Sottile gioco

a cura di Luca Mori



     "Io sono la voce di un'anima liberata alla luna".
     Un inno alla libertà, potrebbe essere questo il significato più semplice e pulito del blog di Greta Leder, un quadro astratto dove riconoscere sessualità e sensualità avvolte in tensione ferma assieme ai sentimenti, così arrotolati, avvinghiati tra loro che quasi non si riconosce dove inizia l'uno e finisce l'altro. Saranno i contorni sfumati, sarà questa tensione erotica che si avverte nelle parole scritte, ma così fluida e rotonda che diventa quasi un doloroso piacere, una sferzata nera sotto il sole. E' contrasto, questo sì. O perlomeno è quello che io ho sentito navigando per i suoi spazi virtuali, percependo una durezza scivolosa, scorrevole, una sorta di densità liquida che ti trattiene e ti scuote senza che tu te ne renda poi davvero conto. E' l'amaro che rimane in bocca dopo aver letto una poesia che parla di luci e ombre, dove "la mia poesia è petrolio che brucia intorno allo scheletro di una visione".
     "E' uno spazio in cui poter condividere i miei pensieri espressi in poesie e racconti, storie vere autobiografiche o inventate. Una sorta di giardino segreto in cui le persone di passaggio hanno la possibilità di seguire un sentiero fatto di emozioni, eros, passionalità".
     Uno scambio di sensazioni, perlopiù. Chi legge i racconti di Greta legge di Greta stessa, perché è proprio con i suoi racconti che lei cerca di mostrarsi nella sua interezza. Ma è nella poesia che l'autrice trova maggior senso e soddisfazione: "Scrivere poesie mi viene più semplice e immediato, è esprimere in maniera diretta e addensata un'emozione, una passione, un pensiero, qualcosa di molto intimo e profondo. Credo di riuscire - con le poesie - a mettermi a nudo nel modo migliore".
     Con i racconti, invece, il rapporto è diverso. E' più complesso, ci dice Greta, partire da un'idea o da un'esperienza personale, "perché provo a raccontarla cercando di mantenere intatto il sentimento, cercando di descrivere il momento, fermare il tempo e le emozioni di quell'istante e cercando di coinvolgere chi mi legge rendendolo partecipe".
     Ma troviamo Greta non solo in rete nei suoi blog o tra i racconti pubblicati con My Secret Diary; Fotografie, infatti, è il suo primo racconto erotico pubblicato con la Lite Editions sottoforma di e-book: "Il primo di una lunga serie, visto che in questo momento sto portando avanti altri tre racconti con lo stesso percorso. La Lite Editions è una casa editrice specializzata sugli e-book erotici e io mi sono trovata molto bene; si sono dimostrati fin da subito molto seri e professionali, ed è molto stimolante lavorare con loro".
     E oltre a Fotografie, il vero salto di qualità di Greta arriva con il volume Disarmonie d'identità, un minipoema in versi acquistabile in rete e nelle librerie Feltrinelli. Si potrebbe definire un canto d'amore; l'attesa, la seduzione, l'atto sessuale, la contemplazione e l'abbandono sono i cinque capitoli che compongono il libro, cinque momenti dell'avventura amorosa. "Credo con questo libro di aver spogliato i segreti della mia anima mettendo anche in evidenza le contraddizioni della mia personalità. Un caro amico ha riassunto in maniera perfetta il mio libro scrivendomi queste parole: Il libro rivela la sua forza espressiva, la forza di una bestia feroce che precorre straziata i recenti della sua gabbia, la gabbia di un Sentimento".
     Ma chi è Greta Leder? Scrittrice, amante dell'arte e della buona scrittura, donna - a mio avviso - di speciale sensibilità; questo ci raccontano di lei i suoi scritti. Che altro? La rete come sempre nasconde e a noi non resta che dedurre, intuire i contorni dei suoi protagonisti come si fa con l'ombra di un personaggio proiettato su di un muro. "E' difficile parlare di se stessi. Non amo molto definirmi, sono una donna difficile, una donna inquieta piena di contraddizioni, amo l'arte in tutte le sue espressioni e amo scrivere, per me a volte diventa quasi uno strumento terapeutico, mi permette di esprimermi liberamente fin nel più profondo, di mettere a nudo l'inquietudine che occupa le stanze della mia mente. Così preferisco lasciar parlare i miei scritti: alla fine credo siano loro a esprimere al meglio ciò che io sono".






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