a valutare il da
farsi...
Era la prima volta che vi cimentavate
con un romanzo a quattro mani?
N: Per me era proprio la
prima volta che mi cimentavo in un romanzo!
T: Sì, prima volta. Però
avevo già scritto un romanzo, ne avevo iniziato un
secondo e avevo alle spalle anche una raccolta di
poesie. Tutto pubblicato con il mio vero nome, però...
Fate coppia nella scrittura ma anche
nella vita privata...
N: Direi proprio di sì...
Viviamo assieme, lavoriamo assieme... Scriviamo assieme,
rispondiamo alle domande assieme... Ma poi è la vita che
vuole così: come la mia macchina è tornata dal meccanico
si è rotta la sua. Come ho preso un pc tutto mio s'è
rotto il suo... Eh, quando due sono destinati...
T: Direi di sì.
Avete in cantiere qualche altro lavoro
insieme?
N: Che io sappia no, ma se
per caso questo romanzo avesse un minimo di successo mi
piacerebbe dargli una continuazione... I personaggi sono
ancora tutti vivi, quindi perché no? Mi diverte un
casino scrivere di quello che vedo intorno senza
censurare o aggiungere, per me è come svuotarmi di
quello che mi succede durante il giorno...
T: No, il libro è uscito da
poco e non sappiamo se andrà bene. Quindi per il momento
niente. Vedremo.
Noemi Gastaldi e Tiziano Aromatico:
non sono i vostri veri nomi. Come mai questa scelta?
N: Abitavo in un piccolo
paesino, quindi i personaggi sarebbero stati troppo
esposti... Molti di loro non sanno di questo libro, non
sanno che ho pubblicato i fattacci loro e non so se mi
avrebbero dato il permesso di farlo. Così ho pensato di
cambiare tutti i nomi (compreso il mio).
T: Storia troppo vera e
personaggi troppo veri. Non credo sarebbe stato giusto
metterli in mezzo. Abbiamo iniziato a modificare i nomi
di tutti gli altri. Poi ci siamo resi conto che se il
libro fosse capitato nel paesello di Noemi, dal suo nome
sarebbe stato molto facile risalire anche a tutti gli
altri, così abbiamo optato per degli pseudonimi.
Come vi vedete fra cinque anni? E fra
dieci?
N: Eh, non saprei... Fra
cinque anni probabilmente sarò laureata e vorrei
trasferirmi in qualche posto dove la ricerca scientifica
è meglio sostenuta... Se sarò ancora con Tiziano spero
mi seguirà... Fra dieci proprio non saprei...
T: Non vedo nulla oltre il
"qui e adesso".
Qual è l'ultimo libro che avete letto?
Un libro che buttereste nel cestino e un libro che
invece regalereste?
N: L'ultimo libro che ho
letto è N.P. di Banana Yoshimoto. Un libro che
butterei nel cestino... Non ho mai buttato un libro nel
cestino! Non saprei... in genere li acquisto dopo averli
esaminati bene e non mi sbaglio, quindi non saprei
proprio! Un libro che regalerei... dipende... a chi?
Parlando in linea generale, mi piacerebbe regalare in
giro alcuni libri di esordienti molto validi ma poco
conosciuti.
T: L'ultimo è stato Il
potere del silenzio di Castaneda. Da buttare nel
cestino? Nessuno. Un libro che regalerei sempre e a
chiunque è Siddharta di Hesse.
Secondo voi cos'è la gelosia e come
vivete questo sentimento nella vostra vita di coppia?
N: La gelosia, per me,
dipende molto dal vissuto... Prima di convivere con
Tiziano non ero affatto gelosa, non nel senso
convenzionale almeno. Non ho mai avuto il desiderio di
possedere completamente qualcuno e di dichiarare il suo
corpo e la sua mente come "mia proprietà intoccabile".
L'immagine che associo alla gelosia è quella di Tiziano
che tocca una spogliarellista mentre io me ne sto mezza
nuda su un tavolo a catturare altri sguardi. In
quell'occasione credo di aver provato gelosia per la
prima volta. Contemporaneamente, lui mi ha dichiarato la
gelosia che si portava dentro da qualche mese...
T: La gelosia è un sentimento
molto umano, ma nella vita di coppia finisce col creare
soprattutto problemi.
Se doveste dipingere l'erotismo, quali
colori usereste?
N: L'erotismo ha infinite
sfaccettature... Lo rappresenterei con un pigmento nero
illuminato da una luce bianca: contiene tutti i colori e
al contempo li emette tutti.
T: Il rosso e il nero. |
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