
Old
cars, con una marcia in più
a cura di Marta Abbà
Pelle, pelle, pelle. Pelle di lusso. Sia quella
dell'auto, già a prima vista evidentemente "svuota
portafoglio", sia quella della passeggera, vellutata,
candida e intaccata da ombre e imperfezioni.
Un'immagine che risveglia il tatto al primo
sguardo, ed è solo l'inizio della parabola sensoriale a
cui la nostra "old car" pubblicizzata ci conduce: il
sorriso ammaliante di lei distrae, ma una leggera
inclinazione delle labbra ammicca a una sensualità
birichina presto spiegata osservando il suo gesto.
Come può sfuggire? E' posto nell'esatto centro
dell'immagine, perfettamente in equilibrio con le linee
dominanti della fotografia. Nulla a sottolineare
un'esplicita simulazione di fellatio, nulla a
nasconderla, a suggerirlo c'è lo sguardo di lei, quasi
irriverente senza raggiungere il provocante, anzi
tendente all'innocenza. Lo associo al viso di una
bambina che prende una fetta di torta non autorizzata ma
con una buona dose di spavalderia e convinzione.
Così anche questo visual - sono certa - non
turberebbe un bimbo o un alieno poco esperti di pratiche
erotiche, anzi si fa esempio di un coraggio e una
semplicità privi di violenza, di un'eleganza e uno stile
non da pivelli creativi.
E a chi si permette di farsi guidare dalle
sensazioni regala uno sguardo frizzante e leggero ma
carico di erotismo privo di banalità. Mi sbaglio? C'è
qualcuno che tirerebbe il freno a mano? |
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1 Commento:
Giovanni Altieri
02/03/2010
Separate, in due settori distinti la modella bella e la
sezione guida. Ma chi guida? L'immaginazione non abbisogna di
patente, la mano destra raccoglie la cloche, la abbraccia e con
la fantasia ne avvolge una parte ben precisa di chi vorrebbe
guidare, porsi su quel sedile vuoto e osservare quei seni
vellutati. Maserati! Ma se se... |
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