
Tjuna
Notarbartolo
a cura di Valeria
ottobre 2009
Giornalista, critico letterario, dirige il Premio
Elsa Morante. Membro del comitato Radio-Televisivo della
Regione Campania, collabora alle pagine culturali di
diversi quotidiani nazionali. Dopo aver pubblicato "Cahiers
Elsa Morante", "La sirena scontrosa" e "L'idiota
digitale", il suo ultimo romanzo "Tango elettrico" ha
appena vinto il Premio Fiuggi 2008.
Tjuna è un nome particolare. Da
dove arriva?
E' un suono. L'ha inventato mio padre per
farmi un regalo quando sono nata. Un nome unico che
potessi portare come un gioiello. E io l'ho sempre
considerato il più bel regalo della mia vita.
In che occasione hai iniziato a
scrivere?
Non credo ci sia stata un'occasione
particolare. Da quel che ricordo ho scritto sempre,
anche quand'ero piccolissima, anche da bambina. Poi,
verso i quindici anni, ho provato a dare un ordine alle
cose che scrivevo, ho provato a strutturare un primo
romanzo. Ma solo a sedici anni ha cominciato a prendere
forma il primo libro vero e proprio, che ho finito dopo
sette anni. Si chiama A volo d'angelo e non è
ancora uscito.
Cahiers Elsa Morante,
La sirena scontrosa, L'idiota digitale
e ora Tango elettrico. C'è tra questi un libro
a cui sei maggiormente affezionata e, se sì, perché?
Amo tutti i miei libri, ognuno in modo diverso
e per un motivo diverso. Forse sono particolarmente
legata al romanzo Tango elettrico e proprio
perché è un romanzo, con tutto il suo carico emotivo,
creativo e di storie che mi sono anche appartenute. Ma
di una cosa sono assolutamente certa: il libro a cui
sono più affezionata è A volo d'angelo, il
primo scritto e non ancora pubblicato. E poi, quello che
in questo momento mi affattura è quello che sto
scrivendo adesso. Si chiama Much more.
La sirena scontrosa è una
piccola guida letteraria dell'isola di Procida,
L'idiota digitale parla di produzione comunicativa
e culturale. Come mai hai deciso di avvicinarti al
genere erotico?
Ogni mio libro è diverso dall'altro: per
genere, per impostazione, saggi e romanzi, comunicazione
e critica letteraria. Mi piace cambiare, non
cristallizzarmi su una sola cosa, una sola scelta che
alla fine può renderti sterile. Sono poliedrica,
eclettica. In effetti non avevo deciso, con Tango
elettrico, di scrivere una storia erotica. Volevo
scrivere una storia d'amore senza, però, escludere
niente. E ne è uscita una storia che offre molte
sfaccettature del rapporto uomo-donna: il desiderio, la
ricerca, l'attenzione, l'ironia, il mistero e,
naturalmente, anche l'erotismo che c'è in ogni storia a
due. Poi il libro è stato pubblicato da Borelli editore
e questo gli ha dato una forte connotazione erotica,
perché è uscito nella collana Pizzo Nero - black lace -
quella che raccoglie letteratura di genere e io, a dire
il vero, ne sono stata più che contenta.
Come è nata la produzione di questo
romanzo e come mai l'idea degli SMS?
Prende origine da una vicenda abbastanza
vicina alla realtà, poi trasformata dalla lente della
scrittura. Mi sono sempre occupata di comunicazione e,
al di là delle competenze scientifiche, mi interessava
parlare delle possibilità di comunicazione tra due
esseri umani assenti e presenti l'uno per l'altra. Sono
possibilità quasi di sogno che ti rendono qualcuno
vicino e lontanissimo, come tu lo vuoi. E poi, a un
certo punto, lo sguardo si allontana ancora di più dai
personaggi di Tango elettrico, li allontana
ancora di più da me e divengono personaggi di un fumetto
scritto dalla protagonista: una specie di gioco di
specchi. E anche il ragazzo e la ragazza dei fumetti si
mandano sms. Praticamente gli sms appaiono come la cosa
più vera e più presente del romanzo. Diciamo la verità:
è bello mandare e ricevere pensieri. Concisi, intensi.
E' l'altro che pensa esattamente a te, sei tu quasi
costretta a pensare all'altro, ma sempre con la massima
libertà di movimento.
E' stato scritto con la certezza della
pubblicazione o il tutto è avvenuto dopo? E come ti sei
trovata con Gian Franco Borelli come editore?
No, la certezza della pubblicazione non c'era,
ma la certezza di scrivere un buon romanzo sì. E poi io
mi nutro, nella vita, di un altro tipo di certezza, che
può apparire più astratta, ma che mi dà una grande
forza: è quella di sapere che tutto andrà per il meglio,
che le cose andranno per il verso giusto, troveranno la
loro strada e ciò che accadrà sarà sempre il meglio di
ciò che poteva succedere (questo, tra l'altro, è il
light motiv dell'ultima storia che sto scrivendo,
Much more). Quanto a Gian Franco Borelli sono
felice che sia l'editore di Tango elettrico, è
una persona molto tenace, caparbia ed è un grande
professionista delle edizioni.
Hai vinto il Premio Fiuggi di
quest'anno, un premio ambito dalle donne che scrivono
d'erotismo. Cosa rappresenta per te?
E' stato emozionante vincere il Premio Fiuggi,
molto gratificante per me che i premi li ho sempre
organizzati per celebrare i libri di altri (dirigo il
Premio Elsa Morante). Ha rappresentato un riconoscimento
importante che mi ha resa ancora più fiera del mio libro
e del mio editore.
Cosa ne pensi dei romanzi erotici in
circolazione in Italia?
Non troppo bene. Io faccio una grande
distinzione tra erotismo e pornografia e ciò che circola
in Italia è molto spesso più pornografico che erotico.
L'erotismo evoca, suggerisce, ti invade e ti lascia una
smania addosso di cui non ti liberi facilmente. Una
delle cose più belle che mi hanno detto in molti dopo
aver letto Tango elettrico è: "quando finisci
di leggerlo vuoi leggerlo ancora, ce ne dai un altro?".
Trovo che questa richiesta di ancora riferito alla mia
scrittura vuol dire che ho colto nel segno.
Se dovessi dipingere l'erotismo,
quanti e quali colori useresti sulla tua tela?
Il primo ti sembrerà scontato, ma è il mio
colore preferito: il rosso. Che agita, eccita, ipnotizza
e seduce. Poi un po' di nero: di veli, di pizzi, di
sguardi. Il blu elettrico: dell'immaginazione, del
pensiero, della mente dove tutto avviene. E poi il
bianco, dell'estasi. |
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2 Commenti:
Domenico
19/10/2010
Ammiro la straordinaria energia dell'autrice e il suo
ottimismo, senza i quali non si può scrivere. Un bel libro,
seducente e vitale, il suo Tango elettrico. Domenico
Massaro |
Angelofavero
11/06/2010
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