
Sedano
Il sedano era già per i Greci antichi una pianta
sacra, la cui effige veniva anche rappresentata sulle
monete della città sicula di Selinunte, sembra
importante centro di produzione e commercio
dell'ortaggio.
Per le sue innumerevoli virtù digestive,
stimolanti, fortificanti e antireumatiche, la radice e
il succo del sedano figuravano tra i rimedi dell'antica
farmacopea. Ippocrate affermava: "Per i nervi sconvolti,
il sedano sia il vostro alimento e rimedio".
Addirittura secondo Plinio, i Greci si
astenevano dall'utilizzare il sedano in cucina come
ingrediente comune, perché ritenevano che fosse un
sacrilegio verso una pianta eccezionale.
Omero stesso gli attribuiva proprietà divine,
come testimonia il passo dell'Iliade dove Achille grazie
al sedano guarisce dalla grave malattia il proprio
cavallo.
I Romani lo utilizzavano abbondantemente in
cucina, e addirittura durante i banchetti ne preparavano
corone per i commensali, poiché pensavano che il suo
aroma avrebbe contrastato l'ebbrezza alcolica, inoltre
dedicavano il sedano al dio Plutone, dio del sesso e
dell'inferno.
Durante il Medioevo ebbe un ruolo importante
soprattutto per le sue virtù terapeutiche. Si riteneva
possibile combattere la depressione con una mistura
ottenuta triturando semi di sedano e noce moscata.
Ma le qualità afrodisiache di questa pianta
trovano una prima traccia scritta nel '400 con il
Savonarola, che metteva in guardia le donne dal
mangiarlo, perché istigava al coito anche quelle che
volevano rimanere caste, e fu nella Francia del '700 che
il sedano divenne di gran moda come stimolante erotico,
sia crudo in salsa piccante, sia cotto in una minestra
cremosa.
Molte cortigiane assumevano quest'ultimo tipo
di potage, ideato pare da Madame Pompadour contro la sua
frigidità, per accrescere la libidine e sensibilizzare i
sensi.
All'inizio dell'800 il famoso gastronomo
Grimod de la Reynière scriveva: "Pur perdendo, quando è
cotto, una parte delle sue qualità, non si può tuttavia
nascondere che il sedano sia una pianta ricca di aromi:
corroborante, stimolante, eccitante e di conseguenza
fortemente afrodisiaca".
Nei testi medici di quel tempo, il sedano -
classificato sicuramente come afrodisiaco -
rappresentava la pietra di paragone per valutare
l'influenza sull'eros degli altri cibi.
Studi recenti, oltre a confermare molte delle
sue storiche virtù terapeutiche hanno scoperto che
contiene gli stessi ormoni steroidei (simili ai
feromoni) del tartufo, con il vantaggio di essere molto
meno caro.
Senza dimenticare mai l'antico trucco per
aprirlo in modo perfetto... Guardarlo intensamente e
dire: "Apriti... Sedano!".
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