
Un'isola
per la baronessa
a cura di Maria Silvia Avanzato e Matteo
Mancini
Eloise Von Wagner e Rudolf Lorenz
Seguire una donna in capo al mondo, fino alla magica
isola di Floreana, nell'arcipelago delle Galapagos.
Amare e odiare quella stessa donna per notti
interminabili, nel silenzio di un mare sconosciuto, fra
gli ostili abitanti dell'isola. Impazzire per lei. Farla
sparire.
Lei: Eloise Von Wagner
(Innsbruck, 1870) vive un'infanzia di bruschi scossoni,
idolatrata dalla madre e a malapena considerata dal
padre, un uomo passivo e flemmatico per cui non proverà
mai la minima affezione.
La sua bellezza, evidente sin dai primi anni
di vita, diventa una grave condanna in tempo di guerra:
bionda, slanciata, interessante e con incantevoli occhi
chiari, non passa inosservata ai soldati russi stanziati
in città. E' per questo che sua madre, una notte, la
convince a nascondersi in un tappeto, temendo l'arrivo
dei soldati e intuendo le loro pretese nei confronti
della figlia. Eloise obbedisce e i soldati irrompono in
casa: non riuscendo a trovarla, abusano della madre e la
uccidono. La figlia giovanissima rimane tutta la notte
nel suo nascondiglio, una ciocca dei suoi capelli biondi
si incanutisce di colpo. Il padre, presente durante il
massacro, non ha il coraggio di difendere la moglie e
resta in disparte: quella stessa notte, dopo averlo
privato di tutto il suo denaro, Eloise gli toglie il
saluto e decide di partire, scappando dalla guerra e dai
suoi fantasmi.
Torna in gioco la bellezza, ma questa volta è
un'ancora di salvezza: giunta a Istanbul in modo
casuale, essa scopre che il suo bell'aspetto le può
fruttare un gran numero di ammiratori, in buona parte
benestanti e disposti a mantenerla, rifugiati russi e
personaggi di alta estrazione. In altre parole, si
presta al ruolo di accompagnatrice per diversi anni,
suscitando nei suoi amanti una genuina compassione. Per
catalizzare la loro attenzione, Eloise racconta storie
fantasiose circa violenze subite in passato. In questo
modo conosce l'aviatore francese André Bosquet. Egli,
colpito dall'apparente candore della fragile Eloise,
decide di sposarla su due piedi e di regalarle una vita
più che dignitosa a Parigi. Ma di candido, Eloise, non
ha nulla.
Appena giunta nella nuova città. si dichiara mortalmente
annoiata dalla routine e si procaccia una grande
quantità di amanti, posa nuda per un pittore, beve al
pari di un uomo quando è in pubblico, veste abiti
scollati e adotta un lessico scurrile. Il marito,
dapprima ignaro, viene a conoscenza del fatto; pur
lamentandosi, è costretto a tollerarlo in silenzio per
alcuni anni, decidendo di restare con lei: questo
particolare sarà comune a tutti gli uomini di Eloise,
nessuno di loro riuscirà mai a staccarsi veramente da
lei.
Un amante inglese della Von Wagner, in quel
periodo, si suicida per lei, mentre altri due si battono
a duello e uno ne esce sfregiato. Lei non dimostrerà mai
la minima pena per episodi di questo genere.
Conosce Rudolf Lorenz nel 1896, entrando
casualmente nella sua bottega antiquaria e presentandosi
come la "baronessa": fra i due nascerà un legame molto
diverso dai precedenti. Un amore strano e folle, puntato
a tutta velocità verso l'autodistruzione.
Lui: Rudolf Lorenz è di
origini tedesche ed è un giovane gracile, di salute
cagionevole, dall'incarnato chiarissimo e gli occhi di
un azzurro luminoso. Si ammala di tisi e lascia la
famiglia di origine per gestire la bottega antiquaria "Antoinette"
a Parigi, un generoso lascito della zia. Dopo la sua
partenza per la capitale transalpina non riceve alcuna
lettera dalla famiglia e finisce col credere che nessuno
senta la sua mancanza. La sua vita è pervasa da una
grande carenza d'affetto: il giovane sviluppa un
carattere docile e ingenuo.
Il suo incontro con Eloise Von Wagner
avviene nella tetra bottega parigina sommersa di
cianfrusaglie in cui l'uomo lavora. Eloise impersona
superbamente tutto ciò che Rudolf credeva gli fosse
stato negato dalla vita: una donna sfacciata, sicura di
sé e dominante, capace di alternare momenti di dolcezza
profonda a turbolenze di temperamento. Ben presto,
Eloise diviene la sua amante, galvanizzandolo
completamente e suscitando in lui una spontanea
necessità di sottomissione. Quando Eloise si propone per
lavorare presso la bottega come contabile, Rudolf non
esita ad accettare, firmando inconsapevolmente la sua
condanna al fallimento: la "baronessa" tiene una
contabilità del tutto creativa e il locale fallisce.
Eloise afferma che "sarebbe fallito comunque, perché era
un vero postaccio". Ma non è tutto. Eloise ha un
progetto in cui deve assolutamente coinvolgere Rudolf.
Progetto in cui ha già coinvolto Robert Phillipson.
L'altro: Robert
Phillipson è un aspirante giornalista tedesco giunto a
Parigi per documentarsi e scrivere qualche articolo.
Conosce casualmente Eloise e, come diversi altri prima
di lui, ne rimane stregato. Robert è un uomo piacente,
ma estremamente insicuro, bisognoso di una donna
carismatica al fianco: in altre parole, la preda tipica
di Eloise.
I
due divengono amanti, sebbene la sessualità di Robert
sia piuttosto monotona e sin troppo controllata per le
stravaganze della "baronessa".
Poi, durante una serata in un locale,
conoscono un diplomatico dell'Ecuador ed è lui a parlare
loro dell'isola di Floreana, un angolo remoto
dell'arcipelago delle Galapagos, una splendida terra
popolata da tartarughe giganti e minata di grotte un
tempo rifugio dei pirati, dove solo pochi esseri umani
hanno il coraggio di vivere. Eloise ne è affascinata e
propone a Robert di stabilirsi là e aprire un albergo di
lusso per i turisti, sfruttando l'aiuto di un abitante
locale di nome Felipe Valdivieso, che risulterà essere
un'altra delle vittime sessuali della "baronessa".
L'idea è accattivante, ma mancano i fondi. O forse no,
perché Eloise ha un terzo amante di nome Rudolf Lorenz,
titolare di una bottega antiquaria e sul punto di
venderla.
Eloise, Rudolf, Robert e Valdivieso sbarcano
nel paradiso tropicale di Floreana, lussureggiante isola
dell'arcipelago Galapagos, nel settembre del 1932. La
baronessa intende farne la sede per il suo albergo di
lusso "Hacienda Paradiso" e, non di meno, per il suo
svago personale. Nell'avventura ha portato con sé tutti
gli uomini di cui ama circondarsi e questi, da subito,
vivono con malcelata insofferenza la loro posizione: c'è
rivalità fra i seguaci di Eloise perché ognuno di loro
dipende da lei. Lei, sapiente collezionista, ama
flirtare con tutti e tre e questo getta Lorenz nel più
incontenibile sconforto.
L'isola non è del tutto disabitata, in quel
periodo. Ci sono altri gruppi di abitanti che l'hanno
scelta come dimora, adattandosi a vivere in capanne,
cibandosi di vegetali e depurandosi dalla contaminazione
cittadina: i Wittmer, una famiglia semplice con due
figli al seguito, e Friedrich Ritter assieme all'amante
Dora Strauch.
Ritter è un medico tedesco dalle idee caparbie
e rivoluzionarie: prima di trasferirsi a Floreana si fa
estrarre tutti i denti e li fa sostituire con un'arcata
posticcia. Vuole essere certo di mantenersi vegetariano
e ricorre a questo intervento per averne garanzia: non
potrà più masticare carne, dovrà sopravvivere cibandosi
del suo magro raccolto. Sottopone l'amante Dora Strauch
alla stessa operazione. La donna nutre per lui una
smodata venerazione, ne è morbosamente gelosa e non lo
contraddice mai.
L'arrivo della singolare "baronessa" viene
accolto da tutti con scarso entusiasmo: Eloise è
abituata a dettare le regole, si presenta calzando
stivali da uomo, dando sfoggio di un look stravagante e
trattando i vicini come sottoposti.
Ben presto, sorgono feroci inimicizie verso la bella
tiranna austriaca: Dora Strauch anni dopo scriverà un
libro dal titolo "Satana arrivò all'Eden", definendola
"una bugiarda patologica, una donna spaventosa".
Eloise lo è davvero. Dando costante prova
della sua amoralità, proseguendo la promiscuità dei suoi
rapporti e comportandosi come un despota nei confronti
degli amanti, si attira l'astio dello stesso Rudolf
Lorenz.
Il giovane deperisce velocemente. Nel giro di
pochi mesi dimagrisce fino a ridursi a un mucchio
d'ossa, spesso mostra lividi e ferite sul corpo.
Preoccupati per il povero ragazzo, la signora Wittmer e
Dora Strauch si prendono cura di lui, sfamandolo e
consolandolo durante i suoi attacchi isterici.
Egli è confuso e depresso: dopo aver lasciato
una vita ordinaria per seguire Eloise in un paradiso da
innamorati, si è ritrovato vittima del gioco sadico di
lei. Oltre a umiliarlo, spesso in presenza di altri, e a
trattarlo come uno schiavo, Eloise lo malmena, lo
picchia servendosi di una frusta, lo affama, in alcuni
casi gli somministra piccole dosi di veleno per vederlo
soffrire. Rudolf viene messo sotto la sorveglianza di
Valdivieso e la baronessa si raccomanda di "sgridarlo
ogni volta che sia necessario". Robert, invece, passa il
tempo scrivendo i suoi articoli all'ombra delle piante
mentre Rudolf, nuovamente in balia della tisi, sviene
continuamente. Questo avviene di giorno.
Di notte, la baronessa sgombera la "Hacienda"
e manda gli amanti a dormire nelle tende esterne, fatta
eccezione per Rudolf che vuole assolutamente nel suo
letto. E' un sottile gioco di perversione dove la
baronessa incarna un padrone intransigente e seduttivo,
capace di ispirare l'amore più autentico e l'odio più
represso. Di notte lecca le ferite del suo schiavo, la
mattina lo sveglia con la frusta o gettandogli addosso
acqua bollente. Rudolf la odia per come si comporta, la
teme e spesso si nasconde per non essere trovato da lei:
tuttavia ne dipende in modo maniacale e non riesce a
lasciarla.
Per Eloise è solo un altro uomo che non riesce
a lasciarla.
Nei mesi successivi, l'isola diviene teatro
ideale per una serie di stranezze dal retrogusto
macabro: i rapporti fra gli abitanti peggiorano nel giro
di poco, una diffidenza profonda spinge ognuno a
rintanarsi nella propria capanna. Eloise, frattanto, si
autoproclama l'imperatrice dell'isola: questo,
inizialmente ricollegabile a uno scherzo, diventa il suo
ruolo fisso, difeso con le unghie e poco distante dalla
follia. La donna si aggira per l'isola, a volte
completamente nuda, con una pistola legata al collo,
delirando e pretendendo che tutti soggiacciano al suo
volere. In alcuni casi, apre la posta delle famiglie
dell'isola a loro insaputa e la legge per prima,
consegnando loro le buste aperte: la sua sete di
controllo è sregolata. Pretende che le venga versata una
parte del raccolto altrui, disprezza apertamente sia i
Ritter che i Wittmer e continua a maltrattare Rudolf.
Gli abitanti, terrorizzati dai modi della
donna e costretti a servirla, si rivolgono alle autorità
chiedendo che la sinistra baronessa venga sottoposta a
un accertamento delle condizioni mentali: nell'ultimo
periodo, Eloise ha iniziato a rubare, arriva a sottrarre
ai Wittmer il latte in polvere per il figlio neonato.
Nonostante ciò, la donna sa giocare le sue carte e
riesce sempre a uscire indenne dalle situazioni di
pericolo, allontanando da sé i sospetti del governo
ecuadoregno.
Sempre più spesso Rudolf si rifugia a casa dei
Ritter e confida a Dora che "lei lo vuole malato per
sottometterlo completamente".
In questo periodo, un mecenate di nome Hancock
giunge a Floreana e fa conoscenza con il gruppo di
abitanti: ripartirà dopo una breve sosta a bordo del suo
battello, portando con sé Valdivieso. Quando la
baronessa apprende la notizia della partenza dell'amante
gli punta la pistola alla tempia, ma infine è costretta
a cedere. Felipe Valdivieso, stanco di lavori forzati
attorno a un albergo che sembra destinato a restare
incompiuto, abbandona l'isola e Rudolf viene assegnato
al controllo di Robert: l'uomo inizia a tormentarlo
notte e giorno e le cose peggiorano.
Frattanto la baronessa ha conosciuto un interprete di
nome Knud e ha deciso di fare di lui l'ennesimo pupazzo,
vittima della sua diabolica "Hacienda Paradiso". Rudolf
odia la presenza del nuovo amante e attende speranzoso
l'arrivo di una barca: scongiura di aiutarlo a scappare,
vuole imbarcarsi a ogni costo, ma la baronessa lo
impedisce mettendo sotto chiave i suoi pochi soldi
rimasti. Rudolf, disperato, scrive lettere alla famiglia
in Germania, supplicando un aiuto. Al culmine della
collera, il giovane sfonda una sedia contro l'armadio
dove la baronessa nasconde i suoi risparmi. Interviene
Robert che lo bastona e gli intima di andarsene per
sempre o lo ucciderà.
Ogni amante di Eloise si dichiara puntualmente
stanco di lei ed è la volta di Knud: per trattenerlo dal
proposito di partire, Eloise fa fuoco contro di lui e lo
ferisce.
"Quando sparo a un animale, miro alle gambe",
confessa la donna a Knud. "Così posso poi prendermene
cura".
Rudolf vive ospite degli abitanti, sebbene
torni da Eloise ogni qualvolta lei lo venga a cercare:
lei gli si rivolge con tono musicale, sorride e lo
conduce nelle caverne dove improvvisa corteggiamenti. Le
piace correre nuda e permettere al giovane di
catturarla. Dopo essersi concessa, lo costringe a bere
intrugli velenosi che lo inibiscono per ore.
Infine, un'incredibile notizia fa il giro
dell'isola: Eloise ha deciso di partire insieme a Robert
Phillipson per Tahiti, lasciando l'Hacienda a Rudolf. Il
clima è troppo secco per sperare in buoni affari e i due
amanti costruiranno un albergo di lusso a Tahiti,
sperando in miglior fortuna.
Rudolf, ormai prosciugato e reso mentalmente
instabile dalle sevizie sopportate, accoglie la notizia
con iniziale sollievo, poi confida a Dora che "non ci
crede, vogliono solo ammazzarlo, è una scusa per farlo
tornare all'Hacienda da solo".
La Wittmer e la Strauch ricorderanno Rudolf
come avvilito ma fermo, triste ma deciso: Eloise l'ha
sempre maltrattato e lui ha compreso di volersi togliere
quel fardello dal cuore, lasciandola al suo destino come
ha fatto Valdivieso a suo tempo.
"Ho paura di lei, mi vuole uccidere", confessa
Lorenz fra le lacrime, cercando sostegno nella Wittmer.
Dora Strauch ha compassione di quel povero giovane: pare
che, in un'occasione, non sappia contenersi e finisca
col dargli un bacio, ma lui si scansò di colpo e prese a
delirare sostenendo di aver visto gli occhi di Eloise
alle spalle di Dora. Ha allucinazioni continue.
La mattina seguente Robert ed Eloise sono partiti, gli
abitanti notano la loro assenza e ne sono felici. Se non
fosse per una serie di particolari poco credibili: gli
oggetti di Eloise, a cui è sempre stata morbosamente
legata, sono tutti all'interno dell'Hacienda. I vestiti
di entrambi non sono stati messi in valigia, ma lasciati
in giro per casa. Possibile che una donna scrupolosa
come la baronessa parta con indosso la sola pistola e
qualche straccio? E perché non ha portato con sé Il
ritratto di Dorian Gray, libro dal quale non
riusciva a distaccarsi?
A confermare l'ipotesi che non siano mai
partiti, c'è il fatto che nessuno abbia visto navi
attraccare all'isola: tutto farebbe pensare che siano
ancora a Floreana, nascosti. I dubbi degli abitanti
cadono su Rudolf, il quale è sempre in cerca di una nave
disposta a caricarlo a bordo per fuggire e parla di
Eloise con distacco, sostenendo di aver visto le
impronte sue e di Robert che si dirigevano verso il
porto e assicurando che siano partiti.
Qualche tempo dopo la Dinamita, guidata da un
norvegese di nome Nuggerud, attracca a Floreana e Rudolf
afferma di volersi imbarcare per San Crystobal e prepara
due grandi casse chiodate con i suoi pochi oggetti
rimasti. A Dora sembra subito una partenza sospetta,
troppo ravvicinata a quella di Eloise, quasi avventata.
Quasi come se Rudolf avesse commesso un errore tremendo
e cercasse di riparare altrove.
I due uomini spariscono a bordo della Dinamita
e l'isola di Floreana, dopo essersi prestata come culla
di un amore sfociato in distruzione, ritorna alla sua
calma abituale: uccelli tropicali, piante addormentate,
crateri e alte maree sibilanti. Il caos di quei
terribili mesi sotto l'egida della baronessa sembra del
tutto risolto.
Ma Floreana è l'isola su cui "arrivò il
diavolo" e porta con sé una grigia maledizione.
Sulla vicina isola di Marchena, mesi dopo,
vengono rinvenuti due orribili corpi mummificati:
appartengono a Rudolf Lorenz e al norvegese Nuggerud.
Gli uomini avevano detto di essere diretti verso San
Crystobal e il loro ritrovamento su quell'isola dalla
parte opposta rispetto alla rotta, lascia tutti
perplessi. Sull'isola non c'è cibo né acqua e, dalle
indagini, emerge che i due abbiano ucciso una foca e
l'abbiano mangiata prima della morte. Muoiono per
disidratazione, su un'isola disabitata e desertica verso
la quale non erano diretti. Suona proprio come una
maledizione.
A distanza di un mese, il dottor Ritter,
convinto vegetariano, muore per avvelenamento da
botulismo: risulta abbia mangiato carne di pollo
avariata, il che risulta piuttosto singolare per un uomo
che si è fatto togliere tutta la dentatura pur di
cibarsi di sole verdure.
Dora lascia l'isola e si dedica alla scrittura del suo
libro di memorie: molti sostengono che sia stata lei ad
avvelenare il suo amato compagno poiché lo scoprì
colpevole nella sparizione della baronessa. Lo stesso
Ritter, prima di morire, impiega l'ultimo filo di fiato
per maledire Dora.
Non si è mai saputo se e in quale misura abbia
contribuito alla sparizione di Eloise.
Robert e la baronessa non verranno mai più
trovati. Non arriveranno mai a Tahiti e nessuno sarà in
grado di ritrovare i loro corpi.
Unici sopravvissuti: i Wittmer, una famiglia
ordinaria con due cani alsaziani e due figli. Loro, dopo
aver creato un'azienda a conduzione famigliare,
proseguiranno la vita su Floreana, quasi completamente
soli e forti della loro esperienza.
Finché, nel 2000, la signora Wittmer in punto
di morte non svelerà quanto sa sulla faccenda dopo aver
tenuto il massimo riserbo su quella vecchia storia,
specie con i turisti: stando alla sua versione dei
fatti, Rudolf ha ucciso la baronessa, in preda
all'insofferenza verso i suoi modi dittatoriali e
crudeli. Dopo aver fatto fuori anche il suo amante
preferito (Robert era sempre stato al centro delle
attenzioni della donna) ha nascosto i corpi in un luogo
segreto dove rimarranno per sempre: solo lui conosceva
quel luogo e il mistero lo segue nella tomba.
E' Dora Strauch, anni dopo, ad aggiungere un
particolare sconcertante a quella storia: la donna
assistette all'uccisione di Eloise. Ricorda di aver
visto il suo compagno Friedrich Ritter dare un fucile a
Rudolf, come seguendo un piano architettato in
precedenza. Dora, avendo seguito la scena dalla
finestra, pedinò Rudolf e lo vide entrare nella vecchia
baracca di legno del Post Office Bay, dove Eloise si
trovava con l'amante Robert, forse in attesa della nave
che li avrebbe condotti a Tahiti. Rudolf sparò a sangue
freddo agli amanti e Dora udì grida di donna. In seguito
lo vide trascinare i corpi fuori dal capanno, sulla
sabbia: chiuse il corpo di Robert in una delle sue casse
di legno e la inchiodò. Poi si chinò sul cadavere di
Eloise e, dando prova del suo forte e aggravato
disordine mentale, fece con lei cose che Dora definì
"terribili e meravigliose, prova di un amore disperato e
irrazionale che pochi di noi possono conoscere".
Oggi è improbabile sentir parlare di questa
vecchia storia che scosse l'opinione pubblica tedesca
attorno agli anni Trenta: l'isola maledetta detiene un
fascino spietato ed è facile che colpisca l'immaginario
collettivo, ma nessuno ne parla più. Un normale paradiso
terrestre divenuto scenario di torbidi intrighi,
triangoli d'amore, sospetti e morte, come se l'arrivo di
Eloise Von Wagner su quella terra pacifica e quieta
abbia portato con sé una tragica maledizione.
Ci piace pensare all'isola dei misteri, ai fruscii della
notte e ai corpi di Eloise e Robert sepolti sotto un
letto di fiori e radici, da qualche parte. Abbandonati
ai morsi dell'acqua, in una silenziosa vendetta di cuori
in catene.
In effetti, tuttavia, è molto più facile
intuire che Rudolf Lorenz, vittima di un amore
massacrante ed egoistico, abbia finito per liberarsi
della sua schiavitù.
Adesso Eloise è soltanto sua, per sempre.
Visti i documenti non troppo precisi e
basati soprattutto sui resoconti di testimoni oculari,
risulta difficile tracciare un profilo psicologico
corretto della protagonista di questa storia. A ogni
modo, non si può non sottolineare come l’infanzia della
“baronessa” sia stata caratterizzata dalla presenza di
una madre dominante e di un padre inetto incapace di
assumere ogni responsabilità. Eloise cresce avendo come
modello maschile la figura di un uomo che viene
costantemente oltraggiato dalla moglie, giudicato
imbranato al punto da non essere capace di accudire la
figlia. L’episodio dello stupro e dell’omicidio della
madre amplificano in Eloise la convinzione che gli
uomini siano dei deboli e accrescono il suo odio verso
la figura maschile.
Se questo può giustificare parte
dell’atteggiamento della signora Von Wagner, è comunque
innegabile una forte componente narcisistica che la
porta ad autoproclamarsi prima come baronessa, poi come
regina dell’isola, infine a pretendere assurdi servigi
dalla popolazione e a controllare la vita privata della
stessa.
Ma non è solo il narcisismo che
contraddistingue Eloise. Nella sua mente regna un forte
desiderio di onnipotenza e di controllo sulla vita delle
persone che la circondano. Un’esigenza che la porta a
procacciarsi uomini da assuefare ai suoi voleri, da
intossicare con piccole dosi di veleno e poi curare al
fine di apparire come indispensabile per la loro
sopravvivenza. La donna opera un vero e proprio
“lavaggio del cervello” alle sue vittime, volto a creare
in loro uno stato di confusione e di isolamento,
necessario per plagiarle alla sua volontà.
E' probabile che il senso di autostima della
Von Wagner fosse piuttosto basso e che cercasse di
instaurare rapporti con persone meno forti di lei per
convincere se stessa di essere una donna di polso,
capace di controllare tutto ciò che le gravitasse
intorno.
Tutti questi disturbi comportano pesanti
riflessi anche nella sfera sessuale della donna. Dai
resoconti emerge una sessualità perversa che pare
raggiungere il suo massimo appagamento solo riducendo in
schiavi i partner, per mortificarli con gesti crudeli e
sadici.
Se il profilo della “baronessa” appare
complesso, ciò non può dirsi per quello di Rudolf Lorenz.
Rudolf è un sempliciotto, totalmente in balia
dell’amante e facilmente condizionabile. La sua
superficialità lo porta a lasciarsi manipolare dalla Von
Wagner al punto da lasciar fallire la propria attività
commerciale e partire all'avventura verso un’isola
dispersa nell’oceano. Solo la disperazione riesce a
strapparlo dalle grinfie della sua aguzzina. Infatti, il
presunto omicidio finale potrebbe ritenersi figlio di un
forte stato di depressione. |
|
|

|
|